Maurizio Gelatti

Maurizio Gelatti

Il 17 aprile la Fondazione Fuori!, presieduta da Angelo Pezzana, ha assegnato il Premio Fuori! 2019 a Robert Beachy, autore di Gay Berlin (2014). Alla cerimonia, organizzata in collaborazione con Lovers Film Festival presso la Mole Antonelliana, monumento del capoluogo subalpino, erano presenti Angelo Pezzana, Irene Dionisio, direttrice di Lovers, la giornalista Barbara Notaro Dietrich, il professor Antonio Pizzo dell’università di Torino e Gianni Rossi Barilli. È stato proiettato un video intervento dell’autore.

Venerdì 26 aprile alle 20:30, sempre nell'ambito del festival presso la Sala Soldati del Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema verrà invece consegnato il Premio Fuori! Cinema a Ivan Silvestrini per il film Come non detto, che verrà proiettato per l’occasione. Alla cerimonia saranno presenti Ivan Silvestrini, Irene Dionisio, Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino, Angelo Pezzana, Enzo Cucco ed Enrico Salvatori.

Come ha raccontato lo storico Gianni Rossi Barilli, fino alla metà degli anni ‘80, il Fuori! è stato al centro del grande cambiamento che ha coinvolto la società italiana, rendendo possibile in modo incancellabile la presenza non più rinviabile del riconoscimento dei diritti di eguaglianza. Nel 1980 il gruppo, che aveva dato vita al Fuori!, crea, sempre a Torino, la Fondazione Sandro Penna, destinata a ospitare gli archivi storici del movimento gay italiano e internazionale, oggi Fondazione Fuor!. La parola cultura diventa la base delle iniziative successive, per arrivare alla più recente, il Premio Fuori!, giunto quest’anno alla 3° edizione.

Intanto domani il Lovers Film Festival di Torino celebrerà il 25 Aprile con le associazioni Lgbti. 

In un momento storico difficile per le comunità Lgbti come si costruisce un paese migliore? A questa e altre domande, domani, in occasione della giornata della Resistenza, le maggiori associazioni Lgbtq italiane si racconteranno al Circolo dei lettori per l’evento Esercizi di Resistenza e Resilienza. Dalle ore 10:30 alle 13:30 si terrà un dibattito moderato dal giornalista Simone Alliva, che ha condotto, in febbraio, un’inchiesta sui casi di omotransfobia, parte iniziale del più ampio dossier Caccia all'omo de L'Espresso.

Tra le associazioni presenti al dibattito: Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Agedo, Alfi, Quore, Coordinamento Torino Pride.

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Lovers, il più antico festival a tematica Lgbt di Europa, avrà inizio a Torino fra pochi giorni: l’inaugurazione avverrà infatti, il 24 aprile, al Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema.

Gaynews ha incontrato Elsi Perino, curatrice della sezione Real Lovers (il concorso internazionale per i documentari) per il festival. Uno dei tanti punti di forza della kermesse cinematografica arcobaleno è, infatti, proprio l’attenzione che dedica al documentario.

Elsi, ci racconti questa sezione?

Real Lovers è il concorso dedicato al cinema del reale che, con Irene Dionisio e tutto il comitato di selezione, abbiamo riportato sugli schermi già dall'edizione del 2017. È una sezione free border, in cui tematiche e nuovi sguardi narrativi sono gli elementi tenuti principalmente in considerazione. La call internazionale ci permette di visionare materiali e istanze molto differenti tra loro, cercando il più possibile di costruire un discorso diversificato e stratificato di significati.

Cerchiamo di fare il punto sullo stato attuale delle cose, immaginando questi titoli come preziosi tasselli di una narrazione su e per la comunità Lgbtqi, ma non solo. Ma guardiamo anche indietro, da dove siamo partiti, per non dimenticare la strada percorsa. Real Lovers è chiaramente la sezione più politica del nostro programma, perchè il vissuto, le istanze e le narrazioni del reale lo sono sempre. 

