Ci sono differenze tra bambini e adolescenti cresciuti da coppie di persone dello stesso sesso e gli altri dal punto di vista del benessere psicologico? Assolutamente no.

Ad affermarlo è lo studio Parental Sexual Orientation and Children’s Psychological Well-Being: 2013-2015 National Health Interview Survey pubblicato oggi sull’autorevole rivista Child Development. A condurre la ricerca sui dati della National Health Interview Survey – un’indagine effettuata dai Centers for Disease Control and Preventio attraverso questionari ai genitori e ai bimbi –  gli studiosi Jerel P. Calzo (San Diego State University), Vickie M. Mays (University of California, Los Angeles), Kyriaki Kosidou (Karolinska Institutet, Sona), Susan D. Cochran (University of California, Los Angelse), Charlotte Björkenstam e Emma Björkenstam (Karolinska Institutet, Sona).

Dalle informazioni ricevute relativamente a 21mila minori tra 4 e 17 anni, di cui 149 con genitori dichiaratamente omosessuali e 147 con bisessuali, sono risultati identici i punteggi valutanti la presenza di problemi emozionali nei bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso e in quelli con genitori di sesso diverso.

Un maggiore stress è stato invece riscontrato in quelli, il cui papà o mamma si sono dichiarati bisessuali. Ma tale situazione, come precisato dagli studiosi, è da ascrivere in realtà alla tensione psicologica degli stessi genitori più che al loro orientamento.

«In un momento in cui famiglie con genitori gay, lesbiche e bisessuali diventano sempre più visibili – commenta Jerel Calzo il principale autore della ricerca - i risultati confermano ricerche precedenti. Ricerche rivelanti, per l’appunto, che i bambini cresciuti da queste coppie hanno un benessere psicologico comparabile a quelli cresciuti da genitori eterosessuali».

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È terminato a Palazzo Chigi l’incontro tra la sottosegretaria Maria Elena Boschi e i rappresentanti di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Raimbow. Tema del colloquio l’esclusione delle due associazioni Lgbti dalla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si terrà da domani a venerdì 29 settembre in Campidoglio

Un confronto che, svoltosi in clima di serenità, è stato nondimeno caratterizzato dalla chiarezza e fermezza dei toni con cui i presidenti dei due enti di famiglie omogenitoriali hanno ribadito tutto il loro disappunto per il mancato coinvolgimento nel congresso capitolino.

All'uscita da Palazzo Chigi Marilena Grassadonia ha dichiarato: «La sottosegretaria Maria Elena Boschi ci ha spiegato i criteri seguiti per la scelta delle associazioni invitate a partecipare alla Conferenza Nazionale sulla Famiglia  e ci ha garantito che nella stessa si terrà conto di tutte le realtà familiari. 

Abbiamo comunque ribadito che siamo noi le uniche associazioni titolate a parlare delle nostre realtà e che in una conferenza, in cui si tratta di bisogni concreti, non servono criteri burocratici ma la volontà di fare cultura affrontando situazioni reali oltre schemi e ideologie.

Auspichiamo che realmente gli interventi previsti alla Conferenza prendano pertanto in considerazione le diverse tipologie di famiglie e che le conclusioni possano portare ad un pieno riconoscimento delle nostre realtà associative attraverso la nostra presenza ai tavoli istituzionali (compreso l'Osservatorio nazionale della famiglia)».

La sottosegretaria ha preso atto delle richieste di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow e ha garantito che le porterà all'attenzione delle sedi istituzionali competenti.

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Il 28 e il 29 settembre si terrà in Campidoglio la Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia. Un’iniziativa che, promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del consiglio dei Ministri, è stata preclusa a due importanti associazioni Lgbti quali Rete Genitori Rainbow e Famiglie Arcobaleno.

Per saperne di più Gaynews ha intervistato Gabriele Faccini, co-presidente e responsabile Comunicazione di Rete Genitori Rainbow.

