Condivisione, amicizia e amore: sono questi i tre segreti che rendono un viaggio di gruppo Lgbt* magico oltre che indimenticabile, soprattutto se deciderete di organizzarlo in Europa e durante la stagione autunnale.

Se avete in mente di partecipare oppure di organizzare voi stessi un viaggio di gruppo, date un’occhiata a queste quattro mete gay-friendly in Europa, scelte per farvi trascorrere un viaggio bello, accogliente e soprattutto emozionante. Buon viaggio!

Per un week end o una breve vacanza

Budapest è la meta ideale per organizzare un viaggio di gruppo e festeggiare con gli amici la nuova stagione autunnale. Visitate i parchi e percorrete le sue strade eleganti e romantiche. Vedrete, l’autunno è la stagione ideale per organizzare in questa città un week end divertente, in compagnia e in relax e a pochi passi da casa. Budapest è oggi non solo una meta gay-friendly molto ricercata, ma è una piccola perla dell’Europa dell’est da scoprire in un viaggio tra amici e nuove conoscenze. Un consiglio spassionato? Fatevi una fotografia di gruppo sull’isola Margherita e capirete di cosa stiamo parlando!

Vi regalerà ricordi bellissimi

Non poteva non mancare Bruges, questo piccolo gioiellino nelle Fiandre è tra le mete da tenere d’occhio quest’autunno per trascorrere un viaggio di gruppo fiabesco oltre che avventuroso, romantico e perché no, anche rilassante. Passeggiate tra i suoi canali e ammirate da vicino la bellezza delle sue mura medievali, vedrete vi sentirete di stare in un’altra dimensione. Fotografate la magnifica e magica Basilica del Santissimo Sangue e visitate il Museo Groening ed infine organizzate una bella passeggiata pomeridiana sulle rive del lago Minnewater: un posto da vedere!

Tutti in Campania!

Potevamo dimenticare la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana? L’autunno è la stagione migliore dell’anno per organizzare un viaggio di gruppo in una delle destinazioni più belle e conosciute in tutto il mondo e amate dai viaggiatori Lgbt*! La luce, i colori e il fogliame che avvolgono le città di Sorrento e di Positano sono magici e i tramonti, soprattutto se deciderete di visitare queste mete in scooter saranno indimenticabili. La Costiera e la Penisola sono straordinari. Insomma non volete mica perdervi questo spettacolo?

Vi aspettiamo ad Atene

State pensando alla Grecia e alla città di Atene? Moderna, ricca di musei e una gay life molto attiva. La capitale del mediterraneo è la meta gay-friendly perfetta per organizzare un viaggio di gruppo e trascorrere un week end breve e low cost. Qui vivrete una vacanza all’insegna dell’emozione e dell’ospitalità. A rendere ancora più speciale il vostro soggiorno sarà l’incanto del Partenone, dell’Agorà e del Museo Archeologico Nazionale. Che dite, vi abbiamo convinti a far parte del gruppo?

 

e-max.it: your social media marketing partner

Strattonato, picchiato, gettato a terra dopo essere stato insultato quale ricchione. È successo nella notte  Barano d’Ischia, dove un gruppo d’adolescenti ha aggredito Giorgio Di Costanzo, noto militante locale di Rifondazione Comunista.

Dopo l’aggressione, avvenuta in piazza Mar del Plata in località Testaccio, gli aggressori si sono dileguati (ma sono stati identificati nella tarda mattinata di oggi) mentre la vittima veniva successivamente soccorsa i carabinieri della vicina stazione di piazza San Rocco.

Trasportato presso l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, Di Costanzo è stato medicato nonché sottoposto a tac.

Per Antonello Sannino il pestaggio di Barano d’Ischia sarebbe l’ennesima riprova di un’emergenza omotransfobia in Campania e, in generale, nel Paese. «Dal 1° giugno – ricorda il presidente d’Arcigay Napoli –  è il settimo caso nell'area metropolitana di Napoli (35° in Italia). Solidarietà e vicinanza a Giorgio.

Il clima d'odio leghista, generato da alcuni ministri salviniani, rende sempre più insicuro e violento il nostro Paese».

e-max.it: your social media marketing partner

È partito verso le 16:30 da Piazza Falcone e Borsellino il Pompei Pride. Una marea arcobaleno che, preceduta dallo striscione del Coordinamento organizzativo, si è ingrossata a mano a mano tra suoni, balli e slogan contro ogni forma di discriminazione e le politiche che le alimentano

Ma una marea pervasa anche da una forte dimensione affettiva come quella espressa da un cartonato raffigurante il responsabile nazionale per la Cultura d'Arcigay, da giorni degente in ospedale, con la scritta Claudio Finelli c'è.

