Pubblichiamo il comunicato con cui Gaynet e la redazione di Gaynews aderiscono alla manifestazione indetta per il 16 novembre dalla Federazione nazionale della stampa italiana e da Libera nel luogo in cui Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi sono stati aggrediti da Roberto Spada.

Dopo aver aderito alla manifestazione in corso a Ostia nel luogo in cui il cronista Daniele Piervincenzi e il film-maker Edoardo Anselmi sono stati brutalmente pestati il 7 novembre da Roberto Spada, Gaynet e la redazione di Gaynews saranno al fianco di Fnsi e Libera giovedì 16 novembre nel medesimo municipio della capitale.

Riteniamo convintamente che l’aggressione subita dai colleghi di Nemo, mentre con professionalità cercavano d’appurare le scomode verità sulla collusione tra politica e mafie in Ostia, sia non solo indicativa della gravissima deriva socio-culturale imperante ma anche lesiva di quella libertà di stampa sancita dall’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana.

Mentre rinnoviamo piena solidarietà a Daniele e a Edoardo, guardiamo a loro come modelli per ribadire il nostro impegno nel garantire sempre e ovunque un’informazione libera e indipendente, mai prona ai poteri forti né intimidita dal manganellismo fisico e verbale dei fascismi ognora risorgenti.

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Continueremo nell'operazione di rilancio di una testata storica, fondata nel 1998, per raccontare i fatti e i temi che riguardano gli orientamento sessuali e le identità di genere e affrontare le discriminazioni e l'omo-transfobia come fenomeni che interessano tutta la cittadinanza e si intersecano in maniera importante con i temi della violenza di genere e delle libertà civili nel senso più ampio.

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In seguito all'omicidio di Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete assassinato brutalmente da Ciro Guarente, si sta vivacemente discutendo sul modo in cui i giornalisti, anche di testate nazionali, hanno raccontato il fatto di sangue, presentandolo con titoli quali “gay ucciso” o “delitto gay”, come se esistesse una tipologia specifica di "crimine gay" e, dunque, alimentando un clima di stigma intorno alle persone Lgbti.

In merito a tale querelle Franco Grillini, direttore di Gaynews, e l'intera redazione hanno scritto una lettera aperta ad Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino, testata che nei giorni scorsi ha fatto ampio uso di titoli simili a quelli indicati. La risposta di Barbano, pur riconoscendo la validità delle osservazioni avanzate, restituisce al mittente l’accusa di alimentare inutili stereotipi, sostenendo che i titoli “morbosi” sono la ricaduta dell’eccessiva visibilità delle persone Lgbti che, nel rivendicare dignità e diritti, manifesterebbero in maniera “trasgressiva”.

Abbiamo perciò deciso di chiedere a Paolo Colombo de La7, primo giornalista sportivo a fare coming out nel 2008 un parere personale sull’intera vicenda.

Paolo, cosa ne pensi di certi titoli a effetto con i quali alcune testate nazionali, come Il Mattino, hanno raccontato in questi giorni l'omicidio di Vincenzo Ruggiero?

Certi titoli, come quelli apparsi per l'omicidio del povero Vincenzo, sono roba da anni ‘50. Se fossi il direttore di un giornale li vieterei nella maniera più assoluta. Forse ai lettori piacciono certe pruderie. Però la colpa principale è di chi fa quei titoli vergognosi e ignobili, non dei lettori. C'è una parte di stampa più "omofoba" - mi si consenta questo aggettivo - che penso goda a preparare certi titoli e certi articoli. Si tratta spesso di quotidiani di nicchia, più schierati, la cui carta non userei neppure come fondo per la gabbia dei canarini.

A tal proposito, oggi sulla prima pagina de Il Mattino è stata pubblicata la nostra lettera aperta al direttore Barbano, in cui Franco Grillini e l'intera redazione mettono in risalto la scorrettezza di alcuni titoli. La risposta di Barbano lascia non poco perplessi. Prende atto delle posizioni di Grillini ma sostiene che gli stereotipi sui gay siano alimentati dalla stessa comunità Lgbti. Barbano afferma che, a suo parere, per avere meno titoli che parlino di "delitti gay" bisognerebbe avere meno "fortini gay", cioè meno Gay Pride e meno "esuberanze". Cosa ne pensi?

I titoli scandalistici li fa chi lavora al giornale, non certo la comunità Lgbti. Trovo raccapricciante come alcuni giornalisti trattino l'argomento Lgbti, a partire dall'omicidio di  Vincenzo sino ad arrivare ai reportage sui Pride. Fa "vendere" di più una foto che suscita attenzioni morbose o una che mostra la quotidianità delle persone Lgbti? Perché in alcuni tg mostrano sempre il lato più hot del Pride anziché le migliaia di persone che sfilano in jeans e tshirt? Bisognerebbe proprio chiederlo a quei giornalisti. Di contro, se provate a chiedere ai giornalisti la differenza tra coming out e outing, il 90% non saprà rispondervi. Mi è capitato spesso di correggere colleghi e spiegare loro la differenza tra le due parole.

Sempre il direttore de Il Mattino nella sua risposta invita la comunità Lgbti a reintrodurre "nella dimensione e nella vita quotidiana valori come l'intimità e il pudore". Cosa ne pensi?

