Venerdì 15 giugno al via l’XI° edizione del Padova Pride Village che, nell’arco dell’intero periodo estivo, attira annualmente oltre 120.000 persone all’interno del polo fieristico del capoluogo veneto.

Madrina d’eccezione sarà Barbara D’Urso, volto noto della televisione italiana nonché da tempo in prima linea per i diritti delle persone Lgbti. «Nella mia vita mi sono sempre battuta per i diritti civili, contro l'omofobia e la violenza sulle donne – ha dichiarato la conduttrice dei talkshow di Mediaset –. Ho quindi accettato con grande piacere l’invito a partecipare al Padova Pride Village come madrina. Sono sicura sarà una bellissima serata».

Ad affiancarla nell’opening party il cantautore Cristiano Malgioglio, la cui attività di paroliere è legata ai maggiori succesi di Mina, Raffaella Carrà, Adriano Celentano, Ornella Vanoni, Patti Pravo. Sarà il suo ultimo singolo Danzando Danzando, presentato durante la semifinale del Grande Fratello, a fare da sigla ufficiale all’intera stagione del Padova Pride Village 2018.

Sulla scelta dei due testimonial così si è espresso il deputato Alessandro Zan, ideatore e fondatore del più importante festival Lgbti del Nord Italia: «Barbara D’Urso e Cristiano Malgioglio apriranno l’XI° edizione del Padova Pride Village: due icone del mondo dello spettacolo e della musica che hanno sempre sostenuto i diritti di tutti.

Barbara da anni, grazie al suo impegno personale e ai suoi programmi, fa entrare nelle case degli italiani un messaggio di uguaglianza e parità; Cristiano con le sue canzoni e i suoi testi, talvolta irriverenti, da sempre conduce una campagna di sdoganamento delle tematiche e dei sentimenti Lgbti. Con questi due ospiti vogliamo ribadire con chiarezza che questa estate sarà dedicata alla lotta alle discriminazioni e all’omotransfobia».

L’XI° edizione del Padova Pride Village sarà caratterizzato, fino al 15 settembre, da un fittissimo programma di concerti, serate disco ed eventi culturali con figure di spicco del mondo del giornalismo, del teatro, del cinema, della musica, della letteratura.

Gemellato da quest’anno col Padova Pride Village, si aprirà nella serata di oggi, alle 21:30, la stagione romana del Gay Village, giunto alla sua XVII° edizione.

«E lo fa – come si legge nele comunicato ufficiale – nel cuore pulsante della Roma testaccina, lì dove nacque nel lontano 2002, nel segno della giovinezza, della romanità e soprattutto del talento, come quello indiscusso di Ilenia Pastorelli, madrina della stagione, vincitrice come miglior attrice protagonista del David di Donatello nel 2016 con il pluripremiato Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti.

In apertura della festa non mancheranno i saluti delle istituzioni comunali, l'atteso arrivo dell'onorevole Stefania Pezzopane che dal palco del villaggio lancerà il suo messaggio d'amore contro la discriminazione e il bullismo, seguita dai saluti del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, grande amico e sostenitore della manifestazione arcobaleno più importante d'Italia.

Ad accogliere gli ospiti si sarà la coppia di padrone di casa Imma Battaglia ed Eva Grimaldi che, insieme all'ineguagliabile Pino Strabioli, daranno il benvenuto anche a Giovanni Ciacci reduce dal programma Ballando con le Stelle, dove con il ballerino Raimondo Todaro, si è classificato finalista con non pochi dissensi per la partecipazione come coppia di uomini al noto talent Rai.

Prima della mezzanotte si scalderanno le piste del villaggio con la presentazione della nuova sigla a cura di Cut, un vero e proprio invito al divertimento esteso a tutti, compreso alla Sindaca Virginia Raggi ricordata dal personaggio Virgy interpretato dall'attrice Liliana Fiorelli. A seguire ci sarà la presentazione delle nuove stage direction a cura di Akkademi, Andrea Pacifici e Gabriele Riccio, che coordineranno i corpi di ballo nell'arco della stagione e che nella serata inaugurale danzeranno sulle note del dj Cristiano Colaizzi in Happy Floor, mentre nel Guest Floor comincia la sua avventura il direttore artistico Fabio Di Domizio, che accoglierà i tanti party internazionali nell'arco dell'estate.

