Perugia, quel che resta di un Pride: la lotta a ogni forma d'odio e di discriminazione attraverso l'amore (GALLERY)

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Doveva essere una gaia invasione secondo lo slogan programmatico. E tale è stato il Perugia Pride che, sabato 30 giugno, ha visto sfilare per le vie del capoluogo umbro oltre 5.000 persone.

Tra i partecipantia anche una delegazione del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli e l'ex presidente d'Arcigay Paolo Patanè

Ad aprire la marcia dell’orgoglio Lgbti una delegazione d’immigrati in segno d’evidente protesta alle politiche del governo giallo-verde in materia di migrazione e tutela delle minoranze. Una reazione a quell’emorragia d’umanità – per usare le parole di Don Ciotti – per fermare la quale Libera, Arci e Anpi hanno invitato a indossare, il 7 luglio prossimo, una t-shirt di colore rosso.

Così la gaia invasione perugina ha dato evidente prova di come le associazioni Lgbti intendano sempre più fare della trasversalità d’intenti il loro impegno primario. Anche per dimostrare come una cultura, che mette al centro l'individuo, il rispetto dell'identità, delle differenze e delle libere scelte, sia possibile e necessaria.

Via maestra per giungere a tutto ciò resterà sempre l’amore.

Quell’amor vincit omnia di virgiliana memoria, che utilizzato come titolo per l’ultima puntata di Sense8, ha trovato un’immagine plastica e riassuntiva al Perugia Pride nel bacio tra i due attivisti Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Omphalos Lgbti) e Valerio Colomasi (Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli).

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