Uno striscione, inoltre, realizzato da Gennaro Falanga, ha voluto rendere memoria a tutte le persone omosessuali vessate e mandate a morte, nei secoli addietro, dalla chiesa cattolica. Striscione che, come reso noto oggi dall'attivista stesso, sarebbe dovuto essere rimosso per ordini impartiti "dall'alto" alla Digos ma che per la tenacia degli organizzatori è stato portato fino al termine della parata.

10.000 le persone che hanno partecipato alla marcia regionale campana dell’orgoglio Lgbti. 30.000, secondo gli organizzatori, che hanno parlato di «successo senza precedenti e fuori da ogni aspettativa».

«Esiste e si fa sentire – ha commentato Antonello Sannino, presidente d’Arcigay Napoli – il pezzo importante del Paese che dice no ai censimenti per i rom. Che dice sì all'accoglienza per le persone che scappano dalla guerra dalla fame e dalla povertà e che dice sì al uguaglianza: un corteo colorato e giovane contro l'omotransfobia, contro l’odio e l’intolleranza».

Ma non sono tanto i numeri (comunque considerevoli) ad aver contato nel Pompei Pride quanto la sua forte caratura politica.

Alle bandiere delle associazioni Lgbti (da Arcigay a Famiglie Arcobaleno, da Agedo a Rete Lenford, da Apple Pie di Avellino al Wand di Benevento, da Alfi all’associazione di omosessuali credenti Ponti sospesi), dei sindacati (Uil e Cgil), di Amnesty International, di Libera di Don Ciotti erano infatti mescolate quelle del Pd, del M5s, di Potere al popolo.

E a marciare con le tante persone presenti le senatrici pentastellate Paola Nugnes e Virginia La Mura, i deputati Gennaro Migliore (Pd) e Gilda Sportiello (M5s), il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e tanti sindaci dell’area vesuviana. Tra cui Giorgio Zinno, primo cittadino di San Giorgio a Cremano, che nella mattinata aveva ricevuto una lettera d’insulti omofobi e minacce di morte con tanto di proiettile.

Significativa e mai scontata la partecipazione della senatrice dem Monica Cirinnà, che ha inizialmente sfilato dietro l’oramai noto striscione antisalviniano, rimosso dalla Digos in occasione del Siracusa Pride. Apprezzatissimo il suo intervento a chiusura del Pompei Pride, nel corso del quale ha affermato: «I parlamentari, tutti devono rispettare la Costituzione e chi dice che Non esistiamo dovrà farsene una ragione».

Ma a dare alla marcia campana dell'orgoglio Lgbti una forte dimensione istituzionale è stato soprattutto Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Pari Opportunità. Presenza, la sua, che annunciata in anteprima assoluta da Gaynews, è stata accompagnata sin dalla mattina d’ieri dalle reazioni di parlamentari e politici di destra come Malan, Meloni, Scilipoti, Giovanardi.

Ma a mostrare vivo disappunto è stato soprattutto il ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana che su Facebook ha scritto «Con tutto il rispetto, il sottosegretario Spadafora parla a titolo personale, e non a nome del governo, né tantomeno della Lega. Per quanto ci riguarda, la famiglia che riconosciamo e sosterremo, anche economicamente, è quella sancita e tutelata dalla Costituzione».

Una smentita dunque della presunta disponibilità dello stesso ministro leghista al dialogo sulle tematiche Lgti così come affermato da Spadafora nel corso del Pompei Pride. In ogni caso il sottosegretario ha chiaramente ribadito che «questo Governo non arretrerà sui diritti delle persone che sono qui oggi al Pride: c'è un grosso lavoro culturale e credo che qualcosa in più, una volta superate le priorità del Governo, potremmo fare». Ha infine annunciato l’imminente convocazione di un tavolo con le associazioni Lgbti.

Numerosi gli interventi che si sono succeduti alla fine della parata davanti all’ingresso dell’area scavi, tra cui quelli del coordinatore Eddy Palescandolo, del presidente d’Arcigay nazionale Flavio Romani, della cofondatrice di Famiglie Arcobaleno Giuseppina La Delfa e della responsabile delle Poltiche Trans per Arcigay Napoli Daniela Falanga.

È stato anche letto il messaggio augurale della vicepresidente della Camera Mara Carfagna che ha, fra l’altro, ricordato come sia irrinuciabile “il contrasto alla violenza omofoba”.

Saluto Pride

Guarda la GALLERY

e-max.it: your social media marketing partner

Un grave avvenimento di matrice omofobica sarebbe avvenuto ieri sera al Lido Turistico Beach Park di Bacoli, località marina in provincia di Napoli. 

