Quando sei mesi fa ha trovato il coraggio di fare coming out, quasi tutti i compagni di classe dell'Istituto informatico Enrico Mattei di San Donato Milanese (Mi) gli hanno manifestato solidarietà, vicinanza e affetto.

Alcuni di loro però lo hanno bullizzato verbalmente, forti anche dell’indifferenza di qualche insegnante ma, soprattutto, della complicità di un docente che a più riprese ha stigmatizzato l’omosessualità del 17enne. Tra gli insulti rivoltigli dai compagni di classe anche affermazioni del tipo I froci devono bruciare tutti.

A rendere pubblico l’accaduto I Sentinelli di Milano che, con un post del 27 giugno, hanno anche riferito come il giovane sia «stato spettatore suo malgrado di una scena in classe nella quale venivano esaltate dichiarazioni violentemente ostili del neo ministro della famiglia Lorenzo Fontana».

L’associazione fondata da Luca Paladini si è impegnata «a essere al suo fianco in questa battaglia di civiltà. Il suo coraggio e la sua determinazione sono un insegnamento per tutti noi».

La drammatica vicenda, che sarà oggetto nei prossimi giorni di una mozione in Consiglio comunale, è stata lungamente commentata all’Ansa da Susanna Musumeci, la dirigente scolastica reggente (dal 16 maggio scorso) dell’Itis Mattei.

In una lunga lettera inviata all’agenzia di stampa ha spiegato come l'istituto abbia «accompagnato la classe con interventi psicologici. Ha poi agito con interventi correttivi e provvedimenti disciplinari nei confronti di quei pochi ragazzi che non hanno mostrato la comprensione ed accoglienza naturali e necessarie: anche il penultimo giorno di lezione sono state comminate due ammonizioni scritte a fronte di commenti discriminatori. E questo conferma l'impegno e l'attenzione dell'istituto a monitorare la situazione e sostenere la vittima».

Gli interventi hanno colpito anche il docente che ha irriso il 17enne.

La dirigente ha infine dichiarato che «i contatti con la famiglia sono stati tenuti dal consiglio di classe e dal mio predecessore. Ma dal 16 maggio a oggi nessuno mi ha contattata: non comprendo le dichiarazioni di solitudine della famiglia rispetto al problema anche se solidarizzo con la sofferenza provata e stigmatizzo le situazioni subite». 

e-max.it: your social media marketing partner

Ritenuta la società di consulenza aziendale più grande al mondo, Accenture è anche quest’anno uno dei principali sponsor del Milano Pride. Riprova del forte impegno che la multinazionale irlandese profonde da tempo a favore dei diritti civili e delle politiche di inclusione sui luoghi di lavoro.

In Italia Accenture è partner di Parks - Liberi e Uguali, associazione senza scopo di lucro che, fondata dal deputato Ivan Scalfarotto, opera sotto il patrocinio del ministero per le Pari Opportunità. Obiettivo di Parks è supportare le aziende partner a comprendere a pieno e realizzare al massimo le potenzialità di business legate allo sviluppo di strategie e pratiche rispettose della diversità.

Insieme con Parks Accenture organizza workshop e iniziative volte alla sensibilizzazione e formazione della leadership in una con la partecipazione al Parks GLBT Diversity Index. È questo uno strumento che misura il successo nel raggiungimento dell’obiettivo strategico di inclusione delle persone Lgbti.

In occasione della conferenza stampa di presentazione della Pride Week milanese, tenutasi a Palazzo Marino il 20 giugno, Accenture ha reso noti i risultati della ricerca Open For Business: strengthening the economic case.

Il report in 90 pagine è stato realizzato da Jon Miller e Lucy Parker (Brunswick Group), su commissione di Open for Business, una coalizione di 21 multinazionali (Accenture, American Express, AT&T, Barclays, BCG, Burberry, EY, Google, IBM, Inditex, LinkedIn, Linklaters, MasterCard, McKinsey & Company, Microsoft, PwC, RBS, Standard Chartered, Tesco, Thomson Reuters, Virgin Group) impegnate nella promozione dei diritti delle persone Lgbti.

