Si è tenuto a Roma l’XI Congresso dell'associazione radicale Certi Diritti, di cui è stato rieletto segretario Leonardo Monaco. A Gaynews si è raccontato così.

Leonardo, prima di tutto complimenti per la tua rielezione a segretario e auguri ai componenti del direttivo. Ci racconti chi sono?  

Grazie mille! Sono tante le persone che ci permettono di fare quello che facciamo da ormai dieci anni. Hanno tutte delle competenze specifiche che con grande sacrificio mettono al servizio delle nostre battaglie. Da Yuri Guaiana con la sua attenzione e preparazione sui temi internazionali a figure storiche del movimento come il nostro ex presidente Enzo Cucco​, Gigliola Toniollo della Cgil Nuovi diritti, Pia Covre che con il suo lavoro instancabile per i diritti dei lavoratori sessuali ha rappresentato una speranza per tantissime persone ignorate dalla società, Gabriella Friso che coordina le nostre cause pilota di Affermazione Civile e che da anni segue da vicino i temi dell'immigrazione. Ma anche volti "nuovi" come Alessandro Comeni che ci affianca sulle battaglie per i diritti degli intersex, Claudio Uberti che collabora all'assessorato per la Trasparenza del Comune di Milano e che ha dato un fondamentale contributo per la realizzazione della prima iniziativa sulla conoscenza dei dati sulle diagnosi intersex in Italia attraverso il Foia.

Quali sono state i punti più significativi di questo congresso?

Indubbiamente l'immancabile dimensione transnazionale delle nostre battaglie, proprio mentre la contaminazione da parte dei populismi autoritari più che un pericolo è diventato un dato di fatto. E sottolineerei la chiave di lettura del diritto alla scienza e a trarre giovamento dai suoi benefici: il proibizionismo scientifico sull'intersessualità e la transessualità, le terapie riparative e la pratica dei controlli anali nei Paesi che criminalizzano l'omosessualità, le barriere all'accesso alla PrEP o alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, la diffusione delle fake news per delegittimare le ong sono alcune delle evidenze che dimostrano l'assalto alla conoscenza da parte del "fronte chiuso" per minare prima di tutto l'autodeterminazione sui nostri corpi, le nostre vite e i nostri affetti.

Ius soli, immigrazione, asilo politico, diritti Lgbti, Gpa, testamento biologico: avete individuato nuove piste politiche di ragionamento? 

Direi che stiamo semplicemente maturando una visione aggiornata del mondo che ci circonda. Hai citato temi apparentemente diversi tra loro che in realtà sono legati da un filo molto chiaro. La libertà dell'individuo e il diritto sono pericolosamente sotto minaccia. Le conquiste europee rantolano e hanno bisogno di nuove proposte comuni e di riforme. La società aperta non riesce a mettere in campo strategie per fronteggiare questa deriva.

Nel nostro piccolo sentiamo di far parte di un più ampio movimento liberale, libertario, radicale, anarchico, antiautoritario e federalista cui vogliamo offrire le nostre letture sulla sessualità, l'integrità degli affetti e dei corpi come ulteriore strumento di rivendicazione dei diritti civili e politici.

La presenza di Emma Bonino: Non c'è pace  senza giustizia. Che ci dici in proposito? 

È l'Emma della battaglia sulle mutilazioni genitali femminili, di Ero Straniero, delle disobbedienze sulla legalizzazione dell'aborto. È stata ininterrottamente iscritta a Certi Diritti dalla sua fondazione: siamo sotto lo stesso "tetto" radicale e immagino si riconosca nelle nostre letture. Averla avuta a congresso e poter contare in generale sulla sua esperienza è un onore e un privilegio.

Il titolo del congresso è stato La libertà sessuale non è un’opinione. Che significa per la vostra associazione?

Come per la matematica e le scienze la libertà sessuale non può essere messa in discussione, il sesso ci appartiene più di qualsiasi altra cosa​. Papi, parlamentari e governi hanno per troppo tempo presidiato le lenzuola e le mutande dei cittadini e l'impostazione sessuofobica, rafforzata dalle menzogne, ha creato filoni ideologici che col tempo si sono trasformati in vere e proprie stragi di persone: i sex worker morti ammazzati, l'omotransfobia sociale e di Stato che continua a mietere vittime, la disinformazione sulle malattie sessualmente trasmissibili (per citarne solo alcune). 

Vogliamo persone che sappiano di poter essere e fare quello che vogliono, persone più felici e tolleranti perché più libere e più responsabili.

Infine, Leonardo  Monaco è più un  bravo ragazzo o una Drag Queen vestita da bravo ragazzo? 

Bravo ragazzo, un cazzo. Sono Drag ma anche pervertito, drogato, puttana, migrante, L, G, B, T, I ed E, carcerato, ragazza madre, ragazzo padre. Quando a ventun'anni conobbi Marco Pannella, venni sottoposto a una serie di letture di ogni tipo. Tra queste c'era una lettera di Arthur Rimbaud che è il manifesto politico del suo Partito Radicale.

Rimbaud lì parla di «ragionevole sregolamento dei sensi» che intendo come la conquista di riuscire ad ampliare i propri sensi al punto da potersi immedesimare nelle speranze di libertà e nelle sensibilità di ciascuno, specie quelle di chi è messo da parte; andare col dialogo, con la ragionevolezza e lo spirito critico e indipendente oltre gli schemi e le regole cui siamo costretti dai manierismi dei nostri tempi. 

