Hiv tra memoria storica e prospettive future. Questo il titolo del dibattito promosso da Agedo, svoltosi ieri al Caffè letterario di Roma. 
 
Il tema, come ha sottolineato la presidente di Agedo Roberta Mesiti, è quello di responsabilizzare tutti e tutte, genitori in prima linea, in una battaglia che deve guardare alle istituzioni come il MIUR e il Ministero della Salute e alla società civile. "La questione dell'educazione sessuale nelle scuole, oggi, si pone nell'ambito del diritto alla salute e alla piena espressione della personalità. "
Tra gli interventi, ha suscitato particolare emozione il racconto di Vanni Piccolo, testimone storico di un epoca in cui il movimento si è trovato ad affrontare un vero e proprio dramma epocale di sofferenza e stigmatizzazione, un momento di in cui la lotta di liberazione sessuale subiva una grave battuta di arresto. 
 
Il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha sottolineato l'importanza di salvaguardare il servizio pubblico sanitario dagli interessi del privato, che non sempre coincidono nel lungo periodo con quelli della salute. L'allarme di Ippolito ha riguardato anche il tema prevenzione: "Bisogna fare attenzione all'idea che basti una pillola sentirsi tranquilli". 
Giulio Maria Corbelli, dell'associazione Plus Onlus, ha raccontato in maniera approfondita come sia cambiata la prospettiva delle persone sieropositive in Italia dagli anni '90, denunciando il fatto che, purtroppo, nonostante i progressi della scienza, nel senso comune l'AIDS viene ancora vista come un'ostacolo insormontabile. Corbelli ha poi lanciato un appello per la libertà di scelta anche negli strumenti di prevenzione da utilizzare. 
 
Luca Modesti, dell'associazione Conigli Bianchi, ha infine raccontato la scelta comunicativa della sua realtà di disegnatori e fumettisti, che attraverso l'arte si sono posti l'obiettivo di rovesciare il portato emotivo negativo che le tematiche legate alla sessualità e alla malattia hanno nel senso comune. 
Di grande intensità e valore artistico le lettura di Pamela Villoresi, che ha recitato una serie di brani su alcune esperienze drammatiche, in particolare sul tema della morte per AIDS in quelle coppie che con non avevano alcun diritto di convivenza, con il conseguente intervento delle famiglie a disconoscere qualunque relazione.
 
 
 
e-max.it: your social media marketing partner

In occasione della Giornata mondiale contro l’Aids anche a Roma molteplici iniziative volte a maggiormente sensibilizzare e informare sulla prevezione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Per la diversità di approccio a una tematica di prioritaria importanza (anche alla luce degli ultimi dati offerti dall’Istituto Superiore di Sanità) sono soprattutto da segnalare quelle promosse dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Con AnddosArcigayASA – Associazione Solidarietà AIDS MilanoIreos e Plus Onlus la storica associazione della capitale è in primo luogo promotrice della campagna We Test – Mettiamo la salute in circolo. Grazie ai suoi volontari è stato e sarà possibile effettuare in maniera anonima e gratuita il test rapido Hiv presso lo Skyline (27 novembre e 5 dicembre) e l’Europa Multiclub (30 novembre).

Opportunità che, il 1° e il 2 dicembre, sarà altresì offerta in una con il test rapido per la sifilide – entrambi disponibili grazie alla convenzione con la ASL Roma 1 e alla collaborazione con la Struttura (Uosd) Dermatologia Mst dell’IRCCS San Gallicano – presso l’Istituto Svizzero (Via Ludovisi, 48). È grazie, infatti, alla collaborazione del prestigioso ente e al supporto dell’American Academy e della casa editrice JRP Ringier che il Mieli ha organizzato l’evento Ancora una voltaWorld AIDS Day.

Evento volto a commemorare nelle prime due giornate di dicembre gli sforzi globali per la lotta contro Hiv/Aids. Improntato su format precedentemente usati all’ISS – utilizzando un metodo pluridisciplinare – l’obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico alle molteplici sfide di questa malattia.

Durante il corso dell’evento ci saranno workshop di ambito scientifico e artistico, mostre e concerti incentrati sulla questione. Essi incoraggeranno il dibattito su temi che fanno da tempo parte della nostra quotidianità.

Raggiunto telefonicamente, così ha illustrato a Gaynews la duegiorni Sebastiano Secci, presidente del Mieli: «Come ogni anno, in occasione della Giornata mondiale della lotta all'Aids, 'Ancora una volta' il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è in prima linea per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans e nell’impegno per la prevenzione dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili.