Il report evidenzia come l’inclusione delle stesse coincida ovunque con l’acquisizione di livelli più elevati di innovazione, maggiori competenze e una migliore qualità della vita che, a loro volta, contribuiscono a migliorare la performance economica e l'aumento del Pil pro capite

È stata inoltre stilata una classifica delle 121 città più open for business del mondo in base al loro grado di inclusività, competitività economica e progresso sulle base di 23 parametri economici e sociali.

open

Tra le città più aperte troviamo Amsterdam, Berlino, San Francisco, Londra e Stoccolma. Tra quelle parzialmente aperte figurano Milano e Roma insieme a Hong Kong, Johannesburg e Shanghai. Nella categoria delle città meno inclusive al mondo incontriamo Nairobi, Dakar, Kiev, Istanbul e Mosca.

e-max.it: your social media marketing partner

Ha inaugurato la nuova edizione del Festival Mix Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture e sarà al cinema solo il 25, 26 e 27 giugno, come evento speciale. Stiamo parlando, ovviamente di Favola, adattamento cinematografico dell’omonimo spettacolo scritto e interpretato da Filippo Timi per la regia di Sebastiano Mauri.

Distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Deejay, MYmovies.it e Arcigay, è una commedia queer, brillante e dissacrante sul tema dell’identità, che racconta l’amicizia tra due casalinghe nella provincia americana degli anni ’50. Protagonista nel ruolo di Mrs Fairytale è Filippo Timi, mentre Lucia Mascino interpreta il ruolo di Mrs Emerald.

Rievocando allegramente il grande cinema hollywoodiano e recuperando il ritmo del Carosello, con le note alla Nat King Cole dei jingle pubblicitari e delle carole natalizie, Favola suggerisce allo spettatore che nessuna favola è perfetta come sembra: per quanto ognuno possa provare a resistere, imbalsamato dietro la bugia di un sorriso, la vita, brutale e spietata, busserà alla porta, stravolgendo convinzioni e certezze.

Nel primo giorno dell’uscita nelle sale, incontriamo Filippo Timi, protagonista e co-sceneggiatore con Sebastiano Mauri della pellicola.

Filippo, Favola è una commedia queer. Puoi spiegarci in che senso è queer e quanto la queerness può avere un valore politico e liberatorio oggi in Italia?

Queer, che letteralmente vuole dire ‘stravagante’, indica tutto ciò che sfugge, felicemente, a una definizione. E Favola, il film, che ricalca il carattere della nostra eroina, Mrs Fairytale, risponde perfettamente a questa parola. Il vero obiettivo non è avere un nome per ogni possibile colore dell’arcobaleno, ma immaginare un giorno dove non ci sarà bisogno di dare nomi, definire, separare. Esseri umani, dalle mille meravigliose sfumature, tutti diversi e quindi tutti uguali.

Ci racconti, brevemente, il tuo personaggio di Mrs. Fairytale? A quali personaggi ti sei ispirato nel costruirla?

Non c’è stato un personaggio o un’attrice in particolare cui mi sono ispirato, piuttosto a un bouquet di personaggi: le interpreti del film Donne di George Cukor. Un centinaio di attrici e neanche un attore in tutto il film. Tutte le possibili sfumature della femminilità di quegli anni, tenuto conto che le donne erano strizzate dai corsetti, avvolte da gonne gigantesche, con delle acconciature sempre perfette e al contempo condannate alle faccende di casa. Ho studiato molto la dolcezza vellutata e artificiale delle voci delle doppiatrici di quegli anni. Per dire compleanno, ci mettevano sei enne.