In occasione del grande opening party, il Gay Village ha il piacere di ospitare Masterbeat Party, direttamente da Los Angeles e per la prima volta in Italia. Ad aprire il palco ci penserà il social webstar e dj Manuel Coby, preziosa novità delle console rainbow».

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In attesa della conferenza stampa di presentazione della 17ª edizione del Gay Village di Roma, prevista per il prossimo 22 maggio presso la Città dell’Altra Economia, gli organizzatori della celebre kermesse hanno reso noto alcune delle grandi novità della stagione che sta per inaugurarsi e che si protrarrà dal 31 maggio all’8 settembre 2018.

La novità più interessante e significativa è senza dubbio il ritorno della manifestazione trimestrale al quartiere Testaccio: là dove tutto cominciò tanti anni fa con un successo immediato e un’euforia arcobaleno che coinvolse migliaia di persone fin dalle prime edizioni del primo villaggio Lgbti italiano.

Inoltre, i due cardini che ispireranno il Gay Village 2018 saranno la creatività giovanile e l’esperienza della cultura, entrambe declinate nei diversi appuntamenti ed eventi di cui presto, in conferenza stampa, avremo informazioni dettagliate. 

A tenere le fila organizzative di questa nuova edizione sarà ancora una volta Imma Battaglia, figura storica del movimento Lgbti italiano, ideatrice del Village ed ex consigliera comunale capitolina durante l'amministrazione Marino. Ritorneranno le grandi interviste-spettacolo di Pino Strabioli seguite dal coordinamento artistico della notte, tra cui ritroveremo le diverse stage direction di AkkademiAndrea Pacifici di Vanity Crew e Gabriele Riccio di Rules Dance Studio, già alle prese con i casting per la formazione dei nuovi corpi di ballo.

Come ogni anno, punti di riferimento immancabili del Gay Village saranno anche Carla Fabi e Roberta Savona. Ed è proprio a Carla Fabi che Gaynews ha chiesto qualche ulteriore informazione in anteprima relativamente alla prossima stagione del Gay Village.

Carla come mai, dopo tanti anni all’Eur, il Gay Village torna nel cuore di Roma, a Testaccio?

La ragione è romantica: era da tempo che volevamo tornare a Testaccio e appena si sono presentate le circostanze propizie per il ritorno ne abbiamo approfittato. Saremo accolti infatti dalla Città dell’Altra Economia che si trova proprio accanto a quello che oggi è un parcheggio per auto e che, 17 anni fa, era invece lo spazio in cui nacque il Gay Village.

Oltre al ritorno a Testaccio quale altra novità caratterizzerà questa edizione del Gay Village?

Un’altra importante novità è che il Gay Village sarà aperto tutti i giorni anche se le proposte artistiche, come nelle passate edizioni, avranno luogo da giovedì a sabato. Comunque ogni giorno ci saranno attività e appuntamenti interessanti.

Relativamente allo staff organizzativo, è confermato quello della passata edizione?

Sì, le attività pre-serata saranno organizzate da Imma Battaglia, Roberta Savona e la sottoscritta. E poi ci saranno le interviste spettacolo del grande Pino Strabioli.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito a una recrudescenza di violenza omofobica proprio a Roma. Credi che il Gay Village possa svolgere un ruolo importante nel contrastare e arginare l’odio verso le persone Lgbti?

Certamente, perché di Gay Village c’è ancora tanto bisogno se consideriamo le violenze degli ultimi tempi. Stiamo vivendo un momento storico di grande avversione non solo verso le persone Lgbti ma verso tutti coloro che sono o sono percepiti come “più deboli”, come “minoranza”.

Questo nostro nuovo panorama politico non è certo d’aiuto ed è anche preoccupante il silenzio dell’amministrazione capitolina e la disattenzione della prima cittadina verso quanto sta accadendo in città. Ed è in questa dimensione che il Gay Village diventa ancora più importante e necessario come diventa più importante e necessario riconquistare il centro della città.

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È successo la sera del 30 aprile nel quartiere romano dell'Eur a poca distanza del Bar Palombini: Alessandro, un giovane gay di 24 anni, è stato aggredito da un gruppo di tre adolescenti incappucciati, che lo hanno colpito con delle mazze di legno, lasciandolo insanguinato per terra e derubandolo del cellulare. Dopo il pestaggio è stato anche costretto a indicare le password dei suoi profili social: a questo punto gli amici della vittima hanno ricevuto messaggi insultanti "il frocio".