Gabriele, a lanciare l'allarme sul mancato invito di alcune associazioni Lgbti alla Terza Conferenza sulla Famiglia è stata Rete Genitori Rainbow. Puoi spiegare cos'è successo?

A fine giugno ci hanno segnalato l'organizzazione di questa Conferenza e abbiamo immediatamente inviato una mail per essere coinvolti. Tre mesi dopo, cioè pochi giorni fa, ci è stata inviata la seguente risposta standard, destinata a tutti coloro a cui la richiesta è stata rifiutata:

Gentile Presidente,

grazie per la sua richiesta di partecipazione alla prossima Conferenza Nazionale sulla Famiglia, prevista il 28 e 29 settembre a Roma. Qui la notizia circa l’evento.

La informiamo che la manifestazione, anche alla luce del numero limitato dei posti disponibili, sarà riservata ai soggetti istituzionali e ai rappresentanti delle organizzazioni nazionali della società civile presenti negli organismi collegiali a supporto delle politiche in materia di famiglia.

Sarà in ogni caso possibile seguire i lavori in diretta streaming sulle pagine del sito internet del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri all’indirizzo www.politichefamiglia.it.

Con l’occasione, comunichiamo che è possibile far pervenire eventuali contributi scritti a questa Segreteria.

Cordiali saluti.

La Segreteria

Come evincibile dal testo, non è stata data un'esplicita spiegazione del perchè la nostra associazione non avesse i criteri per essere inclusa. Subito ci siamo attivati per capire se anche altre associazioni avessero avuto questo trattamento. Da lì la scelta e necessità di un comunicato che denunciasse l'accaduto.

Si è poi saputo che Agedo e Arcigay avevano in realtà ricevuto l'invito già in giugno. Qual è il tuo parere in merito?

Agedo e Arcigay sono realtà nazionali importanti nel movimento Lgbti. Ma invitare solo loro  non permette di focalizzare sulla realtà specifica delle famiglie omogenitoriali nelle loro tantissime sfaccettature, escludendo così scientemente tutte quelle realtà del mondo Lgbti dove sono presenti dei bambini. In tal modo non è possibile avere un quadro completo della società, che invece è l'obiettivo dichiarato dell'Osservatorio sulla Famiglia (che già nel nome porta una pecca, in quanto sarebbe più corretto parlare di famiglie).

Nella scheda informativa della Conferenza, uno dei gruppi di lavoro (il primo peraltro) è focalizzato sulla centralità del ruolo delle famiglie come risorse sociali ed educative. Nella premessa del documento si riconosce infatti come «la struttura delle famiglie si è profondamente modificata e ci troviamo di fronte a un panorama nuovo e per molti aspetti complesso (nuclei sempre più piccoli, spesso instabili, famiglie di origine straniera, ricomposte, monogenitoriali, omogenitoriali, adottive, affidatarie,...)». Ma come è possibile riconoscere questa molteplicità di forme e poi non voler ascoltare la voce di chi le rappresenta?

Domani mattina la sottosegretaria Maria Elena Boschi riceverà i rappresentanti di Rete Genitori Rainbow e Famiglie Arcobaleno. Prima che fosse fissato quest’appuntamento, si è saputo che Lo Giudice, Cirinnà e Viotti avevano minacciato un duro comunicato. Come giudichi una tale presa di posizione di politici d'area orlandiana?

Ogni azione politica a sostegno delle nostre istanze è senz'altro ben accolta. Ci auguriamo che possa costituire l'inizio di un dibattito costruttivo e non si riduca a un mero scontro tra le parti. L'importante è non fare finta che il problema non esista e apprezziamo la maggior sensibilità di alcuni politici su queste tematiche.

Siamo a poche ore dall’incontro a Palazzo Chigi. Cosa ti aspetti da questo meeting?

Questa convocazione è stata ovviamente una conseguenza del comunicato, un atto dovuto, ma poteva anche non essere organizzato. Mi aspetto in primis delle spiegazioni, anche se dubito avremo la possibilità di prendere parte alla conferenza arrivati a questo punto.