Il tuo personaggio è anche un modello di infrazione all’ordine e all’idea borghese dei ruoli di genere. Secondo te, la società italiana è ancora ancorata a un’immagine maschilista e sessista dei ruoli di genere?

Non c’è dubbio. C’è ancora molta strada da fare prima di arrivare alla parità, prima di poter promettere alle nostre figlie le stesse opportunità che già promettiamo ai nostri figli.  L’altra faccia del sessismo è l’omofobia, perché anche le coppie dello stesso sesso sfidano i tradizionali ruoli di genere, invitano a un’interpretazione più paritaria della coppia. Lo scoglio da superare è la società patriarcale, per arrivare a una società dove le donne e gli uomini, il maschile e il femminile, siano realmente e armonicamente sullo stesso piano.

Oggi, l’Italia ti sembra un Paese che si sta emancipando, relativamente alla vita e al benessere delle minoranze, o un Paese che vive un momento di pericolosa regressione?

Vorrei tanto poter rispondere che la strada verso l’uguaglianza e il rispetto delle minoranze (compresa l’unica che è in realtà una maggioranza numerica, le donne) sia ormai spianata, ma i recenti avvenimenti portano a pensare il contrario. Purtroppo la storia si muove per contrazione ed espansione, non tira sempre dritto nella stessa direzione. Siamo in un momento molto critico del nostro paese, è fondamentale non abbassare la guardia, essere pronti a difendere non solo gli ideali cui aspiriamo, ma anche gli obiettivi che abbiamo già conquistato.

Cosa ti aspetti da quest’originale e interessante progetto cinematografico che sarà nelle sale, come evento speciale, solo il 25, 26 e 27 giugno?

Che serva, attraverso la risata, ad aprire, anche solo un po’, la parte più profonda di noi stessi verso un’accettazione sincera e incondizionata di sé, al di là di ogni definizione.

Guarda la GALLERY

 

e-max.it: your social media marketing partner

Il comitato Insieme senza Muri è una rete che si occupa di sostenere e promuovere iniziative d’interesse sociale al fine di creare nella società una cultura dell’accoglienza e della convivenza rispettosa della pluralità e delle diversità culturali ed etniche delle persone che vivono in Italia.

Quest’anno, dal 20 maggio al 23 giugno, con l’appello Per una città libera e accogliente ha organizzato a Milano, in collaborazione con l’assessorato comunale alle Politiche sociali, un intero mese di incontri, feste, dibattiti, occasioni di incontro e approfondimento sul tema dell’accoglienza, dell’inclusione, della convivenza, della cittadinanza.

Mese che, domani, sarà caratterizzato dall’incontro Le leadership carismatiche hanno desertificato la politica. Leader, oggi, deve diventare la comunità presso il Teatro Burri alle ore 16:00. Ad animare il dibattito lo scrittore Roberto Saviano, che vive da più di 11 anni sotto scorta ed è stato ieri attaccato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

È stato lo stesso Saviano su Facebook a parlare dell’evento milanese del 23 giugno, cogliendo l’occasione per ribadire le sue critiche al responsabile del Viminale in materia di rom, migranti, famiglie arcobaleno.

«Vorrei ci foste – ha scritto sulla sua pagina lo scrittore, simbolo della lotta alle mafie –. Vorrei fossimo in tanti a prendere parte alla giornata di mobilitazione organizzata da Insieme senza Muri, perché non possiamo farci immobilizzare dall’odio degli haters, dalle idiozie che definiscono qualsiasi riflessione “radical-chic”. Smontiamo il cinismo di questo linguaggio.

Vi aspetto in piazza, dobbiamo esserci perché l'integrazione non ha a che fare solo con gli stranieri, ma riguarda tutti e riguarda, soprattutto, il Paese che vogliamo essere.

Prima definiscono illegali le famiglie gay, poi tocca all'aborto, poi si chiudono i porti ai migranti, poi si annuncia di voler schedare i Rom (che sono già censiti), poi si mandano avvertimenti agli italiani che la pensano diversamente. Siamo una comunità fatta di minoranze, ciascuno di noi può essere attaccato.

