A poco meno di sei mesi dal linciaggio e dall’omicidio di Zak Kostopoulos, attivista per i diritti delle persone Lgbti e sieropostive, il checkpoint di Atene per la prevenzione e il controllo di Hiv/Ist è stato gravemente vandalizzato con intenti omofobici e sierofobici. 

Intorno alle 3:00 di lunedì 11 marzo ignoti sono entrati dal balcone nel primo piano del centro, sito al civico 4 di Pittaki Street nel popoloso quartiere di Monastiraki, e hanno sparso benzina per poi appiccare il fuoco ai locali. L’incendio è divampato dopo che gli stessi avevano strappato la bandiera arcobaleno sventolante sull’edificio.

A ricostruire le dinamiche dell’attentato i vigili del fuoco, il cui intervento immediato ha impedito che le fiamme si estendessero ai piani superiori e agli edifici contigui senza provocare danni a persone.

Il checkpoint di Atene al pari di quello di Tessalonica è gestito dai volontari di Positive Voice col supporto di Ahf Europe. Presso di essi vengono gratuitamente effettuati ogni anno oltre 100.000 test Hiv e diagnosticati quasi il 30% dei nuovi casi di sieropositività in GreciaNonostante i gravi danni subiti il checkpoint ha subito ripreso la propria attività, allestendo un’unità mobile all’esterno del civico 4.

Raggiunto telefonicamente, Sophocles Chanos, direttore del checkpoint di Monastiraki, ha dichiarato: «Gli autori dell'attacco non hanno semplicemente provato a bruciare un edificio. Hanno cercato di usare l'intimidazione e la violenza per silenziare una voce forte che difende i diritti umani.

La nostra risposta è chiara. Non lasceremo che la paura alimenti il mostro. La bandiera arcobaleno è tornata subito a sventolare quale inequivocabile dichiarazione politica pratica: i diritti umani non soccombono di fronte ad alcuna estorsione fascista. Allo stesso tempo abbamo invitato tutti gli enti pubblici, le istituzioni, le organizzazioni della società civile, le imprese e ogni cittadino a far sventolare la bandiera arcobaleno sui propri edifici come risposta simbolica a tale intimidazione.

Il fascismo è l'oscurità che affogherà alla luce dei nostri valori. Non abbiamo paura».

L’appello di Sophocles Chanos non è caduto nel vuoto. La bandiera arcobaleno è stata infatti issata sulle facciate del Dipartimento di Politica Sociale del Comune di Atene e della Fondazione Onassis mentre è stata riprodotta sulla prima pagina del quotidiano Η Εφημερίδα των Συντακτών.

Numerose le reazioni di condanna da parte di esponenti del mondo politico e istituzionale. In un comunicato il direttivo di Syriza ha dichiarato: «La lotta contro l'omofobia, l'eliminazione di discriminazioni, stereotipi e pregiudizi è questione costante e quotidiana. Ci aspettiamo che le autorità indaghino sul caso e arrestino gli attentatori». Un componente di spicco del partito, Panayotis Kouroumblis (già ministro della Sanità e della Sicurezza sociale nel Governo Tsipras I e ministro dell’Interno nel Governo Tsipras II dal 23 settemnre 2015 al 5 novembre 2016), ha visitato la sede del checkpoint. Gesto compiuto anche da Stauros Theodōrakīs, leader di To Potami.

Ferma condanna anche da parte di Kyriakos Mītsotakīs, leader del partito conservatore Nea Dimokratia, e della governatrice regionale dell'Attica Rena Dourou, che ha anche dichiarato: «Il checkpoint deve continuare le proprie attività e faremo tutto il necessario per assicurarne la continuazione del lavoro del contributo alla società».

Nella lettera inviata a Positive Voice la Società scientifica ellenica per lo studio dell'Aids (Eemaa) ha dichiarato: «Siamo fiduciosi che questo attacco doloso sia stato causato da una minoranza e tutti i cittadini lo condannino. L'Eemaa continuerà a cooperare e sostenere il lavoro di Positive Voice: saremo accanto a loro in tutte le attività».

Tanti gli attestati di solidarietà giunti da più parti del mondo. Tra questi anche quello dell'associazione italiana Plus Onlus, che in un post Fb del 14 marzo ha scritto: «Apprendiamo ora che il Checkpoint di Atene è stato dato alle fiamme. Si tratta, a quanto pare di un attacco omofobico, una cosa indegna che solo qualche imbecille, decerebrato poteva mettere in pratica.

