Entra nel vivo la 489° edizione del Bacanal del Gnoco, il carnevale veronese, legato alla storica maschera del Papà del Gnoco.

L’elezione di chi dovrà rivestirne quest’anno i panni avverrà il 10 febbraio in piazza San Zeno e, come comunicato dal comitato organizzatore domenica scorsa, restano al riguardo confermate le candidature di Sebastiano Ridolfi (in arte Fox) e Francesco Gambale (in arte Franz). Candidature in bilico fino alla settimana scorsa a seguito delle polemiche sulla partecipazione del sindaco Federico Sboarina a un convegno che, dedicato al Bacanal, è stato organizzato da Fortezza Europa.

Come noto, il gruppo neonazista, presieduto da Emanuele Tesauro, aveva attaccato, il 31 dicembre, la candidatura di Fox in quanto strumentalizzatore della «maschera sanzenate per la promozione di fantomatici diritti Lgbt». Lo stesso giorno Luca Castellini, coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia, aveva a sua volta insultato l’attivista in un post: «Stop ai provocatori dello sbiancamento anale».

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L’ondata di sdegno per tali attacchi ha visto pronunciarsi a sostegno di Ridolfi, oltre a esponenti del locale mondo politico dem, l’attrice veronese Eva Grimaldi, compagna di Imma Battaglia, che in un’intervista a L’Arena del 2 febbraio, ha definito la candidatura «stupenda! E io sono dalla sua parte. Certo Verona è una città che non fa niente per il movimento Lgbti, anzi».

Ieri è stata la volta di Ivana Spagna, nativa di Valeggio sul Mincio, che in un messaggio privato ha scritto: «Caro Sebastiano, ti faccio tanti in bocca al lupo per la tua candidatura al Papà del Gnoco. Saresti un Sire dal cuore nobile. Un abbraccio. Ivana».

Oggi Fox ha incassato il sostegno del comico Daniele Gattano, che ha realizzato il video con lo slogan Make Verona Gnoco Again!

Ma, a sorpresa, anche quello di Don Alemanno, l’autore di Jenus, che ha realizzato un fumetto ispirato alle dichiarazioni di Fortezza Europa e Forza Nuova. Fumetto raffigurante Gesù, che, intervistato davanti all’arena di Verona, alla domanda: Signor Cristo, lei cosa pensa di questa storia dello sbiancamento?” risponde: Ahhh, non ne so nulla! Il mio è una Fortezza.

Don Alemanno ha pubblicato poi il disegno sulla sua pagina Facebook, spiegandone così i motivi: «Un'associazione di estrema destra veronese, Fortezza Europa, ha prontamente palesato il proprio prurito per questa scomoda rivelazione, opponendosi alla candidatura di "Fox" (così viene chiamato Ridolfi). Ha poi organizzato un... incontro culturale... no va be', non era proprio culturale. Diciamo che era una cena, ecco... a cui ha partecipato anche il sindaco di Verona Federico Sboarina.

Puntuale come un treno è arrivato il supporto dei militanti di Forza Nuova, i quali non hanno mancato di dire la propria sui social con argomentazioni che oserei definire "birbantelle".

Insomma, il polverone è tale che il direttivo Bacanal del Gnoco ha valutato l'ipotesi di annullare le elezioni e decidere tutto in conclave.

Vi starete chiedendo se è un fatto di una gravità tale da doverne parlare qui sulla mia pagina. No, effettivamente raccontato così non sembra esserlo. Si tratta solamente di una maschera, di un carnevale, di qualche post e di una... cena. Il fatto in sé non sembra essere degno di particolare attenzione se non da parte delle persone direttamente coinvolte e dei cittadini di Verona.

Ma ho deciso di parlarvene perché io e Fox la pensiamo in maniera diametralmente opposta sul cosa preferire tra Gnoco e gnocca. Io non vivo nella sua pelle e NON SO cosa si provi a venire mortificati per il proprio orientamento sessualeNon so cosa si provi a sapere che non saranno le mie parole e le mie azioni a definirmi come individuo, ma sempre e comunque un alone fucsia attorno, e un post-it in fronte con su scritto "Fr0C10"Io non so cosa significhi tutto questo, ma l'ho intuito per un attimo. E quell'attimo ho voluto condividerlo con voi».

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Secondo un’antica tradizione le feste di Carnevale lungo la costa dalmata sono caratterizate dal rogo di immagini rappresentanti il male e le sfortune dell’anno precedente. I cui resti vengono poi gettati in mare.

Quale simbolo di tutto il negativo del 2017 la popolazione di Kaštela, città a nordovest di Spalato, ha scelto le famiglie arcobaleno. Domenica, infatti, durante i riti carnascialeschi è stato bruciato un pannello rainbow recante su ambo i lati due cuori con le rispettive scritte Mama+Mama e Tata+Tata. Riferimento diretto al libro illustrato per bambini Moja dugina obitelj (La mia famiglia arcobaleno) che, realizzato da Ivo Šegota e finanziato dall’Ambasciata francese in Grecia, è stato edito in 500 copie alla fine del 2017.

Una forma di satira secondo gli organizzatori del carnevale di Kastela. Un atto vergognoso incitante alla discriminazione e all’odio secondo tanti a partire da esponenti della collettività Lgbti nazionale. Tanto più che in Croazia le unioni civili sono legali  dal 2014 in una con l’adozione del configlio del partner, mentre quella congiunta resta ancora preclusa alle coppie di persone dello stesso sesso.

L’associazione Dugine Obitelji (Famiglie Arcobaleno), che ha promosso la pubblicazione del libro, ha espresso «tristezza nel vedere immagini del rogo di un’opera il cui unico scopo è quello d’educare i bambini all'amore, al rispetto e alle differenze».

Ferma condanna, lunedì 5 febbraio, anche da parte della ministra dell'Istruzione Blazenka Divjak che ha affermato: «Non è necessario trovarci d'accordo su tutto. Ma sicuramente non dobbiamo esporre i bambini a situazioni incitanti all’odio e all’intolleranza né tanto meno a quelle in cui i roghi di libri sono presentate come soluzione dei problemi».

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