Diversity Media Awards, Fabio Canino: «Una manifestazione che premia chi racconta correttamente la vita delle persone Lgbt»

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Il 23 maggio si è svolta anche quest'anno a Milano, presso il Teatro Vetra, la prestigiosa cerimonia di conferimento dei Diversity Media Awards, kermesse giovane, giunta alla sua terza edizione ma già popolarissima ed estremamente significativa nel panorama dello spettacolo e dell’informazione corretta e inclusiva. 

Le nominations a questi veri e propri Oscar della lotta ai pregiudizi, sono state stilate grazie al Diversity Media Report - Entertainment, progetto che fotografa il rapporto tra media e mondo Lgbti realizzato da Diversity con l'Osservatorio di Pavia, e dal pubblico che ha votato online sul sito ufficiale dell’evento dal 20 aprile al 20 maggio. A condurre la serata di premiazione è stato Fabio Canino, direttore artistico della manifestazione, insieme a Diana Del Bufalo.

Di seguito i premiati delle diverse categorie:

MIGLIOR PERSONAGGIO DELL’ANNO: Roberto Saviano, anche lui un diverso, a modo suo, da sempre attento a denunciare la violenza omotransfobica della nostra società. Roberto riceve il premio e fa il suo consueto e incisivo elenco, quello dei modi in cui le persone omosessuali sono state stigmatizzate nel corso della storia.

MIGLIOR PROGRAMMA TV: X-Factor. Il premio viene ricevuto da Sam e Stenn, protagonisti dell’ultima edizione, che ringraziano sia Diversity Media Awards per il premio sia X Factor. 

MIGLIOR PROGRAMMA RADIO: M2O@Gay Village.

MIGLIOR SERIE TV ITALIANA: Amore pensaci tu.

MIGLIOR FILM: Il padre d’Italia.

MIGLIORE SERIE TV STRANIERA: Sense8.

INFLUENCER DELL’ANNO: Loretta Grace.

PREMIO MEDIA YOUNG: Tredici.

MIGLIOR PUBBLICITA’: Amati per come sei/ Coconuda.

Per commentare la seguitissima soirée di premiazione, abbiamo raggiunto al telefono il mattatore dei Diversity Media Awards: Fabio Canino

Fabio, sei contento dei premiati di questa edizione? Quale premio ti ha trovato maggiormente d’accordo?

Sì, sono molto contento dei premiati e come dico sempre, già essere in nomination significa vincere ai Diversity Media Awards perché riuscire ad arrivare nella cinquina delle nominations significa già aver fatto la differenza. E’ già una vittoria. Il mio premio “preferito” è quello dato alla serie tv straniera perché io sono pazzo di Sense8, è la serie tv che amo di più.

Come miglior personaggio è stato premiato Roberto Saviano. Roberto è da sempre un sostenitore dei diritti Lgbt. Sei contento della scelta? Cosa ne pensi del suo elenco “anti omofobia”?

Mi ha fatto molto piacere la vittoria di Roberto Saviano che trovo una persona estremamente equilibrata, dice sempre quello che vorrei dire io. E il suo elenco mi ha davvero colpito perché mi mette in imbarazzo pensare che in Italia ci sia gente così ignorante e retrograda ma del resto si vede anche quando si va a votare che questi retrogradi, in Italia, esistono eccome!

Che ruolo credi che svolgano, nel panorama delle kermesse italiane, i Diversity Media Awards? Credi sia utile per “educare” i media ad essere più corretti e inclusivi?

Certo che è utile! In Italia sono utili premi che mettono in luce la presenza di media che raccontano correttamente tematiche Lgbt. Si pensi che dallo scorso anno sono triplicate sui media le narrazioni a tematica gay anche grazie ai Diversity Media Awards. I media spesso, anche senza una dichiarata volontà omofoba, sono abituati a raccontare la vita delle persone Lgbt - quando la raccontano - in maniera leggera e poco seria, invece grazie a questi premi e grazie all’attenzione del pubblico, si rendono conto che c’è modo e modo di raccontare. E, comunque, al di là di tutto capiscono che l’importante è raccontare l’universo Lgbt.

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