Mondiali Budapest, Cecchi Paone: «Tom Daley gay e vincente. Ora anche i nostri atleti possono fare coming out»

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Thomas Daley è uno dei tuffatori più forti di tutti i tempi.  Bello, atletico e amato dal pubblico e dai media, Daley è certamente un modello di “persona vincente”. Già campione del mondo nella piattaforma da 10 metri ai Mondiali di Roma con un punteggio di 539,85 punti, con cui aveva scavalcato il cinese Qiu Bo e l'australiano Mitcham durante l'ultimo tuffo, anche ai mondiali di Budapest, il 22 luglio scorso, Daley ha riconfermato il proprio primato. Anche stavolta battendo un concorrente cinese, Chen Aisen, con il tuffo finale, un vero capolavoro di perfezione atletica.

Eppure, la vita di Thomas Daley non è stata sempre facile. Bullizzato da ragazzino a scuola, mentre si preparava per le gare che lo avrebbero reso il campione che è, ha dovuto affrontare il dissesto economico della sua famiglia, avvenuto in seguito alla malattia e alla successiva morte del padre.

Ma Thomas non solo non si è mai arreso ma, anzi, ha continuato a sfidare la vita con grinta e coraggio. Nel 2013 ha poi deciso di fare coming out, con grande naturalezza, sul proprio canale YouTube, per raccontare al mondo la felicità che stava vivendo grazie all’incontro con Dustin Lance Black che è diventato suo marito lo scorso 6 maggio. Dunque, un paio di mesi prima di tornare a vincere l’oro mondiale.

La storia di Thomas Daley insegna, insomma, che si può infrangere l’atavico tabù dell’omosessualità anche nello sport. Al riguardo Antonello Sannino, delegato nazionale di Arcigay per lo Sport e presidente di Arcigay Napoli, ha rilevato come «Daley abbia avuto un grande coraggio a fare coming out in piena carriera e con il suo comportamento abbia lanciato un messaggio importantissimo a tutti gli sportivi e le sportive: che si può vivere cioè pubblicamente e serenamente la propria omosessualità, continuando a vincere».

A proposito della libertà di fare coming out, Alessandro Cecchi Paone, autore tra l’altro de Il campione innamorato (libro che affronta proprio le relazioni tra sport e omofobia), ha commentato in questo modo la vittoria del campione britannico per Gaynews: «Tom Daley ha vinto il campionato del mondo della "normalità". Dimostrando che si può essere gay, divertirsi, sposarsi, essere punto di riferimento per i giovani di ogni orientamento, conquistare il podio più alto. Perché qualche nostro campione non prova a fare lo stesso? È meno difficile di quel che sembra. Se qualcuno dovesse chiedere: Perché lo hai fatto? Basterà rispondere : perché sono come Tom».

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