Dopo Clooney anche Sharon Stone ed Elton John boicottano gli hotel del sultano del Brunei. E Dose punta sui due soli alberghi italiani

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Ideata e promossa da George Clooney l’altro ieri, la campagna di boicottaggio dei 9 hotel appartenenti ad Hassanal Bolkiah, sultano del Brunei, sta suscitando le prime adesioni di star internazionali.

Come noto, a seguito dell’integrazione del locale Codice penale in materia di pena capitale per persone omosessuali e adultere, le relative disposizioni entreranno in vigore a partire dal 3 aprile.

È stato lo stesso attore Premio Oscar 57enne a fornire la lista degli alberghi luxury di proprietà di Hassanal Bolkiah. Essi sono: The Dorchester (Londra), 45 Park Lane (Londra), Coworth Park (Londra), The Beverly Hills Hotel (Beverly Hills), Hotel Bel-Air (Los Angeles), Le Meurice (Parigi), Hotel Plaza Athenee (Parigi), Hotel Eden (Roma), Hotel Principe di Savoia (Milano).

In realtà, venerdì mattina, anche l’attrice e produttrice cinematografica Sharon Stone aveva invitato, via Twitter, al boicottaggio sia pure di soli due alberghi a lei noti: The Beverly Hills Hotel (Beverly Hills) e Hotel Bel-Air (Los Angeles).

Tweet che, rilanciato oggi dal noto conduttore radio Rai Antonello Dose, è stato accompagnato da un post su Facebook con l’appello a boicottare i due alberghi, che il sultano possiede in Italia: Hotel Eden (Roma) e Hotel Principe di Savoia (Milano).

A fare invece esplicito riferimento alla campagna di Clooney è stata ieri la popstar britannica Elton John, che in un tweet ha scritto: «Sostengo il mio amico, #GeorgeClooney per aver preso posizione contro la discriminazione anti-gay e il bigottismo imperanti nello Stato del  #Brunei- un luogo dove le persone gay sono vittime di brutalità o peggio, boicottando gli alberghi del sultano».

Sull’argomento Elton John è intervenuto nelle ore successive con altri tweet specifici.

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