Per festeggiare i suoi 35 anni di attività il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ha organizzato alle 18:00 di oggi la presentazione della nuova edizione di Elementi di critica omosessuale. Luogo dell'incontro la Libreria Feltrinelli a Roma in Via Vittorio Emanuele Orlando.

Edizione approntata negli scorsi mesi dalla Feltrinelli in occasione del 40° anniversario della pubblicazione dell’opus maius dell’intellettuale milanese, cui è intitolata la storica associazione Lgbti della capitale. A moderare i vari interventi (Franco Buffoni, Francesco Gnerre, Enrico Salvatori, Gianni Rossi Barilli, Dario Accolla, Mariano Lamberti, Silvia De Laude) il giornalista di Rai3 Francesco Paolo Del Re.

Tra i presenti anche la senatrice Monica Cirinnà, da qualche mese socia del Mieli.

Ecco come Sebastiano Secci, presidente del Circolo, ha commentato l’evento odierno ai nostri microfoni:

«Da attivista ma soprattutto come presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli l’evento di stasera non può che riempirmi di orgoglio. Una nuova edizione di Elementi di critica omosessuale - a 40 anni dalla prima edizione - significa rendere più fruibile un sapere che, al netto di continui tentativi di letture anacronistiche, resta espressione di principi fondamentali e capisaldi del nostro movimento.

Il Circolo, che nel corso del 2018 taglierà l’importante traguardo dei 35 anni di attività, ha voluto iniziare quest’anno così importante con una settimana ricca di eventi significativi per tutte e tutti: dopo l’evento di stasera, proseguiremo venerdì 26 con il 28° compleanno di Muccassassina, che nel corso di questi anni ha in varie forme sostenuto il nostro Circolo, consentendone l’indipendenza non soltanto economica ma anche politica e culturale e quindi domenica 28, con la festa del tesseramento del nuovo anno associativo.

Passato, presente e futuro della nostra associazione che si intrecciano per accompagnarla verso le numerose battaglie politiche e culturali che ancora ci attendono».

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In occasione della presentazione del libro di Monica Cirinnà L’Italia che non c’era presso l’Auditorium Parco della Musica in Roma, il presidente del Coni Giovanni Malagò si è espresso a lungo sul coming out di Rachele Bruni a Rio 2016 e ha sottolineato il grande messaggio di pace che lo sport ha saputo dare in riferimento al riavvicinamento delle due Coree per i prossimi giochi olimpici invernali.

Rispondendo alle domande di Enrico Varriale, volto noto di RaiSport sin dagli anni '90, Monica Cirinnà ha confermato ancora una volta il suo impegno nel proseguire la battaglia non solo per il matrimonio egualitario, ma anche per un mutamento culturale che possa consentire a tutti gli sportivi di poter vivere liberamente la propria identità.

A seguire, sono intervenute le associazioni presenti.

Il presidente di Gaycs Adriano Bartolucci Proietti ha confermato ufficialmente l’organizzazione dei prossimi Eurogames 2019 a Roma, la manifestazione sportiva gayfriendly che si tiene in tutta Europa dal 1992 ed è promossa dalla Eglsf (European Gay and Lesbian Sport Association), per la quale Gaycs aveva vinto il bando internazionale nel 2016. Gli Eurogames muovono circa 4000 atleti da tutta Europa e sono caratterizzati dalla apertura a chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, voglia contribuire alla battaglia contro l’omofobia. Giovanni Malagò ha risposto assicurando il patrocinio e il pieno sostegno del Coni, ribadendo che il contrasto alle discriminazioni è una questione di cultura sportiva.

Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli e responsabile Sport Arcigay, è intervenuto ricordando l’impegno dell’associazione per la modifica dello Statuto del Coni in materia di omofobia, formulata nel 2012 e accolta nel 2016, e chiedendo un impegno concreto per le prossime Universiadi 2019 a Napoli (i giochi olimpici universitari), affinchè possano essere ricordate in contrapposizione ai giochi invernali di Sochi come i giochi dell’inclusione e dei diritti. Il presidente Malagò ha accolto la richiesta lasciando intendere che il commissario governativo che verrà nominato in queste ore per i giochi avrà certamente sensibilità su questo tema.

