A Parigi Julia, giovane donna trans, insultata e pestata da un gruppo di persone. La vittima: «Traumatizzante che accada nel 2019» (Video)

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Non si arresta l’ondata d’odio omotransfobico in Francia con un crescendo preoccupante. Questa volta vittima di pestaggio e insulti Julia, giovanne donna transgender, aggredita domenica scorsa in Place de la République a Parigi durante una manifestazione contro il regime algerino.

«Spero sia fatta giustizia. Spero che la gente capisca e apra gli occhi affinché questo genere di aggressioni non avvenga mai più». Con queste parole Julia ha oggi commentato ai microfoni di Bfm-Paris quanto accadutole. Scena fra l’altro filmata e messa on line da Lyes Alouane, esponente regionale dell'associazione Stop Homophobie, prima di diventare virale sui social.

Nel video si vede la giovane presa di mira da insulti e sberleffi mentre si trova sulle scale della metro. Ad accanirsi contro di lei, sola, sono in parecchi. Julia riesce ad aprirsi un varco tra la folla ma viene raggiunta e colpita da un individuo che le sferra diversi pugni.

 

«C'è stata tanta umiliazione - ha dichiarato oggi in una trasmissione televisiva su Lci -: l'ho vissuta abbastanza male. Le immagini parlano da sé. È traumatizzante che questo accada a Parigi nel 2019. Se fate attenzione non cerco mai di fuggire ma di difendermi. Guardando in faccia il mio aggressore dico: 'Non mi fai paura'».

Una dura condanna per quanto accaduto è stata espressa da larga parte del mondo politico e dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo.

«Questa aggressione chiaramente transfobica in piena Parigi - ha twittato ieri Marlène Schiappa, segretaria di Stato per l'Uguaglianza tra le donne e gli uomini e la Lotta contro le discriminazioni - è inammissibile! Gli autori vanno identificati e portati in tribunale. Le Lgbt+ fobie non sono opinioni ma stupidità e odio. Assaltano e uccidono».

Uno di loro è già stato rintracciato e posto in stato di fermo, prima di venire rilasciato in attesa della conclusione dell'inchiesta. Sulla vicenda indaga la polizia della capitale.

Intanto sui social network Julia ha ricevuto migliaia di messaggi di sostegno. Anche se lei continua a deplorare che molti «associno la sua aggressione all'Algeria. Ho visto messaggi di odio, di razzismo. Non bisogna confondere tutto. Chi mi ha aggredito sono persone ignoranti, nulla a che vedere con le religioni o col fatto che siano algerini». Quanto alla denuncia che ha sporto in commissariato, plaude al lavoro della polizia: «Mi hanno trattato molto bene, chiamandomi: Madame».

Julia ha poi parlato della sua vita, dei non facili rapporti con i genitori, del fatto che in molti la percepiscano ancora come "un uomo travestito", ma anche della "fortuna" di essere stata compresa dal suo datore di lavoro.

«Ha accettato la mia transizione - ha concluso -. Mi ha accompagnata, sostenuta, e non ho perso il posto come invece succede a tante persone nella mia situazione». 

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