Alessandro: Nessuno si è fermato ad aiutarmi

A parlare di quelle drammatiche ore lo stesso 24enne in un lungo post su Facebook. «Ieri notte - così ha scritto Alessandro - sono stato vittima di un pestaggio mentre tornavo alla mia macchina. Tre ragazzini di non più di 17 anni mi hanno chiesto dei soldi e poi il telefono. Di fronte alla mia riluttanza, hanno tirato fuori dei bastoni e hanno iniziato a colpirmi. Non soddisfatti mi hanno chiesto anche il codice di sblocco del telefono e mi hanno lasciato a terra sanguinante.

Subito dopo è passata una macchina ma non si è fermata nonostante avesse visto le mie condizioni. Per fortuna sono riuscito a tornare alla mia macchina e a guidare finché non ho trovato una guardia giurata, che ha provveduto a chiamare per me i carabinieri e l'ambulanza. 

Risultato: ho quattro punti sul mento, diverse contusioni sul corpo e due denti scheggiati. Fortunatamente nulla di rotto. Vi avverto che se vi sono arrivati messaggi strani o blasfemi su Instagram o su Facebook da parte mia o se avete letto o visto cose oscene sul mio profilo non ero io, ma quei tre bastardi che si sono divertiti ad accedere ai miei profili e a cambiarmi tutte le password». 

Le prime voci di condanna: Imma Battaglia e Sebastiano Secci

Tra le prime reazioni di condanna quelle dell'attivismo della capitale a partire da Imma Battaglia e Sebastiano Secci.

«Ancora una volta l'Eur è il riferimento per il prolificare di malavita e degrado - così in una nota l'ex consigliera comunale capitolina -. Un luogo residenziale che doveva essere un'esclusività, è spesso luogo di balordi e delinquenti verso cui l'amministrazione nulla può. Il grido di dolore alla Sindaca, ancora assente in queste occasioni, è sempre lo stesso: Raggi cosa stai facendo? Quali sono i piani di riduzione del danno contro l'omofobia. Perché che a Roma ci sia un'emergenza omofobia, è un dato di fatto! Vogliamo continuare a tacere e ad ignorare?».

Per il presidente del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli «tali aggressioni ai danni di attivisti Lgbti, come ad esempio il nostro amico Luca Paladini dei Sentinelli di Milano, destinatario di continui attacchi e minacce e più in generale ai danni della comunità Lgbti, stanno diventando ormai all’ordine del giorno. 

A pochi giorni dalla Giornata mondiale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia  nonché della stagione dei Pride, è necessario che le nostre istituzioni, locali e nazionali, prendano posizione in modo inequivocabile contro questi vili attacchi e si impegnino in modo propositivo e concreto per la piena tutela della comunità Lgbti. A noi spetta il compito di non abbassare la guardia, di continuare a denunciare tali episodi, parlarne non solo nelle associazioni ma soprattutto nelle scuole, nelle strade, nelle piazze. Anche per questo il Roma Pride sarà in piazza il prossimo 9 giugno». 

Nel pomeriggio si sono poi susseguiti i messaggi di solidarietà ad Alessandro e di condanna dell'accaduto da parte dei gruppi capitolini del Pd e del M5S mentre il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in un tweet, si è detto «indignato Indignato dall'ennesima aggressione omofoba, questa volta ai danni di un 24enne all'Eur. Non si può più restare inermi, devono essere incrementate azioni concrete contro . Noi facciamo la nostra parte, saremo sempre dalla parte della legalità e del rispetto reciproco». 

Cirinnà: Qualunque governo ci sarà, necessaria legge contro l'omotransfobia

Contattata telefonicamente, la senatrice Monica Cirinnà ha dichiarato a Gaynews: «Esprimo la mia affettuosa solidarietà ad Alessandro, vittima d'aggressione e di furto nel quartiere dell'Eur.

In meno di 30 giorni Roma è stata luogo di tre pestaggi a giovani gay, sui quali è necessario pronunciare una condanna unanime. Nell'augurio che l'amministrazione capitolina s'impegni nell'avviare concrete misure di prevenzione, contenimento e contrasto di tali fenomeni, è doveroso ribadire, adesso più di prima, l'urgnza d'una legge contro l'omofobia e la transfobia.

