È partita alla 17:00, dalla suggestiva piazza Vittorio Veneto di Torino, la Trans Freedom March che, attraversando il centro città tra bandiere arcobaleno, musiche e striscioni, chiede maggiore attenzione verso le persone transessuali, la cui dignità è troppo spesso negata nel nostro Paese.

A organizzarla il Coordinamento Torino Pride, presieduta da Giziana Vetrano.

In prima fila anche la sindaca Chiara Appendino, già protagonista nella giornata di venerdì 16 di un importante intervento durante l’evento d’apertura del Congresso Nazionale di Arcigay. 

Daniela Lourdes Falanga, delegata di Arcigay Napoli per le politiche Trans non ha dubbi circa la rilevanza di questa manifestazione di piazza: “La Trans Freedom March è determinante per focalizzare l’attenzione sul piano nazionale circa la questione irrisolta delle persone transgender, che ancora si vedono irriconosciute nelle loro necessità e nelle peculiarità dei loro corpi e si trovano nel vuoto normativo da cui consegue una terribile castrazione sociale. Un handicap questo che bisogna abbattere assolutamente e di cui l Italia deve urgentemente prendersi carico”

“In questo momento storico e politico la Trans Freedom March è importantissima - dichiara Sandeh Veet, ideatrice della manifestazione sempre realizzata dal Coordinamento Torino Pride -  perché rimarca l’urgenza di essere al fianco di tutte le persone transessuali e, in generale, di tutte le donne che subiscono violenza da mariti e fidanzati. Bisogna essere accanto a tutto il mondo femminile e marcire insieme per un mondo migliore”.

Presente alla kermesse anche l’assessore Comunale alle Pari Opportunità e alle Famiglie Marco Giusta

“La Trans Freedom March è importante perché ci ricorda il lavoro che dobbiamo continuare a svolgere sia relativamente alla diffusione di cultura, conoscenza e formazione, nelle scuole con docenti e studenti, sia relativamente alle politiche funzionali all’inclusione nel mondo del lavoro di tutte quelle individualità che vivono situazioni di marginalità sociale e di stigma”.

Nella folla colorata della marcia, abbiamo incontrato lo scrittore Ariase Barretta, il cui ultimo lavoro, Living Fleshlight, pubblicato da Meridiano Zero, è un romanzo distopico sulla reificazione del corpo femminile. 

“In queste occasioni bisogna esserci sempre - afferma sicuro Barretta - per manifestare contro ogni razzismo, contro i fascismi di questo nuovo medioevo del pensiero per la riaffermazione delle identità libere ed erranti e della più totale autodeterminazione del corpo”.

Durante la marcia, un gruppo di attiviste trans, scambiandosi una candela, ha evocato i nomi delle vittime di odio transfobico e Daniela Lourdes Falanga, dopo aver ringraziato Sandeh Veet e Monica Marchi, fautrici del corteo, ha sottolineato l’importanza di un evento che rende le persone transessuali protagoniste dell’azione politica del Paese, liberandole dallo stigma riservato a chi, fino ad ieri, era considerato alla stregua di un fenomeno.

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Al via, nel pomeriggio, il XVI° Congresso nazionale d’Arcigay che si terrà a Torino, fino a domenica 18 novembre, con la partecipazione di 157 delegati e delegate nelle vesti di rappresentanti dei 56 comitati territoriali.

A partire dalle 16:00 d’oggi avranno luogo presso la Sala Camera del Centro della Fotografia (via delle Rosine, 18) gli interventi inaugurali con le relazioni di fine mandato da parte di Flavio Romani e Gabriele Piazzoni, rispettivamte presidente e segretario nazionale uscenti.

Previsti, inoltre, i saluti della deputata Laura Boldrini (LeU), del presidente del Comitato interministeriale per i diritti umani Fabrizio Petri, della sindaca Chiara Appendino, dell’assessore comunale alle Pari Opportunità Marco Giusta, dell’assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti, del consigliere regionale Marco Grimaldi (Si), della segretaria dei Radicali Italiani Silvia Manzi, del responsabile del Dipartimento Diritti civili del Pd Sergio Lo Giudice, della presidente di Arci Francesca Chiavacci nonché Francesca Druetti quale rappresentante di Possibile.

