Udine, coperto di scritte antirazziste uno dei presepi cittadini. Il sindaco Fontanini: «È un atto di blasefemia, forse opera di gruppi Lgbt»

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«Quello del presepe imbrattato è un atto di blasfemia contro la religione cattolica, che ci preoccupa molto. È la seconda volta nel giro di poco tempo che il presepio di piazzetta del Pozzo, in pieno centro a Udine, è oggetto di un attacco con frasi ingiuriose».

Questo il commento di Pietro Fontanini, sindaco leghista del comune friulano, dopo che nella notte di Natale la rappresentazione presepiale, posizionata sulla piazzetta alla fine di via Aquileia (una delle sei allestite in centro città dalla Confesercenti), è stata oggetto di una singolare protesta a favore dei migranti

Sulle sagome di Maria, Gesù, Giuseppe, i cui volti sono stati africanizzati con vernice spray marrone, sono state infatti vergate le rispettive scritte antirazziste: La vostra Maria, ogni donna incinta in Libia senza dire si' al suo Signore; Il vostro Gesù, un bimbo nato a bordo delle navi che non accogliete; La vostra fede, un razzismo dalla lunga storia in una con Il vostro Giuseppe, un uomo a cui negate la dignità togliendo le panchine.

Riferimento, quest’ultimo, quanto mai eloquente, perché rimanda alla cosidetta ordinanza “antibivacco” che, emanata da Palazzo d’Aronco per l’intera durata delle festività natalizie (ma che potrebbe essere in realtà permanente), ha disposto la rimozione di due panchine, utilizzate da immigrati e senzatetto, per far posto al contestato presepe in piazzetta del Pozzo .

Infatti, come ricordato dallo stesso Fontanini, più persone «subito dopo l'allestimento del presepio, l'8 dicembre scorso, si erano mobilitate in un sit in di protesta» con tanto di scritte: Udine: foglio di via a Giuseppe e Maria; Fontanini: Niente panchine ai clandestini; Cara Giunta comunale, la Sacra Famiglia non è naturale; Se a un presepe togliete arabi, africani, ebrei e rifugiati, restano solo il bue e un asino

Mentre sono in corso le indagini della Digos su quell'episodio e su quello verificatosi la notte di Natale, Fontanini non ha esitato a ravvisarne una matrice comune, arrivando a ipotizzare le responsabilità in capo a «gruppi che fanno riferimento al mondo anarchico o Lgbt, che hanno preso di mira questo presepio». Davanti al quale è stato inoltre ritrovato un tappeto orientale, che per il sindaco potrebbe essere anche «un richiamo all'Islam per mettere in contrapposizione le due religioni». 

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