Daniele Bausilio e Giuseppe Pitirollo, due giovani unitisi civilmente il 30 giugno 2017, sono stati messi alla porta - come hanno raccontato - perché si sono presentati al Lido “senza donne”. Neppure il tempestivo intervento dei carabinieri è stato risolutivo.

In ogni caso, alle prime ore di oggi, Daniele e Giuseppe hanno sporto denuncia presso la Questura di Napoli. A testimoniare un'altra coppia (Pompilio Morganella e Salvatore Senese), che era con loro al momento dell'allontanamento dal Beach Park.

Ecco come lo stesso Daniele ha raccontato l'accaduto su Facebook: «Stasera io e mio marito siamo andati al Lido turistico. All'ingresso ci è stato detto che non potevamo entrare perché non accompagnati. Alla nostra spontanea e ingenua domanda: Accompagnati da chi?, loro hanno risposto: Da donne, perché si entrava in coppia (e non era una serata a tema ma bensì una tranquillissima serata).

Noi abbiamo detto che la coppia eravamo noi e da un anno anche per legge. Loro ci hanno sbattuto in faccia il fatto che per loro la coppia è formata da uomo e donna...

Provo una tale collera e una tale tristezza perché, dopo anni di lotta per i nostri diritti, ci ritroviamo in una situazione del genere. Ci siamo sentiti umiliati, discriminati, offesi e feriti di fronte a tale ignoranza. Chiedo il vostro aiuto per la condivisione per far sapere a più persone lo schifo e l'ignoranza che c'è ancora in giro».

Immediata la condanna di Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, che ha detto: «Ancora una volta una  vera e propria apartheid per le persone Lgbti nonostante le leggi dell Stato e la legge sulle unioni civili. 

Intervenga subito la Regione, dove da mesi in VI° Commissione è depositata una legge regionale contro l'omotransfobia. Legge sempre più urgente.

È assurdo che questi episodi si ripetano con una frequenza sempre maggiore nei luoghi di turismo: un Paese che dovrebbe puntare sul turismo e sul turismo accogliente non può permettersi episodi come questo di Bacoli».

Sulla vicenda di Bacoli è intervenuta anche la senatrice Monica Cirinnà che, contattata da Gaynews, ha dichiarato: «Se corrispondesse al vero la notizia che a una coppia gay è stato impedito l’accesso in un locale pubblico nell’area flegrea, sarebbe una cosa gravissima.

Le autorità comunali intervengano sul locale, sanzionando pesantemente la proprietà, per ripristinare il buonsenso e la legge». 

Probabilmente, nei prossimi giorni, sarà organizzato un flash mob presso la struttura in questione. 

e-max.it: your social media marketing partner

Quella avvenuta nella serata del 9 marzo a Scafati (Sa), comune dell’Agro nocerino-sarnese, è soltanto l’ultima aggressione di matrice omofobica a danno d’un 13enne. È da mesi che l’adolescente, residente nella popolosa frazione di San Pietro, è infatti bullizzato verbalmente e fisicamente da un gruppo di coetanei.

Ma venerdì scorso il 13enne, costretto dal branco a entrare nella Villa comunale al centro di Scafati (chiusa al pubblico a quell’ora), è stato immobilizzato, molestato sessualmente e pestato a sangue. Il tutto accompagnato da parole volgari e fortemente offensive.

Rientrato a casa, non ha potuto nascondere l’accaduto alla madre che ha deciso di sporgere denuncia al comando locale dei carabinieri.

La vicenda ha sconvolto l’intera comunità scafatese. Dalla mattina di giovedì 15 marzo il centro cittadino sarà interessato da una striscionata, preparata dai ragazzi di Uds, mentre nella Villa comunale, alle ore 17:30, ci sarà un'assemblea pubblica organizzata da Uds, Arci Scafati e Arcigay Salerno.

E proprio dal presidente di Arcigay Salerno Francesco Napoli è stata espressa ferma condanna sull'accaduto. «Episodi come quello accaduto a Scafati - ha dichiarato a Gaynews - ai danni di un 13enne ci rattristano e ci indignano. Abbiamo espresso fin da subito la nostra solidarietà e data la massima disponibilità ad accompagnare il ragazzo e la famiglia in questa fase così dolorosa, sia sul piano psicologico che legale. Nel rispetto della privacy abbiamo voluto esprimere la nostra vicinanza. Ci teniamo al contempo però a ribadire l'urgenza di una strategia complessiva di contrasto alla violenza e alle discriminazioni nel nostro territorio, una provincia complessa ed eterogenea dove episodi di questo tipo non sono nuovi, ma dove anzi, spesso nel silenzio, si consumano drammi altrettanto dolorosi.