Quali sono i temi dei titoli selezionati?

Abbiamo cercato di costruire un programma diversificato. Apriamo il concorso con Normaldell'italiana Adele Tulli, fresco di debutto alla Berlinale 2019. Normal è una panoramica tra gli stereotipi che genere e ruoli di genere ci impongono: un lavoro garbato e preciso di osservazione senza giudizio. Sempre dalla selezione Berlinale, proietteremo Lemebel, il Premio Teddy 2019 per il miglior documentario: biografia su Pedro Lemebel, uno dei volti più importanti del movimento Lgbt cileno, che si batteva per i diritti civili contro la dittatura di Pinochet. Lemebel è un manifesto, il ritratto di un pioniere che ci ricorda, nel 50° anniversario dei Moti di Stonewall, il valore fondamentale della militanza.

Sempre in questo senso è stato selezionato An Army of Loversche ricostruisce la storia del movimento Lgbt svedese attraverso le principali pellicole a tematica prodotte in loco, assumendole come parte integrante della militanza. Si continua con un altro ritratto di un personaggio chiave della cinematografia nazionale e internazionale. Abbiamo infatti il piacere di presentare in anteprima internazionale Helmut Berger, my mother and I, un documentario dalla struttura insolita, che intende rimettere Berger davanti alla camera e raccontare con tenerezza ed infinita ironia quella che possiamo definire una personale e strampalata Caduta degli dei. Eye candy decostruisce gli equilibri normativi dell'ambiente del wrestling: la protagonista Yasmin Lander è una giovane wrestler lesbica, che mina alla base le dinamiche di un ambiente sportivo quasi esclusivamente riservato al genere maschile, ritagliandosi con tenacia uno spazio di visibilità identitario. 

Chiude la competizione My family in transition, la storia di una famiglia di una piccola cittadina israeliana profondamente legata alle tradizione, che affronta e supporta il percorso di transizione MtF di un genitore, ridefinendo così convenzioni sociali, ruoli di genere e, coralmente, la propria identità.

Possono il cinema, in generale, e il documentario, in particolare, essere uno strumento per combattere l’omotransfobia?

Possono e sono, a mio avviso, necessari. Non credo nel cinema che offre risposte, sia chiaro, ma sono fortemente sostenitrice e consumatrice – lo dico da spettatore prima che da addetta ai lavori - del cinema che si fa delle domande, che cerca linguaggi, sguardi e tematiche per universalizzare le esperienze e renderle intellegibili. Sostituire le opinioni preventive e porsi in una condizione di ascolto fa sì che si costruisca un punto di contatto: credo che valga più o meno per tutto. Il rispecchiamento o l'empatia vengono subito dopo. Oltre a questo c'è un aspetto che può sembrare retorico, ma non è affatto scontato: le pellicole di genere, tutte e indistintamente, portano sempre con sé un aspetto politico più o meno dichiarato a seconda del tema. E anche questo permette al cinema di essere uno dei mezzi per combattere l'omobitransfobia. 

Un’ultima domanda, magari pleonastica. Ma è vero che a Lovers, da sempre, passano i film “che cambiano la vita”? E che quindi il festival continua a essere necessario?

I film che cambiano la vita, come ti dicevo nelle precedenti risposte, sono tutti quelli che  aggiungono qualcosa all'idea di sé, un pezzo al ragionamento o semplicemente uno strumento. Molti dei miei fondamentali li ho visti proprio grazie al festival: quindi lo confermo. Il Lovers quest'anno compie 34 anni: io l'ho conosciuto prima come semplice spettatrice, poi dal punto di vista lavorativo e credo che il panorama culturale della nostra città (ma non solo, fu il primo italiano e uno dei primi a livello mondiale interamente dedicato al cinema di genere) sia stato per forza di cose contaminato dalla portata politica e intellettuale di un festival come questo.

