Antonella Napoli: «Minacciata di stupro da neofascisti: gli stessi che mi bersagliano quando parlo di diritti. Ma non mi lascio intimidire»

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Componente dell’ufficio di presidenza di Articolo 21 e dell'associazione Giornaliste italiane unite libere autonome, la giornalista Antonella Napoli è presidente d’Italians for Darfur Onlus.

Autrice dei volumi Volti e colori del Darfur e Il mio nome è Meriam, è da sempre attenta al tema dei diritti civili nei Paesi africani e asiatici. Come analista di questioni internazionali, ha commentato negli ultimi giorni l’ascesa del partito d’estrema destra del sovranista anti-immigrazione Jimmie Akesson in Svezia. Motivo per cui è stata ieri attaccata da neofascisti con insulti sessisti e minacce di stupro.

L’abbiamo perciò contattata all’indomani di tali aggressioni via social.

Antonella, sei stata vittima di attacchi da parte di neofascisti. Puoi raccontare in breve che cosa è successo ieri?

Stavo seguendo le elezioni svedesi. Come capita spesso, ho anticipato il contenuto dell’articolo che avrei scritto attraverso un tweet dal mio account. In pochi minuti hanno cominciato a coprirmi di insulti e di minacce. Di solito io ignoro i leoni da tastiera. Ma quando hanno insinuato che potessi essere vittima di uno stupro, allora ho reagito. Anche perché non era la prima volta che succedeva. Proprio un anno fa, per un mio commento su un manifesto di Forza Nuova che riprendeva slogan fascisti contro lo stupro, avevo subito lo stesso trattamento.

A tuo parere rispetto allo scorso anno si registra un aumento di casi d'odio via web?

Purtroppo sì. La cosa peggiore è che ci sono fomentatori, anche figure istituzionali, che alimentano il fenomeno.

Come giornalista, sei anche attenta al tema dei diritti civili e discriminazioni: l’altro giorno hai, ad esempio, trattato della decriminalizzazione dell’omosessualità in India. Secondo te il fatto che gli stessi sostenitori delle destre estreme siano anche omofobi costituisce un pericolo alla tutela di tali diritti, soprattutto in Italia?

Assolutamente sì. Vengo bersagliata spesso sia perché mi occupo di diritti civili sia di diritti umani, delle periferie del mondo, dei cosiddetti ultimi, di cui si preferisce non sentir parlare. Ma non mi sono mai lasciata intimidire. Bisogna essere compatti e continuare a fare informazione di qualità, sui diritti e su tutti temi che vorrebbero tenere in un cono d’ombra.

Intervistato da Mentana sulle dichiarazioni di Michelle Bachelet, il ministro Salvini ha affermato che sarebbe opportuno inviare commissari in quei Paesi in cui, ad esempio, è praticata l’infibulazione o gli omosessuali sono scaraventati dai tetti. Come giudichi tali rilievi da un segretario di un partito come la Lega, le cui posizioni nei riguardi delle posizioni Lgbti non sono certamente di rispetto e tutela?

Salvini è un provocatore. Ma è ancor più grave che, da ministro dell’Interno, se ne esca con tali dichiarazioni.

Che cosa farai nei riguardi di chi ti ha ieri attaccato?

Oggi ho presentato denuncia alla polizia postale. Non mi lascio intimidire: d’altronde nel mio sangue scorre quello di un partigiano che ci ha rimesso un occhio e una gamba per i principi della democrazia e della libertà.

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