Gli imbecilli si sarebbero concentrati in primis sulla bandiera rainbow e poi avrebbero dato fuoco al centro. Un atto vile, ignobile! Il checkpoint di Atene è un gioiello nella lotta contro Hiv con i suoi oltre 100.000 test annui e il 30% delle nuove diagnosi del Paese. Tutta la nostra associazione è vicina ai compagni di Atene e faremo del nostro meglio per dare una mano nella ricostruzione».

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Isole, esperienze da insider, viaggi in camper e città uniche al mondo: ecco una lista di vacanze da organizzare e fare in compagnia o da soli nel 2019. Preparatevi a scoprire itinerari unici in Italia e in giro per il mondo e fate una scorta di bellezza da riportare a casa in questi 12 mesi dell’anno. Alcune mete gay-friendly già le conoscete, ma altre sono delle vere e proprie chicche suggerite da alcuni viaggiatori Lgbti. Scopritele subito!

Molte più di un’avventura

Procida è chiamata l’isola dei colori. Quartieri, giardini e spiaggetutt’intorno fanno di questa meta, una perfetta destinazione “avventura” per organizzare uno strepitoso viaggio gay-friendly di gruppo nel 2019, semmai proprio per Pasqua. Procida è tra le più belle delle isole campane e da sempre regala alle pendici delle sue pianure verdeggianti, un mare cristallinoe una vacanza all’insegna del relax e del benessere. Se avete più giorni, non perdetevi un’escursione a Vivara e l’Area Marina.

Esperienze da insider

Basta un volo dalle principali città italiane per assorbire le tradizioni secolari delle Isole Cicladi. Stiamo parlando in particolare di MykonosSantorini e Naxos. Tra arte, cultura e divertimento, la Grecia sarà la meta gay-friendly giusta per trascorrere qualche giorno da soli o in compagnia della propria dolce metà una vera e propria esperienza da insider. Le experience offerte dal tour operator Hi-land rispondono a queste vostre esigenze e non vi resta che prenotare già da ora, per cominciare ad assaporare una primavera anticipata. 

Sardegna in Camper

Una manciata di spiagge e un mare color cristallo a fare da sfondo. Non stiamo parlando delle Maldive ma della nostra Sardegna. Partite alla scoperta di una delle isole più belle del Mediterraneo in camper, semmai noleggiando proprio un  vecchio Volkswagen. Una miriade di esperienze ecocompatibilivi aspettano, e poi casette, reperti archeologicitradizioni eno gastronomiche senza precedenti. Che aspettate? La regione Sardegna ha inserito nel piano di sviluppo turistico per la regione, anche il segmento Lgbti, quindi ci aspettano a braccia aperte! Unico consiglio: visitate la bellissima Cagliari e poi vedrete!

Tour, attività e gay life

Una manciata di abitanti e una città sudafricana da ammirare tutto l’anno. Johannesburg è una città gay-friendly spettacolare per cominciare ad assaporare alla fine del mondo il lato più bello del continente nero. Ci sono molti bar dance club in città per la comunità Lgbti, ma quelli da non perdere sono: il Simply Blue, il Babylon the Joburg Bar e il Beefcakes Johannesburg. Insomma, una bellissima aerea ai piedi del mondo dove poter abbracciare e instagrammare un bellissimo viaggio gay-friendly nel 2019.

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«La sua morte non sarò dimenticata, almeno da quelli di noi che rimangono impegnati nella lotta per una società in cui la vita umana detiene il più alto valore».

Queste le parole che il primo ministro greco Alexis Tsipras ha rivolto tramite lettera alla mamma di Zak Kostopoulos, linciato e ucciso il 21 settembre scorso ad Atene davanti alla gioielleria Di Angelo in via Gladstonos.

Parole, quelle del premier, in risposta alla missiva che la madre del noto attivista antifascista per i diritti delle persone sieropositive e Lgbtqi (conosciuto anche come Zachie Oh) gli aveva indirizzato e che il quotidiano Εφημερίδα των Συντακτών aveva pubblicato il 24 ottobre. 

Nell’esprimere a Elena Kostopoulos non solo condoglianze ma anche viva gratitudine per aver condiviso i propri pensieri e sentimenti, Tsipras ha affermato: «Quello che è successo e ha portato alla morte di Zak è un incubo.

Non solo perché la violenza brutale ha portato alla perdita della vita umana, ma anche perché ha aiutato l'emergere del cannibalismo sociale che applaude chi si sostituisce alla legge e non prova orrore alla vista della brutale violenza esercitata sui deboli, diversi o altri».