Un festival di cinema Lgbtqi è un luogo di proiezioni principalmente, ma è anche luogo di incontro e di scambio, di dibattiti e crescita, un momento in cui si aggiunge qualcosa agli immaginari. Viviamo un momento storico in cui i diritti, moltissimi non solo quelli Lgbtqi, sono fortemente messi in discussione. Proprio per questo è necessario mantenere gli spazi di produzione e circolazione di cultura aperti, in ascolto e il più possibile vigili. 

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Ieri Palazzo Madama, grazie al sostegno della vicepresidente del Senato Anna Rossomando, ha ospitato la conferenza stampa di presentazione di To Housing: il progetto di co-housing sociale che, promosso dall'associazione Quore, ha aperto a Torino circa quattro mesi fa per accogliere persone Lgbt in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità.

Presenti, oltre alla vicepresidente Rossomando, la senatrice dem Monica Cirinnà, Giuseppe Vernero, responsabile Migranti per il progetto, Alessandro Battaglia e Silvia Magino, responsabili di Quore.

Prima esperienza con queste caratteristiche in Italia, To Housing può accogliere 24 ospiti in cinque appartamenti di proprietà Atc – Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte. Centrale di edilizia agevolata - e non destinati alle graduatorie per le case popolari. Nei primi tre mesi To Housing ha ricevuto 42 richieste – di cui 27 da parte di gay, 6 da lesbiche e 9 da donne/uomini trans – e potuto effettuare 16 inserimenti, di cui cinque da parte di persone con meno di 25 anni.

Ottimi i risultati anche nell’ambito dell’accompagnamento al lavoro previsto dal progetto, con contratti di varie tipologie (cfr. file dedicato) offerti a diversi utenti.

Il progetto nasce non solo per rispondere all’emergenza abitativa ma anche per attivare, proprio a partire da un bisogno primario e fondamentale come la casa, percorsi di reinserimento sociale. Vengono accolti eminentemente giovani tra i 18 e 26 anni allontanati dalle famiglie di origine a causa dell’orientamento sessuale; migranti erifugiati omosessuali, anziani Lgbt in condizione di solitudine o povertà, persone transessuali e transgender.

Molto soddisfatti Alessandro Battaglia e Silvia Magino, che hanno dichiarato: "Il numero di richieste che in questi primi mesi di attività ci sono giunte da tutta Italia ci hanno ulteriormente persuasi che il progetto risponda a esigenze reali e che sia necessario che lo spirito di accoglienza che lo caratterizza possa ispirare la nascita di esperienze simili in altre parte di Italia. Le persone Lgbt sono vulnerabili e ancora oggi vittime di molte discriminazioni e To Housing offre loro un posto sicuro da cui ripartire”.

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Si è tenuta ieri sera a Roma, presso la sede del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, la conferenza stampa di presentazione della 34° edizione del Lovers Film Festival – Torino Lgbtqi Visions con la partecipazione di Irene Dionisio, Giovanni Minerba e Simone Alliva.

L’edizione di quest’anno sarà dedicata alla visibilità e al cinquantennale dei moti di Stonewall. Si svolgerà come di consueto a Torino presso il Cinema Massimo  del Museo Nazionale del Cinema. Dal 24 al 28 aprile 2019.

Motlissimi gli ospiti internazionali del più antico festival sui temi d’Europa e terzo nel mondo diretto da Irene Dionisio con la consulenza artistica di Giovanni Minerba, fondatore con Ottavio Mai del Festival. Dalla madrina Alba Rohrwacher nota al grande pubblico per aver recitato in alcuni tra i più importanti film degli ultimi anni nel panorama cinematografico italiano a Helmut Berger l’attore più amato da Luchino Visconti a Giancarlo Giannini uno fra i più poliedrici interpreti del cinema italiano che nella sua lunga carriera, costellata di successi, si è anche dedicato al doppiaggio alla regia e alla scrittura.