Pensate a cosa siete, da dove venite e troverete nel vostro percorso persone che hanno sofferto per essere state discriminate. Meridionali, ebrei, gay, migranti: vogliamo continuare ad ascoltare chi usa le differenze per armarci gli uni contro gli altri o vogliamo dimostrare di aver chiara una cosa, e cioè che siamo tutti esseri umani?

La politica di ieri ha fallito, e sta fallendo - per eccesso di violenza e mancanza di visione e capacità - anche quella di oggi. Troviamo insieme una nuova via, ma iniziando a guardarci negli occhi. Proviamo a costruire uno spazio culturale e umano che sia argine alla prepotenza di questi giorni».

e-max.it: your social media marketing partner

Da questa sera fino al 24 giugno si svolgerà la 32° edizione del Festival Mix Milano di Cinema gaylesbico e Queer Culture: manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Mix Milano con il patrocinio del Comune di Milano e con il contributo del locale assessorato alla Cultura.

Ideato da Giampaolo Marzi, diretto e prodotto da Debora Guma, Rafael Maniglia e Andrea Ferrari, il festival avrà luogo nella storica sede del Teatro Strehler e nella nuova location del Teatro Studio Melato.

La kermesse dà il via alla Pride Week milanese ed è accompagnata dal claim L’un@ non esclude l’altr@, che rimarca la vocazione del festival a offrire proiezioni, musica ed eventi all’insegna dell’inclusione.

Come dichiarato a Gaynews da Fabio Pellegatta, presidente di Arcigay Milano, «i diritti sono valore per tutti e tutti dobbiamo sentirci coinvolti nel tutelarli. Per questo dobbiamo essere presenti alla 32° edizione del Festival Mix, che apre la Pride Week in preparazionae alla parata del 30 giugno».

Come da tradizione, la manifestazione eleggerà le sue due nuove Queen, figure di rilievo del panorama artistico italiano. E così, dopo Serra Yilmaz, Anna Mazzamauro, Carmen Maura, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Franca Valeri, Sandra Milo, Cinzia Leone e Geppi Cucciari, quest’anno, nella serata di venerdì 22 giugno, la corona di Queen of Comedy sarà offerta a Iaia Forte, nota attrice napoletana, poliedrica interprete teatrale e cinematografica. A Syria andrà invece stasera il titolo di Queen of Music.

A inaugurare la 32° edizione sarà il film, fuori concorso, Favola di Sebastiano Mauri, adattamento cinematografico dell’omonimo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Filippo Timi. Commedia dissacrante sul tema dell’identità, il film racconta la storia di due casalinghe Mrs Fairytale (Filippo Timi) e la sua migliore amica Mrs Emerald (Lucia Mascino) nell’America degli anni '50 del secolo scorso. Il film sarà presentato questa sera da Sebastiano Mauri e Filippo Timi prima di uscire in sala, come evento speciale, solo il 25, 26, 27 giugno. Special guest della serata inaugurale anche la fascinosa attrice e performer Drusilla Foer.

Sul palco del Mix sono attesi, poi, anche altri grandi ospiti come la regista Trudie Styler (moglie di Sting), il giovane attore Alex Lawther (The End Of The F***ing World) e la star del web Martina Dell’Ombra.

Una selezione di 50 titoli suddivisi nelle tradizionali sezioni Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, sarà valutata da tre giurie composte da esperti/e e critici/che di cinema che sceglieranno le migliori opere cinematografiche a tematica Lgbti. Anche il pubblico potrà esprimere la propria preferenza eleggendo il Miglior Lungometraggio attraverso l’app ufficiale del Festival Mix Milano 2018 per smartphone e tablet.

