Maurizio Gelatti

Maurizio Gelatti

Oggi a Torino, presso le sale settecentesche di Palazzo Graneri della Roccia, sede del Circolo dei Lettori, è stata presentata la Trans Freedom March 2018, che si terrà, sabato 17 novembre, con partenza da piazza Vittorio Veneto alle ore 16.30.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Marco Giusta, assessore comunale alle Famiglie e ai Diritti, Sandeh Veet, presidente di Sunderam Identità Transgender Torino OnlusMaurizio Gelatti e Alessandro Battaglia del Coordinamento Torino PrideFrancesca Caston e Mako Pilati hanno invece portato la propria preziosa testimonianza di persone T che vivono a Torino.

La Trans Freedom March nasce per celebrare il Transgender Day of Remembrance (TDoR): una ricorrenza della comunità Lgbtqi per commemorare le vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender. La commemorazione fu isituita in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web Remembering Our Dead e, nel 1999, a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’appuntamento è cresciuto fino a comprendere manifestazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

Durante il corteo e sul palco della Trans Freedom March, che è organizzata dal Coordinamento Torino Pride in collaborazione con Sunderam Identità Transgender, la commemorazione sarà accompagnata musicalmente dalla voce di Elisa Fagà, dalla celebre violinista H.E.R. (esibitasi, fra gli altri, con Franco Battiato e Lucio Dalla), dall’arpista Cecilia Lasagno, protagonista di una felice esperienza al Festival di Sanremo 2018, dalla vocalist, performer e dj Tischy Mura e dalle folli note dei giocolieri di pentagrammi che compongono la fanfara di musica da strada Bandaradan.

Al termine, sul palco allestito in piazza Castello, come di consueto, verranno letti i nomi delle persone decedute a causa dell'odio transfobico. Inoltre, sempre sabato 17, alle 9:30, presso la Sala Carpanini di Palazzo di Città si svolgerà il convegno Minori e identità di genere, organizzato in collaborazione con il Servizio Lgbt del Comune di Torino, che sarà seguito da Gaynews.

«La Trans Fredoom March - ha dichiarato a Gaynews Giziana Vetrano, coordinatrice del Torino Pride - è per noi molto importante, così come lo sono le molte attività organizzate dal Coordinamento Torino Pride per combattere ogni forma di discriminazione. Stiamo vivendo in momenti molto bui, in cui la nostra comunità è continuamente sotto attacco e per questo è necessario non abbassare mai la guardia. Con l’obbiettivo di arrivare al momento in cui si comprenderà davvero che non esistono diritti di singole categorie ma che ogni diritto conquistato è un patrimonio prezioso di tutte e tutti».

«Questo è un anno importante per tutto il movimento Lgbtqi+ - ha invece affermato Sandeh Veet, presidente di Sunderam - e il movimento femminista, al cui interno si configurano, in Italia, cambiamenti, riequilibri e progettualità. In un'Italia, dove sembra che il cambiamento promesso non abbia futuro, dove i diritti acquisiti vengono minacciati da un governo palesemente salviniano e fascista.

Questa marcia è delle persone trans ma è anche la marcia di tutte quelle donne che quotidianamente vengono barbaramente assassinate da mariti, fidanzati e amanti. Femminicidi che includono le persone transgender, perché è il femminile che viene attaccato e brutalmente assassinato».

ll TDoR e la Trans Freedom March si svolgeranno con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e del suo Comitato per i Diritti Umani e della Città di Torino.

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Quarta udienza stamani, presso la sesta sezione penale del tribunale di Torino, del processo a carico dell'endoscopista Silvana De Mari, accusata di diffamazione continuata e aggravata a mezzo stampa contro le persone Lgbti.

Secondo quanto annunciato il 18 luglio, la giudice Melania Eugenia Cafiero aveva ammesso, il 21 settembre, la richiesta di costituzione di parte civile da parte del Coordinamento Torino Pride, che aveva presentato l'esposto contro la collaboratrice de La Verità nel 2017, e di Rete Lenford, rispettivamente rappresentati dagli avvocati Niccolò Ferraris e Michele Potè.

«Non si può ingiuriare dicendo la verità». Queste le parole con cui ha esordito oggi Silvana De Mari, per poi continuare: «La mia gravissima preoccupazione riguarda soprattutto la situazione sanitaria: i casi di Aids, gonorrea, sifilide sono in aumento. Se gli uomini continueranno ad avere rapporti con altri uomini assisteremo a una catastrofe mondiale».

La collaboratrice de La Verità, che ha prodotto quattro memorie di diverse centinaia di pagine, ha quindi parlato del sesso anale tra persone omosessuali maschili«che moltiplica per nove il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto per chi lo pratica in modo passivo». Né sono mancati i riferimenti all'omosessualità quale «situazione da cui si può comunque uscire, è possibile guarire».