Ospite atteso sarà anche Ira Sachs, regista newyorkese di fama internazionale, consulente creativo per Sundance Director’s Lab e professore alla Columbia University School of Film. I suoi film sono stati proiettati a Berlino, Toronto, New York, Rotterdam e Londra e nei maggiori festival Lgbtqi mondiali. Ha vinto nel 2005 con Forty Shades of Blue il Gran Prix della giuria al Sundance Film Festival. 

Anche Asia Argento sarà ospite del festival e del Museo Nazionale del Cinema. Asia Argento. Antologia Analogica è il tiolo di una mostra che ha come protagonista l’attrice nel suo ruolo poco noto di fotografa. Con questa mostra, Asia Argento, offre al pubblico una parte del suo mondo, attraverso autoritratti, volti, suggestioni, colori ed elaborazioni grafiche. Una mostra di grande suggestione che “accompagnerà” la programmazione cinematografica del festival.

Proprio sul tema della visibilità, come resistenza e come vulnerabilità, è prevista un’iniziativa speciale nata in seguito alla collaborazione - avvenuta a partire dalla 32esima edizione - con le associazioni Lgbtqi del territorio. Da un confronto con tutte queste realtà, e in collaborazione con il Coordinamento Torino Pride, saranno scelte 4 parole chiave e verrà individuato, per ognuna, un film dedicato. Padrino del focus lo storico attivista e direttore di Gaynews Franco Grillini, vincitore del premio Milk 2019.  

Sarà Giovanni Minerba, fondatore con Ottavio Mai della rassegna, e consulente scientifico dell’edizione di quest’anno, a curare la serata/spettacolo di chiusura sul cinema LGBT con Monica Guerritore, e, per il secondo anno consecutivo, una sua carte blanche assolutamente innovativa. 

Infine, come di tradizione, Lovers non avrà come protagonista solo il grande cinema internazionale ma anche la musica: saranno infatti ospiti della più famosa rassegna cinematografica Lgbtqi di Italia: Samuel, volto storico dei Subsonica, Drusilla Foer, fenomeno virale del web e icona internazionale di stile e Myss Keta controversa, misteriosa e provocatoria star della musica elettronica young, famosa anche per calcare la scena mascherata-Si preannuncia, quindi un Lovers 2019 scoppiettante e di grande peso artistico con 102 film in calendario che si concluderà con l’annuncio del nuovo direttore artistico che succederà a Irene Dionisio. Fra i candidati è trapelato anche il nome di Vladimir Luxuria.

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Il progetto Friendly Piemonte, dopo anni di attività preparatorie sul territorio piemontese, è stato dal 7 al 10 marzo è alla Fiera del Turismo di Berlino, la più importante d'Europa per i temi Lgbt, con uno stand esclusivo nel Lgbt Travel Pavillon insieme ai più grandi operatori di viaggi del settore al mondo. L’associazione Quore, promotrice di Friendly Piemonte, ha lavorato a questo progetto, con l'Assessorato al Turismo della Regione Piemonte e con Dmo Piemonte Marketing. 

“Da oramai 11 anni, l’Itb Berlino ospita al suo interno un padiglione dedicato al segmento Lgbt, un mercato in crescita costante che molte destinazioni turistiche hanno incluso all’interno delle strategie di promozione e sviluppo - così Alessandro Battaglia e Silvia Magino, da sempre in prima linea e fra i fondatori dell’associazione Quore – . Con grande soddisfazione Friendly Piemonte porta per la prima volta i colori italiani all’interno del Padiglione Lgbt, che quest’anno vede la presenza di agenzie del turismo ed enti di promozione di New York City, Canada, Valencia, Ibiza, Malta, Tailandia e altri. Il grande lavoro promosso dalla nostra associazione per il progetto Friendly Piemonte, sia sul territorio che a livello internazionale, è stato presentato con successo il 7 marzo presso il Padiglione Lgbt”.