Il primo ministro si è poi detto d'accordo con l'appello della madre di Kostopoulos affinché sia condotta un'indagine approfondita e trasparente sulla morte di Zak. Un’indagine, che come stanno chiedendo ripetutamente associazioni e ong, dovrà far luce anche sull’atteggiamento della polizia

Video e immagini, diffuse anche sui media, mostrano infatti come gli agenti accorsi il 21 settembre in via Gladstonos abbiano più volte colpito brutalmente Zak, prima d’immobilizzarlo e ammanettarlo. E in manette Zak era stato posto sulla barella portata dagli operatori sanitari, per poi morire prima di raggiungere l’ospedale.

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Condivisione, amicizia e amore: sono questi i tre segreti che rendono un viaggio di gruppo Lgbt* magico oltre che indimenticabile, soprattutto se deciderete di organizzarlo in Europa e durante la stagione autunnale.

Se avete in mente di partecipare oppure di organizzare voi stessi un viaggio di gruppo, date un’occhiata a queste quattro mete gay-friendly in Europa, scelte per farvi trascorrere un viaggio bello, accogliente e soprattutto emozionante. Buon viaggio!

Per un week end o una breve vacanza

Budapest è la meta ideale per organizzare un viaggio di gruppo e festeggiare con gli amici la nuova stagione autunnale. Visitate i parchi e percorrete le sue strade eleganti e romantiche. Vedrete, l’autunno è la stagione ideale per organizzare in questa città un week end divertente, in compagnia e in relax e a pochi passi da casa. Budapest è oggi non solo una meta gay-friendly molto ricercata, ma è una piccola perla dell’Europa dell’est da scoprire in un viaggio tra amici e nuove conoscenze. Un consiglio spassionato? Fatevi una fotografia di gruppo sull’isola Margherita e capirete di cosa stiamo parlando!

Vi regalerà ricordi bellissimi

Non poteva non mancare Bruges, questo piccolo gioiellino nelle Fiandre è tra le mete da tenere d’occhio quest’autunno per trascorrere un viaggio di gruppo fiabesco oltre che avventuroso, romantico e perché no, anche rilassante. Passeggiate tra i suoi canali e ammirate da vicino la bellezza delle sue mura medievali, vedrete vi sentirete di stare in un’altra dimensione. Fotografate la magnifica e magica Basilica del Santissimo Sangue e visitate il Museo Groening ed infine organizzate una bella passeggiata pomeridiana sulle rive del lago Minnewater: un posto da vedere!

Tutti in Campania!

Potevamo dimenticare la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana? L’autunno è la stagione migliore dell’anno per organizzare un viaggio di gruppo in una delle destinazioni più belle e conosciute in tutto il mondo e amate dai viaggiatori Lgbt*! La luce, i colori e il fogliame che avvolgono le città di Sorrento e di Positano sono magici e i tramonti, soprattutto se deciderete di visitare queste mete in scooter saranno indimenticabili. La Costiera e la Penisola sono straordinari. Insomma non volete mica perdervi questo spettacolo?

Vi aspettiamo ad Atene

State pensando alla Grecia e alla città di Atene? Moderna, ricca di musei e una gay life molto attiva. La capitale del mediterraneo è la meta gay-friendly perfetta per organizzare un viaggio di gruppo e trascorrere un week end breve e low cost. Qui vivrete una vacanza all’insegna dell’emozione e dell’ospitalità. A rendere ancora più speciale il vostro soggiorno sarà l’incanto del Partenone, dell’Agorà e del Museo Archeologico Nazionale. Che dite, vi abbiamo convinti a far parte del gruppo?

 

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Calci, pugni e un colpo mortale alla testa. È stato ucciso così ad Atene, a soli 33 anni, Zak Kostopoulos noto in tutta la Grecia come antifascista e drag queen (col nome d’arte Zachie Oh) nonché come attivista per i diritti delle persone Lgbti+ e sieropositive alla luce della sua personale esperienza.

Il linciaggio è avvenuto il 21 settembre, intorno a mezzogiorno, all’interno della gioielleria Di Angelo in via Gladstonos a pochi passi dalla centralissima piazza Omonia.

Il proprietario del negozio Evangelos Demopoulos e alcuni testimoni oculari hanno dichiarato che Zak aveva fatto irruzione nella gioielleria armato di coltello ed era intenzionato a rubare. Ma in realtà, come dichiarato da più persone, l’attivista si era rifugiato nel negozio per sfuggire a disordini scoppiati in un vicino locale, in cui si trovava precedentemente.

Inoltre alcune videoregistrazioni, circolate online e poi mostrate in tv, comprovano non solo che l'attivista non fosse armato di coltello ma che, entrato in tutta fretta nella gioielleria, avesse visto la porta chiudersi automaticamente alle spalle. Da qui il panico e il tentativo di uscire spaccando la vetrina.