Rosario Coco, coordinatore del progetto europeo Outsport di Gaycs/Aics (Associazione Italiana Cultura Sport), è intervenuto riscontrando ampia disponibilità da parte degli interlocutori nella richiesta di sostegno alla prima ricerca europea sulle discriminazioni omo-transfobiche nel mondo sportivo condotta dalla German Sport University di Colonia nell’ambito dell’iniziativa a guida italiana finanziata dall’Unione Europea. Nel mese di marzo verrà presentato ufficialmente il survey in quattro diverse lingue dell’Unione europea, grazie al quale sarà possibile raccogliere anche in forma anonima l’esperienza di moltissimi atleti e atlete.

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Se ne parla poco ma i diritti delle persone Lgbti sono al centro del documento programmatico della neoformazione di sinistra Liberi e Uguali (LeU), votato il 17 dicembre all’assemblea nazionale di Brescia. Il testo si configura come un contributo al programma definitivo che sarà licenziato a breve.

Per saperne di più abbiamo raggiunto Luca Trentini, storico attivista Lgbti e componente del coordinamento provinciale di LeU per l’area bresciana.

Luca, come si arrivati al documento votato il 17 dicembre scorso?

Il percorso per la definizione del programma di Liberi e Uguali è partito da un piccolo gruppo di lavoro costituito da me, Cathy La Torre, l'on. Daniele Farina, l'europarlamentare Elly Schlein, Francesca Druetti, Gianmarco Capogna, Michele Covolan, Raffaele Serra, Sara Prestianni, Elia De Caro e altri che hanno redatto il testo base su cui lavorare. Ci siamo poi ritrovati a Brescia domenica 17 Dicembre per la conferenza programmatica Diritti e Cittadinanze che ha approfondito i contenuti del programma in modo partecipato e ha scritto e votato il testo del documento programmatico Per una società dei diritti e dell'uguaglianza.

Quale l’approccio utilizzato per redigere il testo?

L'approccio che abbiamo voluto utilizzare parte dalla lettura della realtà. Dopo l'approvazione delle unioni civili, legge appena sufficiente ma pasticciata, le famiglie arcobaleno sono di fatto entrate per la prima volta nel diritto di famiglia. Non è quindi più necessario declinare i diritti civili come un capitolo separato o una richiesta specifica. Questi diritti vanno inseriti nel quadro più ampio di una riforma globale del diritto di famiglia italiano che vorremmo diventasse “diritto delle famiglie” a partire naturalmente dal fondamentale principio di uguaglianza. Tuttavia uguaglianza non significa omologazione. Dobbiamo essere uguali nei diritti e nelle possibilità, ma tutelando e riconoscendo le mille diversità e la pluralità delle identità come un bene e un arricchimento sociale. Infine abbiamo riaffermato l'importanza di uno stretto collegamento fra diritti civili e diritti sociali, da noi percepiti come i due polmoni in grado di ridare respiro a un Paese affannato.

Da un punto di vista contenustico quali sono i punti salienti?

Dal punto di vista dei contenuti il documento programmatico approvato a Brescia contiene la richiesta esplicita del matrimonio egualitario per le coppie di persone Lgbti e la riforma dell'adozione ordinaria che deve essere semplificata per tutte e tutti e aperta a single e a tutti i tipi di coppia. Sull'omogenitorialità proponiamo la riforma della legge 40 che permetta l'accesso alla pratica della procreazione assistita a tutte le donne, abolendo la discriminazione che oggi ne limita l'accesso alle solo donne in coppia eterosessuale. Il programma prevede il riconoscimento di entrambi i genitori all'atto di nascita del figlio per tutti i tipi di coppia e/o “l’adozione piena e legittimante” per i bambini che nascono o vivono in una famiglia con due genitori dello stesso sesso.

Per quel che riguarda i diritti delle persone trans, Liberi e Uguali sceglie la strada della depatologizzazione della condizione trans in virtù del principio di autodeterminazione, ma richiede anche la riforma della legge 164 dell’82 nell’ottica del superamento del passaggio giudiziario per la rettificazione dei dati anagrafici.

E sul fronte delle misure di contrasto all’omotransfobia?

