Jarosław Kaczyński nuovamente all'attacco dei diritti delle persone Lgbti: «Pericolo per la Polonia». Poi j'accuse alla Ue: «Diciamo no all'euro»

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Continua in Polonia la campagna elettorale per le europee con l’ex primo ministro Jarosław Aleksander Kaczyński, presidente del partito conservatore Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia), che guarda al contempo, nel suo tour comiziale, a quelle autunnali per il rinnovo del Parlamento di Varsavia.

Euroscetticismo in ottica sovransista e contrasto al riconoscimento dei diritti delle persone Lgbti continuano a essere i punti cardine delle sue dichirazioni pubbliche come quelle rilasciate oggi a una convention di partito nella città di Lublino.

Ancora una volta il politico 70enne, sostenuto dalle gerarchie cattoliche, è tornato ad attaccare l'opposizione con l’accusa di promuovere quello che, sotto forma di tutela dei diritti delle persone Lgbti, costituisce un serio pericolo per la stabilità della società e delle famiglie polacche.

Dichiarazioni forti, oggi, anche contro l’adozione dell’euro. «Diciamo no all'euro, diciamo no ai prezzi europei - ha detto Kaczynski -. Il trattato di adesione all'Ue non specifica la data di adozione dell'euro: un giorno lo faremo, ma questo accadrà quando il nostro livello di ricchezza si avvicinerà a quello della Germania».

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