Perché questa marea montante d'odio contro le persone Lgbti sta colpendo l'Italia tutta, come testimoniano anche i casi di Scafati, BolognaParma e Torrazza Piemonte nonché la continuata aggressione cyberbullistica contro Luca Paladini.

Qualunque governo ci sarà e qualunque maggioranza parlamentare costruiremo, escludo che chiunque possa essere contrario a una legge che colpisce e punisce gli omofobi».

 

 

 

 

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Si sono radunati nel pomeriggio di martedì 24 aprile, a Piazza Trilussa a Roma, gli attivisti e le attiviste che hanno risposto all'appello lanciato da Imma Battaglia sui social: Teniamoci per mano contro l'omofobia. Oltre 50 persone hanno composto un grande cerchio mano nella mano e si sono dirette in via politeama nei pressi del Coffee Pot, luogo dell'aggressione di Marco e Federico lo scorso 20 aprile. 
"Dobbiamo tutelare il diritto di amarci e vivere liberamente, non un passo indietro contro l'omofobia". Tra le dichiarazioni di Imma Battaglia un chiaro j'accuse alla sindaca Raggi: "Non basta un tweet, vogliamo politiche concrete e la riapertura del tavolo con le associazioni, come avveniva nell'epoca Marino. Cosa farà quest'anno Virginia Raggi, verrà finalmente al Pride?". 
 
"L'escalation omofoba degli ultimi mesi è frutto dell'odio seminato in campagna elettorale - ha affermato inoltre Rosario Coco, tra gli attivisti intervenuti. Il problema è nazionale, perché nessuno dei leader che ambiscono a governare ha preso in considerazione i temi dell'omofobia e della violenza di genere, che sono due facce della stessa medaglia". 
Tra i presenti anche Aurelio Mancuso ex presidente di Arcigay, Mauro Cioffari ex consigliere municipale e attivista, Gianluca Peciola ex consigliere comunale, Sara Lilli consigliera del Municipio I. 
Tutti gli intervenuti hanno sottolineato più volte la necessità di riaprire un serio dibattito politico e culturale sulla legge contro l'omo-transfobia. 
A questo link trovate il video di Fanpage.it. 
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Escoriazioni su tutto il corpo e perforazione del timpano. Questa la diagnosi fatta a Marco e al suo compagno, insultati e aggrediti il 20 aprile nel quartiere romano di Trastevere da un gruppo di dieci giovani.

Ennesimo pestaggio omofobo, dunque, nella capitale a opera d’un branco, che tiene dietro a quello avvenuto appena 15 giorni prima nei pressi della Stazione Tiburtina. Vittima era stato allora Federico, un 21enne d’origine fiorentina, assalito a calci e pugni da quattro presunti naziskin.

Due casi che, seguiti con attenzione dal Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, sono stati entrambi al centro della netta condanna da parte di Monica Cirinnà. La madrina della legge sulle unioni civili è stata la prima esponente della classe politica a lanciare l’allarme, nel tardo pomeriggio d’ieri, attraverso un post su Facebook.

«Ancora un'aggressione omofoba a Roma - ha scritto la senatrice –. Due persone non possono camminare tenendosi per mano che vengono selvaggiamente picchiate

La legge sulle unioni civili ha portato un riconoscimento legale e sociale alle coppie dello stesso sesso eppure sopravvivono ancora pericolose manifestazioni di grave e violenta regressione culturale». Quindi l’appello alle «massime istituzioni, anche quelle capitoline, perché sia assicurata la sicurezza e venga promossa la cultura della diversità».

A distanza di qualche ora ecco la risposta della sindaca penstastellata Virginia Raggi, cui si erano già rivolti in giornata Imma Battaglia e il presidente del Mieli Sebastiano Secci.

Con un tweet (stessa modalità utilizzata il 9 aprile per parlare dell’aggressione di Federico), che è stato ritwittato fino ad ora 169 volte e ha ottenuto 568 like, la prima cittadina ha condannato la «vile aggressione ad una coppia gay. Tutto ciò è inaccettabile. Episodi come questi offendono Roma e tutti i suoi cittadini».