Sotto il profilo dell'antidiscriminazione il nostro programma prevede l'estensione della legge Mancino contro gli atti di odio compiuti in virtù dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere o rivolta a persone con diverse abilità. Parallelamente proponiamo progetti di educazione e sensibilizzazione a favore di ogni minoranza discriminata, che comprendano anche il superamento dello stigma delle persone che vivono con l’Hiv. Anche nel capitolo relativo alla scuola richiediamo interventi formativi sull'educazione affettiva, sessuale e delle differenze, con un approccio critico alle relazioni di potere fra i generi. Anche per insegnanti, gli operatori sociosanitari e le famiglie proponiamo di inserire una formazione permanente che includa anche questi aspetti.

Una delle proposte concrete inserite nel programma è proprio la riforma dell'Unar (Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali) che vorremmo fosse trasformato in Autorità nazionale Antidiscriminazioni. Un’agenzia indipendente dalla politica con poteri effettivi, anche sanzionatori, che vigili sull'applicazione dei trattati anti discriminatori internazionali nel nostro paese potrebbe essere un efficace strumento di contrasto all'odio e di sviluppo di una cultura delle differenze.

Il documento bresciano ha influito sulla discussione della successiva Assemblea del 7 gennaio?

Abbiamo portato queste idee all'Assemblea programmatica di Roma del 7 Gennaio grazie a due bellissimi interventi di Gianmarco Capogna e Cathy la Torre. Nella relazione programmatica votata da tutte e tutti i 1500 delegati è stato inserito il passaggio sulle unioni civili così: L’uguaglianza nei diritti: L'uguaglianza non ammette distinzioni, perché non parliamo di una concessione della politica, ma del riconoscimento di diritti da rendere esigibili. Abbiamo la necessità di riformare nel suo complesso il diritto di famiglia, che deve essere declinato al plurale, parlando di “famiglie” e includendo anche quelle di fatto e ogni altra forma di legame familiare. Il matrimonio deve essere un istituto unico, accessibile a tutte e tutti con il pieno ed eguale riconoscimento di tutti i legami affettivi, compresi quelli delle coppie Lgbti, una parità dei diritti anche sul piano della genitorialità. Sono necessari progetti formativi anche scolastici, efficaci sull’educazione affettiva, sessuale e alle differenze, con un approccio critico alle relazioni di potere fra i generi. Dobbiamo introdurre misure efficaci dal punto di vista normativo per inasprire le pene e renderle efficaci per chi commette violenze con l’aggravante della discriminazione.

Il lavoro è stato molto partecipato e ha coinvolto centinaia di militanti. Il programma è stato votato all'unanimità e impegna tutte le candidate e i candidati. Credo che questi contenuti diano risposte concrete e prospettive utili alla comunità Lgbti, ma che segni un avanzamento per il Paese nel suo complesso perchè il progresso dei diritti è una questione che interessa tutte e tutti e ne migliora la vita. Valori come l'uguaglianza, l'autodeterminazione, la dignità, le differenze e hanno trovato spazio in un programma coraggioso e avanzato che coniuga in modo armonico i diritti sociali (lavoro, solidarietà, accoglienza, pensioni, salute, welfare), la tutela dei beni comuni (ambiente, sostenibilità, risorse, patrimonio artistico) con i diritti civili. La speranza è che molte elettrici ed elettori ci diano fiducia sulla base di questi contenuti.

Infine, ma Luca Trentini sarà candidato alle prossime elezioni?

Il mio nome è stato inserito nella rosa delle candidature proposte al tavolo nazionale e votato dall'assemblea di Liberi e Uguali della mia  circoscrizione elettorale. Vedremo se e dove si riterrà che il mio contributo possa essere utile.

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Il 12 dicembre la senatrice dem Monica Cirinnà è divenuta socia del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Ulteriore iscrizione, dunque, a un’associazione Lgbti per la madrina della legge sulle unioni civili, già tesserata ad Arcigay a partire dal 2016 e al Wand di Benevento il 4 dicembre scorso.

A Gaynews così la parlamentare ha spiegato motivi e finalità sottese al gesto: «Sono contentissima di essermi tesserata alla più importante associazione Lgbti della capitale qual è il Mieli. Un onore essere socia di una realtà che nei decenni non ha mai perso di vitalità ma si è sempre distinta per il coraggio delle idee e l’impegno in prima linea nelle battaglie per i diritti.

Mi piace soprattutto ricordare la presentazione del pdl regionale in materia di discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere nonché il sostegno a un dialogo serio e sereno sul tema della gestazione per altri. Tema presente nel bel documento politico del Roma Pride 2017, frutto dell’opera di coordinamento svolto appunto dal Mieli e dal portavoce Secci».

