In mattinata Mika ha ricevuto a Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella l’onorificenza delle chiavi della città di Firenze.

Al termine della cerimonia la popstar, nel rispondere alle domande dei giornalisti, ha parlato del cambiamento del finale della Carmen di Bizet, del desiderio di poter cantare nella Cappella Brancacci e della conduzione del festival di Sanremo, per il quale si è detto non ancora pronto. Si è poi espresso sulla questione delle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso a seguito d’una domanda sull’eventuale introduzione d’una specifica norma in Italia.

«Quando una persona dice: Ti amo, voglio passare la mia vita con te, se noi diciamo di no, o se noi blocchiamo tutte le altre conseguenze di questo patto, il no può provocare solamente conseguenze negative». Quindi ha proseguito: «Invece se diciamo sì, possiamo provocare solo cose belle. L'amore si provoca con l'amore e la tolleranza. L'intolleranza, l'odio e anche la violenza si provoca solamente con il no e l'intolleranza. La matematica di questo principio è abbastanza chiara. Però ci vuole un po' di tempo». Per il cantante dunque occorre fare «tutto quello che può aiutare a incoraggiare questa idea che è l'investimento tra una persona l'altra: una donna e un uomo, due donne, due  uomini non importa».

Sull’argomento si è anche espresso in giornata Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, al programma KlausCondicio di Klaus Davi

«Considero molto probabile - così ha dichiarato - che il centrodestra non consentirà le adozioni per i gay se dovesse andare al governo. Io mi sono battuto contro la stepchild adoption. Sono favorevole alla regolamentazione della convivenza fra persone dello stesso sesso su alcuni piani, come il patrimonio, la casa. Sono stato perplesso anche sulla legge per le unioni civili perché penso che ci fossero già contenuti elementi sufficienti nella vecchia legge. Una cosa è sicura: sulle adozioni tutto il centrodestra è contrario».

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Ci sono differenze tra bambini e adolescenti cresciuti da coppie di persone dello stesso sesso e gli altri dal punto di vista del benessere psicologico? Assolutamente no.

Ad affermarlo è lo studio Parental Sexual Orientation and Children’s Psychological Well-Being: 2013-2015 National Health Interview Survey pubblicato oggi sull’autorevole rivista Child Development. A condurre la ricerca sui dati della National Health Interview Survey – un’indagine effettuata dai Centers for Disease Control and Preventio attraverso questionari ai genitori e ai bimbi –  gli studiosi Jerel P. Calzo (San Diego State University), Vickie M. Mays (University of California, Los Angeles), Kyriaki Kosidou (Karolinska Institutet, Sona), Susan D. Cochran (University of California, Los Angelse), Charlotte Björkenstam e Emma Björkenstam (Karolinska Institutet, Sona).

Dalle informazioni ricevute relativamente a 21mila minori tra 4 e 17 anni, di cui 149 con genitori dichiaratamente omosessuali e 147 con bisessuali, sono risultati identici i punteggi valutanti la presenza di problemi emozionali nei bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso e in quelli con genitori di sesso diverso.

Un maggiore stress è stato invece riscontrato in quelli, il cui papà o mamma si sono dichiarati bisessuali. Ma tale situazione, come precisato dagli studiosi, è da ascrivere in realtà alla tensione psicologica degli stessi genitori più che al loro orientamento.

«In un momento in cui famiglie con genitori gay, lesbiche e bisessuali diventano sempre più visibili – commenta Jerel Calzo il principale autore della ricerca - i risultati confermano ricerche precedenti. Ricerche rivelanti, per l’appunto, che i bambini cresciuti da queste coppie hanno un benessere psicologico comparabile a quelli cresciuti da genitori eterosessuali».

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