La politica, locale e nazionale, i linguaggi dei mezzi di comunicazione ed una certa faciloneria nel sottovalutare questi temi, stanno producendo un clima di sempre maggiore diseguaglianza, discriminazione e violenza. Le scuole, le istituzioni e tutte le agenzie educative sono chiamate ad uno sforzo comune, insieme alle associazioni del territorio affinché le nostre comunità siano stimolate ad una riflessione sana e concreta sul tema del bullismo e del bullismo omotransfobico.

Abbiamo bisogno di fare squadra contro stigma e pregiudizi, stereotipi e schemi socioculturali che ledono la civile convivenza e il futuro delle nuove generazioni. In questo come in altri episodi c'è una vittima che va difesa ed a cui bisogna far sentire il nostro calore e la nostra presenza, ma ci sono carnefici, spesso coetanei come in questo caso, che sono altrettanto vittime di una cultura e di una società che ci spinge a discriminare e non riconoscere chi potrebbe essere diverso da noi, che sia omosessuale o presunto tale come in questo caso, o che porti una sua originalità o singolarità. Penso alle ragazze ed ai ragazzi con disabilità, stranieri o che non siano aderenti allo schema sociale e culturale dominante. Qualunque intervento non può essere repressivo, o esclusivamente tale, ma deve porre al centro la crescita umana e sociale dei nostri giovani.

Arcigay Salerno sostiene inoltre gli sforzi delle associazioni degli studenti di Scafati e del circolo Arci di quel Comune che in queste ore stanno mostrando la loro vicinanza. Con loro scenderemo in piazza, giovedì 15 marzo, per far sentire la nostra solidarietà, per chiedere un impegno chiaro delle istituzioni e per sensibilizzare il territorio ad una nuova cultura delle uguaglianze.

Il Pride provinciale del prossimo mese di maggio, sarà l'occasione, ancora una volta, per dire no alla violenza e per promuovere reti territoriali di contrasto alla violenza e di promozione di diritti ed uguaglianze»

e-max.it: your social media marketing partner

Maria Rosaria Malapena è la delegata sessualità e disabilità del comitato provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ed è candidata alla Camera nelle liste di Potere al Popolo per il collegio plurinominale Campania 1 - 03.

La storia personale di Maria Rosaria Malapena è una storia di lotte e di obiettivi raggiunti, come quello di essere la prima Social Car Driver d’Italia. Riconoscimento ottenuto dal Comune di Napoli e con cui si è messa con l'auto personale, in maniera disinteressata, a disposizione della comunità per dimostrare a tutti che anche una persona con disabilità può essere un’eccellente autista nonché una risorsa importante della società.

Un’altra lotta che, da sempre, sta a cuore a Maria Rosaria è quella del diritto alla sessualità delle persone con disabilità che, come ha più volte ribadito, sono costrette non solo a confrontarsi quotidianamente con i limiti imposti da una società che non le considera ma a vedersi anche negare il diritto al piacere sessuale perché, ad esempio, in Italia non c’è alcuna legge che regoli l’attività di sex worker per le persone con disabilità.

Insomma, Maria Rosaria Malapena è una tenace donna di 34 anni che cerca di costruire una società più giusta e più solidale e proprio per questo ha accettato anche la sfida politica.

Incontriamo Maria Rosaria a pochi giorni dal 4 marzo.

Come mai hai deciso di candidarti con Potere al Popolo? Avevi mai pensato, in precedenza, di fare politica?

Sono una donna di sinistra e direi che non sono stata io a scegliere Potere al Popolo, quanto che ci siamo scelti a vicenda. Ho sempre pensato di voler fare politica perché, insieme all’arte e alla cultura, la politica può cambiare la nostra società. E voglio fare politica perché bisogna farla soprattutto per quelli che non possono farla attivamente.

Quali sono le cose su cui vorresti impegnarti maggiormente, qualora fossi eletta?

Ovviamente sui diritti civili, focalizzando l’attenzione sulla genitorialità delle persone Lgbti, sulla necessità di affermare il matrimonio egualitario, sulle urgenze legate al percorso di transizione. I diritti Lgbti non sono solo i diritti delle persone Lgbti ma riguardano tutte e tutti perché sono diritti umani.

Vivi in un piccolo paese: qual è stata la reazione dei tuoi concittadini alla notizia della tua candidatura?

