Addio a Lino Manfredi, "colonna" di Agedo e poi fondatore di GeCO. Fu paladino nel contrasto alle discriminazioni, soprattutto nelle scuole

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La morte di Lino Manfredi, fondamentale punto di riferimento della collettività Lgbti italiana, ha provocato cordoglio e afflizione in quanti, dagli anni '90 ad oggi, ne hanno seguito con interesse le battaglie di civiltà e in quanti hanno avuto il piacere e l’onore di incontrarlo e di apprezzarne l’umanità e la determinazione.

La scomparsa è avvenuta domenica 5 agosto mentre i funerali si terranno si terranno il 9 agosto presso il tempio crematorio del Cimitero Monumentale di Torino.

Lino Manfredi e la moglie Laura Mariotti entrarono in Agedo a metà degli anni '90 e sono diventati, ben presto, delle vere e proprie colonne dell’associazione al punto tale da essere individuati tra i “protagonisti” del film documentario 2 volte genitori, pellicola del 2008 realizzata da Claudio Cipelletti, con la collaborazione di Lucia Bonuccelli e Francesco Pivetta, in cui si narra cosa accade all’interno delle famiglie quando i figli fanno coming out.

L’attività di Lino è stata sempre rivolta in maniera particolare al lavoro nelle scuole, perché era convinto, a buona ragione, della centralità che riveste la scuola nel contrasto a ogni forma di stigma ed esclusione.

La scuola era, per Lino, il luogo in cui si vinceva o si perdeva la battaglia contro il pregiudizio e infatti, ancor prima che Agedo entrasse nel FoNAGS (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola), che ha sede presso la direzione generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione del Miur, Lino Manfredi già sedeva nel FoRAGS Piemonte, perché il suo impegno, soprattutto nel territorio piemontese, era chiaro a tutta la collettività (Lino Manfredi si è impegnato a lungo anche al Tavolo Lgbti del Comune di Torino).

D’altronde, Lino è stato tra i fondatori del Comitato Agedo di Torino nel 2014, benché nel maggio 2016 abbia poi deciso di uscire da Agedo e fondare GeCO, Associazione di Genitori e Figli contro l’omotransfobia.

Insomma, la scomparsa di Lino Manfredi non è solo la scomparsa di un uomo di cultura che si è impegnato nella diffusione di informazioni importanti per la crescita sociale e civile del nostro Paese, ma la scomparsa di un attore attivo della lotta di rivendicazione di diritti e dignità della comunità Lgbti, un militante brillante e dotato di grande umanità che ha saputo parlare ai più giovani, infondendo loro coraggio e fiducia. Ma anche a tanti adulti che, per la prima volta, si trovavano a confrontarsi con l’omosessualità delle proprie figlie e dei propri figli e che, necessariamente, dovevano “rinascere” come genitori, ripartendo da zero ma con la guida di altri genitori in gamba come Lino Manfredi.

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