Si susseguiranno inoltre gli interventi dei portavoce di sigle sindacali e associazioni Lgbti. Tra quelle, invece, assenti il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli.

Domani e domenica il congresso avrà rispettivamente luogo presso l'Open 011 (Corso venezia, 11) l'Environment Park (via Livorno, 60), dove delegati e delegate si riuniranno per discutere gli ordini del giorno approntati nei Congressi territoriali. Sempre domenica si porranno al voto le mozioni congressuali e s'eleggerà il nuovo direttivo.

Per la mozione Liberazione senza confini è candidato a presidente il 44enne biscegliese Luciano Lopopolo. Mira invece a un rinnovo del mandato di segretario il cremasco 34enne Gabriele Piazzoni.

La mozione Il nostro orgoglio a voce alta vede invece puntare alla carica di presidente la 47enne palermitana Daniela Tomasino (prima candidatura femminile ai vertici d’Arcigay), a quella di segretario il 40enne reggiano Alberto Nicolini.

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Con 40 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti le unioni civili sono da oggi legali anche nella Serenissima Repubblica di San Marino

Ieri il Consiglio Grande e Generale di quella che è ritenuta la più antica repubblica del mondo ancora esistente aveva infatti iniziato a discutere, in seconda lettura, sul progetto di legge di iniziativa legislativa popolare Regolamentazione delle Unioni civilipresentato il 18 dicembre 2017 da Valentina Rossi e altri componenti della locale cittadinanza.

Emendato e approvato in prima lettura dalla Commissione consiliare permanente Affari Costituzionali e Istituzionali il 27 settembre, il testo di legge è strutturato in 14 articoli.

Di particolare rilievo è quello iniziale che recita: «L’unione civile è il contratto mediante il quale è regolata una comunità di tipo familiare composta da due individui maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso al fine di organizzare la loro vita in comune».

Nel corso del dibattito Davide Forcellini (Rete) aveva presentato l’ordine del giorno sottoscritto dai gruppi di Dim, Psd e Ps per integrare l'articolo 4 della Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell'ordinamento sammarinese.

Il dibattito era stato poi sospeso e ripreso in seduta notturna con l’esame dell’articolato. Poi la messa al voto e l’approvazione intorno all’1:00.

Viva soddisfazione è stata espressa da Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, che ha fattivamente contribuito al conseguimento di un tale risultato.

«E la Repubblica di San Marino, la più antica repubblica del mondo, ha la sua legge per le unioni civili. È un momento storico per la piccola repubblica in cui l'omosessualità era criminalizzata solo fino al 2004». 

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Il governo Magufuli sempre più sotto i riflettori per la limitazione dei «diritti fondamentali – come dichiarato da Human Rights Watch - attraverso leggi e decreti repressivi» nei riguardi di giornalisti, oppositori politici, attivisti.

Ma, nelle ultime settimane, soprattutto in riferimento alle persone Lgbti, contro le quali Paul Makonda, governatore di Dar es Salaam, ha annunciato, il 29 ottobre, una campagna d’arresti invitando la cittadinanza a comunicarne i nominativi.

La presa di distanza del ministro tanzaniano degli Affari Esteri Augustine Mahiga, che il 4 novembre ha liquidato le parole di Makonda come opinioni personali, non è servita a rassicurare la comunità internazionale. Anche perché la sera prima la polizia della regione semi-autonoma di Zanzibar aveva provveduto ad arrestare dieci uomini, sospettati d’essere gay, e a sottoporli, il 9 novembre, a esame anale forzato.

Ciò ha spinto la Danimarca a sospendere i suoi aiuti al governo tanzaniano per 65 milioni di corone danesi (pari a 9,8 milioni di dollari). A renderlo oggi noto la ministra per la Cooperazione allo Sviluppo Ulla Pedersen Tørnæs, che su Twitter si è detta «molto preoccupata» per le «dichiarazioni omofobe assolutamente inaccettabili» di Makonda.

«Il rispetto dei diritti umani - ha concluso la ministra - è assolutamente essenziale per la Danimarca».

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«Una giornata che rianima le coscienze addormentate. Napoli non sarà mai una città fascista e razzista».

Con queste parole il sindaco Luigi De Magistris ha ricevuto ieri, nella Sala Giunta del Comune, dall’ex partigiano Antonio Amoretti, presidente provinciale dell’Anpi, una pergamena in riconoscimento dell’impegno a diffusione dei valori della Resistenza e dell’antifascismo.