Mentre strisciava tra i vetri infranti, il gioielliere e Atanasios Chortari (coordinatore locale della formazione fascista Fronte Popolare) lo hanno ripetutamente colpito a calci e pugni. Giunti i soccorsi, il linciaggio è continuato a opera delle persone presenti.

I video hanno infine mostrato come gli stessi poliziotti, dopo averlo immobilizzato e ammanettato, avessero a loro volta colpito brutalmente Zak, che è poi deceduto prima di raggiungere l’ospedale.

Il proprietario della gioielleria è stato arrestato con l’accusa d’omicidio colposo. Ma Anna Paparoussou, la legale della famiglia Kostopoulos, ritiene che Demopoulos debba essere imputato di omicidio volontario.

Intanto non si arrestano ad Atene le proteste per l’efferata uccisione di Zak. La notte di sabato 23 oltre 500 persone sono scese in piazza, mentre un lungo corteo di manifestanti è sfilato, il 26 settembre, per le vie principali della capitale greca. Striscioni e scritte continuano ad apparire in tutta Atene per chiedere verità e giustizia per Zak.

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Luca Baldoni, poeta napoletano di nascita e fiorentino d’adozione, è certamente uno dei maggiori specialisti italiani di poesia a tematica omosessuale e la sua antologia Le parole tra gli uomini (Robin, Torino 2012) è un’opera indispensabile per la definizione di un canone della poesia gay italiana dal '900 ai nostri giorni.

Qualche mese fa, per la casa editrice LietoColle, Baldoni ha dato alle stampe una nuova raccolta poetica che si intitola Sale del ricordo: una silloge che, attenendosi a quanto lo stesso autore dichiara nella nota introduttiva, costituiva il primo volume di una trilogia poetica, a cui lo stesso aveva lavorato per dieci anni fino al 2011.

baldoni

Incontriamo, dunque, Luca Baldoni per saperne di più su questa raccolta, in cui il recupero memoriale si esprime attraverso un verso vibrante, asciutto e attento alla registrazione dell’universo fisico ed emotivo dell’autore.

Luca, la memoria è certamente l’elemento cardine ispiratore della silloge. Che ruolo ha il ricordo nella tua riflessione e nella tua elaborazione poetica? Nella nota introduttiva, presentando i tuoi versi, parli di “reperti di una fase conclusa”: cosa intendi?

Sale del ricordo fa parte di una trilogia poetica di cui avevo date alle stampe il primo volume, Territori d’oltremare, nel 2008. Nel complesso l’opera (con una terza parte ancora inedita), vuole restituire la traiettoria di una gioventù engagée e peripatetica. Ognuno di noi nutre verso le “gesta” della propria gioventù un atteggiamento in parte narcisista, ma alla base del mio recupero c’è un’affermazione di Marguerite Yourcenar in cui la scrittrice sottolinea come veniamo alla luce due volte: la prima per volontà e meriti altrui quando nasciamo e la seconda, in un periodo che va grosso modo dall’adolescenza alla prima età adulta, quando abbiamo l’occasione di darci una vita veramente nostra che può esulare da quello che saremmo divenuti per fatalità di condizioni sociali e familiari. Ho voluto esplorare questo passaggio in cui, se si ha fortuna e coraggio, si può tentare di diventare ciò che veramente siamo (o almeno avvicinarvisi). Dunque il ricordo non vuole essere elegiaco o consolatorio ma strumentale alla messa a fuoco di un’autogenesi del sé.

Considero i testi della trilogia “reperti di una fase conclusa” perché penso di aver arato questo campo in maniera esaustiva. Si cresce, si muta, e la nostra attenzione si rivolge altrove. Oggi – salvo imprevisti – non avrei più interesse a scrivere una poesia così soggettiva, realistico-prosaica e militante in senso esplicito. Non la rinnego assolutamente e non disdegno questi tratti se li ravviso in testi altrui. Ma il problema che ormai maggiormente mi assilla è il nostro rapporto miserabile e distruttivo con la natura e l’universo in generale. Per questo nell’ultima raccolta che ho scritto, ancora inedita, l’io è scomparso e i protagonisti sono le piante, gli animali, le costellazioni, il cambiamento climatico, le interazioni tra le varie parti del kosmos dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.

Dublino, Berlino, la Grecia: queste sono alcune stazioni ben riconoscibili del viaggio “memoriale” che compi all’interno di Sale del ricordo. Se dovessi scegliere, per ciascuno di questi luoghi, un’immagine iconica della tua formazione di giovane omosessuale e di poeta, quale sceglieresti?