Sono inorridito nel leggere frasi del genere.. Ma dove siamo finiti nel Medioevo, ai tempi della Santa Inquisizione? O nella solita e povera Italietta del "Si fa ma non si dice"? Trovo che certe persone non si rendano minimamente conto che siamo nel terzo millennio, più precisamente nel 2017. Una persona non deve essere giudicata da chi ama, sia esso uomo o donna, va giudicata per quello che fa nella vita di tutti i giorni, sul lavoro ad esempio. Se uno è un bravo giornalista ed è gay, dove sta il problema ? Se un calciatore è gay, devo giudicarlo solo ed esclusivamente per il suo rendimento in campo. Non di certo per chi ama. Attenzione, come vedi uso sempre il verbo amare e non uso mai l’espressione "con chi va a letto". I gay sono capaci di amare, come qualsiasi altro essere umano. Usiamo la parola amore quando parliamo di relazioni. Perchè bisogna sempre cercare il lato torbido nei rapporti gay?

Vorrei inoltre chiedere al direttore Barbano se si  è mai chiesto se ha qualche giornalista e/o collaboratore gay. Pensa che a scrivere certe affermazioni magari si può ferire uno dei suoi colleghi? Sono sempre più convinto che ci vogliano non uno ma cento coming out di personaggi famosi in Italia, per fare capire a tutti che si può essere grandissimi calciatori, grandissimi attori, cantanti, presentatori, atleti, campioni e amare una persona dello stesso sesso! Ciò aiuterebbe moltissimo gli adolescenti non accettati dalle proprie famiglie. Infine, una provocazione: cosa farebbe il direttore de Il Mattino se un calciatore del Napoli facesse coming out? Sono curiosissimo di sapere quale titolo si inventerebbe in tale occasione!

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Perché sostenere Gaynews.it?

Cara amica, caro amico,

un gruppo di giornalisti e operatori dell’informazione si rivolge a te per chiederti un sostegno finanziario per le proprie attività. Negli oltre 30 anni di vita, il movimento di liberazione sessuale, in seguito movimento gay e poi ancora lgbti, ha offerto un contributo decisivo alla promozione dei diritti delle persone nel nostro paese, favorendo l’affermarsi di un clima culturale che ha consentito sempre più ad ognuna e ad ognuno di esprimere liberamente la propria identità. 

Le iniziative pubbliche come i Pride, le migliaia di incontri con i cittadini, la presenza massiccia sui media e in TV, hanno mostrato quanto ci si sia liberati del peso che per tanti anni ci ha oppresso, costringendoci ad una vergognosa clandestinità e ad un penoso mimetismo: ora non abbiamo più timore, siamo finalmente visibili. Il nostro giornale, Gaynews.it, ha contribuito in modo determinante a questo processo, operando per primo in quest'ambito sin dal 1998, su iniziativa del nostro direttore Franco Grillini. 

Negli anni, il movimento ha intrecciato rapporti con associazioni, partiti, movimenti politici e sindacali; ha sviluppato una presenza continua sulla stampa e sui mezzi di comunicazioni di massa per cancellare l’immagine negativa e stereotipata dell’omosessualità nella “mentalità” comune; ha contrastato la diffusione dell’AIDS distribuendo milioni di depliant e di profilattici, combattendo il tentativo di identificare "gay" e AIDS. Chi oggi si scopre gay, lesbica, bisex, trans o intersex, sa di non essere solo, sa che i circoli, diffusi su tutto il territorio nazionale, sono aperti e disponibili all’ascolto e alla crescita.

Abbiamo aperto un fronte, quello del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, che rappresenterebbe uno storico passo in avanti sulla strada del riconoscimento del pluralismo delle forme familiari che è di fatto già presente nella nostra società, tra omo ed eterosessuali. L’esito positivo di questa battaglia è a portata di mano e ha visto un primo, parziale, risultato nell'approvazione della legge sulle unioni civili e le convivenze di fatto lo scorso maggio 2016.

Oggi più che mai, nel momento in cui la sempre crescente visibilità delle persone lgbti sta suscitando continue reazioni dalle frange più omofobe e conservatrici del Paese, è il momento di fare un deciso salto di qualità e intervenire nel settore dell’informazione, che più di ogni altro arriva nelle case quotidianamente di milioni di persone contribuendo in modo decisivo al loro orientamento culturale.

Per questo abbiamo deciso di rilanciare Gaynews.

Ci rivolgiamo a chi, come noi, vive quotidianamente la realtà lgbti, ma al tempo stesso a quanti hanno condividono i nostri valori e le nostre battaglie, riconoscendo in esse un contributo importante alla creazione di una società più civile, rispettosa delle persone e in grado di valorizzare le differenze. Per questo ti proponiamo di sostenere questa nuova impresa che puoi trovare ogni giorno sul web con le notizie e le iniziative del movimento lgbti italiano e internazionale.

Fare informazione significa mettere a disposizione di tutti e tutte il materiale anche documentale su ciò che succede e su ciò che le organizzazioni chiedono. Per far ciò non bastano le nostre sole forze. Ti chiediamo di sottoscrivere per far vivere la questione dell'identità nel mondo dell’informazione, della TV, dei giornali, per poter incidere su stereotipi e pregiudizi che stanno alla base del razzismo antigay. Se contribuirai potrai vedere ogni giorno il miglioramento di questo servizio consentendoci di avere più collaboratori e di informarti su tutto ciò che succede nel Paese e su ciò che vorremmo succedesse.

Per parte nostra ci impegniamo a rafforzare le nostre iniziative, particolarmente quelle per l’approvazione del matrimonio egualitario, per la sessualità consapevole e contro le discriminazioni.

Gaynews sarà infine protagonista nell'opera di formazione in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti svolta da Gaynet, "Italia Gay Network”, l’associazione nazionale dei giornalisti e degli operatori lgbti dell’informazione, editrice del nostro giornale sin dalla nascita.

Ti ringraziamo e contiamo sul tuo contributo.

La redazione di GAYNEWS.IT

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Causale: Donazione Gaynews

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