“Libero di essere me stesso”: contro la società disumanizzante i versi del giovane attivista Alessandro Reda

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Un libro per raccontare, in versi, la libertà faticosamente conquistata, nel nostro Paese, da quanti sono stati per anni vittime di discriminazione e stigma. Così nasce la silloge poetica del giovanissimo autore Alessandro Reda, studente alla facoltà di Giurisprudenza di Salerno, già distintosi per la sua militanza in difesa dei diritti delle persone Lgbti.

La poesia che ci introduce nella raccolta poetica Libero di essere me stesso è un vero e proprio manifesto di lotta alla società disumanizzante, cioè la  società in cui viviamo, che neutralizza i caratteri distintivi e peculiari dell’essere umano: Numeri: questo siamo/ per una Società che non ci considera,/ per una Società che vuole solo sfruttarci,/ per una Società dove non ha più/ alcuna importanza l’esistenza umana.

In effetti, nei versi di Reda l’entusiasmo palpabilmente giovanile della creazione poetica si unisce a un genuino sentimento di rivendicazione della propria personale dimensione emotiva e sentimentale. E così, per esempio, allo slancio del riscatto che si avverte nei versi dedicati a Monica Cirinnà, “guerriera dei diritti”, si unisce il ricordo dello stigma dolorosamente patito da tanti ragazzi che, tra i banchi di scuola, sono costretti a subire “parole crudeli” che trafiggono l’animo e li distruggono come persone.

In questa prospettiva, la poesia di Reda è, soprattutto, una poesia militante che sollecita alla “ribellione”. Alcuni componimenti, in particolare, hanno la temperatura di vere e proprie esortazioni che, facendo leva sia sull’altrui cuore che sull’altrui ragione, si configurano quali via di mezzo tra appello accorato e affettuoso consiglio: Non confondetevi tra la gente./ Non scegliete il compromesso./ Non optate per la via larga./ Scegliete di essere voi stessi:/ Voi unici in un mondo di fotocopie.

Le parole e i versi di Reda, significativamente dotati di questa chiara immediatezza giovanile, attraversano e misurano con appassionata perentorietà tutte le situazioni relazionali più intime e peculiari dell’essere umano. Soprattutto quelle che caratterizzano l’iniziazione alla vita consapevole e alla cosiddetta “età della ragione”: dal rapporto con la madre all’amore per il compagno, passando per il senso di solitudine, l’amicizia, la sofferenza e l’amore per se stessi - “la cosa più importante”-.

Ecco perché Libero di essere me stesso è un singolare e accattivante racconto di formazione in versi. Un racconto sincero che nasce dalla voglia di condividere la propria esperienza con i lettori ma soprattutto dall’urgenza di fare qualcosa per gli altri, dalla necessità di essere utile e di trasformare la poesia in balsamo taumaturgico: Cerco il potere di poter fare qualcosa/ per gli altri,/ il potere di migliorare le cose,/ il potere di aiutare gli ultimi e gli indifesi,/ il potere di fare qualcosa per il mio Paese.

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