I miei concittadini sono stati molto felici perché sanno che affronto la vita giorno per giorno con grinta e superando i disagi. Sanno anche che una persona come me ha la sensibilità giusta per capire le difficoltà quotidiane di una comunità.

Mi racconti un episodio della tua vita in cui, da donna lesbica e disabile, hai percepito in maniera netta di essere discriminata?

Un episodio che mi ha dato molto fastidio è accaduto mentre seguivo recentementw un corso di studi. Una docente, che ha dato per scontato che io fossi eterosessuale, faceva battute e allusioni, “spingendo” un ragazzo a farmi delle avances. Io, allora, ho provato a parlare con un’altra docente del corso, facendo presente che trovavo sgradevole l’atteggiamento della sua collega. Eppure, durante le lezioni successive, non è cambiato nulla. E ho dovuto sopportare le allusioni “stupide” dell’insegnante. La cosa mi ha offeso sia come donna e sia come donna che si è sempre liberamente e orgogliosamente dichiarata lesbica.

e-max.it: your social media marketing partner

Nell’ambito dell’Onda Pride 2018 la Campania ospiterà addirittura cinque marce dell’orgoglio Lgbti. Di cui quattro rispettivamente a Napoli, Avellino, Caserta, Salerno (resterà purtroppo scoperto, tra i capoluoghi di provincia, solo Benevento) e una a Pompei.

Quella nella cittadina vesuviana – fissata al 30 giugno –  costituirà una novità assoluta non solo nella regione ma in tutta Italia. Per la prima volta, infatti, un Pride avrà luogo in un piccolo centro non capoluogo di provincia.

Il Pompei Pride avrà come logo il Fauno danzante, uno dei simboli della città romana distrutta dall’eruzione del 79 d. C. Come spiegato da Luciano Correale, ideatore e creatore del manifesto grafico, «nel logo del Pompei Pride abbiamo pensato di unire elementi esplicitamente classicheggianti – il fauno, la corona d’alloro, il carattere del font e la data in numeri romani – a quelli dell’immaginario contemporaneo Lgbti. Vale a dire le strisce di colore arcobaleno e la t-shirt con il cuore rainbow».

Il graphic designer ha quindi rilevato come «in tale prospettiva il logo tenti di rievocare i caratteri inclusivi, eterni e internazionali della città di Pompei e della collettività Lgbti, fusi in un abbraccio artistico e ideale, al di là della storia, del tempo, dei divieti e dei pregiudizi».

Sui motivi sottesi alla scelta di Pompei quale luogo del Pride regionale campano  abbiamo raggiunto Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, che ha dichiarato: «Avevamo scelto da tempo Pompei, una città piccola ma dall’eco enorme. Pompei è una delle città italiane più conosciute al mondo ma con la mentalità di una città di 30mila abitanti. Andiamo a Pompei perché Pompei, volendo usare una metafora attualizzante, era un po’ l’Amsterdam dell’antichità. Senza dimenticare che, poco prima della convocazione del Pride, era stato scoperto nella cittadina vesuviana un calco di due uomini. Due uomini probabilmente travolti dall’eruzione del Vesuvio mentre erano in atteggiamento amoroso».

«Pompei – ha continuato il presidente di Arcigay Napoli – è una grande sfida in un momento delicatissimo per l’Italia e l’Europa in cui c’è un forte rigurgito delle destre, dei populismi e c’è una forte paura per tutto ciò che può essere differenza. Pompei sarà perciò anche il Pride della laicità, il Pride della tutela delle istanze laiche e democratiche di questo Paese. Perché il Paese sappia andare oltre».

Sull’attuale stato organizzativo della manifestazione Sannino ha affermato: «Dopo la dichiarazione del Sindaco, che non aveva concesso l’autorizzazione al Pride e sembrava non volerla concedere, si è tenuta alcuni giorni fa un’assemblea a Torre Annunzionata nella sede di Arcigay Vesuvio Rainbow. In quell’occasione Francesco Gallo, presidente del Consiglio comunale di Pompei, ha dichiarato che l’amministrazione è pronta a sostenere e patrocinare il Pride. Anche se siamo ancora in attesa di un comunicato ufficiale»

E sul percorso del corteo? «Abbiamo incontrato, il 5 febbraio – così Sannino –, il capogabinetto della questura di Napoli. Ci si rivedrà, lunedì 12, a Pompei per un incontro con addetti del locale Ufficio tecnico e con agenti della polizia comunale. Restano infatti alcuni nodi da sciogliere.

Primo tra tutti quello relativo il passaggio in piazza Bartolo Longo dove si trova il santuario della Madonna di Pompei. Dinanzi al quale si dovrebbe passare tanto più che, come diceva lo slogan del Pride nazionale di Napoli nel ’96 secondo un’affermazione dell’artista Ciro Cascina, La Madonna di Pompei vuole bene a tutti i gay».