E proprio Sebastiano Secci, divenuto da qualche mese presidente dell’associazione romana, ha commentato così il tesseramento di Monica Cirinnà: «È con grande piacere che abbiamo accolto la senatrice Monica Cirinnà fra le socie e i soci del Circolo Mario Mieli.

Il rapporto che il Circolo ha avuto con la senatrice è stato caratterizzato, prima, durante e dopo la discussione della legge sulle unioni civili, da estrema schiettezza e correttezza reciproca. Schiettezza e correttezza che nascono da una profonda consapevolezza e rispetto del diverso ruolo e compito svolto dal movimento Lgbt+ da un lato e dalla politica dall'altro.

Apprezziamo Monica Cirinná, fra le altre cose, anche perché è una delle poche parlamentari che, nonostante la delicatezza dell'attuale fase politica, non esita a parlare liberamente di  matrimonio egualitario, di adozioni ma anche di riconoscimento di figli dalla nascita e di gestazione per altri

Argomento, quest’ultimo, sicuramente complesso ma che noi del Circolo Mario Mieli abbiamo fortemente voluto nella piattaforma rivendicativa dell'ultimo Roma Pride proprio perché simboleggia le sfide culturali e politiche che il movimento Lgbt+ sarà chiamato ad affrontare da oggi in poi».

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Nata ufficialmente agli inizi dello scorso mese d’agosto, l’associazione orlandiana Dems (Democrazia, Europa e Società) s’è riunita il 16 dicembre – pochi giorni prima dallo scioglimento delle Camere – nella sua prima assemblea nazionale. Nella cornice dell’auditorium romano Antonianum in via Manzoni si sono succeduti numerosi interventi centrati sull’obiettivo della kermesse. Quello, cioè, di costruire «insieme una nuova proposta per il centrosinistra».

Particolarmente interessante il contributo di Angelo Schillaci che, in veste di coordinatore, ha annunciato la costituzione del comitato tematico Dems Arcobaleno. Raggruppamento che, nato dall’esperienza della Squadra Arcobaleno per Orlando Segretario, vede coinvolte – come detto in quella sede da Schillaci, ricercatore di Diritto comparato alla Sapienza – «persone, con un bagaglio di esperienze ricco e plurale, che condividono la passione e le battaglie per i diritti civili».

Una composizione variegata, come quella dell’arcobaleno, costituita da esponenti della società civile nonché della politica territoriale e nazionale. Tra quest’ultimi si contano i nomi di Monica Cirinnà, Sergio Lo Giudice, Daniele Viotti.

Raggiunto telefonicamente, così Schillaci ha spiegato gli obiettivi del comitato tematico: «Vogliamo rappresentare dentro Dems e più estesamente nel partito un gruppo che nel metodo e nel merito porti avanti le battaglie per i diritti civili Lgbti e non solo.

Nel metodo, puntando su un partito che si apra, sappia parlare all’esterno e si confronti con le forze vive della società. Nel merito, riaffermando le nostre rivendicazioni classiche e fondamentali. Rivendicazioni, che faremo di tutto per portare nel programma del Pd: matrimonio egualitario, equiparazione piena di tutte le famiglie, responsabilità genitoriale alla nascita e riforma delle adozioni, legge contro l’omofobia, piena attenzione per le persone trans e intersex attraverso provvedimenti legislativi che diano pieno riconoscimento e tutela ai loro percorsi di vita e costruzione dell’identità.

Ma il nostro orizzonte non è limitato solo a un tale ambito. Crediamo infatti che i diritti Lgbti siano una componente essenziale e paradigmatica di una battaglia più ampia per i diritti, per l’uguaglianza e l’inclusione».

Parole, queste, condivise appieno dalla senatrice Cirinnà che ai nostri microfoni ha dichiarato: «La battaglia arcobaleno sintetizza in sé quella più ampia e fondamentale per la tutela e il riconoscimento di tutti i diritti umani e civili.

Questa è l’autentica cifra di un partito di centrosinistra che voglia dirsi ed essere tale. Fino a quando sussisterà al riguardo anche una sola minima disparità tra le persone le donne e gli uomini di sinistra non resteranno inoperosi. Noi almeno dei Dems Arcobaleno non lo saremo e faremo di tutto perché non lo sia l’intero Pd.

