Sono ben 369 le persone uccise per odio transfobico dal 1 ottobre 2017 al 30 settembre 2018, di cui la maggioranza assoluta sono donne trans. 44 casi di omicidi in più rispetto al precedente anno, che ne aveva registrato 325. Senza dimenticare, però, che «queste vittime – come rilevato giorni fa da Cristina Leo, portavoce di Co.LT (Coordinamento Lazio Trans) – sono solo la punta di un iceberg, perché in molti Paesi non c’è una registrazione dei casi e alle vittime viene attribuito semplicemente il genere assegnato alla nascita, ignorando di fatto la loro vera identità».

Secodo l’analisi del Trans Murder Monitoring Project, curato dal Tgeu e dalla rivista accademica Liminalis, il numero maggiore di omicidi di persone trans è avvenuto in Brasile (167), subito seguito da Messico (71), Usa (28) e Colombia (21). In Europa l’Italia è al secondo posto con cinque casi di transfemminicidio.

In loro ricordo è oggi celebrata la Giornata della memoria transgender o Transgender Day of Remembrance. 

Fissata al 20 novembre da Gwendolyn Ann Smith in ricordo dell’omicidio della donna transgender afroamericana Rita Hester (assassinata il 28 novembre 1998 ad Allston nel Massachusetts), l’annua celebrazione si configura, per l’appunto, quale memoria attiva delle tante persone uccise per odio o pregiudizio transfobico. All’iniziale progetto web Remembering Our Dead si aggiunse una veglia a lume di candela, tenutasi per la prima volta nel 1999 a San Francisco.

Attualmente il TDoR viene osservato in centinaia di città di oltre 20 Paesi ed è caratterizzato da una serie di eventi che, coprendo in taluni casi più giorni, sono volti non solo a commemorare le vittime della transfobia ma a sensibilizzare la pubblica opinione sulle sofferenze di chi è discriminato per la propria identità di genere.

In Italia la Giornata delle memoria transgender è celebrata in vari capoluoghi. Ma è indubbiamente Torino a imporsi per le numerose iniziative al riguardo. Punto centrale delle celebrazioni resta la Trans Freedom March che, giunta alla 5° edizione e organizzata dal Coordinamento Torino Pride in collaborazione con Sunderam Identità Transgender Onlus (alla cui presidente Sandeh Veet si deve l’ideazione nel 2014), è stata quest’anno celebrata il 17 novembre.

Una marcia, quella torinese, che si riannoda alla fiaccolata tenutasi ieri in piazza del Gesù a Napolidove per inizitiva di Atn (Associazione Transessuale Napoli) e col sostegno del locale comitato Arcigay le persone transgender sfilano, in occasione del TDoR, a partire dal 2009.

Sempre a Napoli, nell'ambito della prestigiosa rassegna letteraria Poetè, ideata e diretta da Claudio Finelli, avrà luogo, giovedì 22 novembre, lo Speciale TDoR con Paola Nasti, autrice di Cronache dell'antiterra, e Giovanna Cristina Vivinettola cui raccolta Dolore Minimo ha attirato l'attenzione e la stima di un grande poeta e intellettuale quale Franco Buffoni. Interveranno anche Paolo Valerio (presidente Fondazione Genere Identità Cultura) e Daniela Lourdes Falanga (delegata Arcigay Napoli per le Politiche Trans).

A Roma, invece, la tradizionale candlelight si è tenuta, domenica 18, presso la stazione Termini. La manifestazione in forma stanziale è stata organizzata dal Co.LT in collaborazione col Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

A Bologna l’appuntamento è per stasera, alle 19:00, in piazza del Nettuno. A presentare ieri in conferenza stampa la manifestazione, strettamente correlata alla mostra di video arte internazionale Transitional State (che si terrà presso la LABS Gallery Arte Contemporanea in via Santo Stefano, 38 dal 22 novembre all’8 dicembre), l’assessora comunale alle Pari Opportunità Susanna Zaccaria, la presidente del Mit Nicole Di Leo, la presidente onoraria dell’associazione Porpora Marcasciano. A Porpora è fra l’altro dedicata l’omonima mostra fotografica che, in corso a Roma, presso Officine Fotografiche, fino al 7 dicembre, raccoglie gli scatti realizzati tra gli anni ’70 e ’80 da Lina Pallotta.