Lo stesso attestato è stato assegnato ad altri cittadini napoletani e alle associazioni che da sempre si distinguono nella divulgazione degli ideali antifascisti.

Svoltasi nell’ambito delle celebrazioni del 75° anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (28 settembre – 1 ottobre 1943), la kermesse ha visto, tra i premiati, anche l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo, Gaetano Daniele, che ha ricordato quanto sia importante restare antifascista in tempi bui come i nostri. Ma anche il regista e drammaturgo Mario Gelardi, direttore artistico del Nuovo Teatro Sanità, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani (con un’attenzione particolare per i diritti delle persone Lgbti), e Vincenzo Capuano, direttore del Museo del Giocattolo e leader storico dell’Arcigay di Napoli.

È stato proprio Capuano a consegnare ad Amoretti l’immagine di Ernst Lossa, il 14enne di origini rom (alla cui memoria è dedicato il museo), ucciso nella fase selvaggia dell’eutanasia sistematica nazista.

Tra le associazioni premiate anche il Comitato provinciale Arcigay Antinoo di Napoli. A ritirare la pergamena Corrado Curato, responsabile del gruppo Over The Rainbow, militante da anni impegnato nella lotta alle discriminazioni con un’attenzione specifica allo stigma che colpisce le persone over 50. Corrado, fra l'altro, è figlio del partigiano combattente Giorgio Curato, da cui ha ereditato con orgoglio l’amore per la libertà e l’insofferenza verso qualsiasi forma di fascismo e razzismo.

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«Crema ha un'anima profondamente democratica, solidale, orientata alla difesa dei diritti di ogni essere umano». Parole, queste, non certamente di maniera sulla bocca della sindaca Stefania Bonaldi, che le aveva riportate, il 27 ottobre, in un post di reazione alla manifestazione di Forza Nuova nella cittadina della Bassa.

E Crema continua a dare davvero prova d’un’anima orientata alla difesa dei diritti di ogni essere umano. A partire da quelli dei figli e figlie di coppie omogenitoriali, in riferimento ai quali il Comune del Cremasco può vantare un indubbio primato

L’8 novembre Stefania Bonaldi ha infatti provveduto a iscrivere anagraficamente il piccolo Paolo e a riconoscerne legalmente la genitorialità delle due mamme.

È il quarto di atti consimili effettuati nell’anno a Crema: il 9 maggio la trascrizione degli atti di nascita esteri di due fratellini quali figli di due uomini; il 2 agosto la dichiarazione  successiva di riconoscimento della mamma non biologica sul certificato di nascita di un bambino di sei anni; il 12 ottobre l’iscrizione anagrafica di una nenonata quale figlia d’una coppia di due donne.

Non stupisce, perciò, che il 22 ottobre Stefania Bonaldi sia stata invitata a parlare dell’esperienza cremasca a Bologna in occasione della due giorni organizzata dalla Rete RE.A.DY.

Dell’ultimo caso di registrazione anagrafica di un bambino arcobaleno nel suo Comune la sindaca ha dato notizia attraverso le parole di ringraziamento, che le hanno rivolto le mamme di Paolo.

«Per una volta – così Stefania Bonaldi su Facebook - anche io Ricevo e pubblico: "Cara Stefania, volevamo ringraziarla ancora personalmente per il traguardo di oggi. Qualsiasi strada incontri questo atto di nascita, è un pezzo per iniziare di certo un percorso di diritto per nostro figlio. La responsabilità genitoriale ti invade in ogni caso, la senti vedendolo sgambettare nelle prime ecografie e diventa un treno al primo suo vagito. Sai che difenderai e amerai la creatura che hai chiamato al mondo in ogni modo.

La responsabilità genitoriale la pretende in modo naturale l'amore, non di certo un pezzo di carta, o una legge, ma quella legge e quel pezzo di carta significano tutela giuridica e diritto e non renderemo vano il suo gesto, lottando per mantenerlo pienamente attivo e valido per tutta la vita di Paolo e per la sua piena tutela e dignità. Grazie infinite. P. S. Un caro saluto a lei da tutti noi. Tutta la nostra famiglia (nonni, zii, bisnonni di Paolo), la ringraziano moltissimo per aver legittimato tutti quanti".