 

e-max.it: your social media marketing partner

Scommettiamo che riuscirete a visitare Napoli in sei ore? E a conoscere a fondo sei (nuove) tradizioni e luoghi napoletani? Se avete in mente di visitare il capoluogo partenopeo per San Valentino, beh, date un’occhiata alle dritte che abbiamo pensato, per portarvi alla scoperta, in poche ore, di una città gay friendly meravigliosa!

Potrete anche visitare posti mai visti per esplorare altri ancora più belli: insomma sorriso a portata di mano e saje a quanta gent faje schiattà?

A piedi nudi anche per strada

A pochi passi dalla stazione centrale c’è Vico Soprammuro, una delle strade più note della città, nel quartiere Pendino, meglio conosciuta come Ncopp’ ‘e mura. Qui si concentra il mercato del pesce di Porta Nolana e centinaia di botteghe di artigiani dell’arte folkloristica partenopea. L’odore del pesce, unito alle luci e al calore del popolo napoletano, contribuiscono a creare da sempre una Napoli amata da italiani e stranieri. Acquistate un’anguilla e un capitone! Perché? Napule è addore e mare!

L’infanzia (ri)trovata

A Napoli l’infanzia (ri)vive due volte: stiamo parlando dell’Ospedale delle Bambole, che si trova nel cuore della città, in via San Biagio dei Librai, dal 1800. Qui la visita si trasforma in un vera e propria esperienza gay addicted: nostalgica, magica ed indimenticabile. Una promenade attraverso un'arte unica e originale. Un piccolo laboratorio aperto tutto l’anno, dove si riparano le braccia rotte delle bambole, si soccorrono i giocattoli e dove si può restare ad ammirare i medici all’opera!

Pink up your art!

Ci sono momenti nella vita in cui senti che devi lasciare tutto e metterti in cammino. Questo succede quando si decide di inoltrarsi nella street art dei Quartieri Spagnoli di Napoli e dei famosi murales del duo napoletano Cyop e Kaf, e non solo. Il quartiere dal 2015, ospita numerosissimi altri artisti come Diego Miedo e Rosaria Bosso, in arte Roxy in the Box.  Un tour che non può che non terminare con un selfie in compagnia di alcune delle figure celebri esposte. E chi scegliere? In top Rita Levi MontalciniAmy Winehouse!

L’ingrediente della pasta è la felicità

La prima parte del vostro tour non può che non terminare in uno dei ristoranti più famosi della città: Borgo Antico a Santa Lucia, a pochi passi da Via Partenope, dove potrete gustare (in due) una buonissima portata di tradizioni culinarie made in Naples in un ambiente romantico e assolutamente magico. Quindi Smartphone in borsa e un paio di occhiali vintage, il vostro San Valentino aspetta di essere immortalato a Napoli!

You will never find a love like Naples

Come cantava Pino Daniele in una sua celebre canzone, Napule è mille culure! Quindi app in mano, in questo caso BluBlazer e fate un salto a Piazza Bellini, nel cuore della gay life della città, in uno dei bar gay friendly storici della città, il Bar Fiorillo, per prendere un caffè o un buon cocktail. Attenzione! Un caffè a Napoli (minimo quattro al giorno) significa partecipare a un rito sociale, come se fosse un'iniziazione magica!

Farsi tentare da una sfogliatella o riccia?

Sfogliatella o babà? Qui a Napoli importa e come! L’importante come dicono in città è che sia un vero e proprio dolce napoletano! Scherzi a parte, andare via dalla città senza aver assaggiato una sfogliatella riccia o una pasta frolla è una bestemmia. Giuro! Dove mangiare le migliori? Da Pintauro oppure da Attanasio in vicolo dei Ferrovieri nelle adiacenze dipiazza Garibaldi.

e-max.it: your social media marketing partner

Summer Minerva è un attore, ballerina, scrittore ed educatore italo-americana. Il suo lavoro prova ad aprire i cuori dell’umanità per creare ambienti d’intimità e verità con la danza, le storie, e la musica. Summer Minerva è un artista queer e gender-fluid dotato di una forte spiritualità, il cui lavoro processa le dualità della nostra società: il dualismo di genere, la vita e la morte, la terra e il paradiso, l’interiore e l’esteriore, il reale e l’immaginario.

Summer vive e lavora a New York, presso il Gibney Dance Center dove presenterà il suo nuovo spettacolo nel Marzo 2018.