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Di seguito vi proponiamo una  nota di Sergio Rovasio sul significato degli anni ’70 alla luce della propria esperienza. Anni che lui indica come quelli della Stonewall italiana a partire dalla nascita del Fuori nel 1971. In questo breve excursus Rovasio tocca alcuni momenti in cui il Paese rispose positivamente alle molte sollecitazioni politiche che venivano dal basso pur in presenza di una classe politica omofoba e con una Dc con pieni poteri sul paese. 

Si è sempre detto che gli anni ’70 del secolo scorso sono stati gli anni della liberazione sessuale, dell’affermazione del libero pensiero, dei diritti, della protesta, della contestazione (di ogni tipo: figli contro genitori, studenti contro preside, operai contro Agnelli, cittadini contro il sistema) ma quello che non si è mai detto abbastanza è che noi, che quel periodo l’abbiamo vissuto e che eravamo persone impegnate nella militanza politica, eravamo legate da uno spirito libertario che ci ha indicato poi la strada per continuare anche in altre forme la lotta per l’eguaglianza.

Torino era una delle città protagoniste di questo spirito libertario che ci ispirava. Facevamo una lotta militante con il Gruppo Abele che aveva piantato un tendone nella piazza centrale della città per una legge sulla droga che non fosse punizionista verso i tossicodipendenti oppure andavamo al primo Pride che fu organizzato dal Fuori in Via Garibaldi fino ai Giardini Cavour con tanti palloncini colorati, famiglie e varia umanità allegra e divertente. E poi c’erano i concerti di Bob Marley, di Guccini, degli Inti Illimani, di De Gregori, di De Andrè che erano il contorno di quell’impegno, di quelle emozioni.

La contestazione riguardava anche la politica più conservatrice dell’epoca. Basti ricordare che negli anni ’70 furono approvate dal Parlamento, grazie persino a una parte della Dc, evidentemente pressata fortemente dai fenomeni della contestazione, leggi d’avangaurdia sul diritto di famiglia, sulla droga - la famosa legge 685/75 - che mezza Europa prese a modello per quanto era innovativa. La stessa legge Basaglia sui manicomi è di quegli anni, così come la legge sul divorzio e la vittoria dei no alla richiesta di abrogazione referendaria richiesta dai clerico-fanfaniani, e ancora la legge sull’aborto e quella sugli obiettori di coscienza contro il servizio militare obbligatorio. Nel 1980 venne approvata la legge sul cambio di identità per le persone transessuali che all’epoca fu considerata una legge d’avanguardia. Tutti temi che caratterizzavano l’impegno dei Radicali che erano protagonisti politici di quelle battaglie: basti pensare che furono loro a fondare la Loc (Lega degli obiettori di coscienza), e che ospitarono nelle loro sedi in tutta Italia il Fuori, il primo movimento gay italiano. Furono sempre loro a fondare la Lid (Lega italiana per il divorzio).  Era sicuramente l’organizzazione politica più libertaria che operava in Italia in quegli anni ispirandosi ai valori della nonviolenza, mentre il terrorismo e le violenze politiche si diffondevano a macchia d’olio.

Non si ripeté ma più un decennio con così grandi innovazioni legislative moderne come in quel periodo. Anzi, abbiamo visto semmai degli obbrobri giuridici diventare leggi: basti pensare a quella elettorale Porcellum o a quella degli anni '90 sulla droga (una legge punizionista e dannosa firmata Fini-Giovanardi), per non parlare delle leggi spot sulla famiglia, fino alla recente legge monca sulle unioni civili che è stata fatta ad hoc per le persone gay (altro obbrobrio giuridico). Essere marchiati per legge sul proprio orientamento sessuale seppur a fin di bene non è proprio un grande traguardo moderno e libertario. Il  merito della legge è certamente positivo ma la sua costruzione fatta su compromessi ignobili non è accettabile (stepchild adoption, adozioni, matrimonio egualitario, ecc).

Lo spirito degli  anni '70 e parte degli ‘80 era caratterizzato da una visione libertaria, che sicuramente influenzava con forza anche la classe politica che non aveva certo personaggi xenofobi o clerico-fascisti così tanto di moda oggi. La nostra formazione nasce lì ed è grazie a quelle visioni, a quell’impegno e a quella forza se oggi continuiamo, seppur con strade diverse, a sperare in un mondo che vada verso l’eguaglianza e la tolleranza.

Quelli sono stati gli anni della Stonewall italiana: dalla nascita del Fuori nel 1971 ad opera di un gruppo di ragazzi coraggiosi e determinati guidati da Angelo Pezzana fino alle prime discoteche gay e i primi Gay Pride, e poi la presa del Cassero di Porta Saragozza a Bologna, i campeggi gay organizzati da Felix Cossolo che fondò Babilonia il primo mensile gay e la prima guida gay italiana, con indicati anche i luoghi di battuage. Di quegli anni anche la nascita a Torino della prima rassegna del cinema Lgbti, diventata oggi la più importante d’Europa fondata da Giovanni Minerba. Forse ciò che ancora oggi rimane come lo strumento simbolo libertario della lotta contro la violenza omofoba del ‘potere precostituito’ era il Manuale di autodifesa del Travestito, realizzato dal Collettivo travestiti radicali che spiegava come difendersi e ribellarsi alla violenza delle autorità quando lavoravano si marciapiedi, realizzato in formato ciclostile ridotto nell’A.D. 1976 nella mitica sede storica di Via Garibaldi, 13 a Torino.

Purtroppo oggi ci sono segnali che non fanno ben sperare. Sicuramente fra 30/50 anni quelli di oggi non verranno ricordati per aver lasciato un segno così positivo purtroppo. Ciò significa che i tempi futuri non fanno ben sperare anche se la strada per l’uguaglianza e l’affermazione dei diritti è ormai in un punto di non ritorno.

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