il presidente colombiano santos, vincitore del nobel per la pace il presidente colombiano santos, vincitore del nobel per la pace

Colombia, ricerca rivela un Paese ancora molto omofobico

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Con il recente accordo tra governo e Farc la Colombia potrebbe avere archiviato uno dei periodi più difficili della sua storia. Sin dalla fondazione delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia nel 1964 infatti, la lotta tra il potere costituito e l'organizzazione guerrigliera marxista-leninista nata per l'autodeterminazione agraria dei contadini aveva trasformato il Paese in una polveriera in cui si intrecciano la lotta armata, gli interessi economici e quelli del narcotraffico.

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Per questo il Nobel per la pace di quest'anno è stato consegnato al presidente Juan Manuel Santos, che è riuscito a firmare un'intesa con le Farc, intesa che nonostante il voto contrario del popolo colombiano del 2 ottobre scorso rappresenta un passo fondamentale verso la riappacificazione di un paese stremato.

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In questo clima di rivalsa, però, per le persone della comunita' Lgbt in Colombia sembra non esserci tregua, nonostante questo sia anche l'anno in cui il Paese sudamericano ha legalizzato il matrimonio egualitario. Sono in pericolo come non mai le persone Lgbti, nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione per l'inclusione e il rispetto delle differenze di genere. Secondo il rapporto "Cuerpos excluidos: rostros de impunidad", presentato pochi giorni fa a Bogota' dalla Ong Colombia Diversa in difesa dei diritti di questi collettivi, nel corso del 2015 110 persone tra lesbiche, omosessuali, bisessuali e transgender sono stati uccisi nel paese sudamericano. Il dato, sottolinea lo studio, e' il piu' alto dal 2011, quando sono stati segnalati 119 casi. Il numero pone la Colombia in cima alla classifica dei paesi della Regione sudamericana in cui ci sono maggiori le violazioni dei diritti umani contro persone Lgbt, insieme all'Honduras, dove i casi sono piu' di 100 e il Brasile, con 300. Il documento rivela inoltre che i casi di violenza piu' frequente da parte della polizia riguardano proprio questa minoranza. Allo stesso tempo pero', la Ong sottolinea che la meta' delle indagini sugli atti di violenza perpetrati dalla polizia contro la comunita' Lbgt sono state archiviate.

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