Ricevuta questo pomeriggio in occasione della iscrizione di Paolo, neonato, nei registri dello stato civile, insieme alle sue due mamme. Mi pareva bello, e giusto, condividerla».

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Oggi a Torino, presso le sale settecentesche di Palazzo Graneri della Roccia, sede del Circolo dei Lettori, è stata presentata la Trans Freedom March 2018, che si terrà, sabato 17 novembre, con partenza da piazza Vittorio Veneto alle ore 16.30.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Marco Giusta, assessore comunale alle Famiglie e ai Diritti, Sandeh Veet, presidente di Sunderam Identità Transgender Torino OnlusMaurizio Gelatti e Alessandro Battaglia del Coordinamento Torino PrideFrancesca Caston e Mako Pilati hanno invece portato la propria preziosa testimonianza di persone T che vivono a Torino.

La Trans Freedom March nasce per celebrare il Transgender Day of Remembrance (TDoR): una ricorrenza della comunità Lgbtqi per commemorare le vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender. La commemorazione fu isituita in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web Remembering Our Dead e, nel 1999, a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’appuntamento è cresciuto fino a comprendere manifestazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

Durante il corteo e sul palco della Trans Freedom March, che è organizzata dal Coordinamento Torino Pride in collaborazione con Sunderam Identità Transgender, la commemorazione sarà accompagnata musicalmente dalla voce di Elisa Fagà, dalla celebre violinista H.E.R. (esibitasi, fra gli altri, con Franco Battiato e Lucio Dalla), dall’arpista Cecilia Lasagno, protagonista di una felice esperienza al Festival di Sanremo 2018, dalla vocalist, performer e dj Tischy Mura e dalle folli note dei giocolieri di pentagrammi che compongono la fanfara di musica da strada Bandaradan.

Al termine, sul palco allestito in piazza Castello, come di consueto, verranno letti i nomi delle persone decedute a causa dell'odio transfobico. Inoltre, sempre sabato 17, alle 9:30, presso la Sala Carpanini di Palazzo di Città si svolgerà il convegno Minori e identità di genere, organizzato in collaborazione con il Servizio Lgbt del Comune di Torino, che sarà seguito da Gaynews.

«La Trans Fredoom March - ha dichiarato a Gaynews Giziana Vetrano, coordinatrice del Torino Pride - è per noi molto importante, così come lo sono le molte attività organizzate dal Coordinamento Torino Pride per combattere ogni forma di discriminazione. Stiamo vivendo in momenti molto bui, in cui la nostra comunità è continuamente sotto attacco e per questo è necessario non abbassare mai la guardia. Con l’obbiettivo di arrivare al momento in cui si comprenderà davvero che non esistono diritti di singole categorie ma che ogni diritto conquistato è un patrimonio prezioso di tutte e tutti».

«Questo è un anno importante per tutto il movimento Lgbtqi+ - ha invece affermato Sandeh Veet, presidente di Sunderam - e il movimento femminista, al cui interno si configurano, in Italia, cambiamenti, riequilibri e progettualità. In un'Italia, dove sembra che il cambiamento promesso non abbia futuro, dove i diritti acquisiti vengono minacciati da un governo palesemente salviniano e fascista.

Questa marcia è delle persone trans ma è anche la marcia di tutte quelle donne che quotidianamente vengono barbaramente assassinate da mariti, fidanzati e amanti. Femminicidi che includono le persone transgender, perché è il femminile che viene attaccato e brutalmente assassinato».

ll TDoR e la Trans Freedom March si svolgeranno con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e del suo Comitato per i Diritti Umani e della Città di Torino.

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«Spiccato senso di responsabilità» e «comprovata esperienza politica». Sarebbero queste per Massimiliano Romeo le doti che legittimano l’elezione della senatrice Stefania Pucciarelli alla presidenza della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, che nella scorsa legislatura è stata esercitata dall’attuale coordinatore dell’Unar Luigi Manconi.

Una soddisfazione, quella del capogruppo della Lega a Palazzo Madama, espressa in una nota congiunta coi senatori salviniani William De Vecchis, Cesare Pianasso e Marzia Casolati, componenti della medesima Commissione.

