Le analisi sul dna del cadavere murato nel garage degli orrori di Ponticelli  non danno più adito a dubbi: il corpo martoriato è quello del giovane Vincenzo Ruggiero, vittima della ferocia di Ciro Guarente.

A gennaio saranno consegnati alla Procura di Napoli Nord tutti gli esiti e le rilevazioni medico-scientifiche che sono state portate a termine in questi mesi.

Resta da capire chi abbia aiutato materialmente Ciro Guarente a sezionare e murare il corpo di Vincenzo che, come appurato dagli inquirenti, era stato ucciso ad Aversa nella casa che abitava con l'amica Heven Grimaldi. Ucciso con la pistola procurata a Guarente dal reo confesso Francesco De Turris.

Struggente la dichiarazione della madre di Vincenzo che, sulla sua pagina Facebook, ha scritto: Non è Natale senza te.

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Il 22enne Mario Donadio e il 24enne Yevheneik Borysyuk erano stati fermati sabato scorso in flagranza di reato mentre tentavano di estorcere del denaro a don Crescenzo Abbate per un video hard. Un video in cui il parroco della chiesa della Trasfigurazione in Succivo (Ce) sarebbe stato filmato mentre aveva un rapporto sessuale con uno dei due giovani.

20mila euro la somma richiesta (di cui mille erogati proprio sabato mattina con banconote segnate) al sacerdote, che aveva sporto tempo fa denuncia contro Mario e Yevheneik.  Ma i due 20enni hanno però dato una versione ben diversa agli inquirenti. I mille euro sarebbero soltanto il corrispettivo delle prestazioni a pagamento secondo gli accordi presi con don Crescenzo.

In ogni caso, lunedì mattina, la gip Valentina Giovanniello del tribunale di Napoli Nord ha convalidato il fermo e disposto gli arresti domiciliari per i due giovani. E intanto a Succivo, tra colpevolisti e innocentisti, non si fa che parlare di don Crescenzo. Anche perché, come scritto da una ragazza del luogo in un gruppo Fb, «in piazza tutti i ragazzi sanno da chi andare, e cosa fare, se hanno bisogno di un po' di soldi».

Nel condannare l’estorsione si è unanimi. Ma molti a Succivo sapevano da tempo delle abitudini di don Crescenzo con uomini bisognosi. Molti ne ridacchiavano sussurandoselo all’orecchio. Senza però avere mai il coraggio di parlarne alle autorità ecclesiastiche competenti.

E ieri, a seguito del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, uno stringato comunicato della diocesi d’Aversa (dove è incardinato don Crescenzo) rendeva nota la sospensione temporanea del sacerdote dall’ufficio di parroco.

«Le notizie - si legge nella nota - immediatamente divulgate ieri dai mezzi della comunicazione, relative alla vicenda della denuncia per tentata estorsione sporta dal Parroco di Succivo a carico di due giovani, residenti nello stesso luogo, e della successiva convalida del fermo di questi ultimi, nonché della particolare situazione che avrebbe fornito l’occasione e la motivazione dell’azione estorsiva, trova questa Diocesi profondamente consapevole della gravità dei fatti e vivamente colpita per il disagio che ne consegue nelle persone coinvolte e nell’intero tessuto sociale ed ecclesiale. Si attende con rispetto che le indagini condotte dalle Autorità Giudiziarie facciano chiarezza e accertino l’effettiva consistenza dei fatti e delle responsabilità di quanto accaduto. Nel frattempo, e per il tempo che sarà ritenuto necessario, la Diocesi ha disposto di chiedere al Sacerdote la sospensione temporanea dal suo ufficio di Parroco».

Quello che è apparso a tanti quale un atto tempestivo dell’Ordinario aversano, è in realtà una risposta molto tardiva a una situazione già denunciata nell’aprile 2016 al vescovo d'Aversa, Giovanni Spinillo. Che, però, non fece nulla.

In due telefonate, registrate e rese oggi pubbliche da Gaynews, Francesco Mangiacapra aveva fatto il nome di Don Crescenzo con riferimento ad alcuni di questi episodi. Di cui non pochi succivesi avevano trovato riferimenti nel libro dello stesso escort napoletano Il Numero Uno. Confessioni di un marchettaro. Non è forse un caso, come raccontato dallo stesso Mangiacapra, che ogni tentativo di presentare il suo volume a Succivo fosse caduto per l’addietro nel vuoto.

Ascolta gli audio delle telefonate di denuncia al vescovo d'Aversa nei confronti del parroco di Succivo

 

 

 

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Si sussegguono le notizie che la stampa riporta relativamente alla morte di Vincenzo RuggieroProprio in seguito all’intervista pubblicata da Gaynews, in cui l’escort napoletano Francesco Mangiacapra racconta particolari relativi all’omicida, siamo stati contattati da un ragazzo che, preferendo restare anonimo per chiare e comprensibili ragioni di privacy, ha voluto raccontarci altri particolari dell’assassino Guarente.