In serata sono arrivate anche le significative parole di Mara Carfagna, deputata di Forza Italia e vicepresidente della Camera, che ha affermato: «Tutto il mondo politico ha il dovere di condannare l'ultimo episodio di violenza omofoba denunciato oggi a Roma, come i precedenti delle ultime settimane. La violenza è sempre inaccettabile, ma è ancora più grave se determinata da forme di discriminazione.

Anche per rispondere con fermezza a questi episodi, per potenziare il controllo del territorio e prevenire casi simili e' importante che si possa costituire presto un governo che torni ad occuparsi, cosa che non accade da molti anni, di diritti e contrasto all'omofobia».

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Ennesima aggressione omofoba a Roma a danno, questa volta, d’una coppia di 30enni gayIl pestaggio è avvenuto a Trastevere nelle ultime ore di venerdì 20 aprile.

Dopo aver trascorso la serata in un locale con un gruppo d’amici, Marco e il compagno si sono recati a prendere l’auto quando sono stati accercchiati da un gruppo di dieci uomini di giovane etàAgli insulti sono seguiti calci e pugni.

Riusciti a sottrasi fortunosamente al pestaggio, hanno contattato il 113 per poi portarsi al pronto soccorso, dove sono state riscontrate a entrambi diverse escorazioni e a uno dei due la perforazione del timpano.

Come riportato da Il Messaggero, la coppia ha dovuto sopportare anche in ospedale commenti e batture fuori luogo da parte di infermieri. 

«Quello che mi ha fatto più male - racconta Marco - è stato lo schiaffo che ho preso da parte di una societa in cui vivo. Leggo tantissimo di omofobia, ma qui non si tratta di omofobia ma di semplice educazione civica, una delle prime cose che mi è stata chiesta è il motivo dell'aggressione, se fossimo stati in atteggiamenti tipo “mano nella mano”».

Il duro j'accuse di Imma Battaglia

La prima a denunciare con durezza l’accaduto è stata Imma Battaglia sulla sua pagina Fb con un lungo post in cui si è rivolta a gran voce all sindaca Virginia Raggi.

«Che tristezza - si legge in esso, una città "capitale del degrado urbano", del razzismo e dell'omofobia, specchio di un paese alla deriva, senza regole, incapace di trovare accordi per il bene comune.

Questo è il risultato del crollo dei valori, degli ideali, di un populismo imperante dove si è convinti che, pur di governare si possa fare accordi con tutti; politici giovani e rampanti gonfi di presunzione e arroganza ma vuoti di ideologie; sì perché c'è una differenza tra destra e sinistra, fa populismo e socialismo, fra qualunquismo e bene comune; abbiamo lottato tanti anni perché non ci fosse più discriminazione, perché nessuno più potesse temere di amare liberamente il proprio compagno o la propria compagna e invece ci troviamo di nuovo a leccarci le ferite dell'omofobia, del bullismo; e come al solito il vile si muove in branco incapace di affrontare a testa alta i mostri interiori che lo affliggono, le proprie insicurezze, le fragilità aggredendo persone innocenti la cui unica colpa è la propria libertà di amare! haters reali, odiatori seriali, nichilisti, figli del vuoto nutriti dalla politica del nulla; a voi branco di omofobi, dico: noi non vi temiamo, non ci fate paura; noi non ci nascondiamo più e oggi più che mai è tempo di GAY PRIDE!

E dico alla sindaca Virginia Raggi​, prendi esempio dalla tua collega Chiara Appendino​ e batti un colpo contro l'omofobia, partecipa al #gapride a #Roma, condanna questo gesto e convoca subito associazione per un piano di azione contro l'omofobia!».

Secci: Sicuri che la sindaca Raggi e il presidente Zingaretti saranno al Roma Pride per dire no all'omotransfobia

Contattato da Gaynews, Sebastiano Secci, presidente del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, ha condannato fermamente l'accaduto dichiarando: «Stiamo raccogliendo informazioni su questo ennesimo episodio, con lo scopo di offrire assistenza e supporto, come già avvenuto le scorse settimane e come avviene, purtroppo sempre più spesso, con quanti chiamano il nostro Circolo per segnalare episodi analoghi

È innegabile che a Roma, così come in altre città italiane,  siano sempre più frequenti episodi di omotransfobia che si inseriscono in un clima fascista che dilaga in tutto il Paese. È necessario che la classe politica prenda posizioni nette ed inequivoche sul tema individuando soluzioni legislative ma, soprattutto, adoperandosi perché, a partire dalle scuole, sia possibile attivare sempre più percorsi culturali di contrasto all’omotransofobia.