Altre manifestazioni previste in serata sono da segnalare a Genova (alle ore 18:00, in piazza Don Andrea Gallo, per iniziativa di Associazione Rainbow Pangender Pansessuale Genova-Liguria Gaynet in collaborazione con Coordinamento Liguria Rainbow, Associazione Princesa e Comunità di San Benedetto al Porto); a Padova (alle ore 18:00, in via VIII Febbraio, per iniziativa del locale comitato Arcigay e in collaborazione con SAT – Servizio Accoglienza Trans e con il Comune di Padova, Coro Canone Inverso, Kosmos, Anteros Padova); a Verona (alle ore 19:30 in piazzetta Scalette Rubiani per iniziativa del Circolo Pink, Nudm Verona, Sat Pink, Arcigay).

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In vista del TDoR Transgender Day Of Remembrance (20 novembre), giornata internazionale di commemorazione delle vittime della transfobia, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli con il Co.LT (Coordinamento Lazio Trans), costituito da Associazione Libellula, Beyond Differences Onlus, Gruppo Amati, Sportello Lili e Tgenus Lazio, organizzano a Roma una manifestazione stanziale per porre all’attenzione dei media e della società civile il tema dei diritti negati alle persone trans e sulle violenze perpetrate ai loro danni. 

La giornata del Tdor è fondamentale per la lotta contro il pregiudizio e la transfobia e a sostegno dei diritti civili delle persone trans. Non si tratta solo di un momento di denuncia della violenza di cui sono vittime le persone trans nei vari Paesi del mondo, ma anche un’occasione per riflettere sui diritti negati, sui pregiudizi e sulle discriminazioni che le persone trans incontrano ancora oggi in ogni aspetto della vita quotidiana: in famiglia, a scuola, nelle università, nel mondo del lavoro. 

Dal 1 ottobre 2017 al 30 settembre 2018 sono state 369 le persone trans e gender variant uccise nel mondo, nella maggioranza assoluta dei casi le vittime sono donne trans, si tratta di veri e propri femminicidi, che molto spesso non assurgono alle cronache.

Per Cristina Leo, portavoce del Co.LT, «queste vittime sono solo la punta di un iceberg, perché in molti Paesi non c’è una registrazione dei casi e alle vittime viene attribuito semplicemente il genere assegnato alla nascita, ignorando di fatto la loro vera identità».

Come dichiarato da Sebastiano Secci, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, «più volte negli ultimi mesi abbiamo denunciato il clima pesante che stiamo vivendo nel nostro Paese. Aggressioni e minacce ai nostri attivisti,  alle sedi delle nostre associazioni, discriminazioni sui posti di lavoro, nella ricerca di una casa. Le persone trans sono purtroppo le prime a subire quotidianamente il peso della discriminazione, arrivando troppo spesso a perdere la vita per mano dell’odio transfobico.

È dovere di tutta la nostra comunità lottare in prima linea e, per questo, domenica, insieme alle amiche e agli amici del Co.LT ricorderemo ancora una volta tutte le vittime dell’odio transfobico. Abbiamo il dovere di esserci, non possiamo e dobbiamo lasciare indietro nessuno».

Al riguardo sempre Cristina Leo ha dichiarato: «Sarà l’occasione per chieder giustizia per Ximena Garcia e per tutte le vittime dimenticate della transfobia e della transmisoginia».

All’evento sarà presente Valeria Catania, che presenterà l'installazione Le pagine che non ho scrittoSecondo l’artista «la battaglia contro la transfobia e l’omofobia deve partire dal mondo dell’arte. È una strage continua, in Italia e a Roma, quella che registriamo ogni giorno: e chi sopravvive alle violenze subisce per tutta la vita le conseguenze di atti che mortificano la sensibilità di ogni essere umano.

La lotta della cultura contro l’ignoranza della sopraffazione e del disprezzo, e anche del bene contro il male, deve avere come protagonisti coloro che ogni giorno creano grazie alla loro mente quadri, sculture, danze, musiche, spettacoli, film. Lo scrittore sudcoreano ha detto che “la bellezza dell'arte salva dalla crudeltà della vita". Facciamoci tutti promotori di questo messaggio, non lasciamo altro spazio alla violenza. L’arte ci salverà: può salvare l’umanità. Dobbiamo volerlo, con tutte le nostre forze».