In questi giorni, Summer è a Napoli, città da cui proviene anche la sua famiglia e in cui sta preparando un progetto cinematografico e, il prossimo 2 febbraio, si recherà in pellegrinaggio presso il Santuario di Montevergine per prendere parte alla rituale “juta dei femminielli”.

Ogni 2 febbraio, infatti, nel giorno della Candelora, si ripete la cosiddetta “juta dei femminielli”, pellegrinaggio annuale di femminielli, ma anche trans, lesbiche e gay, presso il Santuario di Montevergine, per adorare l’icona di Mamma Schiavona, cioè la Madonna di Montevergine che, secondo la leggenda, nel 1256 avrebbe miracolosamente salvato la vita di due amanti omosessuali.

Quella che pubblichiamo di seguito è la lettera che Summer Minerva ha scritto a Mamma Schiavona.

Mamma Schiavona, la più cara, la più bella.

Nel 1950 quando mia nonna lasciò il suo paesino in Campania, Cesinali, per iniziare una nuova vita in America, non so quale fosse il suo rapporto con te. Non so se si sia mai arrampicata fin sulla cima della tua montagna per pregarti, glorificarti, adorarti. Non so neanche se immaginasse minimamente che avrebbe avuto 4 figlie e 8 nipoti e 5 pronipoti, tutti negli Stati Uniti.

Non so se potesse immaginare che uno dei suoi nipoti sarebbe stato, come me: appassionato, avventuroso, con temperamento artistico e queer. Che se l'aspettasse o meno, quando le ho parlato e l'ho presentata ai miei fidanzati, e mi sono presentata a casa sua con abiti e gonne a fiori, non mi ha mai giudicato o criticato, ha sempre evidenziato l’importanza di essere se stessi nella vita. Il mio pellegrinaggio a te sarà il contrario di quello che fece mia nonna quasi 70 anni fa, attraverso l’oceano, percorrendo migliaia di chilometri, gli infiniti momenti passati. Infatti, quest'anno farò il mio pellegrinaggio partendo proprio da New York, dove è arrivata mia nonna per iniziare una nuova vita, l'unico posto che la maggior parte dei suoi discendenti abbia mai conosciuto. Il 31 gennaio prossimo festeggerà il suo 90 ° compleanno. Io lo festeggerò dalla sua città natale, Napoli, mentre il resto della mia famiglia si riunirà a New York. Questo pellegrinaggio non sarà la mia prima visita a te. La prima volta che ti ho visitato è stato con i miei cugini Napoletani, che vivono ancora nella città di mia nonna. Il treno che ci ha portati sulla cima era eccitante, l’aria fresca e tu eri bella e misteriosa. Ricordo di averti visto come se fossi un'opera d'arte in un museo – interessante sì, ma non qualcosa di sacro.

Era come se avessi incontrato qualcuno a una festa, con cui aver avuto una breve conversazione conclusasi rapidamente, con un labile ricordo o sentimento persistente nella coscienza.

Sono passati 5 anni da quel viaggio in Italia nel 2011. Da allora, i miei studi di danza e musica mi hanno portato alla “tammorriata”, e ho iniziato a studiare a New York con Alessandra Belloni. Mi è stato chiesto di aiutare Alessandra nel suo tour annuale della Madonna Nera in giro per l'Italia meridionale e, con mia grande sorpresa, era stata programmata una visita al santuario di Montevergine. Quella volta che sono tornato da te, il mio cuore ha risposto in un modo completamente diverso. Sembrava che tu mi parlassi direttamente, intimamente, dandomi conforto per ciò che mi preoccupava. Parlando con delle persone, sono anche venuto a conoscenza di cosa tu rappresenti per la comunità LGBT. Può darsi che tu sia davvero la protettrice e la madre della nostra comunità LGBT? Ho percepito il tuo amore e il tuo potere anche la successiva volta che venni a farti visita nel 2016, quando mi sono inginocchiato davanti al tuo altare e ho pregato per la tua benevolenza e la tua accettazione, chiedendoti di riempire la mia anima e il mio corpo. E poi, attraverso qualche coincidenza magica, ho saputo dei “femminielli” di Napoli. Come trans, come una queer italoamericana, ignoravo cosa fossero i femminielli e quale fosse la loro importanza nella cultura napoletana. Ho trascorso la mia infanzia sentendomi come un alieno, perché non mi trovavo bene nel ruolo del maschio tradizionale, né nei ruoli femminili tradizionali. Da bambina, mi sentivo spesso come se non appartenessi a nessun genere. Non c'erano rappresentazioni di un genere al di fuori della tradizionale divisione maschio-femmina. Soprattutto non nella comunità spirituale di cui eravamo parte. Gay era blasfemo e trans era la cosa peggiore che qualcuno potesse essere, nel luogo da dove vengo. Ma quando ti ho visto nel 2016, quando sono stato a Napoli e ho iniziato a incontrare i femminielli, e ho passato del tempo con Paolo Valerio al suo Istituto nei Quartieri Spagnoli, ho iniziato a realizzare qualcosa di ancora più profondo che solo da poco stavo iniziando a conoscere e capire. L'erotismo omosessuale e il cambio di genere sono aspetti antichi dell'intera esperienza umana e, in molti casi, sono legati alla manifestazione dell'amore divino e della luce di dio o della dea che è dentro di noi. Sono davvero molto onorato di poter sfilare quest’anno a Montevergine con le mie sorelle femminielli e di pregare tutti insieme per la salvezza del nostro tormentato pianeta. Non vedo l’ora e sono in trepidante attesa di ascoltare i bellissimi suoni ritmati della Tammorra che batte, delle castagnole e dei canti devozionali di alcuni dei miei più grandi eroi del pianeta, i musicisti folk della Campania, tra cui i miei amici Pino Iove, Marcelo Colasurdo, Raffaele Inserra e molti altri. Sono così entusiasta di poter ascoltare, imparare, condividere e festeggiare con i femminielli, gli antenati del mio sangue e del mio spirito. E fare tutto questo in tuo onore, bella Mamma Schiavona.