Ne raccogliamo a telefono il racconto e nella sua voce leggiamo tutto lo sconvolgimento interiore di chi è sgomento per la morte del 25enne di Parete.

Tu conosci bene Ciro Guarente, l’assassino di Vincenzo Ruggiero?

Sì, lo conosco benissimo. Siamo amici da tanti anni e non riesco a credere che abbia potuto fare una cosa del genere: sono sconvolto.

Tu sei al corrente dei rapporti tra la vittima e Ciro? Ce li puoi descivere?

Certo che ne sono al corrente. Tutti ne siamo al corrente tra le persone legate a Ciro. Ciro nutriva un rancore morboso nei confronti di Vincenzo. Ciro era rancoroso perché – secondo lui - Heven dedicava più attenzioni a Vincenzo che a lui. Un paio di anni fa Ciro già aveva aggredito violentemente Vincenzo perché l’aveva trovato a casa di Heven. Insomma, posso dire che sono almeno due anni che Ciro cova questo risentimento assurdo verso Vincenzo ma nessuno avrebbe mai creduto che potesse arrivare a tanto.

Ciro era gelosissimo di Heven. Perfino nei miei riguardi fu aggressivo perché una volta Heven mi volle vedere da solo per confidarmi dei segreti. Una cosa normale tra amici e io sono amico anche di Heven. Ciro si arrabbiò anche con me.

Ma quali erano i rapporti tra Heven e Vincenzo?

Erano grandi amici. Un rapporto d’amicizia solidissimo. Forse Heven all’inizio era anche infatuata di Vincenzo ma tra loro non c’è mai stato nulla. Era davvero una relazione di profondissima e sincera amicizia.

Quali erano, invece, i rapporti tra Ciro e Heven?

Heven mi ha confidato che spesso Ciro era violento anche con lei. Mi ricordo che mi ha detto che Ciro le ha tenuto la testa sotto l’acqua fino a farla svenire, che l’ha minacciata con un coltello, che la picchiava e che l’ha perfino chiusa in un armadio. Ciro non sopportava la presenza di Vincenzo anche se, devo dire, che la relazione tra Ciro e Heven è una relazione “in crisi” da sempre.

Nei giorni in cui si è diffusa la notizia della sparizione di Vincenzo quali sono state le reazioni di Ciro?

Ciro negli ultimi tempi sembrava stravolto, sinceramente.  Sulla sparizione di Vincenzo percepivo che preferiva non soffermarsi troppo. Una volta a un amico che gli chiedeva cosa ne pensasse, Ciro rispose in malo modo che non dovevamo rompere le scatole e che Vincenzo se ne era andato via con qualche uomo pieno di soldi.

Vincenzo aveva sentore di quest’odio nutrito dal Guarente?

Credo di sì. Molti amici gli stavano consigliando di andare via da casa di Heven. Certo nessuno pensava che Ciro arrivasse a compiere un omicidio e in un modo cosi efferato. Ma avevamo paura che in uno scatto d’ira Ciro potesse comunque far male a Vincenzo. Già in passato lo aveva schiaffeggiato e gli aveva dato anche un pugno.

Che reazione hai avuto alla notizia che l’assassino di Vincenzo è il tuo amico Ciro?

Mi sono sentito ferito due volte. La prima perché quello che ha fatto a Vincenzo è assurdo e atroce. La seconda perché questo Ciro non è quello che credevo di conoscere e di cui ero amico. Il Ciro che conoscevo io era un ragazzo disponibile e solare. Aveva tanta voglia di vivere e divertirsi. Non avrei mai creduto che arrivasse a fare certe cose. Ricordo che, tempo fa, andammo tutti e tre, io, Ciro e Vincenzo, a fare delle compere insieme. Non mi sarei mai aspettato un epilogo del genere.

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Originario di Parete (Ce), il 25enne Vincenzo Ruggiero continua a essere irreperibile dal 7 luglio. La sua scomparsa dall'abitazione in cui abitava insieme all'amica Heven Grimaldi ad Aversa, continua ad agitare tutti quelli che lo conoscono e che si sono mobilitati, specialmente nella comunità Lgbti campana, per favorirne il ritorno.

Sebbene la vicenda resti avvolta nel mistero, a partire dal fatto che Vincenzo è sparito portando con sé tutte le sue cose - nonostante la firma di un nuovo contratto lavorativo, che avrebbe dovuto firmare a breve e di cui era particolarmente felice - e senza aver mai comunicato l'intenzione di allontanarsi volontariamente, le forze dell'ordine stanno dando proprio nelle ultime ore un'accelerazione significativa alle indaginiNegli ultimi giorni anche la pagina della trasmissione Chi l'Ha Visto?, che tempestivamente aveva dato notizia della sparizione di Vincenzo Ruggiero, ha lanciato un accorato video appello della mamma del giovane.

