Una coppia di uomini gay è stata pubblicamente punita davanti alla moschea di Banda Aceh nel territorio speciale di Aceh (quasi 5.000.000 di abitanti), l'unica provincia in Indonesia (il Paese col più alto numero di musulmani) ad applicare la shari'a.

Per più di 80 volte i due uomini sono stati fustigati al dorso con un bastone di malacca di fronte a un migliaio di persone entusiaste che gridavano: Colpisci più forte. Presenti anche alcuni turisti della Malaysia, che hanno scattatato foto coi loro smartphone. 

Muhammad Hidayat, capo della locale polizia religiosa, ha commentato: «Siamo preoccupati per la diffusione dell'omosessualità a Banda Aceh. Peccati simili si commettono molto spesso, soprattutto in materia di omosessualità.

Avete visto quanta gente è venuta per la fustigazione? Perché odiano questi peccati. Dio ci ha creato eterosessuali: perché volete essere omosessuali?».

Si tratta del secondo caso nell’anno di pubblica fustigazione di coppie di soggetti omosessuali in questa provincia ad autonomia speciale che, situata sull’estremità settentrionale dell'isola di Sumatra, ha adottato nel 1999 la shari’a e ne ha promulgato la codificazione nel 2014.

Le organizzazioni per i diritti umani sono tornate a criticare come barbarie una tale pratica, sulla quale si era espresso lo scorso anno anche il presidente indonesiano Joko Widodo col chiedere che almeno le fustigazioni non avvenissero in pubblico

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La Corte Costituzionale in Indonesia ha respinto ieri la la richiesta avanzata da un’organizzazione conservatrice per ascrivere tra i reati i rapporti sessuali prematrimoniali e quelli tra persone dello stesso sesso. La petizione non è stata accolta col voto di cinque dei nove magistrati componenti il tribunale.

Presentata a metà dello scorso anno da un docente universitario e da 11 componenti dell’Alleanza dell’ Amore Familiare (Aila in indonesiano), l’istanza pretendeva di modificare gli articoli del Codice penale riguardanti l’adulterio, il rapporto con minori e lo stupro con estensione alle persone omosessuali.

Nel corso del procedimento presso la Corte Costituzionale l’iniziativa di Aila, che sulla propria pagina web si definisce quale associazione che «difende la famiglia in Indonesia», aveva ricevuto il sostegno di gruppi di musulmani conservatori. Non poche associazioni e attivisti hanno denunciato un escalation d’omofobia verbale e di repressione da parte delle autorità indonesiane proprio a partire dal 2016.

Non per niente la decisione della Corte Costituzioanle non migliorerà affatto la situazione delle persone omosessuali a causa della vigente quanto discussa normativa antipornografia.

Nel solo maggio scorso una retata presso il club Atlantis di Giacarta ha portato all’arresto di 141 persone, colpevoli, secondo la polizia locale, di partecipare «a una festa a sfondo omosessuale». Ma la maggior parte degli arrestati è stata poi rilasciata. Le autorità giudiziarie hanno infatti ritenuto l’assenza di violazione della legge contro la pornografia da parte degli stessi.

Violazione che, invece, è stata contestata a otto persone, condannati ieri a a due anni di reclusione. Si tratta del direttore dell’Atlantis, di un addetto alla reception, un istruttore di palestra,  una guardia di sicurezza e alcuni spogliarellisti. 

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