Addio a Dick Leitsch, pioniere del movimento Lgbti. Nel 1966 lanciò il Sip-In, ottenendo ai gay il diritto d'essere serviti nei bar

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È morto nella sua casa di Manhattan all’età di 83 anni Richard Valentine (detto Dick) Leitsch, uno dei pionieri e dei primi paladini del movimento Lgbti statunitense. A stroncarlo nella notte un cancro al fegato, con cui lottava da febbraio.

Nato a Louisville l’11 maggio 1935, si trasferì nel 1959 a New York dove mosse i primi passi da giornalista. Qui entrò in contatto con la Mattachine Society che, fondata nel 1950 da Harry Hay, fu la prima organizzazione per i diritti delle persone omosessuali negli Usa.

Divenutone presidente, Leitsch teorizzò e attuò il 21 aprile 1966 presso il Julius’ Bar il Sip-In, che è considerato uno dei primi atti di disobbedienza civile gay.

Accompagnato da Craig RodwellJohn Timmons Randy Wicker, il presidente della Mattachine richiamò pubblicamente l’attenzione sul fatto d’essere omosessuale e chiese di essere servito in quanto tale in un pubblico locale. Fu il primo di atti consimili, che avrebbero assicurato alle persone omosessuali il diritto di poter ordinare liberamente in bar e ristoranti senza esserne allontanati.

Presente ai moti di Stonewall del 28 giugno 1969, Leitsch fu il primo giornalista gay a scriverne e il suo report, stilato in un primo tempo come newsletter speciale della Mattachine Society, fu ripubblicato nel settembre di quell’anno su The Advocate.

Tra i tanti primati conseguiti dall'attivista di Louisville anche quello d'aver intervistato per il giornale Gay un'allora sconosciuta Bette Middler. Pubblicata il 26 ottobre 1970 col titolo The Whole World's a Bath!, è infatti la prima intervista in assoluto rilasciata dalla pluripremiata attrice e cantante.

Negli ultimi mesi di vita Leitsch aveva ricevuto numerose lettere di vicinanza, tra cui anche una di Barack Obama.

«Grazie per i decenni di lavoro che hanno aiutato il Paese a muoversi sulla strada dell'uguaglianza Lgbt - gli aveva scritto l'ex presidente Usa -. Il nostro viaggio come Paese dipende, come è sempre stato, dagli sforzi collettivi e persistenti di gente come te». 

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