Tra i lungometraggi ricordiamo la commedia romantica Just Friends (22/06, ore 20.45, in anteprima assoluta) dell’olandese Ellen Smit che narra la relazione amorosa tra il siriano Yad e il giovane Joris, vittime del giudizio delle rispettive madri, Para Aduma (22/06, ore 19.00) della regista israeliana Tsivia Barkai Yacov e il  dramma rurale argentino-cileno Marilyn, opera prima di Martín Rodríguez Redondo (22/06, ore 22.30).

Dal Festival di Cannes arriva, poi, Un conteau dans le coeur di Yann Gonzalez (23/06 ore 20.30), thriller di uno dei registi più significativi del cinema queer contemporaneo, ambientato nel mondo della pornografia parigina di fine anni '70 con la splendida Vanessa Paradis nei panni di una produttrice di film per adulti. 

La sezione Documentari comprende, invece, sette opere tra cui un’anteprima italiana e un’europea, che riflettono i segnali di tendenza intorno al tema dell’identità.

I Cortometraggi, infine, divisi in due sezioni, verranno proiettati al Teatro Studio Melato. Tra i lavori in concorso spiccano: Y della regista tedesca Gina Wenzel; Marguerite di Marianne Farley; Una semplice verità di Cinzia Mirabella; Green Tea di Chiara Rap e UP! UP! UP! di Laura Giannatiempo

Come per le edizioni passate, anche musica, letteratura e arte troveranno spazio durante le giornate del festival con la sezione MIXOFF

e-max.it: your social media marketing partner

Un’immagine con un revolever puntato e poi la scritta minatoria: «Cathy La Torre pedala... che presto mentre pedali ti arriverà un colpo di pistola sulla fronte. Nessun compromesso con le lesbiche. Nessuno».

Questo il post che un utente Facebook, registrato col falso nome di Bonifacio Ferrari, ha pubblicato stamani sul profilo della nota attivista Lgbti ed ex consigliera comunale di Bologna.

L’avvocata La Torre, che ha sporto immediatamente denuncia e ha informato dell’accaduto prefetto, questore, sindaco del Comune di Bologna, non nasconde la sua preoccupazione.

«Non mi era mai capitata una cosa del genere – ha dichiarato in mattinata –. Ci sono stati insulti ma mai così pesanti e intimidatori. È una cosa che mi mette ansia perché evidentemente questa persona conosce le mie abitudini».

Numerosi gli attestati di solidarietà espressi a Cathy La Torre, tra cui quelli dell’assessore comunale Matteo Lepore, del segretario di LeU Nicola Fratoianni, dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, del direttore di Gaynews Franco Grillini, del direttivo del Mit.

Ma la crescente ondata di odio sui social contro le persone Lgbti si è riversata sempre in giornata su Luca Caputa, componente dei Sentinelli in piedi di Milano e compagno di Luca PaladiniCome noto, la coppia è da cinque mesi oggetto di insulti e minacce di morte da utenti anonimi di Facebook.

Questa volta Flaviano Arcioni (ennesimo profilo fake) non si è limitato a inviare a Luca Caputa, via Messenger, l’ennesima sfilza di offese ma è andato ben oltre. «Se a te non importa nulla di tua madre – così il messaggio –, vorrà dire che valuteremo una visitina a casa sua, magari come addetti alla lettura del contatore o cose così, giusto per riuscire a intrufolarci facilmente dentro casa, prenderla a martellate e lasciarla esanime per terra».

WhatsApp Image 2018 06 18 at 14.49.58

Contattato telefonicamente, Luca Paladini ha così commentato l’episodio anche a nome del compagno: «Entriamo nel quinto mese di denuncia nel quinto mese di minacce. Reggere per tanto tempo un tale stress di livello emotivo, è veramente pesante.

Questa volta si è arrivati al coinvolgimento, nei messaggi minatori, dei nostri familiari coi dettagli con cui li vorrebbero uccidere.