Ma agli scontatati toni panegiristici d’area Carroccio si sono susseguite e continuano a susseguirsi le critiche serrate e compatte di tutta l’opposizione di sinistra nei confronti della nomina della parlamentare, classe 1967, che come ha ricordato l’ex senatore Sergio Lo Giudice, attuale responsabile del Dipartimento Diritti Civili del Pd, «è stata indagata per istigazione all'odio razziale per un suo mi piace sotto a un post che chiedeva i forni per gli immigrati. Invoca le ruspe nei campi rom.

Ha invitato a prendere bene la mira per uccidere i ladri in casa. È contraria al riconoscimento dei diritti delle persone Lgbt e a una legge contro la tortura. Affidare a un profilo simile la presidenza di quella delicata Commissione è stato peggio che affossarla. Da oggi chi ha a cuore i diritti umani dovrà stare attento ai siluri provenienti da quella postazione».

La senatrice dem Monica Cirinnà, che è stata eletta segretaria della medesima Commission, ha affidato a un tweet il suo pensiero: «A Stefania Pucciarelli dico che essere inclusivi significa non discriminare. Il nostro lavoro sui diritti deve essere uno strumento di critica costante, profonda e costruttiva nello spirito degli artt. 2 e 3 Costituzione. O si è per i diritti, di tutte e tutti, o si è medievali».

Durissimo il deputato del Pd Alessandro Zan, che in una nota ha anche ricordato che il «senatore Pillon è divenuto membro della Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, lo stesso senatore che ha promosso un disegno di legge pericoloso e retrogrado, che apre la strada a gravi violazioni dei diritti delle donne e dei minori.

Questa è una giornata nera per i diritti, mercificati dal M5S, pronto a fare battaglie per approvare condoni fiscali ed edilizi, ma muto e complice della Lega nel far arretrare il Paese sulle questioni sociali».

Mentre per Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa, si è scelta una «pasionaria xenofoba», per Laura Boldrini (LeU) è un «nuovo passo verso una deriva culturale e politica». Ha parlato di «scelta quanto mena inopportuna» la senatrice della Svp Julia Unterberger

Per Pippo Civati, fondatore di Possibile, «la Commissione sui diritti umani viene travolta dalla ruspa leghista ed è difficile immaginare che possa portare avanti un lavoro all'altezza del compito istituzionale che gli spetta. Ma non è certo stato un caso o un infortunio: è tutto frutto di un disegno ben preciso per calpestare i diritti umani. Con i 5 Stelle pienamente coinvolti».

Amaramente ironico Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, per il quale una tale nomina è «come invitare Hannibal Lecter a un convegno vegano. Siamo messi bene».

Sulla questione like Stefania Pucciarelli è intervenuta nel pomeriggio nel corso d’un’intervista all’agenzia Dire, dicendo: «Vede, io non è che mi devo pentire di una cosa sulla quale già all'epoca avevo chiarito quanto avvenuto. Era semplicemente un like in un commento di una persona che io conosco, una persona che come me era volontario in Croce Rossa, per cui ci siamo sempre prodigati per aiutare il prossimo indipendentemente dall'etnia o dal colore della pelle. Non abbiamo mai fatto distinzioni in questo».

«Avevo messo un like alla persona e non al contenuto - ha spiegato la neopresidente della Commissione -. Nel momento in cui mi è stato fatto presente il contenuto del post me ne sono immediatamente dissociata e ho chiesto scusa. Da lì è partita una denuncia nei confronti all'autore del post e di conseguenza anche alla sottoscritta, denuncia che ha portato a un'archiviazione perché non vi era nessun reato».

Nonostante le chiarificazioni è arrivata la dura nota di disapprovazione di Amnesty International Italia attraverso il portavoce Riccardo Noury, che ha dichiarato: «C'è sempre tempo e sempre possibilità per farsi una cultura dei diritti umani. Al momento questa nomina ci sembra del tutto inadeguata e inopportuna.

La senatrice è nota per aver fatto dichiarazioni contrarie ai diritti umani. Non capiamo come possa presiedere un organismo il cui scopo è quello di promuoverli e tutelarli».

È passato invece al momento sotto silenzio il primo post di Stefania Pucciarelli da presidente della Commissione, in cui, ribadendo la necessità di affrontare il caso Asia Bibi, l'ha fatto in una chiara ottica di scontro nonché islamofobica come testimoniano le parole conclusive: «Basta persecuzioni contro i cristiani. Accendiamo i riflettori sul loro genocidio».

