Marco Tonti

Marco Tonti

17 militanti di Forza Nuova Rimini sono stati iscritti nel registro degli indagati e le pagine social del raggruppamemto parapolitico sono state oscurate. Ecco le prime conseguenze delle querele presentate in luglio dalla vicesindaca riminese Gloria Lisi, verbalmente diffamata e minacciata via web per aver pubblicato una foto della sua visita a Emmanuel, il giovane nigeriano che era stato brutalmente aggredito a Marina Centro

Il fatto che la politica non permetta più infamie a mezzo web è certamente un’ottima notizia. È fondamentale che proprio essa abbia smesso di derubricare questa fucina di violenza a semplici slanci folcloristici e abbia cominciato a denunciare queste mostruosità, come affermato anche dalla presidente della Camera Laura Boldrini nella sua visita a Rimini alcuni giorni fa. 

Ogni azione per contrastare questi grumi di odio è un segnale che le istituzioni non sono più disposte a far passare sotto silenzio tali autentiche violenze verbali. Oltre ad avere una funzione repressiva dei tanti "leoni da tastiera" si tratta di un messaggio educativo che stabilisce che non può essere lecita la violenza in nessuna forma. In questo caso la politica ha dato un ottimo esempio nei confronti soprattutto dei giovani, i quali ora sanno che l'esternazione dell'odio è inammissibile.

Bisogna rendersi conto che gli hate crime, anche se compiuti da chi si nasconde dietro un monitor, rappresentano dei reati veri e propri che non possono più essere tollerati solo perché commessi digitando parole. Le parole sono pesanti come pietre. Occorre rendersi conto che chi scaglia parole d'odio anche sul web contribuisce a creare un clima sociale in cui maturano violenze, discriminazioni, esclusioni, fascismi e razzismi.

Non c'è dubbio che sono stati fatti passi avanti, come l'approvazione della legge Fiano alla Camera e della legge contro il negazionismo. A questo punto ciò che manca è una norma generale a tutela delle persone omosessuali e transessuali, ma proprio nelle scorse settimane Gaynews ha lanciato a livello nazionale un'iniziativa per chiedere a tutte le Regioni apposite norme antidiscriminatorie. Le norme penali afferiscono al legislatore nazionale ed è molto negativo che la legge sull'omofobia sia bloccata al Senato. Tutto il resto però può essere fatto dalle Regioni con interventi nelle scuole per la parità di genere, la lotta la bullismo, le discriminazioni sul lavoro e approcci sanitari specifici. Su questa iniziativa legislativa regionale ci sarà un dibattito al Cassero di Bologna lunedì 9 alle 21:00 col direttore Franco Grillini

Anche Arcigay Rimini e il coordinamento del Summer Pride hanno ricevuto molte minacce e aggressioni verbali (e non solo) in questi anni ed è un'ottima notizia che le istituzioni si mettano dalla parte di chi è continuamente bersaglio di queste manifestazioni di odio e di violenza. Inoltre Arcigay Rimini, all'interno della campagna di Arcigay nazionale #ChiamiamoliInCausa, ha provveduto a presentare esposti, invitando tutti e tutte a non tollerare più la violenza che emerge da questi pozzi neri d'odio, anche perché alcuni potrebbero sentirsi legittimati ad agire anche materialmente, e questo deve essere assolutamente prevenuto.

 

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63 anni fa moriva suicida Alan Turing, il genio omosessuale fondatore dell'informatica e protagonista della sconfitta del nazifascismo. Lo ricordiamo con le commosse parole di Marco Tonti, presidente e fondatore di Arcigay Alan Turing Rimini.

 

Caro Alan,

oggi sono 63 anni da quando hai deciso di toglierti la vita avvelenandoti con una mela intrisa nel cianuro.

Oggi piangiamo la tua morte come quella di un genio e di un eroe. Il tuo genio ha creato concetti rivoluzionari che hanno dato anima a quelle che una volta erano solo grosse calcolatrici. Il tuo eroismo ha permesso la sconfitta del nazifascismo e la fine della seconda guerra mondiale. Il tuo coraggio ti ha portato a dichiarati omosessuale in un'Inghilterra in cui l'omosessualità era un reato. Ti sei così condannato a essere bersaglio delle persecuzioni dovute all'omofobia di stato.

A volte però gli eroi come te – di quelli che veramente salvano l'umanità con i superpoteri della mente – non riescono a salvare se stessi anche se sono dalla parte della ragione. Questo rende ancora più struggente l'averti perso.

Ma credo che ti farei un torto se oggi pensassimo solo a te. È facile piangere la morte tragica di un genio, di un eroe, di un esempio maestoso. Proprio oggi invece va ricordata la morte anche di quei tanti omosessuali comuni e anonimi che sono stati perseguitati, uccisi o spinti al suicidio.

Grazie al tuo sacrificio e alla tua grandezza anche loro oggi riconquistano la dignità che gli è stata negata in vita. Questo, se è possibile, ti rende ancora più grande.

Ti abbraccio con infinita stima e gratitudine

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