Il 24 giugno centinaia di migliaia di persone hanno percorso la 5th Avenue in occasione del 49° Pride di New York.

Partita dalla 16th Street e terminata alla 29th al Greenwich Village nel cuore di Manhattan, la marcia dell’orgoglio Lgbti è stata accompagnata dall’interesse di milioni di spettatori lungo il percorso.

A un anno dal 50° anniversario dei Moti, che ebbero luogo proprio a Greenwich nel bar Stonewall Inn e diedero inizio al movimento di liberazione Lgbti, la parata del 2018  ha puntato sullo slogan Defiantly Different.

A darne il via le parole del governatore di New York Andrew Cuomo. Sulle note di Born this way di Lady Gaga (presente anche lei al Pride) si è quindi mosso il corteo, guidato dalla leggenda del tennis Billie Jean King e dall'avvocato transgender Tyler Ford.

Presente anche l'attrice Cynthia Nixon, che affronterà Cuomo alle primarie del 13 settembre per la candidatura alle elezioni governative.

«Direi che il nostro coming out non è mai stato più importante di adesso – ha dichiarato la nota protagonista di Sex & the City –. Sia che siamo lesbiche o gay o transgender o musulmane o messicane o qualsiasi altra categoria, siamo alleate unite dalla nostra alterità».

Mai come quest’anno il Pride di New York si è caricato d’un chiaro significato politico. Un messaggio inequivocabile a Donald Trump, che ha varato nuove disposizioni per la messa al bando delle persone transgender dalle forze armate, e al vicepresidente Michael Pence, sostenitore delle terapie di conversione.

E in tanti hanno anche puntato il dito contro le politiche presidenziali in materia d’immigrazione. Non puoi ingabbiarci tutti: queste le parole gridate dai partecipanti con riferimento alle recenti immagini shock dei bimbi messicani in gabbia dopo essere stati strappati alle loro famiglie.

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Masturbazione, rapporti orali e penetrazione anale quale parte del “trattamento” per curare i propri pazienti dall’omosessualità ritenuta un “disturbo della personalità”. Per questo motivo la commissione disciplinare del collegio dei Medici e dei Chirurghi dell’Ontario ha sospeso dall’esercizio della professione medica Melvyn Iscove.

Lo psichiatra, oggi 72enne, è accusato d’aver abusato sessualmente di due pazienti maschi tra la fine degli anni ’80 del secolo scorso e gli inizi del 2000. 

I denuncianti, le cui identità non sono state ovviamente rese note, sono entrambi quarantenni.

Il primo dei due ha dichiarato di aver iniziato a frequentare lo studio del dr Iscove all’età di 20 anni. A spingerlo depressione, stati d’ansia e timore di essere gay. Secondo quanto riferito, nel corso di 15-20 sessioni lo psichiatra lo avrebbe gradualmente indotto alla masturbazione reciproca e al sesso orale.

Il secondo paziente ha invece dichiarato di aver avuto 18 anni quando, alla fine degli anni ’80, si rivolse per la prima volta a Iscove per depressione e ansia. Al medico disse di considerarsi eterossessuale ma iniziò a convincersi del contrario alla lettura di passi degli studi dello psicanalista Edmund Bergler su fantasie erotiche a copertura della condizione omosessuale. Quel Bergler, cui lo stesso Iscove ha esplicitamente confermato di rifarsi davanti alla commissione disciplinare e le cui posizioni si riducono alla patologizzazione dell’omosessualità con conseguente cura attraverso specifici trattamenti.

Quando l’uomo disse di voler aver un rapporto sessuale con un uomo, Iscove si disse disponibile. Dalla masturbazione reciproca al sesso orale si giunse alla penetrazione anale da parte dello psichiatra.

Come dichiarato al Toronto Star da Alfred Kwinter, legale del denunciato, «il dr Iscove nega tutte le accuse e sta prendendo in considerazione l'idea d’impugnare la decisione».

Ma intanto lo psichiatra dovrò difendersi in un’aula di tribunale dove rischia, fra l’altro, la radiazione dall’Ordine. Non bisogna dimenticare che nel 2015 l’Ontario è divenuto la prima provincia del Canada a vietare le cosidette terapie di conversione.

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Attualmente sul set e nelle sale cinematografiche a partire dal 22 novembre del 2018, Boy Erased porta sulle scene il dramma di Garrad Conley come da lui stesso raccontato nell’omonimo libro autobiografico edito nel 2016. Figlio di un pastore battista dell’Arkansas, Garrad fu costretto dai genitori a sottoporsi al noto percorso di terapia di riorientamento sessuale (o riparativa) in 12 tappe dal nome Love in action (dal 2012 chiamata Restoration Path).

La sua omosessualità fu infatti vissuta come un trauma dal padre che pose il figlio, appena 19enne, di fronte a un aut aut: o curarsi o essere messo al bando dalla famiglia, dalla cerchia d’amici, dalla comunità ecclesiale.

Garrad optò per la “cura” scontrandosi però coraggioramente col suo terapista Victor Sykes. Panni che in Boy Erased ricoprirà Joel Edgerton, produttore e regista dello stesso film.

A interpretare Garrad sarà Lucas Hedges mentre Russel Crowe e Nicole Kidman saranno rispettivamente Marshall e Nancy Conley, genitori del protagonista. Nel cast anche Xavier Dolan.

Boy Erased si presenta, dunque, come un film dal tema delicatissimo com'è quello delle teorie riparative. E, per giunta, a pochi mesi dalla morte del più grande sostenitore negli Usa. Quel Joseph Nicolosi, fondatore della Narth, tra i cui collaboratori, non a caso, risulta ancora essere Dale O’Leary. Che, in pratica, è l'ideatrice dell'inesistente fantasma della Gender Ideology.

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