Il Piemonte ha avviato da più di un anno un processo che lo sta portando a diventare meta privilegiata del turismo Lgbt internazionale – un mercato che vale il 7% dell’intero comparto turistico mondiale e che muove oltre 70 milioni di persone l’anno con ottime capacità di spesa – ma gli obiettivi di Quore hanno un respiro molto più ampio: infatti sono stati stretti solidi legami con Pr marketing e operatori turistici nazionali, con l’obiettivo di creare un nuovo marchio – Rainbow Italy – per la commercializzazione di pacchetti turistici LGBT.

Anche Enit Italia, insieme alla Regione Piemonte, ha sostenuto il progetto e la sua presenza all'Itb di Berlino durante la quale Friendly Piemonte e Rainbow Italy saranno protagonisti di molti momenti di networking.

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Il 28 aprile 2019 è una data importante per il Lovers Film Festival - Torino Lgbtqi Visions: durante la serata finale della rassegna verrà svelato il nome del nuovo direttore o della nuova direttrice. Il Museo Nazionale del Cinema, infatti, ha avviato la procedura per la selezione del nuovo vertice artistico di quello che è il più antico festival sui temi Lgbtqi d’Europa e terzo nel mondo. 

Nel 2019 conclude il suo mandato triennale Irene Dionisio che dal 2017 - con la consulenza artistica di Giovanni Minerba, fondatore con Ottavio Mai della rassegna - dirige il festival. Festival che, quest’anno, si volgerà dal 24 al 28 aprile a Torino presso la Multisala Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema.

La selezione del nuovo direttore artistico sarà affidata a una commissione di selezione - composta da Giaime Alonge, Alessandro Battaglia, Ricke Merighi, Roberto Piana e Bruna Ponti - che avrà il compito di presentare tre nomi al comitato di gestione del Museo, al quale, spetterà la decisione finale. La call, che scadrà il 25 marzo 2019, è pubblicata sul sito internet di Lovers.

Molto soddisfatta ed emozionata Irene Dionisio, che dichiara: “Sono molto felice di aver condotto alla fine il mio mandato triennale con il massimo senso di responsabilità possibile per un Festival di tale importanza. Ho lavorato nella mia direzione artistica sulle tematiche Lgbtqi nel solco delle tradizione trentennale del Festival con una particolare attenzione al femminile, ai linguaggi innovativi, alla ricerca e alla dialettica queer.

Sono stati anni intensi e di transizione, pieni di sfide e soddisfazioni e sono molto orgogliosa di poter stringere a breve la mano al prossimo direttore o direttrice per un sereno e condiviso passaggio di consegne che garantisca una progettualità ricca e costruttiva attorno ad uno dei più antichi Festival Lgbtqi internazionali. Ringrazio con grande affetto e stima il mio team di lavoro, professionale, partecipe ed appassionato, la comunità Lgbt per il ricco scambio reciproco e il Museo del Cinema per la fiducia accordatami in questi tre anni. Arrivederci alla 34esima edizione dal 24 al 28 Aprile 2019 al Cinema Massimo. Vi aspettiamo a braccia aperte".

Il presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino Sergio Toffetti commenta così il passaggio: “Il Museo del Cinema da ormai 15 anni organizza il festival, portando avanti il progetto iniziato da Ottavio Mai e Giovanni Minerba. Lovers è oggi un punto di riferimento irrinunciabile, sia per il panorama cinematografico internazionale, sia per la costruzione di una società sempre più attenta ai diritti delle persone. Un risultato raggiunto anche grazie all’impegno di Irene Dionisio, che dirige il festival dal 2017 ed è ora all’opera per realizzare un’edizione 2019 che, come sempre, farà divertire, discutere, pensare, sognare.

Il Museo del Cinema ringrazia dunque Irene per questi tre anni di percorso comune e le fa i migliori auguri per il suo lavoro di cineasta, nella certezza che si tratti di un arrivederci. Un ringraziamento va anche a Giovanni Minerba che continua a prestare la sua opera per la riuscita del festival”.

L’appuntamento è ora a Torino dal 24 al 28 Aprile 2019 al Cinema Massimo.

