Roma, coppia gay aggredita da dieci giovani. La condanna di Imma Battaglia e Sebastiano Secci, che s'appellano alla sindaca Raggi

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Ennesima aggressione omofoba a Roma a danno, questa volta, d’una coppia di 30enni gayIl pestaggio è avvenuto a Trastevere nelle ultime ore di venerdì 20 aprile.

Dopo aver trascorso la serata in un locale con un gruppo d’amici, Marco e il compagno si sono recati a prendere l’auto quando sono stati accercchiati da un gruppo di dieci uomini di giovane etàAgli insulti sono seguiti calci e pugni.

Riusciti a sottrasi fortunosamente al pestaggio, hanno contattato il 113 per poi portarsi al pronto soccorso, dove sono state riscontrate a entrambi diverse escorazioni e a uno dei due la perforazione del timpano.

Come riportato da Il Messaggero, la coppia ha dovuto sopportare anche in ospedale commenti e batture fuori luogo da parte di infermieri. 

«Quello che mi ha fatto più male - racconta Marco - è stato lo schiaffo che ho preso da parte di una societa in cui vivo. Leggo tantissimo di omofobia, ma qui non si tratta di omofobia ma di semplice educazione civica, una delle prime cose che mi è stata chiesta è il motivo dell'aggressione, se fossimo stati in atteggiamenti tipo “mano nella mano”».

Il duro j'accuse di Imma Battaglia

La prima a denunciare con durezza l’accaduto è stata Imma Battaglia sulla sua pagina Fb con un lungo post in cui si è rivolta a gran voce all sindaca Virginia Raggi.

«Che tristezza - si legge in esso, una città "capitale del degrado urbano", del razzismo e dell'omofobia, specchio di un paese alla deriva, senza regole, incapace di trovare accordi per il bene comune.

Questo è il risultato del crollo dei valori, degli ideali, di un populismo imperante dove si è convinti che, pur di governare si possa fare accordi con tutti; politici giovani e rampanti gonfi di presunzione e arroganza ma vuoti di ideologie; sì perché c'è una differenza tra destra e sinistra, fa populismo e socialismo, fra qualunquismo e bene comune; abbiamo lottato tanti anni perché non ci fosse più discriminazione, perché nessuno più potesse temere di amare liberamente il proprio compagno o la propria compagna e invece ci troviamo di nuovo a leccarci le ferite dell'omofobia, del bullismo; e come al solito il vile si muove in branco incapace di affrontare a testa alta i mostri interiori che lo affliggono, le proprie insicurezze, le fragilità aggredendo persone innocenti la cui unica colpa è la propria libertà di amare! haters reali, odiatori seriali, nichilisti, figli del vuoto nutriti dalla politica del nulla; a voi branco di omofobi, dico: noi non vi temiamo, non ci fate paura; noi non ci nascondiamo più e oggi più che mai è tempo di GAY PRIDE!

E dico alla sindaca Virginia Raggi​, prendi esempio dalla tua collega Chiara Appendino​ e batti un colpo contro l'omofobia, partecipa al #gapride a #Roma, condanna questo gesto e convoca subito associazione per un piano di azione contro l'omofobia!».

Secci: Sicuri che la sindaca Raggi e il presidente Zingaretti saranno al Roma Pride per dire no all'omotransfobia

Contattato da Gaynews, Sebastiano Secci, presidente del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, ha condannato fermamente l'accaduto dichiarando: «Stiamo raccogliendo informazioni su questo ennesimo episodio, con lo scopo di offrire assistenza e supporto, come già avvenuto le scorse settimane e come avviene, purtroppo sempre più spesso, con quanti chiamano il nostro Circolo per segnalare episodi analoghi

È innegabile che a Roma, così come in altre città italiane,  siano sempre più frequenti episodi di omotransfobia che si inseriscono in un clima fascista che dilaga in tutto il Paese. È necessario che la classe politica prenda posizioni nette ed inequivoche sul tema individuando soluzioni legislative ma, soprattutto, adoperandosi perché, a partire dalle scuole, sia possibile attivare sempre più percorsi culturali di contrasto all’omotransofobia.

Anche per questo siamo sicuri che la sindaca Raggi e il presidente Zingaretti saranno in piazza con tutto il Roma Pride il 9 giugno perché la lotta contro l’omotransfobia è una lotta di civiltà per tutte e tutti».

Cirinnà: Serve un intervento delle istituzioni capitoline perché venga promossa la cultura della diversità

E in serata è intervenuta anche la senatrice Monica Cirinnà sulla sua pagina Facebook. «Ancora un'aggressione omofoba a Roma - ha scritto la madrina della legge sulle unioni civili -. Due persone non possono camminare tenendosi per mano che vengono selvaggiamente picchiate.

La legge sulle unioni civili ha portato un riconoscimento legale e sociale alle coppie dello stesso sesso eppure sopravvivono ancora pericolose manifestazioni di grave e violenta regressione culturale. Serve un intervento forte e inequivocabile della cittadinanza e delle massime istituzioni, anche quelle capitoline, perché sia assicurata la sicurezza e venga promossa la cultura della diversità».

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