Ma soprattutto, visto che il lavoro dell'Osservatorio è costante, mi aspetto un impegno politico preciso da parte della sottosegretaria e un coinvolgimento all'interno di quest'organo, dove è necessaria la rappresentanza di tutte le forme di famiglia, comprese quelle omogenitoriali di Famiglie Arcobaleno e quelle "omoricomposte", specificità rappresentata da Rete Genitori Rainbow, dove un compontente della coppia omosessuale ha avuto figli da precedenti relazioni eterosessuali.

Non credi che l'esclusione di associazioni come Rete Genitori Rainbow e Famiglie Arcobaleno dalla Conferenza Nazionale possa essere ravvisata come conseguenza della legge sulle unioni civili. Legge, cioè, che non riconosce formalmente lo status di famiglia alle coppie che accedono a un tale istituto giuridico?

No, non trovo relazioni. Come dicevo prima, nel documento informativo stesso della Conferenza si parla di molteplicità di famiglie, tra cui quelle omogenitoriali. Posso però aggiungere che da un anno a questa parte c'è la percezione che l'attenzione del governo sul campo dei diritti delle persone Lgbit si sia affievolita. Bisogna avere il coraggio politico di portare avanti un cammino troppo timidamente intrapreso.

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Una nota congiunta, diffusa domenica dalle associazioni Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo, ha denunciato il mancato invito alla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia organizzata a Roma per i prossimi 28 e 29 settembre.

In seguito a quest'esclusione l'iniziativa del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio con il supporto dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia si presenta così come iniziativa discriminante e sostanzialmente anacronistica. In realtà Agedo - come Arcigay - era stata invitata alla Conferenza ma ha comunque preferito firmare la nota congiunta di denuncia con Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow.

Stamani si è poi appreso che la sottosegretaria Maria Elena Boschi, responsabile del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha convocato per domani mattina alle 11:00 i rappresentanti di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow.

Incontriamo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, alla vigilia dell'incontro a Palazzo Chigi.

Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow escluse dalla Conferenza Nazionale della Famiglia. Come rispondi a questa presa di posizione verso una parte consistente di cittadine e cittadini del nostro Paese?

L’esclusione è davvero gravissima perché il Governo e lo Stato continuano a non voler vedere qualcosa che esiste. Non si può fare una conferenza sui bisogni delle famiglie italiane e lasciare fuori le nostre famiglie.

Quanto pesa il fatto che, comunque, la legge Cirinnà parli di formazione sociale e non di famiglia?

Le nostre famiglie, anche se giuridicamente non sono ancora riconosciute, esistono. Abbiamo gli stessi bisogni e gli stessi problemi delle altre famiglie italiane con l’aggravante di non essere riconosciute giuridicamente. Ma abbiamo l’urgenza di avere voce in capitolo e poter esporre le nostre situazioni e i nostri bisogni. E siamo solo noi genitori omosessuali a poter parlare della situazione e delle peculiarità delle nostre famiglie. A nessun altro può essere demandato il compito di parlare al nostro posto.

La sottosegretaria Boschi, nelle ultime ore, vi ha improvvisamente convocato. Cosa le direte?

Andremo dalla sottosegretaria Boschi a ribadire che dobbiamo essere presenti. A ribadire le nostre richieste e a ribadire che il Governo non può continuare a essere discriminante verso i nostri figli che comunque esistono, comunque vanno a scuola, per i quali bisogna pagare la retta della mensa, i ticket sanitari, esattamente come accade in tutte le altre famiglie. Le difficoltà delle altre famiglie sono anche le difficoltà delle nostre famiglie.

Che significato ha il fatto che Arcigay sia stata invitata alla Conferenza?

Rispondo col dire che sussiste un solo grande problema: mancano cioè le famiglie, che sono all'interno del movimento. E, trattandosi di una Conferenza sulla famiglia, ci sembra davvero assurdo e inaccettabile che ad essere state escluse siano proprio le associazioni che da quelle famiglie sono composte e che quelle famiglie rappresentano. 

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