Arcigay Napoli, che sta coadiuvando le forze dell'ordine nell'opera di ricerca, ha diffuso una nota stampa in cui si fa appello al senso di responsabilità di quanti abbiano una qualsiasi informazione su Vincenzo, chiedendo loro di recarsi nella più vicina caserma dei carabinieri o della polizia per fornire tutti gli elementi di loro conoscenza. Le informazioni, anche quelle all'apparenza più futili e prive di valore, potrebbero invece contenere indizi determinanti per tentare di ricostruire gli spostamenti di Vincenzo Ruggiero.

Gaynews, tra le prime testate a dare notizia della sparizione del ragazzo di Parete, si associa all'appello di Arcigay Napoli e chiede ai suoi lettori massima solerzia nel comunicare alle forze dell'ordine notizie, anche apparentemente ininfluenti, relative a Vincenzo.

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Vincenzo Ruggiero, un giovane di 25 anni molto conosciuto nella comunità Lgbti napoletana, è scomparso venerdì pomeriggio dall’abitazione che condivideva con una sua amica nel centro di Aversa. Poiché Vincenzo non aveva comunicato a nessuno l’intenzione di allontanarsi né c’erano tantomeno indizi di un simile progetto, amici e parenti sono molto preoccupati per la sua sorte. Vincenzo, inoltre, non si è neppure presentato a lavoro. Lavoro a cui tiene moltissimo e per il quale sta per firmare un nuovo importantissimo contratto.

Il pomeriggio in cui è scomparso avrebbe dovuto incontrare un suo carissimo amico, Francesco, per festeggiare l’imminente promozione lavorativa.

«Vincenzo è un ragazzo socievole, espansivo, e lungimirante – ci racconta proprio Francesco - Tra noi c'è un profondo legame d'amicizia. Mi ha più volte parlato dei suoi obiettivi: ha dei sogni come tutti noi e ne parla spesso. È un grande lavoratore. Puntuale, determinato, che si pone dei traguardi. Non a caso, la settimana prossima dovrebbe firmare il contratto che ha tanto desiderato e, per questo, ci saremmo dovuti incontrare venerdì. Avremmo dovuto festeggiare il suo nuovo importante contratto. Non so cosa sia potuto accadere: avevamo aspettato da tempo quel giorno, però purtroppo Vincenzo non è venuto all’appuntamento. Non so cosa pensare. Noi, amici più cari, gli siamo sempre stati vicino. Non ci siamo mai tirati indietro nel momento del bisogno. Vincenzo sa di poter contare su molti di noi se fosse in una situazione di difficoltà».

Per quale motivo allora andare via senza lasciare tracce? Aveva insistito per festeggiare la sua promozione: perché scomparire nel nulla? Per capirne di più, abbiamo sentito anche Heven, l’amica con cui condivide l’appartamento ad Aversa da circa un mese.

«Tra me e Vincenzo c’è un bellissimo rapporto – ci racconta Heven – e non avevo notato nulla di particolare nei giorni precedenti alla scomparsa. La settimana scorsa ero fuori città per lavoro ma ci sentivamo con regolare frequenza. Intorno alle 18.00 di venerdì, a seguito di una telefonata a cui non aveva risposto, mi ha inviato un messaggio per comunicarmi che era molto stanco e voleva riposare un po’. Da allora non ho più ricevuto sue notizie, nonostante abbia fatto di tutto per contattarlo. Sabato sono tornata a casa credendo di trovarlo: avevo paura si fosse sentito male, ero nel panico. A casa, invece, non c’era nessuno e mancavano anche tutte le sue cose. Ho subito avvertito gli amici più stretti. Non ho trovato messaggi o indizi per casa.

Sto uscendo fuori di testa, sto cercando ovunque ma non trovo nulla. Sono andata anche dalla madre che abita in un paese vicino ma non era neppure là e neppure lei aveva notizie di Vincenzo. Al negozio pure non sapevano cosa fosse successo. Lui era molto puntuale a lavoro e la settimana prossima avrebbe dovuto ricevere una promozione a cui teneva tantissimo. Mi raccontava ogni giorno quali sarebbero state le sue nuove mansioni ed era entusiasta. Perciò non capisco come abbia potuto mandare tutto all’aria e sparire volontariamente. Non ha senso. Se fosse dovuto andar via di corsa per qualche motivo, mi avrebbe lasciato un messaggio, mi avrebbe avvertito. Ho bisogno di sapere cosa sia successo a Vincenzo perché lui è la mia famiglia e non mi fermerò finché sulla sua sparizione non sia stata fatta luce».

Vincenzo è magro ed è alto 187 cm. Ha i capelli e gli occhi scuri. Chiunque avesse notizie, può contattare la nostra redazione e scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

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