Nel corso d’una serata di gala, svoltasi l’11 dicembre in un hotel di Tunisi, è stata lanciata la web radio Shams Rad. Presenti la blogger femminista Amina Sboui, molti attivisti per i diritti umani ed esponenti dell’ambasciata dei Paesi Bassi, sostenitrice dell’iniziativa.

Promossa dalla locale associazione Shams (che si batte in difesa delle persone condannate alla reclusione per omosessualità e per la depenalizzazione della stessa in Tunisia con la conseguente abolizione dell’art. 230 del Codice penale nazionale) e interamente dedicata alla comunità Lgbt, la web radio inizierà ufficialmente a trasmettere il 15 dicembre. Il suo motto sarà #Dignité #Égalité.

«Il nostro obiettivo – ha dichiarato il direttore generale Bouhdid Belhadi – è di essere ascoltati ovunque e non solamente in Tunisia. Per questo abbiamo deciso di trasmettere sul web». Shams Rad, come spiegato dallo stesso, si avvarrà del contributo di un direttore dei programmi, di quattro animatori e vari conduttori. Al centro dell’attenzione dell’emittente saranno la vita quotidiana della collettività Lgbt e i connessi aspetti socio-politici. Ma non saranno tralasciate aree come il cinema e l’arte.

Com’era prevedibile, non si sono fatte attendere nella giornata d’ieri reazioni indignate. Tra le prime quelle di Amin Gara e Wassim Herissi (alias Migalo), speaker di Mosaïque Fm, che si sono lasciati andare a violenti commenti omofobi.

«Vadano a farsi curare – ha dichiarato fra l’altro Migalo –. Ma non si consenta loro d’aprire una radio». Immediata la risposta di Mounir Baatour, presidente di Shams, che ha definito i conduttori «due clown irresponsabili» per la portata d’odio delle loro dichiarazioni.

Insulti e minacce sono d’altra parte fioccate in queste ore sulla mail di Bouhdid. Ben 60 messaggi d’odio che hanno però spinto il giovane direttore della web radio «a fare e a dare il massimo per la causa». 

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