Noi continuiamo ad avere fiducia in chi indaga ma abbiamo bisogno – e non lo dico solo per me e Luca – che si arrivi presto a un risultato nelle indagini perché sarebbe la dimostrazione che non è permesso a nessuno di scrivere quello che passa per la testa. Quello che è successo a noi oggi, quello che è successo a Cathy La Torre è inaccettabile.

Bisogna fare in modo che queste persone vengano individuate perché si deve fermare questa spirale d’odio, si deve far sì che ci siano esempi concreti contro la deresponsabilizzazione di chi si permette di scrivere qualsiasi cosa va fermata a tutti i costi».

e-max.it: your social media marketing partner

Unitasi civilmente in aprile con Monica Burigo, Cinzia Dell’Olivo ha dato alla luce Gabriel, il 30 maggio, nell'ospedale Santa Maria del Prato in Feltre. Venerdì 8 giugno alla gioia d’essere mamme si è aggiunta quella del pubblico riconoscimento della loro genitorialità all’atto di iscrivere anagraficamente il loro piccolo. La coppia, che risiede a Mel, ha trovato piena disponibilità da parte del sindaco Stefano Cesa.

Il primo cittadino del comune del Bellunese aveva dichiarato, pochi giorni dopo la nascita di Gabriel, il suo impegno al riguardo: «Stiamo studiando la situazione. Non c’è una norma precisa in materia. E i nostri consulenti stanno vagliando tutte le ipotesi». Poi venerdì la soluzione tanto attesa da Cinzia e Monica, che hanno ringraziato non solo Cesa ma anche la sindaca di Trinchiana Fiorenza Da Canal per il fattivo sostegno.

Dopo Torino e Milano il piccolo Comune veneto viene ad allungare la lista dei casi d’iscrizione anagrafica di bambini nati in Italia a seguito di tecniche di pma (effettuate all’estero) col pubblico riconoscimento delle due mamme.

Oggi, invece, a Castel Maggiore (Bo) la sindaca Belinda Gottardi ha annunciato in un video d’aver proceduto a registrare sull’atto di nascita di due gemelli il nome della convivente della donna che ha dato alla luce i piccoli poco meno di due anni fa.

Come spiegato dalla prima cittadina del Comune di alle porte di Bologna, si è trattato di «una scelta fatta nell’interesse dei bambini, per estendere al massimo la loro tutela con la registrazione di entrambi i genitori sul loro atto di nascita. Le due donne convivono a tutti gli effetti e credo che sia importante sancire il diritto di maternità di questa coppia. I gemelli potranno crescere con le figure genitoriali di riferimento e avere una famiglia a tutti gli effetti.

I bambini sono stati iscritti al nido a Castel Maggiore dove il personale, adeguatamente formato anche per casi come questi, è stato in grado di esprimere una piena accoglienza.

Ritengo sia doveroso per un sindaco essere accogliente e inclusivo con tutti i suoi concittadini, è un contributo per la crescita civile della società».

e-max.it: your social media marketing partner

Anche Milano pronta a riconoscere ufficialmente la doppia genitorialità di papà e mamme arcobaleno.

Domani, infatti, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, seguendo l’esempio di tanti suoi omologhi a partire dalla prima cittadina di Torino Chiara Appendino, firmerà nella Sala Giunta di Palazzo Marino gli atti di nascita di bambini nati nel capoluogo lombardo da coppie omogenitoriali. Uno di loro è Manfredi, nato il 2 giugno scorso a seguito di tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Le due mamme, la 35enne Corinna e la 36enne Francesca, si sono unite civilmente a Palazzo Reale il 23 aprile 2018. In tale data Francesca era già in attesa di Manfredi, per cui si è interessata sin da allora con Corinna perché, una volta avvenuta il parto, fosse loro riconosciuta la doppia genitorialità.