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Oggi a Torino, presso le sale settecentesche di Palazzo Graneri della Roccia, sede del Circolo dei Lettori, è stata presentata la Trans Freedom March 2018, che si terrà, sabato 17 novembre, con partenza da piazza Vittorio Veneto alle ore 16.30.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Marco Giusta, assessore comunale alle Famiglie e ai Diritti, Sandeh Veet, presidente di Sunderam Identità Transgender Torino OnlusMaurizio Gelatti e Alessandro Battaglia del Coordinamento Torino PrideFrancesca Caston e Mako Pilati hanno invece portato la propria preziosa testimonianza di persone T che vivono a Torino.

La Trans Freedom March nasce per celebrare il Transgender Day of Remembrance (TDoR): una ricorrenza della comunità Lgbtqi per commemorare le vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender. La commemorazione fu isituita in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web Remembering Our Dead e, nel 1999, a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’appuntamento è cresciuto fino a comprendere manifestazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

Durante il corteo e sul palco della Trans Freedom March, che è organizzata dal Coordinamento Torino Pride in collaborazione con Sunderam Identità Transgender, la commemorazione sarà accompagnata musicalmente dalla voce di Elisa Fagà, dalla celebre violinista H.E.R. (esibitasi, fra gli altri, con Franco Battiato e Lucio Dalla), dall’arpista Cecilia Lasagno, protagonista di una felice esperienza al Festival di Sanremo 2018, dalla vocalist, performer e dj Tischy Mura e dalle folli note dei giocolieri di pentagrammi che compongono la fanfara di musica da strada Bandaradan.

Al termine, sul palco allestito in piazza Castello, come di consueto, verranno letti i nomi delle persone decedute a causa dell'odio transfobico. Inoltre, sempre sabato 17, alle 9:30, presso la Sala Carpanini di Palazzo di Città si svolgerà il convegno Minori e identità di genere, organizzato in collaborazione con il Servizio Lgbt del Comune di Torino, che sarà seguito da Gaynews.

«La Trans Fredoom March - ha dichiarato a Gaynews Giziana Vetrano, coordinatrice del Torino Pride - è per noi molto importante, così come lo sono le molte attività organizzate dal Coordinamento Torino Pride per combattere ogni forma di discriminazione. Stiamo vivendo in momenti molto bui, in cui la nostra comunità è continuamente sotto attacco e per questo è necessario non abbassare mai la guardia. Con l’obbiettivo di arrivare al momento in cui si comprenderà davvero che non esistono diritti di singole categorie ma che ogni diritto conquistato è un patrimonio prezioso di tutte e tutti».

«Questo è un anno importante per tutto il movimento Lgbtqi+ - ha invece affermato Sandeh Veet, presidente di Sunderam - e il movimento femminista, al cui interno si configurano, in Italia, cambiamenti, riequilibri e progettualità. In un'Italia, dove sembra che il cambiamento promesso non abbia futuro, dove i diritti acquisiti vengono minacciati da un governo palesemente salviniano e fascista.

Questa marcia è delle persone trans ma è anche la marcia di tutte quelle donne che quotidianamente vengono barbaramente assassinate da mariti, fidanzati e amanti. Femminicidi che includono le persone transgender, perché è il femminile che viene attaccato e brutalmente assassinato».

ll TDoR e la Trans Freedom March si svolgeranno con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e del suo Comitato per i Diritti Umani e della Città di Torino.

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Con la Candlelight del Transgender Day of Remembrance in Stazione Termini si sono conclusi gli eventi informativi sull’identittà di genere e commemorativi delle vittime di transfobia. Eventi che, organizzati dal Coordinamento Lazio Trans in collaborazione col Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, hanno avuto il loro epilogo nella veglia a lume di candela per ricordare le persone trans uccise nell’ultimo anno. Ben 326. Come Laura, la 27enne d’origine rumena, massacrata il 10 novembre scorso all’Eur.

In sua memoria è stato letto un toccante messaggio inviato dalla MozaiQ Association di Bucarest. «Vorremmo dedicare – così i soci e le socie dell’associazione –  un momento al ricordo di Laura, una donna transgender rumena che lavorava in Italia, uccisa in un brutale attacco transfobico. Ogni anno, la cronaca ci ricorda la violenza che le persone transgender subiscono ancora oggi, anche in Europa. L’Italia, ad esempio, ha un dato tra i peggiori in tema di omicidi di persone transgender.