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Dal 24 al 28 aprile 2019 a Torino, come di consueto al Cinema Massimo, la storica mutisala del Museo Nazionale del Cinema, torna il più antico festival sui temi Lgbtqi d’Europa e terzo nel mondo, diretto da Irene Dionisio con la consulenza artistica di Giovanni Minerba, fondatore della rassegna con Ottavio Mai, a cui nei giorni di scorsi l’associazione Amiche e Amici della cultura e del Festival Lgbt ha chiesto di intitolare la Sala 3 dello stesso Cinema Massimo.

Madrina dell’edizione di quest’anno sarà l'attrice Alba Rohrwacher. Pluripremiata, ha vinto, fra l'altro, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, 2 David di Donatello, 1 Nastro d'argento e 2 Globi d'oro.

Il presidente della giuria di All the Lovers, la sezione dedicata ai lungometraggi, sarà invece il regista francese Yann Gonzales, recentemente tornato a Cannes con la sua ultima fatica Un couteau dans le coeur dopo il precedente successo, alla Semaine del 2013, di Les rencontres d’après minuit, entrato nella top 10 dei Cahiers di quell’anno.

Il Lovers Film Festival in realtà non si è mai fermato, organizzando lungo tutto l’anno un fitto calendario di appuntamenti cinematografici di avvicinamento alla rassegna di aprile come sottolinea Irene Dionisio, direttrice di Lovers: «Dalla collaborazione a luglio con Cinema a Palazzo Reale, dove abbiamo portato Filippo Timi con Favola, alle anteprime regionali dei film Zen di Margherita Ferri e Un couteau dans le coeur di Yann Gonzalez – sempre con i registi in sala - il Lovers non si è mai fermato».

Il prossimo appuntamento è la proiezione (15 febbraio, ore 20.30, Ambrosio Cinecafè, Sala 2, corso Vittorio Emanuele 52, Torino) di Mamma + Mamma di Karole Di Tommaso: film che narra in modo poetico ma attuale il desiderio di maternità di due ragazze, Karole e Ali. «Come Festival riteniamo giusto sostenere Mamma + Mamma di Karole Di Tommaso che sarà nelle sale dal 14 febbraio – dal 15 a Torino – e che narra una vicenda personale di scottante attualità», commenta il fondatore del festival Giovanni Minerba che interverrà alla serata e che dialogherà con la regista, presente in sala.

Dopo le tappe di Cagliari e Lecce, il 16 Febbraio, a Roma presso lo Sparwasser (21.30, Via del Pigneto 215), si conclude anche il Lovers Tour: il tour italiano per i Nuovi Diritti nato dalla collaborazione tra Lovers Film Festival e Cgil Nuovi Diritti, il cui format prevede la proiezione di Odio il rosa di Margherita Ferri e il video tributo a George MichaelWatch Without Prejudice vol. 1, curato dal music teller Federico Sacchi.

Le sezioni competitive anche quest’anno saranno quattro: All the Lovers per i lungometraggi; Real Lovers per i documentari; Irregular Lovers per film di ogni genere e formato con particolare attenzione all’innovazione del linguaggio narrativo e visivo; Future Lovers premio dedicato ai corti.

Il Lovers Film Festival – Torino Lgbtqi Visions dal 2005 è integrato nel Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiBACT – Direzione generale Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

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Accogliendo con favore la richiesta rivolta a tutte e tutti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino di inviare suggerimenti per il nuovo naming della Sala 3 del Cinema Massimo, l’associazione di patron Amiche e Amici della Cultura e del Festival del Cinema Lgbt, che si è costituita da alcuni mesi per tutelare, tra l'altro, il futuro e i principi ispiratori del Lovers Film Festival, ha risposto ai responsabili dell'istituzione indicando il nome di Ottavio Mai

Non solo per il ruolo che il regista ha avuto nel mondo del cinema torinese, nazionale e internazionale. Ma anche per il suo importante apporto alla costruzione di una società più giusta e meno discriminatoria

Nato a Roma il 9 dicembre 1946 e prematuramente scomparso l' 8 novembre 1992, Ottavio Mai è stato regista, sceneggiatore, attore, scrittore e poeta. Nel 1986, insieme al compagno Giovanni Minerba, ha fondato a Torino il festival cinematografico a tematica omosessuale Da Sodoma a Hollywood ora Lovers. A Torino sono a lui dedicate una via e il comitato locale di Arcigay.

