Orlando, iniziato il processo alla vedova di Omar Mateen: è accusata d'aver aiutato il killer nel pianificare la strage del Pulse

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È iniziato il 1° marzo il processo a Noor Salman, vedova di Omar Seddique Mateen, che il 16 giugno 2016 a Orlando aprì il fuoco nel nightclub Pulse causando la morte di 49 persone.

La donna 31enne è accusata di aver aiutato il marito (che fu ucciso dalla polizia alcune ore dopo la strage) nel pianificare la sparatoria. Per i pubblici ministeri Noor avrebbe infatti accompagnato Omar nella perlustrazione di vari luoghi in cui effettuare eventuali attentati e avrebbe ingannato gli agenti dell’Fbi, dichiarando di essere all’oscuro dei suoi piani. La difesa tenterà di provare che la donna sarebbe stata vittima di ripetute violenze da parte del marito e che avrebbe avuto perciò paura di ribellarsi.

Il processo si annuncia quanto mai lungo e complesso se si tiene in conto che la stessa scelta dei giurati sarà quanto mai difficoltosa. Al riguardo non sarà infatti facile individuare nell’area di Orlando persone totalmente eque e imparziali data l’estrema gravità della sparatoria che, prima di quella di Las Vegas nello scorso ottobre (con 58 vittime), è stata la peggiore nella storia moderna degli Usa.

A interrogare i potenziali giurati il giudice distrettuale Paul G. Byron: a essi, che avevano già risposto per iscritto a un questionario comune, è stato chiesto, ad esempio, se ritenessero che gli attacchi terroristici colpiscono anche i musulmani e se avessero conosciuto le vittime o i sopravvissuti alla strage.

Benché fossero pochi i manifestanti all’esterno della corte distrettuale, le misure di sicurezza adottate sono state ingenti. Presenti, invece, in aula alcuni familiari delle vittime del Pulse. Con loro anche Barbara Poma, proprietaria del nightclub, che all’uscita non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

All’esterno del Pulse è stato realizzato un memoriale provvisorio in attesa che sia realizzato (sia pur in luogo diverso) duello definitivo con annesso museo. Tante le persone che anche in questi giorni continuano a lasciare fiori, candele e biglietti. Su un cartello una persona ha scritto a penna su un pannello: Non passa giorno in cui non penso a te. Perduto per sempre, ricordato per sempre

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