È stata presentata a Roma, presso la sede dell’Associazione Stampa Romana, il documento programmatico per una Scuola Laica, Inclusiva e Sicura. Una proposta in sette punti che, stilata da altrettante associazioni (Agedo, Coordinamento Genitori Democratici, Educare alle Differenze, Famiglie Arcobaleno, Gaycs, Gaynet, Rete Genitori Rainbow) costituitesi nel Coordinamento Laicità Scuola Salute, intende offrire degli spunti per affrontare l’emergenza legata alla salute sessuale e al bullismo in riferimento alle giovani generazioni.

«Come Coordinamento nazionale di genitori, famiglie, formatori e formatrici – hanno dichiarato i promotori – riteniamo gravemente irresponsabile per la politica continuare a ignorare questo tema inseguendo i falsi miti di chi diffonde odio e falsità sulla pelle delle nuove generazioni. Queste persone, gli stessi che hanno inventato il “Family Day”, ci accusano di diffondere il fantasma del “gender” da loro inventato, ma a minacciare i nostri fili e le nostre figlie sono proprio loro, negando informazione, consapevolezza e conoscenza­, in un’epoca in cui i nuovi strumenti della rete necessitano sempre più di strumenti critici».

Motivo, questo, che indurrà il Coordinaemento a «promuovere i nostri 7 punti per una Scuola laica, inclusiva, sicura,  ringraziando i candidati e le candidate delle varie forze politiche che hanno aderito. Vigileremo sul loro impegno nel portare avanti concretamente questi temi all’interno dei rispettivi schieramenti».

Sull’evento odierno così si è espresso il presidente di Gaynet Franco Grillini: «L’iniziativa di alcune associazioni, costituitesi in coordinamento, di tornare a intervenire sul terreno scolastico nella lotta al bullismo, all’omofobia e alla diffusione dell’Hiv/Ist non può che essere di grande aiuto in un momento in cui la scuola sembra totalmente abbandonata a sé stessa. In un momento in cui la scuola sembra incapace di offrire messaggi positivi su tali temi.

Parlare di sessualità, informare sulle malattie sessualmente trasmissibili, reagire contro il bullismo, soprattutto quello omofobico, sono delle priorità assolute che lo stesso Miur dovrebbe valutare con grande attenzione e sostenere con impegno.

Noi auguriamo un grande successo a una tale iniziativa. Facciamo al contempo appello perché tante altre associazioni si uniscano nello sforzo d'intervenire in un ambito, da cui si vorrebbero proprio escludere le organizzazioni Lgbti. In un ambito nel quale, non appena si avvia una piccola iniziativa di lotta al bullismo, i gruppi integralisti agitano lo spauracchio della fantomatica ideologia gender».

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Il prossimo 16 febbraio il neocostituito Coordinamento nazionale Laicità Scuola Salute presenterà a Roma una proposta sui temi dell'educazione sessuale, affettiva e di genere nelle scuole, rivolta a tutti i candidati e le candidate alle prossime elezioni politiche. Appuntamento alle ore 11:00 presso la sede dell'Associazione Stampa Romana in piazza della Torretta.
 
Un coordinamento trasversale, come si legge nella nota, che include genitori, famiglie e mondo della formazione. Un coordinamento in cui trovano spazio soggetti laici tradizionalmente impegnati negli organi istituzionali della scuola come Coordinamento Genitori Democratic e Agedo, realtà Lgbti come Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow, realtà impegnate in diverso modo nella formazione come la rete nazionale Educare alle Differenze, Gaynet e Gaycs.
 
Ne abbiamo parlato con la portavoce Angela Nava, di Coordinamento Genitori Democratici, associazione attiva sin dagli anni '70 nel Fonags, organo consultivo del Miur con i genitori della scuola. 
Da dove nasce questa proposta? 

 

È un programma innanzitutto di laicità. Vogliamo accendere i riflettori sul tema a partire da questa breve e difficile campagna elettorale, con l'obiettivo di costruire un dialogo tra le forze laiche e progressiste nella scuola sui temi dell'identità, dell'affettività e della sessualità. I dati sul bullismo e sulle infezioni sessualmente trasmesse mostrano una vera e propria emergenza, ignorata dalla politica. Ma non si può affrontare il tema solo dal punto di vista medico senza mettere al centro il rispetto e la valorizzazione delle differenze sotto ogni aspetto. 

Proprio ieri è uscita la notizia che alcuni licei hanno dichiarato di non avere stranieri, disabili o "gruppi particolari" nel proprio rapporto di autovalutazione, sembra per attirare nuove iscrizioni. Cosa ne pensa? 

È l'ultimo tassello di una vera e propria deriva culturale. Bene ha fatto la ministra Fedeli a intervenire, perchè si tratta di una violazione palese della Costituzione e dei valori fondanti della scuola. Come spieghiamo nella nostra proposta, valorizzare le differenze significa partire dal rispetto, specialmente in tema di interculturalità e integrazione. I ragazzi e le ragazze figli di migranti nelle nostre scuole sono una ricchezza ed è proprio da lì che bisogna lavorare per contrastare il pregiudizio e sopratutto evitare marginalizzazione e radicalizzazione dell'odio. 

Nel vostro comunicato prendete di mira anche il Miur per il piano sull'educazione al rispetto. Come mai? 
 
Quel piano è il prodotto di una maggioranza in cui le forze conservatrici pesano molto di più di ciò che rappresentano. Anche il Miur risente pesantemente dell'influenza cattolico-conservatrice delle realtà oscurantiste del Family Day, responsabili di mettere in pericolo con l'ideologia la salute e la serenità dei nostri figli e figlie. Da questo punto di vista il lavoro della ministra e quello del ministero e del governo vanno distinti. Purtroppo il piano del Miur riconosce l'esistenza della cosiddetta "teoria del gender", un vero e proprio spauracchio inventato ad arte. Non esistono associazioni che diffondono pratiche "estranee al mondo educativo", ma realtà come la nostra che si rifanno alla cultura dei diritte e alla scienza, alla convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa e alle linee guida dell'Oms sull'educazione sessuale "olistica", che include anche l'affettività. 
A seguire, pubblichiamo un'anticipazione della proposta per una Scuola Laica, Inclusiva e Sicura che sarà pubblicata e aperta alle adesioni a partire da lunedì:

Va ricordato che le dinamiche di inclusione legate all'identità creano un intreccio profondo con i temi dell'interculturalità e della migrazione, per almeno due questioni.  L’inclusione delle persone migranti è fondamentale per prevenire quei fenomeni di emarginazione, esclusione e radicalizzazione del pregiudizio. L’approccio interculturale è la base su cui costruire la cultura del rispetto e  tutelare l’autodeterminazione e i diritti della persona, dalle tematiche di genere ai diritti civili. Ci sono persone, infine, che vivono una situazione di doppia discriminazione, non solo all’esterno ma anche all’interno della propria comunità o nucleo familiare. In 76 Paesi del mondo l’omosessualità è ancora punita con il carcere o la pena di morte. 

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