Forse più che di immagini iconiche parlerei di atmosfere. Nella Dublino dei primi anni '90 che descrivo iniziava a essere evidente a più livelli il crollo di un regime sociale tradizionale che ha poi portato a una nuova Irlanda, a un Paese che, a differenza dell’Italia, si è pienamente sottratto alla tutela della Chiesa cattolica, ha approvato a larga maggioranza il matrimonio egualitario per via referendaria, e in cui la nomina di un primo ministro gay è stato un non evento. Come ho scritto in una poesia dedicata a Oscar Wilde, in quegli anni “crollavano statue dai piedistalli, ai vecchi pariah/ si rendevano onoranze.”

A Berlino incontrai una realtà ancora più avanzata e radicale. Qui forse c’è un’immagine, o meglio un luogo, simbolicamente centrale, lo Schwules Museum (Museo gay) “che preserva e trasmette/ storia esperienze e sogni/ contributi al vasto mondo/ di una comunità di uomini e di donne/ più volte nel corso della storia/ minacciata di estinzione.” Scoprire che esisteva un’istituzione del genere, e che la città nel suo complesso accoglieva e celebrava l’esperienza Lgbtqi come parte importante della propria identità, fu come vedere uno squarcio di futuro che vorremo fosse facile replicare anche altrove.

A Mykonos – che è l’isola non direttamente nominata ma facilmente riconoscibile della sezione greca – non andavo ovviamente per fare politica. Il binomio era sesso e sole, e il luogo simbolo la straordinaria chiesa di Paraportiani, attrazione turistica e soggetto di infinite cartoline, una colata di calce bianchissima piena di anfratti e di rientranze, affacciata da un lato direttamente sul mare, che al calar della notte diventava magico luogo di cruising e di incontri umani della più svariata natura.

Il tuo libro è anche un libro di formazione sentimentale in versi. Quale esperienza, tra quelle che emergono all’interno dell’opera, ti ha maggiormente “cambiato la vista”?

La raccolta, senza voler cadere in un banale “pensare positivo”, descrive numerose esperienze che, nutrendosi l’una dell’altra, si amplificano in un quadro che in inglese definiremmo di self-empowerment.  È il discorso di Yourcenar che ho citato all’inizio. Ciò detto, l’esperienza cruciale arriva nell’ultima sezione, e si tratta di un drammatico crollo interiore di cui feci esperienza dopo la fine dell’università. Crollo necessario a dare uno spessore, una seconda dimensione, agli slanci, ai narcisismi, all’innato ottimismo e al senso d’onnipotenza dei vent’anni. Semplifico drasticamente, ma tramite quel crollo fui obbligato a prendere contatto con la mia Ombra, col senso del limite e della sofferenza. A questo proposito amo ricordare a me stesso un aforisma shakesperiano tratto dal King Lear, usato da Pavese ne La luna e i falò come dedica alla sua amata Constance Dowling: Ripeness is all (“la maturità è tutto”). Ecco, in questo senso tutta la trilogia ripercorre l’attraversamento di una gioventù in vista di un difficile approdo a un più pieno e sfrangiato senso di sé.  

La tua poesia è - come sempre - anche una poesia consapevole e rivendicativa: dal racconto dell’amore giovanile dublinese alle memorie greche della Diva-chanteuse che “aveva cantato clandestinamente nelle bettole di Atene sotto i Colonnelli”, dal ricordo del Museo di storia gay di Berlino alle passeggiate romantiche e inquiete sull’Isola dei Pavoni. Quanto è importante e quanto è presente, secondo te, la cifra civile e rivendicativa nella poesia contemporanea? 

Ho spesso l’impressione di un atteggiamento supercilioso verso la poesia civile da parte della critica. Lo trovo molto irritante. Nel discorso accademico si tende a sminuire la poesia civile come parola impoverita perché messa al servizio di una causa, e si preferisce rifugiarsi in una concezione aristocratica secondo la quale la poesia sarebbe ipso facto sempre politica, in quanto segno di una rottura epistemologica col pensare maggioritario. In verità i poeti continuano grazie al cielo a scrivere testi apertamente civili senza alcun detrimento della qualità poetica. Per rimanere nel nostro contesto penso all’opera di Franco Buffoni, ormai imprescindibile nel panorama italiano attuale (e non solo poetico). Ma anche a quella di autori della mia generazione come Marco Simonelli o Eleonora Pinzuti, tra i primi ad articolare in Italia una poetica gay e lesbica pienamente contemporanea anche sotto il profilo delle rivendicazioni.