Uno degli impegni prioritari al riguardo sarà quello per il matrimonio egualitario, al cui riguardo Andrea Orlando ha giustamente detto il 16 dicembre: Le unioni civili, una battaglia a cui tengo e che ho fatto con Monica Cirinnà, sono un modo per sperimentare un percorso che possa portare ai matrimoni egualitari».

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Quando un evento oppure un’emozione diventano motivo di viaggio bisogna giocare d'anticipo e non arrivare in ritardo, rischiando che i biglietti siano esauriti, gli hotel al completo o non ci sia più tempo per organizzare.

Così, tra accessibile, mistico, cliché e massima bellezza, dalle città più moderne a quelle più ricche di storia, sbirciate e fatevi un viaggio (gay friendly) esperienziale intorno al mondo… nell'attesa, chissà, di provarli dal vivo nel 2018!

Passeggiare nella città eterna

Roma non finisce mai di stupire soprattutto in primavera. Immancabile, nei pressi del Circo Massimo, una visita al roseto comunale per godervi dello spettacolo incantato di un migliaio di rose provenienti da tutto il mondo. I colori vi incanteranno e andar via sarà difficile, ma questo è anche un ottimo punto di partenza per scoprire un'altra grande meraviglia che la città riserva a pochi passi dal centro storico. Quale? La galleria Mirabilia di Giano del Bufalo, con il suo susseguirsi di oggetti insoliti, rarità da collezione da togliere il fiato, stranezze e curiosità: come il cranio fossile di un Monosauro o la tuta spaziale sovietica indossata dal cosmonauta russo Strekalov durante una missione spaziale. Non ci resta che augurarvi una buona esplorazione!

La vita? A Brisbane è più bella!

Che ne dite dell’Australia? I viaggiatori gay friendly scelgono per il 2018 Brisbone, la capitale dello stato del Queensland. Una città baciata dal sole e ricca di attività da non perdere. Provate l’eccitazione festiva di South Bank in chiave lifestyle, con marcati all’aperto, bar, ristoranti all’ultimo grido e spettacoli dal vivo. Una meta fantastica per lo shopping e per i parchi giochi gratuiti.

Perdersi nei labirinti verdi d’Italia

Perdersi nella natura? Ora può accadere anche in un antico labirinto, tra siepi di bosso e antiche statue. La grande sorpresa è il labirinto verde progettato da Franco Maria Ricci a Fontanellato, nei pressi della città di Parma. È il più grande labirinto verde al Mondo: otto ettari di labirinto, 300 metri quadrati, tre chilometri di percorso sotto gallerie vegetali alte cinque metri. Un meraviglioso “luna park intellettuale” ispirato da Borges e Calvino.

Esprimere un desiderio sul Golden Gate Bridge

Il tramonto sulla città di San Francisco lascia senza fiato, sia che stiate aspettando le prime luci della notte, o che vi troviate nel bel mezzo dei suoi vicoli attivi e brulicanti di persone, ma ci sono diversi posti per esprimere un desiderio e toccare la felicità (a colori) con un dito. Dove? Il migliore è forse il punto panoramico di Marin Headlands, situato sul lato nord-ovest del Golden Gate Bridge, il percorso verso questo punto panoramico vi regalerà un’incredibile vista della baia e del tramonto di una città magica! State già facendo il biglietto, vero?

La partita del cuore!

Se sarete a Parigi nel 2018, vi consigliamo di non perdere il campo da basket incastonato tra alti edifici in stile parigino, nel cuore del quartiere di Pigalle. Nonostante la cornice così elegante, è in realtà molto grezzo e molto frequentato dagli appassionati. Insomma un angolo inedito della città dell’amore, dove sport e colore si fondano per la prima volta e che merita di essere aggiunta alla lista delle esperienze immancabili per il prossimo anno. Molto gettonato per i nuovi incontri!

Concedersi una merenda (di pesce) da campioni

Tokyo non sarà di certo Tokyo senza una visita al mercato ittico più grande del mondo, il Tsukiji. Frenetico e caotico, il famosissimo mercato è suddiviso in due zone principali, quella interna dedicata ai grossisti - famosa in tutto il mondo per l’asta dei tonni - e quella esterna in cui il pesce viene lavorato e venduto al dettaglio. Per poter assistere alla famosa asta dei tonni bisogna presentarsi intorno alle 4.30 del mattino davanti al “The Fish Information Centre” e sperare di essere tra i primi 120. Siete pronti alla sfida?