Parole che sembrano destinate a suscitare reazioni anche da parte della Chiesa.

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Tra agosto e settembre il sindaco di Reggio Emilia e quelli dei vicini Comuni di Castellarano e Scandiano hanno iscritto all'anagrafe quattro bambini, concepiti con tecniche di fecondazione eterologa, e registrati quali figli di tre coppie di mamme.

A renderlo oggi noto, in conferenza stampa, Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda Reggio Emilia. Presenti con lui l'avvocata Antonella Borghi, legale delle tre coppie, Elisa Dal Molin di Famiglie Arcobaleno, Luca Vecchi, Giorgio Zanni, Alessio Mammi, rispettivamente sindaci di Reggio Emilia, Castellarano, Scandiano.

«La primavera dei sindaci - così Nicolini - è sbocciata anche nella nostra provincia. Reggio Emilia, Castellarano e Scandiano sono le tre città dove, nell’estate appena trascorsa, i sindaci hanno effettuato altrettante registrazioni di tre mamme nei certificati di nascita dei loro figli e delle loro figlie. Siamo felicissimi di questo importante passo che porta a una tutela maggiore per figli delle famiglie arcobaleno, che fino ad oggi erano considerati bambini di serie B, e auguriamo alle famiglie tanta serenità e gioia».

A fargli eco Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, che ha affermato: «Ai sindaci Vecchi, Mammi e Zanni va il nostro ringraziamento anche perché, mai come oggi, c’è bisogno del sostegno di amministratori coraggiosi che sappiano anteporre i diritti di tutti i cittadini alle questioni di mero opportunismo politico.

Sono atti fondamentali, soprattutto perché ci auguriamo rappresentino l’inizio di un iter di legge che arrivi finalmente a sanare una situazione di disparità a oggi inconcepibile». 

«Ci mettiamo anche a disposizione - continua Nicolini, che è fra l'altro candidato alla carica di Segretario nazionale di Arcigay - di tutti i sindaci della nostra provincia per incontrarci e portare informazioni, supporto su queste tematiche. Ad oggi i Comuni con il quale abbiamo intrapreso un dialogo sono quelli di Novellara, Correggio e, appunto, Reggio Emilia, Castellarano e Scandiano. 

È questo il tipo di lavoro che Arcigay dovrebbe fare nelle città in cui le famiglie omogenitoriali faticano a trovare spazio e esitano a esporsi in prima persona. Da una parte, abbiamo deciso di metterci al servizio delle amministrazioni che intendevano compiere questo passo nella maniera più corretta possibile, con l’aiuto di esperti legali; dall’altra ci mettiamo a supporto di Famiglie Arcobaleno e di coloro che credono che il bene dei bambini venga prima di ogni altra considerazione».

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Questa notte TvBoy ha “invaso” Milano con una nuova ondata di opere al vetriolo.

Questa volta, obiettivi del sarcasmo graffiante dell’artista autore del celebre bacio tra Salvini e Di Maio, sono stati Chiara Ferragni, ritratta con il figlio in braccio e una bottiglia d’acqua (chiaro riferimento all'edizione limitata dell'Evian firmata dalla celebre fashion blogger) nelle vesti di una Madonna Ausiliatrice dei nostri giorni; Rino Gattuso e Luciano Spalletti, rispettivamente nelle vesti di un americano e di un cinese (con riferimento alla perdita d’identità tipica dell’universo globalizzato).

E ancora Salvini e Di Maio, ripresi in un’emblematica e amara immagine da “guerra dei social”. 

Un’immagine è poi apparsa in costume rainbow ed è quella del fuoriclasse Cristiano Ronaldo

Il graffito ritrae Ronaldo in una posa che vuole ricordare i Bronzi di Riace e rimandare ai canoni di bellezza della tradizione classica greca e romana. Lo street artist gioca sull’ambivalenza del segreto e l’opera allude, palesemente, sia alla presunta omosessualità di Ronaldo sia al fatto che il calciatore dà l’impressione di essere innamorato di se stesso.

Mentre Il Segreto di Ronaldo La Guerra dei social sono comparsi in corso di Porta Ticinese, Santa Chiara con acqua benedetta in via TorinoLa Guerra fredda (ossia il poster con Gattuso e Spalletti) in via Sant'Eustorgio.

ronaldo

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