Certamente nell’ultimo decennio abbiamo assistito a una crescita di poesia politica declinata dalla prospettiva dei diritti civili, dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Ma si continua anche a scriverne di ottima su temi più “tradizionali”; e qui vorrei citare due altri miei coetanei, Fabiano Alborghetti che nel romanzo in versi Maiser ripercorre una storia di emigrazione italiana verso la Svizzera, e Matteo Fantuzzi col poema corale La stazione di Bologna sull’attentato del 2 agosto 1980. Sono entrambi opere che hanno ricevuto riconoscimenti e attenzione e che dimostrano come il pubblico dei lettori richieda e abbia bisogno di questo tipo di riflessione.

Infine, l’ultima sezione, Il mio custode, è senza dubbio la più drammatica e “atemporale”. Quale è il demone che, nel mondo contemporaneo, incombe - sotto le mentite spoglie del custode - nella vita di un intellettuale dichiaratamente omosessuale?

Capisco il senso della tua domanda – e potrei rispondervi – ma percepisco anche un minimo fraintendimento. Non c’è dubbio che nella crisi della sezione finale possano essere fatte rientrare esperienze traumatiche comuni alla crescita di molti omosessuali. Ma non è questo che tematizzo. Le poesie rappresentano un succedersi di crolli, di incubi vissuti a occhi aperti, di prepotenti somatizzazioni, una sintomatologia enigmatica e sovradeterminata di natura segnatamente psichica. Il lessico e l’immaginario cambiano – sono, come dici tu, più “atemporali”, quasi araldici – e segnalano qualcosa che va al di là di tutto ciò di cui si è fatta esperienza prima. Ma insieme al dramma interiore cerco anche di esprimere la consapevolezza del carattere necessario, e forse nel futuro fruttuoso, di questa fase.

Per questo ho intitolato la sezione Il mio custode, non in senso ironico o straniante, ma perché chiunque sia in cerca di se stesso deve accogliere il carattere ultimamente salvifico delle più improbabili discese agli inferi. L’Ombra, per quanto imprevedibile e dolorosa, ci salva dall’unilateralità, dall’egotismo e dalla piattezza. Paradossalmente, può agire come il nostro miglior custode.     

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Amatissime, divertentissime e anche gay-friendly! Copenaghen, Marsiglia, Madrid, FolegandrosMalta con Boston sono le mete per chi è in cerca di un viaggio esperenziale da vivere sotto l’ombrellone da single, in coppia oppure con gli amici.

Se state già sognando di partire e iniziare una vacanza unica, date un’occhiata alle cinque mete scelte. Un bel viaggio estivo verso una di esse non potrà che farvi bene! Rilassati e felici: meglio di cosi?

Copenaghen, per chi ama l’adrenalina

Siete amanti del design e dell’arte contemporanea? Quale meta migliore, allora, di Copenaghen per la vostra prossima avventura estiva? Nordica, ma accogliente e sempre bellissima, la città vi regalerà anche in estate un viaggio all’insegna del divertimento e della scoperta di design locali e mercatini vintage. La voglia d’estate e di belle passeggiate la potrete soddisfare qui in ogni momento in una delle città più smart d’Europa, dove la creatività è la parola d’ordine. 

Marsiglia: verso un’isola fortezza a caccia di emozioni

La cosa che più vi riempirà di gioia è sedervi su una panchina del porto di Marsiglia aspettando il traghetto per Château d’If: un’isola fortezza che si trova davanti alla baia della città, diventata famosa grazie al romanzo Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas (padre). Qui troverete una visione surreale che la meravigliosa isola regala ogni tardo pomeriggio d’estate ai presenti. Un'esperienza che lascerà ai più grandi romantici oppure a un gruppo di amici in viaggio il tramonto francese più bello di tutta la vostra vita.

Madrid, una cartolina che toglie il fiato

Niente di meglio dell’atmosfera magica e misteriosa della biblioteca reale del Monastero dell’Escorial a Madrid per una fuga romantica estiva tra storia e letteratura. Fondata da Filippo II, questa biblioteca è una meta imperdibile. Avventuratevi tra i suoi soffitti dipinti alla ricerca dei veri capolavori della letteratura mondiale. Scoprite il Salón Principal e le architetture stravaganti che circondano la struttura. Una Madrid insolita ma che grazie a Pem vi saprà regalare una cartolina indimenticabile!

Folegandros, una perla nel Mediterraneo

Bellissima, intatta e poco conosciuta, Folegandros è una delle vostre prossime perle da segnare in agenda se volete scoprire, quest’estate, uno dei lati più autentici della Grecia gay-friendly. C’è un solo porto, una stradina che porta al centro e un piccolissimo villaggio. Venite qui se siete amanti del mare e prendetevi una pausa dalla frenesia occidentale, perché gli abitanti del posto sono vulcanici e vi sapranno accogliere con una cordialità unica e con dell’ottimo cibo. Fateci un pensierino!

