Washington Dc diventerà una delle prime città statunitensi a consentire una terza opzione di genere per studenti delle scuole primarie e secondarie.

Già a partire dal prossimo anno i genitori avranno infatti la possibilità di scegliere la categoria non-binary all’atto d’iscrivere minori, che non si identificano né nel genere femminile né in quello maschile.

Amanda Alexander, responsabile ad interim del sistema scolastico del Distretto di Columbia, ha dichiarato: «Il sistema delle scuole pubbliche di Washington è orgoglioso di essere capofila nel supportare e accogliere gli studenti Lgbtq».

La capitale viene ad allinearsi così alla città di Minneapolis e allo Stato dell’Oregon, che hanno esteso la terza opzione a livello scolastico attraverso la dicitura Gender X. Dicitura, fra l’altro, che nel Distretto di Columbia (oltre all’antesignana adozione sui certificati di nascita nella città di New York) compare, dallo scorso anno, sulle patenti di guida.

Si tratta di politiche che vanno nella direzione opposta rispetto a quelle sostenute dall’amministrazione Trump, volte non solo a limitare ma a negare l’esistenza delle persone transgender e genderfluid

e-max.it: your social media marketing partner

Una grande novità estiva sta per travolgere le notti della costiera amalfitana. Giovedì 19 luglio, presso il club Music On The Rocks di Positano, arriva la serata Beefcake, presentata da Alessandro Cecchi Paone con il drag queen show di Tiffany Romano & The Divas, la musica live degli Sha’Dong e la selezione musicale di Max Zanotti e Mario Iovieno +Lill8.

Special guest dell’evento sarà Vittoria Schisano, attrice nota, tra l’altro, per essere stata la prima donna ad aver compiuto un percorso di transizione di genere ad apparire sulla copertina dell’edizione italiana di PlayboyUn progetto davvero nuovo che intende offrire, nell’esclusiva e raffinata cornice di Positano, una serata gay-friendly.

Per saperne di più, abbiamo contattato per Gaynews Vittoria Schisano.

Vittoria, come definiresti la serata Beefcake che vi apprestate a inaugurare a Positano?

Credo si tratti di una serata che ha il vanto di essere italiana e internazionale, con un pubblico molto vario che arriva da qualsiasi parte del mondo. L’Italia è un Paese conservatore, questo è vero, ma talora è capace di elaborare progetti e prodotti di livello internazionale.

Beefcake è un progetto gay-friendly?

Mi sembra riduttivo dire solo che è gay-friendly. Beefcake vuole essere una serata in cui tutti possono stare bene senza alcuna forma di esclusione e separazione. Io solo lì anche per questo: io sono l’esempio vivente del superamento di ogni stereotipo di ruolo e di genere.

Pensi che serate del genere abbattano i pregiudizi?

Credo proprio di sì perché il nostro intento è creare un luogo estremamente inclusivo, in cui si possano incontrare persone che esprimono culture e valori diversi. L’incontro tra culture diverse procura arricchimento reciproco. Procura crescita e, inevitabilmente, abbatte il tasso di omotransfobia presente nella società.

e-max.it: your social media marketing partner

Fake news nei media sul nuovo libro di culto della Chiesa di Svezia. I media hanno diffuso informazioni errate in Svezia e nel mondo sul linguaggio inclusivo del nuovo Libro di Culto, che è stato appena adottato dal Sinodo Generale.

Questo il titolo e il sommario inequivocabile del comunicato che la Chiesa di Svezia ha ieri diramato in risposta a un vero e proprio tsunami mediatico globale. Tsunami mediatico sollevato dalle maggiori testate ed emittenti televisive internazionali – in Italia, ad esempio, a partire da Il Corriere della Sera – con la notizia bomba dell’abbandono di termini di genere maschile (come quelli biblici di Signore o Padre compreso il pronome lui) nel nuovo Libro di Culto, approvato il 23 novembre dal Sinodo generale della massima comunità luterana del Paese scandinavo.

Notizia però del tutto falsa sia pur correlata alle dichiarazioni veritiere quanto teologicamente ineccepibili che Antje Jackelen, arcivescova di Uppsala e primate della Chiesa di Svezia, ha rilasciato all’agenzia di stamapa nazionale TT: «Dal punto di vista teologico, per esempio, Dio va al di là del concetto di genere: Dio non è umano».

Che cosa dunque è stato innovato con riferimento al linguaggio inclusivo nel Libro di Culto, che entrerà in vigore il 20 maggio 2018?

Lo ha spiegato Sofija Pedersen Videke, presidente del Comitato di Culto della Chiesa di Svezia: «Naturalmente, le espressioni tradizionali della fede cristiana rimangono nel nuovo Libro di Culto. Tuttavia, alcuni termini di genere neutro nel rivolgersi a Dio sono stati aggiunti in alcune preghiere.

Come in ebraico, lo Spirito Santo ora è grammaticalmente femminile anche nel Libro di Culto svedese, seguendo la nostra traduzione della Bibbia del 2000. Ad esempio, nell'introduzione del culto, ci sono tre diverse opzioni: due contengono il tradizionale Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, usando "Spirito" nella sua forma femminile. La terza alternativa è Nel nome del Dio Uno e Trino».

«In svedese – ha concluso Sofija Pedersen Videke – al giorno d'oggi c'è il pronome ufficiale di genere neutro hen. Lemma, però, che non viene affatto usato nel Libro di Culto».

Sull’intera questione, anche alla luce del comunicato ufficiale della Chiesa di Svezia, abbiamo raggiunto telefonicamente il gesuita Paolo Gamberini, professore associato della University of San Francisco.

«Per sua natura - ha dichiarato il noto teologo - Dio è transessuale e transgender se veramente comprendiamo Dio. Dio è al di là di ogni genere in quanto trascendente ed ogni linguaggio che lo “congela” in un genere, maschile o femminile, è idolatrico.

Trovare linguaggi liturgici che possano dire l’ineffabile senza renderlo “generico” (nel duplice senso della parola: generico e di un solo genere) è la sfida del Cristianesimo post-teista. La Chiesa di Svezia riuscirà a rendere non di genere “Dio” senza renderlo “generico” ovvero “insipido”?».

Posizione non dissimile da quella espressa da Fabio Perroni della Chiesa metodista di Roma.

«Oggi – ha  affermato - è una lotta continua con le fake news. Ma la “notizia” del cambiamento della Chiesa  di Svezia ci pone due interrogativi come lettori e come credenti.

Il primo riguarda la polemica sul gender e su come  gender e fede abbiano "infestato"  la nostra quotidianità di cittadini e cittadine e di credenti. È un fatto che la non realtà della guerra del gender ormai è una certezza in molti uomini e donne che si fermano ai titoli e alla superficialità di ciò che sentono e leggono. La tanto abusata teoria del gender in effetti non è, non esiste.

Seconda riflessione in positivo e in divenire:  è giunto il momento di svincolare la nostra fede dal genere di Dio. Dio è al di là del nostro maschile e femminile. È un “senza genere” perché universale e onnipresente, potremmo dire che Dio è al di là, che Dio scompagina il genere.

Essere inclusivi nel linguaggio biblico, come nella prassi e nella liturgia delle nostre chiese, è un impegno che non puo e non  deve essere ritardato ancora».

e-max.it: your social media marketing partner

happyPrince2

Featured Video