A seguito d’alcune difficoltà profilatesi al riguardo, Francesca aveva sollevato la questione con una lettera indirizzata a Selvaggia Lucarelli e pubblicata su Il Fatto Quotidiano. Ciò ha portato al successivo interessamento dell'assessore radicale Lorenzo Lipparini, cui si sono aggiunti i colleghi di Giunta Pierfrancesco Majorino e Roberta Cocco.

E, nel pomeriggio del 6 giugno, il sindaco Sala ha pubblicato su Facebook un post in cui ha dato notizia dettagliata di quanto avvenuto a Palazzo Marino.

«Oggi in Sala Giunta - ha scritto - ho firmato l’atto di nascita di Eric Manfredi e di Teresa, nati a Milano il 2 e 3 giugno scorsi. Questi bambini sono figli di due mamme e per questo nell’atto compaiono entrambe. Insieme all’iscrizione del nome della prima mamma, infatti, sul medesimo atto ho sottoscritto l’annotazione del nome della seconda mamma che ha riconosciuto il bambino.

Sempre oggi ho esteso questo riconoscimento anche alle mamme di Edda, Teo e Zeno, tre gemellini nati a febbraio e alle mamme di Margherita, Giorgio, Antonio e Raffaele, nati a Milano tra il 2002 e il 2009.

Ho fatto questa scelta perché intendo tutelare i diritti di tutte le famiglie, di tutti i genitori e di tutti i bambini che nascono nella nostra città. Milano prosegue senza esitazione nel riconoscimento dei diritti civili ai propri cittadini, consapevole di essere una città che vive appieno il suo presente per guardare con orgoglio al suo futuro».

e-max.it: your social media marketing partner

Il 23 maggio si è svolta anche quest'anno a Milano, presso il Teatro Vetra, la prestigiosa cerimonia di conferimento dei Diversity Media Awards, kermesse giovane, giunta alla sua terza edizione ma già popolarissima ed estremamente significativa nel panorama dello spettacolo e dell’informazione corretta e inclusiva. 

Le nominations a questi veri e propri Oscar della lotta ai pregiudizi, sono state stilate grazie al Diversity Media Report - Entertainment, progetto che fotografa il rapporto tra media e mondo Lgbti realizzato da Diversity con l'Osservatorio di Pavia, e dal pubblico che ha votato online sul sito ufficiale dell’evento dal 20 aprile al 20 maggio. A condurre la serata di premiazione è stato Fabio Canino, direttore artistico della manifestazione, insieme a Diana Del Bufalo.

Di seguito i premiati delle diverse categorie:

MIGLIOR PERSONAGGIO DELL’ANNO: Roberto Saviano, anche lui un diverso, a modo suo, da sempre attento a denunciare la violenza omotransfobica della nostra società. Roberto riceve il premio e fa il suo consueto e incisivo elenco, quello dei modi in cui le persone omosessuali sono state stigmatizzate nel corso della storia.

MIGLIOR PROGRAMMA TV: X-Factor. Il premio viene ricevuto da Sam e Stenn, protagonisti dell’ultima edizione, che ringraziano sia Diversity Media Awards per il premio sia X Factor. 

MIGLIOR PROGRAMMA RADIO: M2O@Gay Village.

MIGLIOR SERIE TV ITALIANA: Amore pensaci tu.

MIGLIOR FILM: Il padre d’Italia.

MIGLIORE SERIE TV STRANIERA: Sense8.

INFLUENCER DELL’ANNO: Loretta Grace.

PREMIO MEDIA YOUNG: Tredici.

MIGLIOR PUBBLICITA’: Amati per come sei/ Coconuda.

Per commentare la seguitissima soirée di premiazione, abbiamo raggiunto al telefono il mattatore dei Diversity Media Awards: Fabio Canino

Fabio, sei contento dei premiati di questa edizione? Quale premio ti ha trovato maggiormente d’accordo?