Anche per questo siamo sicuri che la sindaca Raggi e il presidente Zingaretti saranno in piazza con tutto il Roma Pride il 9 giugno perché la lotta contro l’omotransfobia è una lotta di civiltà per tutte e tutti».

Cirinnà: Serve un intervento delle istituzioni capitoline perché venga promossa la cultura della diversità

E in serata è intervenuta anche la senatrice Monica Cirinnà sulla sua pagina Facebook. «Ancora un'aggressione omofoba a Roma - ha scritto la madrina della legge sulle unioni civili -. Due persone non possono camminare tenendosi per mano che vengono selvaggiamente picchiate.

La legge sulle unioni civili ha portato un riconoscimento legale e sociale alle coppie dello stesso sesso eppure sopravvivono ancora pericolose manifestazioni di grave e violenta regressione culturale. Serve un intervento forte e inequivocabile della cittadinanza e delle massime istituzioni, anche quelle capitoline, perché sia assicurata la sicurezza e venga promossa la cultura della diversità».

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Simone Panella e Andrea Pacifici, soci nel lavoro e compagni nella vita, danno l’annuncio su Facebook: Vanity Dance Studio, l’accademia di danza che avevano sognato e realizzato a Roma in zona Centocelle, chiude. E non chiude certo perché è venuta meno la passione e l’abnegazione dei due artisti fondatori. Chiude perché è impossibile lavorare tra minacce e intimidazioni più o meno velate. E chiude perché, due settimane fa, le pareti della scuola di danza sono state imbrattate con scritte omofobe e disegni osceni. Froci via di qui: questo il messaggio ripetuto varie volte a caratteri cubitali e scritto con una vernice spray rossa sulle pareti bianche del Vanity Dance Studio.

E, mentre Imma Battaglia lancia un duro comunicato di condanna e chiede un incontro con la sindaca Virginia Raggi perché dia un segnale forte contro l'omofobia rimontante in Roma, abbiamo intervistato Simone Panella per saperne di più. 

Simone, come mai avete atteso quindici giorni prima di denunciare la grave aggressione che la vostra scuola ha subito?

Sinceramente non abbiamo denunciato immediatamente l’accaduto per una sorta di vergogna. Solo ieri abbiamo deciso di rendere pubblica la notizia, spinti dal consiglio di un amico. Ovviamente, oltre a pubblicare la notizia sulla pagina Facebook della Scuola, esporremo formale denuncia anche alle forze dell’ordine.

Da quanto si legge nel post. la violazione degli ambienti della scuola da parte di terzi con le offese omofobiche che vi “intimano” ad andare via sono solo l’ultimo atto di una serie di problemi che avete registrato durante l’anno…

Sì, infatti abbiamo avuto molti problemi, soprattutto con una coppia di vicini che hanno più volte manifestato il proprio fastidio per la nostra presenza. Erano molto aggressivi e una volta hanno anche fatto delle battute omofobiche. Chiamavano i vigili con la scusa che erano infastiditi dalla musica ma poi i vigili riscontravano che era tutto regolare e che non era materialmente possibile che la nostra musica si sentisse anche a casa loro perché il loro appartamento non è adiacente all’accademia.

Una volta sono state lanciate anche delle uova contro il nostro cancello d’ingresso. Naturalmente, non ho alcuna prova che mi consenta di dire che la coppia che mostrava insofferenza per la nostra presenza abbia una qualche responsabilità nella vicenda delle uova o in quella, assai più grave, delle scritte all’interno dell’accademia, fatto sta che il clima è diventato pesante e insostenibile e in queste condizioni non si può lavorare, ecco perché chiudiamo.

Aprirete altrove la vostra scuola?

Al momento posso dire solo che chiudiamo questa. Non so se ne apriremo un’altra. Non nell’immediato. Avevamo investito tantissimo in questa struttura e non abbiamo risorse per aprire altrove. Ma non possiamo neppure andare avanti così. Siamo costretti ad andare via e abbandonare il nostro sogno.

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