«Sarebbe anacronistico, oggi, negare il ruolo sociale e politico della cultura e Ottavio Mai lo aveva compreso bene - hanno scritto i soci fondatori dell’associazione -. Anni fa il Museo del Cinema, accogliendo in seno a sé il festival, da lui coraggiosamente fondato più di trent’anni fa insieme a Giovanni Minerba, ha avviato un percorso di cui oggi l’intitolazione della Sala 3 del Massimo riteniamo sia tappa quasi imprescindibile».

Nella propria lettera le Amiche e Amici della Cultura e del Festival del Cinema Lgbt, credendo fortemente nella parità di genere, hanno ritenuto di suggerire, insieme al nome di Ottavio Mai, anche quello di una donna, Adriana Prolo, fondatrice dello stesso Museo del Cinema e persona a cui il cinema deve moltissimo.

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Il Treno della Memoria, da 15 anni, ha avviato una profonda riflessione sul futuro della memoria: sempre meno testimoni diretti delle persecuzioni nazifasciste sono ancora in vita e le giovani generazioni sono cronologicamente lontane da accadimenti che percepiscono come distanti. Come immaginare allora di mantenere viva la memoria in Italia nei prossimi anni? Come attualizzare in chiave storica quanto accaduto? E con quali modalità e strumenti?

Sono questi gli interrogativi che l’associazione nazionale Treno della Memoria ha condiviso stamane con chi sarà chiamato a portare il testimone della memoria: i giovani. Giovani, frappresentati dai 4000 studenti che, con i propri insegnanti, hanno partecipato stamane a Torino all’evento A Futura Memoria.

L’evento, dallo straordinario coinvolgimento emotivo, è stato organizzato dalla staff del Treno della Memoria che, fino a oggi, ha lavorato con oltre 14 regioni, 20 province e alcune centinaia di Comuni – solo quest’anno 105 Comuni hanno patrocinano il progetto –  e ha portato a visitare i campi di Auschwitz e Birkenau circa 40.000 ragazzi provenienti da molte regioni d'Italia (quest’anno: Piemonte, Puglia, Trentino, Lombardia, Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Veneto). 

Anche nel 2019 il Treno della Memoria, che oggi può contare sul supporto di 200 volontari e che porterà circa 4.200 passeggeri, rinnova il suo impegno nei confronti dei temi Lgbti.

Infatti ormai da anni e con crescente successo, grazie alla collaborazione col Coordinamento Torino Pride, vengono organizzati alcuni viaggi dedicati al mondo Lgbti e tutti gli accompagnatori del treno sono formati su questi temi e su una corretta terminologia di genere. Dopo la felice sperimentazione del 2018, diventa tappa fissa anche Berlino, durante la quale potranno essere visitati i luoghi simbolo di questa triste storia che ha visto le persone omosessuali come protagoniste. 

Il Torino Pride, come afferma la coordinatrice Giziana Vetrano, «crede da sempre nella necessità di conservare la memoria per evitare che alcuni drammatici errori possano essere rieptuti».

Infatti, venerdì scorso, l’auditorium della Biblioteca Nazionale di Torino è stato la cornice di Giuseppe P: un esempio di public history che, a cura di Chiara Ottaviano, è uno spettacolo originato dagli studi sui confinati per omosessualità dal regime fascista effettuati da Cristoforo Magistro. L’evento ha proposto una narrazione delle vicende di vita di un giovane confinato siciliano, Giuseppe, appunto, attraverso la lettura e l’analisi dei documenti del suo fascicolo presso la Prefettura di Matera.