Sì, sono molto contento dei premiati e come dico sempre, già essere in nomination significa vincere ai Diversity Media Awards perché riuscire ad arrivare nella cinquina delle nominations significa già aver fatto la differenza. E’ già una vittoria. Il mio premio “preferito” è quello dato alla serie tv straniera perché io sono pazzo di Sense8, è la serie tv che amo di più.

Come miglior personaggio è stato premiato Roberto Saviano. Roberto è da sempre un sostenitore dei diritti Lgbt. Sei contento della scelta? Cosa ne pensi del suo elenco “anti omofobia”?

Mi ha fatto molto piacere la vittoria di Roberto Saviano che trovo una persona estremamente equilibrata, dice sempre quello che vorrei dire io. E il suo elenco mi ha davvero colpito perché mi mette in imbarazzo pensare che in Italia ci sia gente così ignorante e retrograda ma del resto si vede anche quando si va a votare che questi retrogradi, in Italia, esistono eccome!

Che ruolo credi che svolgano, nel panorama delle kermesse italiane, i Diversity Media Awards? Credi sia utile per “educare” i media ad essere più corretti e inclusivi?

Certo che è utile! In Italia sono utili premi che mettono in luce la presenza di media che raccontano correttamente tematiche Lgbt. Si pensi che dallo scorso anno sono triplicate sui media le narrazioni a tematica gay anche grazie ai Diversity Media Awards. I media spesso, anche senza una dichiarata volontà omofoba, sono abituati a raccontare la vita delle persone Lgbt - quando la raccontano - in maniera leggera e poco seria, invece grazie a questi premi e grazie all’attenzione del pubblico, si rendono conto che c’è modo e modo di raccontare. E, comunque, al di là di tutto capiscono che l’importante è raccontare l’universo Lgbt.

e-max.it: your social media marketing partner

Una Piazza della Scala gremita per dire no a ogni forma d’odio. Al grido di Stop Hate è iniziata alle 11:00 la manifestazione milanese che, lanciata dall’assessore meneghino Pierfrancesco Majorino a seguito dei continui quanto anonimi attacchi omofobici e minatori via social nei riguardi dell’attivista Luca Paladini, è stata convintamente accolta e organizzata dallo stesso fondatore dei Sentinelli di Milano.  

Il raduno ha dato anche l’avvio a una grande campagna contro stalking, cyber-bullismo, minacce, incitamenti all’odio e violenza di genere finalizzata altresì a richiedere una legge efficace contro l’omotransfobia.

Tanti gli interventi susseguitisi, tra cui quelli dello stesso Paladini, dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, del sindaco di Milano Giuseppe Sala, di Cecilia Strada, di Malika Ayane.

Letti anche i messaggi di affettuosa vicinanza giunti da ogni parte d'Italia a partire da quelli delle senatrici Liliana Segre e Monica Cirinnà. Alle dichiarazioni ufficiali si sono alternate testimonianze, racconti ed esperienze che hanno confermano l’insufficienza della attuale legislazione e la necessità di tutelare le vittime dei reati d’odio. Reati che sono oggi amplificati dalla mancanza di regole adeguate all’interno dei social network.

La manifestazione di Piazza della Scala non è andata però esente da contestazioni come quella di alcune femmimiste. Le stesse che stanno da giorni fomentando la polemica sull'inesistente sfratto di ArciLesbica dal Cassero di Bologna tra la generale soddisfazione di gruppi di destra, giornali clericali e artisti dal calibro di Povia.

In nome d'una querula retorica vittimale si è infatti invocata un'opera di cyberbullsimo che sarebbe stata messa in campo per l'addietro dallo stesso portavoce dei Sentinelli. Accuse non solodel tutto infondate ma quanto mai inappropriate nei riguardi di chi da mesi è oggetto continuamente d'una persecuzione tale da essere prossimamente al centro di un'interrogazione parlamentare

Guarda la Gallery

 

e-max.it: your social media marketing partner

happyPrince2

Featured Video