Andare in gita al faro di Green Point, Sud Africa

«The happiness is coming!» è la sensazione che si ha una volta arrivati di fronte al faro di Green Point a Città del Capo, in Sud Africa. Una tra le esperienze più belle del vostro viaggio alla fine del mondo. Salite sulla cima della torre e gridate al mondo la vostra felicità da una prospettiva unica!

Fare l’amore sott’acqua!

Le suites subacquee dell’Atlantis, del complesso The Palm, a Dubai, sono davvero il massimo per i dominatori dei mari. Sono, non solo bellissime, ma anche romantiche e super tecnologiche. Vi basterà non avere paura degli squali; sia la camera da letto, che il bagno, infatti, hanno finestre dal pavimento al soffitto, per godersi una vista da (a) mare. Aggiornateci!

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150mila persone alla manifestazione nazionale organizzata a Roma da Non una di meno per dire no alla violenza contro le donne. E le donne sono state le assolute protagoniste di questa fiumana che ha scandito non di rado slogan di attacco al governo e alle religioni.

Unite con loro anche tanti uomini, famiglie ed esponenti di associazioni, comprese quelle Lgbti. Significativa la presenza d’un’enorme bandiera arcobaleno che, sorretta da attiviste e attivisti, è stata voluta da un sempre più dinamico Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli grazie al nuovo team Secci-Praitano.

Sì, perché la violenza contro le donne è una drammatica realtà che chiama in causa tutti. È quanto ribadito stamani anche dalla presidente della Camera Laura Boldrini che, accogliendo per uno specifico evento a Montecitorio 1300 donne, ha dichiarato: «Sbaglia chi pensa che la violenza sia una questione che riguarda esclusivamente le donne. No, riguarda tutto il Paese e sfregia la nostra comunità». E dal Parlamento è arrivato proprio oggoi un segnale concreto: il via libera unanime al fondo per gli orfani di femminicidio, con una dotazione di due milioni e mezzo l'anno per il triennio 2018-2020.

Su cosa necessiti fare per contastare la violenza di genere così si è epressa ai nostri microfoni la giurista Andrea Catizone, presidente di Family Smile ed esperta di diritti dei minori: «La violenza oggi è un fenomeno che attraversa tutte le generazioni e tutti gli ambiti sociali. È nella concezione del rapporto sentimentale che si è innestato un meccanismo di prevaricazione sempre più incontrollato. Serve prima di tutto imparare a riconoscere la violenza e poi imparare a reagire e a non tollerarla come qualche cosa che poi passa. I gesti violenti lasciano sempre delle tracce e pertanto è fondamentale che le donne sentano una rete di protezione che le affianchi sin dalla denuncia. Ecco perché servono dei meccanismi che si attivino immediatamente ed ecco perché servono investimenti da parte dello Stato e delle istituzioni».

Ma manifestazioni, spettacoli, eventi, si sono tenuti in tutta Italia che sembra aver oggi ritrovato una sostanziale concordia su un tema – almeno così sembrerebbe – non divisivo. A Palermo, fra l’altro, il Palazzo delle Aquile, sede del Comune, si è colorato di arancione.

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Nel pomeriggio di oggi, vigilia del Transgender Day of Remembrance o TDoR, si è tenuto a Roma in Largo dei Lombardi un evento tanto informativo sul tema dell’identità di genere quanto commemorativo delle vittime di transfobia. A organizzarlo il Coordinamento Lazio Trans (CoLT) che ha altresì presentato l’installazione d’arte dal titolo Le pagine che non ho scritto, creata dall’artista Valeria Catania

Presenti alcuni consiglieri regionali, esponenti dell'associazionismo romano e, soprattutto, del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Come dichiarato da Cristina Leo, portavoce del CoLT, l'evento è stato particolarmente dedicato «alla ragazza trans assassinata a Roma. Vorremmo donare a questa ragazza morta in solitudine, un pensiero ed una lacrima, per non dimenticarla e per non dimenticare le 325 persone trans uccise nel mondo in questo funesto 2017».