È importante dunque farsi sentire, dire parole chiare contro questi orribili crimini. Ogni atto di violenza, infatti, perpetra ancora e ancora l’oppressione delle persone transgender. Per questo è nostro dovere accendere i riflettori su questi problemi che affliggono ancora le nostre società. In Romania, le persone transgender hanno meno possibilità di avere successo nella vita poiché il processo di transizione è estremamente lungo e umiliante, l’accesso ai servizi medici è inadeguato e non aperto a tutti, mentre l’ingresso nel mondo del lavoro rimane ancora un problema. 

Noi siamo a fianco dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. La morte di Laura non sarà dimenticata, porteremo per sempre il suo ricordo nei nostri cuori».

Sul significato dell’evento commemorativo, tradizionalmente organizzato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, così si è espresso ai nostri microfoni il neopresidente Sebastiano Secci: «È importante soffermarsi a ricordare e commemorare le vittime di transfobia, soltanto quest'anno sono infatti  oltre trecento le persone trans vittime di omicidio in tutto il mondo e l'ultima è Laura, assassinata qualche giorno fa proprio qui a Roma.

È imperdonabile che la società civile ignori un fenomeno dalla portata emergenziale ma, soprattutto, è imperdonabile che noi gay, lesbiche e bisessuali troppo spesso, presi dalle nostre battaglie e rivendicazioni, trascuriamo la lotta delle nostre compagne e dei nostri compagni trans.

 

Per Laura e per chi prima di lei è caduta barbaramente vittima dell'odio transfobico siamo stati questa sera a Termini, per ricordare chi ci è stato portato via ma, soprattutto, per prendere tutte e tutti insieme un impegno con chi c'è ancora».

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Nel pomeriggio di oggi, vigilia del Transgender Day of Remembrance o TDoR, si è tenuto a Roma in Largo dei Lombardi un evento tanto informativo sul tema dell’identità di genere quanto commemorativo delle vittime di transfobia. A organizzarlo il Coordinamento Lazio Trans (CoLT) che ha altresì presentato l’installazione d’arte dal titolo Le pagine che non ho scritto, creata dall’artista Valeria Catania

Presenti alcuni consiglieri regionali, esponenti dell'associazionismo romano e, soprattutto, del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Come dichiarato da Cristina Leo, portavoce del CoLT, l'evento è stato particolarmente dedicato «alla ragazza trans assassinata a Roma. Vorremmo donare a questa ragazza morta in solitudine, un pensiero ed una lacrima, per non dimenticarla e per non dimenticare le 325 persone trans uccise nel mondo in questo funesto 2017».

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In occasione del TDoR o Transgender Day of Remembrance, fissato al 20 novembre per fare memoria attiva delle vittime di transfobia, si terranno in alcune città d’Italia varie celebrazioni. Tra queste sono da menzionare le due Trans Freedom March che avranno luogo sabato 18 a Napoli e Torino.

Ma quest’anno è da segnalare in maniera particolare anche Roma che, insieme con la tradizionale accensione di candele commemorative a Termini, vedrà altri importanti eventi. Un programma che, frutto dell’efficace collaborazione tra il Coordinamento Lazio Trans e il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, sarà soprattutto caratterizzato dal ricordo della giovane donna transgender uccisa il 10 novembre all’Eur.

Per saperne di più abbiamo raggiunto Cristina Leo, portavoce del Coordinamento.

Si avvicina la giornata del TDoR. A distanza di anni dalla prima celebrazione è sempre attuale una tale commemorazione?

Il Transgender Day of Remembrance, giornata in cui si ricordano le vittime della violenza transfobica, si commemora dal 1999. Il senso di questa commemorazione è sempre tristemente attuale. Pochi giorni fa è stata assassinata qui a Roma una giovane ragazza trans. E quest'anno le persone trans vittime di omicidi nel mondo sono state 325, molte di più del 2016.

Hai parlato di un aumento di casi di delitti a carattere transfobico. Con riferimento al Lazio quante sono state le vittime nell’ultimo anno e, nello specifico, a Roma?

A Roma e nel Lazio quest'anno c'è stata una sola vittima. La 27enne donna trans di origine rumene, di cui parlavo prima.

L’amministrazione Raggi ha dato segnali d’interesse a una realtà così drammatica come la transfobia?

La giunta Raggi ha mostrato sensibilità organizzando a maggio, insieme ai municipi e  alle associazioni, degli eventi per la Settimana Romana contro l'omotransfobia. In molti di questi eventi le persone trans hanno avuto un ruolo di primo piano

Quali sono le manifestazioni previste in preparazione al TDoR e quelle per la giornata del 20?