Al mare e in città, perché no?

Una sola meta non vi basta? Che ne dite di Malta e Boston? E se le scegliete entrambe per quest’estate? Boston è splendida in ogni stagione ma dal mese prossimo lo sarà ancora di più, soprattutto se parteciperete al Pride del 9 giugno. E Malta? Famosa per la sua scena culturale, i ristoranti alla moda e i locali gay-friendly affollati di viaggiatori Lgbti, è da sempre tra le top del turismo arcobaleno in Italia ma anche nel resto D’Europa. Dunque, non avete scuse per sceglierle entrambe!

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Quando si parla di road trip è impossibile non pensare al camper, la novità per i viaggi gay-friendly 2018, tanto da essere diventato protagonista di numerosi libri, film e viaggi di nozze tra persone dello stesso sesso.

Abbiamo selezionato per voi cinque road trip tra i più belli e richiesti dai viaggiatori Lgbti. Dai grandi classici italiani fino alla Spagna, passando per la Germania e la Grecia, per sognare e sentirvi liberi di amare, ma il bello sarà mettervi al volante di un quattro ruote. Siete pronti?

In Toscana? Ma per un viaggio total charme

Che meraviglia che sono i viaggi gay-friendly in Toscana! Scoprite i meravigliosi paesaggi dell’incantevole Fetovaia, tra le più belle isole dell’Elba oppure le verdi colline della Maremma, alla scoperta dei pittoreschi paesini persi tra i cipressi nel Parco della Val D’Orcia. Undici chilometri di natura incontaminata. Una città da wish list? Volterra. Una volta arrivati, dimenticatevi la fretta e dedicatevi al buon cibo, qui potrete assaggiare il miglior filetto condito con lardo della vostra vita (di coppia). Buon divertimento!

Caccia al viaggio (con sorpresa) in Spagna

Avete mai pensato ai viaggi gay-friendly on the road in Spagna? Magari in camper lungo la calda costa latina? Lloret è senza dubbio una delle località più gettonate sul mercato spagnolo, frequentata per la gran parte dai viaggiatori Lgbti, in cerca di nuove esperienze e di vita notturna movimentata. Prendete lo sposo oppure il vostro nuovo compagno o perché no anche un gruppo di amici, caricateli sul camper a quattro ruote ed esplorate questo meraviglioso tratto di Spagna super e cheap!

Immersi nella natura? Si e sarà imperdibile

Che la scegliate in primavera o in estate, l’Austria non vi deluderà: ogni stagione è l’ideale per fare dei viaggi gay-friendly in camper. Tutto dipenderà da quello che avete in agenda. Un itinerario? Da Klagenfurt verso il lago Wörthersee, il più grande della Carinzia. Gli immensi prati e la fitta boscaglia costruiscono tesori unici al mondo, e tutto il territorio è punteggiato di cittadine e località dall’atmosfera unica e accogliente, fatte di luci intense, cultura e buon cibo. Che aggiungere? Buona esplorazione!

Il giorno dopo. Colazione da veri principi

Viaggi gay-friendly in Francia, vacanza fortunata? Osiamo? Se è cosi fosse allora i francesi faranno al caso vostro! Le deliziose Saint-Tropez e Mont-Saint-Michel sono il meglio dei viaggi in camper, anche per la community di viaggiatori Lgbti. Meraviglie mediterranee svettano di fianco a incredibili perle rinascimentali e medievali, tra un pizzico di art nouveau e un brivido di night life. Un’idea che merita la vostra attenzione, oltre che lettura, in ogni periodo dell’anno, ma in primavera diventa tappa imperdibile. Che aspettate?

Vacanza + pet + friendly = Viaggi gay friendly esplosivi!

Per chi non può fare a meno del proprio amico a quattro zampe, due sono le destinazioni pet-friendly del momento: Croazia, lungo la Costa Dalmata, oppure imbarcarsi per Corfù in Grecia. In entrambe le mete gli animali sono ben accetti e quasi ovunque, nei ristoranti, musei e persino sulle spiagge. Qualunque sia la meta scelta, sarà uno di quei viaggi gay-friendly emozionanti e anche il vostro camper vi ringrazierà di averlo portato!

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È stato approvato ieri in Grecia in plenaria il disegno di legge sull'identità di genere (riconoscimento legale dell'identità sessuale - Natf) a conclusione di un lungo processo che ha visto protagonista la maggiore associazione di sostegno ai diritti delle persone trans, il Syd (Somateío Ypostírixis Diemfylikón). Già nel giugno del 2016 un tribunale greco aveva accolto le raccomandazioni internazionali che sancivano la violazione dei diritti della persona costretta alla sterilizzazione forzata.

