Raid di Forza Nuova a Bologna, Perugia, La Spezia: sotto attacco la Libreria delle Donne, Berizzi, Luxuria, don Zanotelli e la ministra Trenta

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In pochi giorni Forza Nuova ha inscenato in diverse ragioni raid contro ciò che ritiene infamia e perversione.

Prima a Bologna, dove la mattina del 4 aprile l’ingresso della  Libreria della Donne in via San Felice è stato tappezzato di volantini e “transennato” con un nastro segnaletico bianco e rosso. Sotto attacco la serie d’eventi culturali dal titolo Identità di genere nei libri, per l'infanzia, che, secondo militanti forzanoviste, inculcherebbero nelle «menti dei nostri figli un pensiero abnorme e innaturale». Blitz difeso dai vertici del movimento d’estrema destra, sulla cui pagina ufficiale è ieri comparso il post minaccioso: «Bologna. Dei vostri libri gender faremo falò».

Nella notte d’ieri Forza Nuova Perugia ha invece affisso uno striscione con la scritta No al festival dell’infamia e della perversione nel capoluogo umbro, dove termina oggi il Festival del Giornalismo.

A finire nel mirino dei militanti il giornalista sotto scorta de La Repubblica Paolo Berizzi (minacciato di morte per le sue inchieste sul neofascismo e per il libro NazItalia - Viaggio in un Paese che si è riscoperto fascista), Vladimir Luxuria e padre Alex Zanotelli.

Con un post sgrammaticato su Fb la sezione umbra ha così motivato il raid: «Con questo esplicito striscione Forza Nuova si schiera contro il festival del giornalismo che si sta celebrando in questi giorni a Perugia. Un concentrato di idiozie politicamente corrette, prive di qualsiasi attinenza alla realtà. Quello che doveva essere un evento dedicato all’informazione si è difatti tramutato in un cenacolo partigiano di ispirazione trozkista. L’ultimo vagito di una sinistra sconfitta dal flusso degli eventi e schifata dalla gente.

Si parte dall’aberrante conferenza pornografica del signor Guadagno, in “arte” Luxuria , sulla "Transessualità spiegata ai bambini”. Si passa quindi ai piani pro società multirazziale di Don Zanotelli. Chissà se fra gli effetti benevoli dell’immigrazione a cui pensa vi è anche la scazzottata fra pusher stranieri a Fontivegge di qualche giorno fa ?

Infine come farci mancare il solito pistolotto antifascista di Berizzi? Già, perché il libro dell’editorialista della Repubblica è un must per la sinistra terminale: una accozzaglia di fatti a malapena verosimili e disarticolati nel tempo e nello spazio, scritti sotto la dettatura di un traditore, alla ricerca spasmodica di un istante di fama. Apprendiamo infine, della possibile presenza della creatrice delle Femen. Il circo antifascista e pro Soros sarebbe a quel punto al completo. Ci auguriamo anzi che la Shevchenko ci sia e si spogli come suo solito, contribuirebbe infatti a far alzare il livello».

Berizzi ha così commentato su Fb l’accaduto: «E anche a Perugia i fenomeni di ForzaNuova mi danno il benvenuto per la mia partecipazione al #Festivalinternazionaledelgiornalismo #ijf2019: solito vigliacco striscione fascista nella notte e comunicato su Fb. Se la prendono anche con #Luxuria e don #Zanotelli. Ah, io sono l'infame! Che pena mi fate!».

Sempre nella giornata d’ieri è toccato, infine, alla ministra della Difesa subire l’offensiva di Forza Nuova, che davanti alla base navale di Porta Marola a La Spezia ha srotolato uno striscione con la scritta: Trenta, dimettiti. Motivo dell’indignazione, questa volta, gli auguri che la ministra aveva rivolto, alcuni giorni fa, a due donne della Marina militare unitesi civilmente.

«Riteniamo inaccettabili – così in una nota Angela Verdicchio, coordinatrice regionale della Liguria – le dichiarazioni del ministro della Difesa, che parla di svolta e di evoluzione culturale a proposito di un evento che non è altro che un attacco alla famiglia, nonché l'ennesimo tentativo di sovvertire l'ordine naturale delle cose.

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, allineata al peggior politicamente corretto, in linea con l'operato di quel Governo che ama definirsi "Governo del Cambiamento", mostra il volto del vero oscurantismo dei nostri tempi: quello della ragione e del buon senso, sperticandosi in auguri discriminatori verso tutti quei membri delle forze armate che hanno contratto un vero matrimonio e ne sostengono i doveri senza aspettarsi niente dalle istituzioni, attribuisce alle forze armate il suo pensiero di sostegno alla propaganda omosessualista.

A fronte delle difficoltà che affronta il popolo lavoratore sottopagato e vessato da tasse inique, pensionati immiseriti e derubati, infrastrutture civiche ed istituzioni sociali in degrado, si vuole rimediare a costo zero elevando a diritti quelli che sono desideri poco edificanti, tralasciando i veri diritti primari dei cittadini».

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