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In occasione del TDoR o Transgender Day of Remembrance, fissato al 20 novembre per fare memoria attiva delle vittime di transfobia, si terranno in alcune città d’Italia varie celebrazioni. Tra queste sono da menzionare le due Trans Freedom March che avranno luogo sabato 18 a Napoli e Torino.

Ma quest’anno è da segnalare in maniera particolare anche Roma che, insieme con la tradizionale accensione di candele commemorative a Termini, vedrà altri importanti eventi. Un programma che, frutto dell’efficace collaborazione tra il Coordinamento Lazio Trans e il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, sarà soprattutto caratterizzato dal ricordo della giovane donna transgender uccisa il 10 novembre all’Eur.

Per saperne di più abbiamo raggiunto Cristina Leo, portavoce del Coordinamento.

Si avvicina la giornata del TDoR. A distanza di anni dalla prima celebrazione è sempre attuale una tale commemorazione?

Il Transgender Day of Remembrance, giornata in cui si ricordano le vittime della violenza transfobica, si commemora dal 1999. Il senso di questa commemorazione è sempre tristemente attuale. Pochi giorni fa è stata assassinata qui a Roma una giovane ragazza trans. E quest'anno le persone trans vittime di omicidi nel mondo sono state 325, molte di più del 2016.

Hai parlato di un aumento di casi di delitti a carattere transfobico. Con riferimento al Lazio quante sono state le vittime nell’ultimo anno e, nello specifico, a Roma?

A Roma e nel Lazio quest'anno c'è stata una sola vittima. La 27enne donna trans di origine rumene, di cui parlavo prima.

L’amministrazione Raggi ha dato segnali d’interesse a una realtà così drammatica come la transfobia?

La giunta Raggi ha mostrato sensibilità organizzando a maggio, insieme ai municipi e  alle associazioni, degli eventi per la Settimana Romana contro l'omotransfobia. In molti di questi eventi le persone trans hanno avuto un ruolo di primo piano

Quali sono le manifestazioni previste in preparazione al TDoR e quelle per la giornata del 20?

Ce ne saranno varie. Giovedì 16, alle ore 18.30, presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ci sarà l'inaugurazione della  mostra fotografica Tra le nuvole, Elovun el art centrata sulle persone trans.

Domenica 19 ci saranno due eventi, uno dei quali organizzato proprio dal Co.LT o Coordinamento Lazio Trans e dalle associazioni e gruppi che ne fanno parte. Saremo insieme ad Associazione Libellula 2001, Beyond Differences, Gruppo Amati, Sportello Lili e Tgenus Lazio in Largo dei Lombardi dalle ore 15:00 alle ore 19:00 per informare sul tema della transfobia e commemorare le nostre vittime. Nel corso dell'evento l'artista Valeria Catania presenterà una sua installazione dal titolo Le pagine che non ho scritto.

Infine, lunedì 20 alle ore 19:00, presso la Stazione Termini sul lato di via Giolitti ci sarà una Candlelight in ricordo delle vittime della transfobia organizzata dal Circolo Mario Mieli.

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A Roma una 27enne transessuale di origini rumene è stata ritrovata esanime intorno alle 14:00 in zona Eur. Ad accorgersi del cadavere riverso a terra in un parco adiacente a Via Romolo Murri un passante, che ha lanciato l’allarme.

I primi esami hanno accertato una grande ferita da taglio al torace che farebbe pensare a un decesso per accoltellamento. Sulla vicenda indaga la Squadra mobile della polizia di Stato.

La morte della 27enne rumena viene a cadere a pochi giorni dal 20 novembre, in cui ricorre la celebrazione del TDoR o Transgender Day of Remembrance volto a ricordare il silenzioso eccidio delle persone trans. Troppe volte doppiamente uccise visto che le loro morti sono spesso avvolte dall’indiffirenza e dall’oblio dei media.

Gaynews ha raccolto al riguardo le dichiarazioni di Cristina Leo, portavoce del Coordinamento Lazio Trans (CoLt): «A pochi giorni dal TDoR, giornata internazionale in cui la comunità trans commemora le vittime di transfobia, la notizia dell'uccisione di una giovane ragazza trans nel quartiere eur di Roma ci addolora e ci ferisce ulteriormente.

Con forza e determinazione diciamo no alla transfobia e chiediamo alle istituzioni preposte l’attuazione di politiche serie contro la discriminazione delle persone trans e a favore della loro inclusione sociale e lavorativa».

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