Israele, rinviata nomina rabbino capo esercito per omofobia

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Israele come nuova frontiera del turismo Lgbti, Israele come unico paese libero del medio oriente oscurantista, Israele come isola di salvezza per le persone Lgbt discriminate nella regione. Ciò che si pensa di un paese che comunque resta molti passi avanti rispetto ai suoi vicini (e per certi versi anche rispetto all'Italia) nel campo della cultura dei diritti e del rispetto, si trova però in contrasto con una cultura religiosa che presenta numerose sacche di oscurantismo, come dimostra una notizia di pochi giorni or sono.

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La Corte Suprema israeliana ha infatti rinviato momentaneamente la nomina del colonnello Eyal Karim a nuovo rabbino capo dell'esercito. Motivo del rinvio - ha fatto sapere la Corte - le "discutibili" dichiarazioni passate di Karim riguardo donne e gay. In particolare sono state attribuite al rabbino - la cui nomina e' stata avanzata dal capo di stato maggiore Gadi Eisenkot - espressioni negative nei confronti di prigionieri di guerra, delle donne e degli omosessuali, nonche' una velata comprensione verso militari che si rifiutino di obbedire ordini che appaiano loro"in contrasto con la ortodossia ebraica". Contro la nomina del rabbino aveva presentato un ricorso dal partito di sinistra Meretz.

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