Classe 1984, il pugliese Christian Moretti ha ricevuto la nomination per il premio Volunteer/Activist nell’ambito dell’ottava edizione dei GALAs Awards. La cerimonia d’assegnazione dei massimi riconoscimenti Lgbti irlandesi avverà il 21 ottobre a Dublino. Christian è molto conosciuto e apprezzato nella collettività arcobaleno del Paese Verde, dove vive da anni e insegna italiano e spagnolo. Nel 2016 è stato eletto Mr Gay Limerick – contea in cui abita – e il 4 marzo scorsco si è piazzato al secondo posto di Mr Gay Ireland.

È inoltre autore dei romanzi Che morte non vi separi - Fuoco sulla mia carne (Europa Edizioni, Roma 2015), L’Attesa delle Isole (Croce, Roma 2016) e dell’interessante saggio in lingua inglese Glory is for the Vain, Fight is for the Brave su la necessità e l’importanza di essere attivisti. L’opera analizza diverse tematiche importanti che vanno dalla discriminazione al bullismo, dalla violenza contro le donne al sistema educativo, dall’uguaglianza sociale all’importanza dei Pride (con la relativa discussione se sfilare "sobriamente" o meno) fino ai temi dell'Aids, della salute mentale e della necessità di combattere insieme. L’opera, nel complesso, tende a demitizzare i concorsi di Mr Gay come inutili manifestazioni di bellezza.

A fine mese lo scrittore pubblicherà, invece, con la casa editrice digitale goWare (nella collana Lgbti curata da Luigi Carrino) il récit Bravo, ragazzo incentrato sul tema del Bdsm.

Raggiunto telefonicamente, Christian Moretti ne ha spiegato così la trama: «Hunter è un professore di Storia ed Ethan è un suo allievo dell’ultimo anno: i due hanno una relazione Bdsm. Hunter è mosso dalla sua sete di dominare l’altro. Come padrone infligge a Ethan punizioni e torture piacevoli. Come schiavo Ethan soddisfa il suo desiderio di ricevere dolore per far felice Hunter e provare emozioni sempre più forti. Il dolore che i due si infliggono è proporzionale al piacere che scontano quotidianamente.

Non c’è scandalo per il modo di vivere la loro sessualità. Lo scandalo, semmai, è nella forma di amore autentica che ha assunto il loro rapporto. C’è un patto implicito tra master e slave: il padrone deve avere cura del suo schiavo, capire il limite dove fermarsi. Ma tra di loro si inserisce Kieran e sarà lui a superare questo limite»

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Iniziato il 28 luglio, si conclude oggi il Belfast Pride Festival. Dieci giorni caratterizzati da oltre 100 eventi ricreativi e culturali, che hanno visto riversarsi nella capitale dell’Irlanda del Nord oltre 50mila persone. Momento culminante della kermesse Lgbti è stata la parata che, partita ieri alle 11.30 da Custom House Square, si è snodata per le vie principali della città al grido We are One per concludersi alle 13.00 sul luogo d’avvio.

Decine di migliaia di persone hanno così ricalcato le orme di quei 100 pionieri che nel giugno 1991 organizzarono la prima marcia dell’orgoglio Lgbti in città. Ad aprire il corteo arcobaleno Mary Ellen Campbell, la prima vicesindaca di Belfast apertamente omosessuale. Presenti inoltre per la prima volta agenti in divisa del corpi di polizia dell’Irlanda del Nord (Psni) e della Repubblica d’Irlanda (An Garda Síochána). Non sono mancate piccole contromanifestazioni come quella di alcuni esponenti di confessioni cristiane che, davanti alla City Hall, hanno esposto cartelli con inviti evangelici alla conversione e penitenza.

Ma proprio nella mattinata d’ieri il neopremier irlandese Leo Eric Varadkar (entrato in carica il 14 giugno scorso), partecipando al Pride Breakfast in un pub di Belfast, ha dichiarato che il raggiungimento del matrimonio egualitario in Irlanda del Nord è solo «questione di tempo». Primo capo del governo della Repubblica d’Irlanda ad essersi dichiarato gay, Varadkar ha aggiunto: «Non sono qui per far arrabbiare nessuno ma per mostrare il mio sostegno e il sostegno del mio governo all'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge a prescindere da dove essi risiedano».

A differenza infatti della Repubblica d’Irlanda, dove il same-sex marriage è stato legalizzato nel 2015, e delle nazioni costitutive del Regno Unito il Northern Ireland non ha ancora normato le nozze tra persone dello stesso sesso. A essere fortemente contrari i conservatori di destra del Partito unionista democratico (Dup), il cui apporto è stato decisivo per la formazione del governo di Theresa May. Favorevoli, invece, i cattolici nazionalisti dello Sinn Féin, la cui leader Michelle O’Neill ha partecipato al Belfast Pride Breakfast col premier Varadkar ed esponenti di locali associazioni Lgbti. 

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