Ce ne saranno varie. Giovedì 16, alle ore 18.30, presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ci sarà l'inaugurazione della  mostra fotografica Tra le nuvole, Elovun el art centrata sulle persone trans.

Domenica 19 ci saranno due eventi, uno dei quali organizzato proprio dal Co.LT o Coordinamento Lazio Trans e dalle associazioni e gruppi che ne fanno parte. Saremo insieme ad Associazione Libellula 2001, Beyond Differences, Gruppo Amati, Sportello Lili e Tgenus Lazio in Largo dei Lombardi dalle ore 15:00 alle ore 19:00 per informare sul tema della transfobia e commemorare le nostre vittime. Nel corso dell'evento l'artista Valeria Catania presenterà una sua installazione dal titolo Le pagine che non ho scritto.

Infine, lunedì 20 alle ore 19:00, presso la Stazione Termini sul lato di via Giolitti ci sarà una Candlelight in ricordo delle vittime della transfobia organizzata dal Circolo Mario Mieli.

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La Giornata della memoria transgender o Transgender Day of Remembrance (generalmente indicata con l’acronimo TDoR) è una ricorrenza della comunità lgbti. Fissata al 20 novembre da Gwendolyn Ann Smith in ricordo dell’omicidio della donna transgender afroamericana Rita Hester (assassinata il 28 novembre 1998 ad Allston nel Massachussets), l’annua celebrazione si configura quale memoria attiva delle tante persone uccise per odio o pregiudizio transfobico. All’iniziale progetto web Remembering Our Dead si aggiunse una veglia a lume di candela, tenutasi per la prima volta nel 1999 a San Francisco.

Attualmente il TDoR viene osservato in centinaia di città di oltre 20 Paesi ed è caratterizzato da una serie di eventi che, coprendo in taluni casi più giorni, sono volti non solo a commemorare le vittime della transfobia ma a sensibilizzare la pubblica opinione sulle indicibili sofferenze di chi è discriminato per la propria identità di genere.

In Italia la Giornata delle memoria transgender è celebrata a Roma, Milano, Bologna, Napoli, Torino. Il capoluogo piemontese s'impone indubbiamente per le numerose iniziative al riguardo. Punto centrale delle celebrazioni resta la Trans Freedom March che, nata per volontà del Coordinamento Torino Pride (composto da 23 associazioni lgbti e non, operanti su territorio piemontese) col contributo creativo di Veet Sandeh, è stata fissata quest’anno al 18  novembre per ricordare il silenzioso eccidio di persone trans dal 1° ottobre 2016 al 30 settembre 2017.

Come dichiarato dal coordinatore Alessandro Battaglia nel comunicato ufficiale, «quest’anno le nostre attività si svilupperanno, come ormai di tradizione, in un convegno, nella mattina nella di sabato 18 novembre, organizzato insieme alle realtà che si occupano di violenza contro le donne e al Sevizio Lgbti della Città di Torino, con lo scopo di indagare l’eventuale radice comune della transfobia e della violenza contro le donne in un momento storico che vede l’esacerbarsi delle aggressioni e degli stupri. Nel pomeriggio si raggiungerà l’acme con la tradizionale marcia in ricordo delle vittime transessuali uccise nel mondo attraverso le strade del centro di Torino per abbattere le barriere in uno spirito di condivisione con tutte e tutti».

La Trans Freedom March si terrà quest’anno anche a Napoli dove, in realtà, per inizitiva di Atn (Associazione Transessuali Napoli) e col sostegno del locale comitato Arcigay le persone transgender sfilano in occasione del TDoR a partire dal 2009. La scelta è stata effettuata dalla stessa Veet Sandeh in ragione di un fattore ben preciso. «Nel 2016 – si legge nel comunicato di Atn per la conferenza stampa di presentazione, tenutasi stamani presso Palazzo San Giacomo – il capoluogo campano ha raggiunto il triste primato di città italiana con il maggior numero di omicidi e atti di transfobia. Napoli rappresenta tuttora un territorio controverso, nel quale la storia e le azioni concrete di accoglienza e supporto alla popolazione Trans si intrecciano con il degrado, l’ostilità e la violenza esercitata verso persone che vivono spesso una condizione di forte emarginazione».

Un segnale altamente positivo, questo, che a ragione Alessandro Battaglia ha così spiegato: «Le buone pratiche a volte producono partecipazione e integrazione fra persone e territori ed è giusto che sia così. Una Trans March in ogni città: questo sarebbe il traguardo ideale».

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