A meno d’un mese dal sondaggio governativo (che aveva visto il 61,6% dei partecipanti a favore) il Parlamento federale dell’Australia aveva approvato il 7 dicembre scorso il disegno di legge che legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il giorno dopo con la ratifica da parte del governatore generale Peter Cosgrove, rappresentante della Regina nell’isola, la norma entrava in vigore.

Ma solo oggi i primi scambi d’anello nuziale tra le coppie in fila per dire il proprio sì.

Hanno scelto lo scoccare della mezzanotte per contrarre matrimonio i due atleti Luke Sullivan (23 anni) e Craig Burns (29 anni) a Summergrove Estate nel Nuovo Galles del Sud, lo Stato australiano con capoluogo Sidney. «Ci sentiamo molto fortunati ad essere una delle prime coppie di persone dello stesso sesso ad essersi sposate in Australia», ha dichiarato Craig Burns.

Hanno invece atteso il primo minuto dopo la mezzanotte per dire il loro sì Diana e Deanna Ribero, che si sono sposate a Balaclava, sobborgo di Melbourne. 

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Abbracci, lacrime, danze. Così al Prince Alfred Park di Sydney attivisti e sostenitori dei diritti delle persone Lgbti hanno accolto il risultato del sondaggio governativo sul matrimonio egualitario. Dei 12,7 milioni di australiani che hanno preso parte all'indagine governativa, il 61,6% ha votato sì e il 38,4% ha votato no. Una partecipazione, dunque, molto elevata: ha infatti aderito con voto postale con il 79,5% degli aventi diritto.

Per il primo ministro conservatore Malcolm Turnbull il verdetto referendario è «inequivocabile e praticamente unanime». Come tale dovrà diventare legge «entro Natale». Di per sé l’indagine governativa non è vincolante. Ma il Parlamento australiano non potrà non tenerne conto.

Il messaggio del premier durante una conferenza stampa a Canberra è sembrato soprattutto rivolto ai suoi compagni di partito. Gli australiani «hanno votato si per l'equità, per l'impegno e per l'amore. Ora spetta a noi fare il lavoro che ci hanno chiesto di fare». L'alto tasso di affluenza e il risultato referendario sono stati un rimprovero per i politici più conservatori dell'Australia. Molti di essi hanno infatti visto la maggioranza dei propri elettori sostenere il matrimonio egualitario.

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