Con amore, Summer Minerva

Guarda la GALLERY

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

Il Consiglio regionale della Campania ha approvato ieri, con il solo voto contrario del consigliere Luciano Passariello (Fratelli d’Italia), una mozione proposta da Carmine De Pascale (De Luca Presidente) su le/gli studenti universitari trasgender.

La mozione Attività di sensibilizzazione all'utilizzo della procedura cd "Alias" negli Atenei della Campania si propone d'impegnare il governo regionale a promuovere una campagna di sensibilizzazione volta a sollecitare tutte le università pubbliche campane in vista d'una concreta integrazione sociale delle persone trans.

Grazie al profilo alias, infatti, le persone transgender, che stanno frequentando corsi universitari, possono richiedere e attivare un profilo temporaneo per la gestione della carriera in cui viene riportato il nome che più corrisponde al genere percepito. E questo senza che si siano sottoposte a intervento di riattribuzione chirurgica del sesso o abbiano ottenuto per via giurisprudenziale la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento. Il tutto è reso possibile dalla creazione, da parte delle Università, di un profilo alias sui sistemi informatici per salvaguardare e tutelare la dignità personale.

Immediata la reazione di Passariello che ha commentato: «La mozione del consigliere regionale Carmine De Pascale sull'attività di sensibilizzazione per l'integrazione delle persone Lgbt negli atenei universitari campani è semplicemente scandalosa. Partendo dal presupposto che siamo nel campo delle competenze statali, quindi ben lontane dall'attività e funzione che noi consiglieri regionali possiamo e dobbiamo svolgere, presentare questo tipo di proposte appare meramente strumentale a gettare fumo negli occhi per una manciata di voti a pochi giorni dall'elezioni politiche nazionali.

Ci opporremo con tutte le nostre forze: Fratelli d'Italia difende la famiglia tradizionale in ogni sede e, di certo, l'università non è il luogo adatto a sollecitare tali iniziative».

Per il professore Paolo Valerio, ordinario di Psicologia clinica presso la Federico II e direttore del Centro di Ateneo SInAPSi, si tratta al contrario di «un grande passo in avanti verso un’università inclusiva, capace di offrire a tutte e tutti pari opportunità.

Nel passato alcune e alcuni giovani trans hanno dovuto dolorosamente rinunciare agli studi, sentendosi discriminati e imbarazzati nel rendere manifesta la discordanza esistente tra il genere percepito  - e, dunque, la manifestazione di esso attraverso comportamenti, abbigliamento, estetica - e i dati anagrafici riportati sui propri documenti universitari. Sono orgoglioso di  appartenere a un ateneo che offre l’identità alias non solo a studenti ma anche all’intero personale docente e non docente. In Italia, oltre alla Federico II, ciò è garantito dalla sola Università degli studi di Verona».

E al consigliere Passariello, che fa «appello alla Crui (Conferenza dei rettori universitari) affinchè prendano una netta distanza e rivendichino autonomia decisionale su queste attività», il prof. Valerio ribatte: «Mi auguro che la Crui estenda una tale garanzia a tutti gli atenei pubblici italiani».

e-max.it: your social media marketing partner

happyPrince2

Featured Video