Hanno votato a favore 171 parlamentari e deputati su un totale di 285. Syriza, Potami, il Disi e Anel hanno votato per l’approvazione della legge, mentre sono stati contrari la destra di governo, Nea Democratia, Alba Dorata (l’estrema destra populista), il Kke (il Partito Comunista Ellenico ancorato a una visione fortemente conservatrice su questi temi) e il Partito dell’Unione di Centro.

La nuova legge consente in sostanza la riattribuzione anagrafica anche senza intervento chirurgico di riassegnazione del sesso e costituisce un primo importante passo verso il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione delle persone trans.

Permangono tuttavia alcuni aspetti problematici, come hanno riconosciuto le maggiori associazioni di riferimento greche e internazionali, riguardanti i vincoli medici e giuridici che non permettono di comparare la legge appena approvata allo standard degli strumenti più avanzati in ambito europeo ed internazionale. Questi – è il caso ad esempio della legge sull’identità di genere approvata a Malta nel 2015 – in sostanza prevedono una più marcata depatologizzazione della condizione delle persone trans, svincolando le istanze di riattribuzione anagrafica dalla diagnostica psichiatrica ed escludendo il ricorso alla decisione di un tribunale.

Alla luce di questi elementi appare ancora più improrogabile un avanzamento della legge italiana, la 164 del 1982, che ancora oggi prevede un iter giuridico e non svincola  in maniera chiara ed univoca la riattribuzione anagrafica dagli interventi di sterilizzazione forzata, questione solo parzialmente risolta con le sentenze di Cassazione e di Corte Costituzionale di luglio e novembre 2015.

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Sono più di 62mila le persone che vivono ufficialmente in Grecia con lo status di rifugiato. Status, cui si aggiunge per alcuni anche quello di appartenere alla collettività Lgbti. Il che, in Grecia, significa libertà ma non sicurezza assoluta. È per questo motivo che il 28enne siriano Daas Aljatib ha istituto ad Atene un’associazione per migranti e rifugiati Lgbti.

«Con la crisi in atto – così ha dichiarato il giovane originario di Damasco all’agenzia di stampa spagnola Efe –  la maggior parte delle organizzazioni umanitarie si sono concentrate sulla popolazione dei rifugiati in generale. Ma è anche necessario per le persone Lgbti, fuggite dal proprio Paese d’origine, avere qualche associazione che le rappresenti». Aljatib, che in tal senso ha già preso contatti con diverse organizzazioni, ha ottenuto dei locali in cui poter organizzare riunioni e fare impartire lezioni d’inglese, tre volte alla settimana, a migranti Lgbti.

Il giovane, che in Siria ha dovuto sempre tenere nascosto il proprio orientamento sessuale altrimenti sarebbe «finito in prigione», ha potuto contare per la sua iniziativa sull’appoggio della ong Solidarity Now, che assegna appartamenti in Atene e Salonicco a rifugiati Lgbti perché possano avere un «punto sicuro di partenza grazie al quale raggiungere una propria autonomia». A spiegarlo Fay Kutzúku – una delle coordinatrici dello specifico progetto finanziato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) –, che sempre all’agenzia Efe ha ricordato come molti dei rifugiati Lgbti siano stati vittime di violenza nei Paesi d’origine o in quelli in cui sono migrati.

È proprio Aljatib a ricordare come alcune amiche transessuali siano state costrette ad abbandonare la propria abitazione al Pireo dopo essere state prese ripetutamente a sassate. Saad, rifugiato siriano di 23 anni e uno dei 25 componenti del collettivo istituito da Aljatib, dice a sua volta di sentirsi «libero ma non sicuro in Grecia» – dove vive da dieci mesi – e di vedere il proprio futuro in un altro Paese.

Una tale percezione trova riscontro nei dati dell’ultimo Eurobarometro (2015) sulle discriminazioni in area Ue. Secondo questo sondaggio il 63% della popolazione ellenica ritiene che il matrimonio tra persone dello stesso sesso non dovrebbe essere consentito, mentre il 54% considera come qualcosa di negativo le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso.

In ogni caso l’esperienza del collettivo riesce a infondere speranza nei partecipanti e aiuta ognuno di loro a sentirsi meno soli. È sempre Aljatib, che desidera studiare ingegneria delle telecomunicazioni, a ricordare all’agenzia Efe di avere «iniziato in Grecia da zero e di aspirare ad avere qui un giorno la mia casa, il mio lavoro e il mio ragazzo».

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