Lo strumento più valido resta sempre la prevenzione ma la nostra attenzione è da sempre rivolta anche alle persone in Hiv/Aids, che non devono essere in alcun modo discriminate o criminalizzate».

progra

e-max.it: your social media marketing partner

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato l'articolo HIV, in calo infezioni da rapporti tra maschi, ma il ministero della Salute confonde i dati, a seguito del quale lo stesso dicastero ha successivamente rettificato il proprio comunicato

Contestualmente, ci è stato fatto notare da alcuni lettori che una delle affermazioni contenute nello stesso articolo non sarebbe scientificamente fondata. L'asserzione in questione è che la sifilide «aumenta il rischio di contrarre l’Hiv anche per i soggetti che assumono farmaci antiretrovirali a scopo di prevenzione (PrEP)».

Per approfondire il tema, abbiamo pensato di pubblicare qui alcune delle fonti utilizzate per supportare questa affermazione. 

Lo studio InterPrEP. Internet-based pre-exposure prophylaxis with generic tenofovir DF/emtricitabine in London: an analysis of outcomes in 641 patients di quest'anno dimostra che in una popolazione di 641 MSM che utilizzava la PrEP l’incidenza delle Ist (Infezioni sessualmente trasmesse) era aumentata del 10% mentre si riduceva quella di Hiv. Invece in altri studi sulla PrEP (Ipergay e Proud) l’incidenza delle Ist si riduceva (5% e 6%). In un’altro gruppo (Kaser Permanente Study) si osservava addirittura un incremento delle Ist del 22% 

Questo ribadisce con chiarezza che la PrEP non previene la sifilide e le altre Ist. 
 
Lo studio High HIV incidence in men who have sex with men following an early syphilis diagnosis: is there room for pre-exposure prophylaxis as a prevention strategy? del 2016 conclude invece che, poiché la sifilide comporta un aumento del rischio di contrarre l'Hiv, la PrEP è valutabile tra gli strumenti di prevenzione Hiv insieme ai test regolari Ist. 
Si ribadisce, tuttavia, la necessità di un approccio multiplo: «The approach must be on multiple levels, supporting the inclusion of regular STI screening in PrEP management guidelines and chemsex support», a testimonianza del fatto che in presenza di sifilide la PrEP da sola non viene considerata sufficiente. 
 
Esiste, inoltre, un ampia letteratura scientifica che dimostra l'aumento tra 5 e 7 volte del rischio di contrarre Hiv in pazienti affetti da sifilide. Se MSM (maschi che fanno sesso con maschi) Hiv negativi in PrEP che scelgono di fare sesso senza condom ma con patner MSM Hiv positivi in terapia, tra i quali al momento è documentato un outbreak di Ist ulcerative (sifilide precoce, Lgv), gli MSM non Hiv positivi si infettano facilmente con queste Ist.
 
Le Ist ulcerative, inoltre, come la sifilide aumentano biologicamente l'infettività di Hiv attraverso meccanismi infiammatori. Questo fenomeno non rientra, chiaramente, nell'azione della PrEP, perchè gli antiretrovirali agiscono esclusivamente sul virus e non sugli altri fattori che possono favorire l'infezione come immunodepressione o presenza di altre infezioni. 
 
In conclusione, riteniamo che la frase in esame sia documentata e, precisiamo, che essa non afferma che la PrEP sia meno efficace nella propria azione specifica di prevenzione, attestata intorno al 90% di efficacia. Si afferma semplicemente che la presenza della sifilide, in generale, aumenta l'esposizione al virus a prescindere da eventuali terapie preventive, creando ulteriore vulnerabilità. Questo è confermato anche dal fatto che anche nello studio in cui si propone la PrEP tra gli strumenti di contrasto all'Hiv in persone affette da sifilide. Non a caso, si parla comunque si approccio multiplo. 
 
Nessuna preclusione ideologica sulla PrEP quindi, solo il risultato di una serie di letture che portano a inquadrarne opportunità e limiti. In un articolo che aveva tra i propri obiettivi anche quello di sollevare il tema delle altre Ist e l'importanza fondamentale della regolarità dei test.
 
Va anche ricordato che, al momento, mentre possiamo usare farmaci per la prevenzione e la cura di Hiv, esistono difficoltà nel reperimento della penicillina per trattare la sifilide. La stessa penicillina è data ancora come farmaco di prima scelta per i pazienti Hiv che sono più a rischio di complicazioni neurologiche della sifilide.
e-max.it: your social media marketing partner

weTest

Featured Video