Anversa, chiuso il VII° Consiglio del Tgeu. Punti cardine dei lavori: intersezionalità, sexwork, spazi autonomi per le persone trans nere

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Si sono oggi chiusi ad Anversa i lavori del 7° Consiglio del Tgeu –Transgender Europe che, iniziati il 29 giugno, hanno soprattutto puntato sulla necessità di consolidare la prospettiva intersezionale all’interno delle specifiche strategie proprie.

È stato altresì discusso il tema del suprematismo bianco nell’universo trans con la rivendicazione di spazi autonomi da parte di associazioni come Black Trans e PoC (People of Colour).

Un ampio spazio è stato infine dedicato al sexwork declinato sotto molteplici aspetti.

Particolarmenti toccanti sono stati gli interventi di persone trans non udenti e disabili.

Sono state poi elette, per il prossimo biennio, al ruolo di co-presidente Clémence Zamora-Cruz (già componente del board di Tgeu) e Dinah de Riquet-Bons, attivista olandese, nera, sexworker.

Assente, purtroppo, la delegazione turca. Come ricordato da Ottavia Voza, refente nazionale d’Arcigay per le Politiche Trans e presente al VII° Consiglio, «a Janset Kalan, Buse Kiliçkaja e a tutti gli altri attivisti turchi le autorità turche hanno negato il permesso per partecipare al Council. A riprova del clima oppressivo prodotto in quel paese dal regime di Erdogan».

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