Congresso Mondiale delle Famiglie, il card. Parolin: «Credo che siamo d'accordo sulla sostanza. Le differenze ci sono sulle modalità»

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Al via stamani presso l’auditorium romano di San Paolo Fuori le Mura le manifestazioni celebrative in occasione del 150° anniversario di fondazione dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù. A esse hanno preso parte, fra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la ministra della Salute Giulia Grillo, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma Virginia Raggi e la presidente del nosocomio Mariella Enoc.

È intervenuto anche il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, che portando i saluti di Papa Francesco, ha rilevato come oggi «la cura passi necessariamente per la ricerca, che richiede sempre investimenti importanti in strutture, tecnologie e risorse umane: è essenziale investire in percorsi di innovazione scientifica, per rispondere alle sfide del futuro».

A margine dell’incontro il porporato veneto ha risposto alle domande dei giornalisti. Interpellato sulla questione della Mare Ionio, ferma al largo di Lampedusa con 49 migranti a bordo, ha dichiarato: «Spero che queste emergenze non capitino più e si trovino modalità per venire incontro a tali necessità. Spero quindi che ci siano delle procedure umane per trattare questi casi. Questo è il mio auspicio».

Il successore di Tarcisio Bertone, pesantemente coinvolto in scandali finanziari relativi proprio allo storico ospedale pediatrico di proprietà della Santa Sede, ha quindi risposto a una domanda relativa all'imminente Congresso mondiale delle Famiglie.

Una risposta rapida quella di Parolin, che, in bilico tra la relativa posizione di silenzio della Santa Sede e la sua personale partecipazione personale alla precedente edizione del World Congress of Families in Moldavia, ha detto diplomaticamente: «Io credo che siamo d'accordo sulla sostanza. Le differenze ci sono sulle modalità».

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