Pensato per le scuole ma aperto al pubblico, lo spettacolo è stato realizzato grazie alla collaborazione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e alla disponibilità di Abnut, che hanno supportato il lavoro di Agedo Torino con il coordinamento di Angela Mazzoccoli e del Coordinamento Torino Pride. Sul palco la celebre arpista Cecilia Lasagno, Silvano Bertalot, Chiara Ottaviano, Daniele Cavalli e Alessandro Giacardi.

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Il 34° Lovers Film Festival - Torino LGBTQI Visions, diretto da Irene Dionisio, si terrà dal 24 al 28 aprile 2019 a Torino nella cornice tradizionale del Cinema Massimo, la storica multisala del Museo Nazionale del Cinema.

L’attesa è molta e intanto è in partenza un tour in Italia per i "nuovi diritti" che nasce dalla collaborazione fra Cgil Nuovi Diritti e il Lovers Film Festival, la rassegna a tematica Lgbtqi più antica d’Europa, e fra le più importanti a livello mondiale, nata nel 1986 su iniziativa di Ottavio Mai e Giovanni Minerba, oggi prezioso consulente alla direzione artistica.

Il tour vuole al contempo diffondere sul territorio nazionale le date del festival ed essere uno strumento di lotta - attraverso il cinema e le arti performative - per la rivendicazione dei diritti e per il contrasto dell’omotransfobia.

Lovers Tour porterà il cortometraggio Odio il rosa, realizzato da Margherita Ferri dopo l'esordio nel lungometraggio per Biennale College a Venezia 2018, il 18 gennaio 2019 al Cinelab del Cineporto di Lecce (ore 21.30, via Vecchia Frigole 36); il 20 Gennaio 2019 alla Cineteca Sarda di Cagliari (ore 18.00, Viale Trieste 118) e il 16 Febbraio 2019 allo Sparwasser di Roma (ore 21.30, via del Pigneto 215).

Il corto introduce Watch Without Prejudice vol. 1, video tributo a George Michael, curato dal music teller Federico Sacchi, a vent’anni dal coming out di George Michael e l’intento è quello di omaggiare il cantante inglese recentemente scomparso, con un’esperienza d’ascolto in equilibrio fra lo storytelling, la musica, il teatro, il video e le nuove tecnologie. 

L'Ufficio Nuovi Diritti segue, in Cgil, le tematiche della laicità dello Stato e dell'autodeterminazione della persona e il contrasto alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere e, per questo, la collaborazione con Lovers e questo tour sono sembrati un solco già tracciato da trasformare in un vero e proprio percorso, come afferma Patrizio Onori, responsabile dell’Ufficio Nuovi Diritti di Asti. 

«La Cgil, attraverso il settore Nuovi Diritti, - così Onori è ormai da anni schierata in campo per la difesa della laicità dello Stato ed è proprio in questo solco, e visto anche il contesto politico attuale, che riteniamo basilare alimentare la promozione dei diritti della comunità Lgbtqi italiana. È da questa consapevolezza che, con Irene Dionisio, abbiamo pensato a questo tour. Un evento che, attraverso forme di comunicazione coinvolgenti quali il cinema e la musica, vuole contribuire alla costruzione di un cultura aperta e inclusiva».

Anche Irene Dionisio, giovane cineasta e direttrice di Lovers, afferma soddisfatta: «La necessità evidente di una diffusione massima del tema dei nuovi diritti Lgbtqi ci ha spinto - come festival - a voler organizzare un tour nazionale, prima della 34° edizione che si svolgerà a Torino, per portare la formula Lovers in tutta Italia. Le possibilità rappresentative e creative del cinema e delle performing arts pensiamo siano fondamentali a sensibilizzare su questi temi e a renderli il più possibile fruibili e universali».

Il tour è finanziato da Cgil Nuovi Diritti in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e il Lovers Film Festival e con il partneriato di Cinelab del Cineporto di Lecce, Sparwasser - Roma, Società Umanitaria - Cineteca Sarda - C.S.C.

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