L'imputata è quindi tornata ad associare pedofilia a omosessualità, dichiarando: «La pedofilia è un orientamento sessuale caratterizzato dall'attrazione erotica verso i minori. Penso che alcune persone del movimento Lgbt stiano diffondendo la pedofilia. L'ultimo libro di Mario Mieli, a cui è dedicato un circolo, dice: Noi faremo l'amore con loro e, a mio parere, si tratta di apologia all'abuso su minore. Senza dimenticare che personaggi di spicco del mondo gay hanno rilasciato dichiarazioni ambigue sulla libertà sessuale del bambino».

Nel corso dell'udienza è stato anche ascoltato il teste dell’accusa Alessandro Battaglia, coordinatore uscente del Torino Pride, che ha dichiarato a Gaynews«Ciò che abbiamo ascoltato stamane non è molto diverso da ciò che abbiamo già letto e denunciato. Quello di cui ci si dimentica è che le parole molto spesso sono pietre e le pietre fanno male a tutta la comunità Lgbtqi.

Siamo chiaramente pronti a qualsiasi conclusione della vicenda ma crediamo che, oltre agli insulti e alle ingiurie che ci sono state rivolte e che continuiamo a contestare con forza, il nostro pensiero debba andare ai ragazzi e alle ragazze più giovani e con meno strumenti di difesa di quelli che abbiamo noi e che vivono condizioni difficili di accettazione. Chiaro è che loro e i loro genitori sentendo affermazioni così umilianti non potranno essere aiutati nel superare le difficoltà connesse all'accettazione.

Stupisce infine che, secondo Silvana De Mari, la pedofilia sia un orientamento sessuale ed, essendo presenti in tutti gli statuti delle associazioni italiane Lgbti la difesa e la tutela contro le discriminazioni per orientamento sessuale, les stese non facciano altro che diffondere il messaggio che la pedofilia - e di conseguenza l'abuso su minori - siano pratiche lecite che tutti e tutte noi tuteliamo».

La giudice monacratica ha fissato la prossima udienza al 13 dicembre, data in cui, verosimilmente, si concluderà il dibattimento con la sentenza. 

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Ieri è stata una giornata importante per il Coordinamento Torino Pride, l’associazione di secondo livello che raccoglie le principali associazioni Lgbti del territorio piemontese e le altre realtà che si adoperano per l’inclusione e la non discriminazione.

Importante perché, nel rinnovo delle cariche, una mamma arcobaleno, Giziana Vetrano, ha assunto l'incarico di coordinatrice. Un ruolo che svolgerà con determinazione come traspare dalle sue prime dichiarazioni: «L'omofobia è ancora una drammatica realtà e, quindi, il lavoro da fare tantissimo. Essere stata eletta coordinatrice per me è un onore e confido di essere all’altezza.

La nostra sarà una squadra coesa e combattiva e per questo, in uno spirito di ottimizzazione ed efficacia del lavoro, affideremo deleghe specifiche ai vari membri del direttivo. Sono anche molto felice per la prima imminente sfida: l’organizzazione della Trans Freedom March di novembre».

Giziana, educatrice professionale, succede ad Alessandro Battaglia che le dà il benvenuto con queste parole: «Da oggi dopo poco più di quattro anni, per mia scelta, non ricopro più il ruolo di Coordinatore del Torino Pride. Sono stati anni delicati, impegnativi, molto faticosi ma sensazionali sotto molti punti di vista. Faccio volontariato in associazioni Lgbtq da molti anni e ritengo ancora di più oggi che ci sia molto bisogno di essere attenti e vigili continuando ad impegnarsi in tutti gli aspetti del sociale.

Ringrazio davvero tutti e tutte coloro che mi hanno accompagnato fin qui e faccio davvero i miei migliori auguri di buon lavoro alla nuova Coordinatrice del Torino Pride e a chi compone il nuovo direttore con me. C’è e ci sarà ancora molto lavoro da fare. In conclusione non posso che ricordare e ringraziare il mio amico Lino Manfredi, che spero sia contento del risultato. Grazie».

Affiancheranno la coordinatrice nel direttivo, eletto all’unanimità, volti nuovi e molti componenti uscenti a partire proprio da Alessandro Battaglia. Con loro Paolo Blesio (Arcigay Torino), Silvano Bertalot (Amiche e amici della Cultura e del Festival del cinema Lgbt), Massimo Florio (vicepresidente nazionale di Arco e presidente della 011), Maurizio Gelatti (Amiche e amici della Cultura e del Festival del cinema Lgbt),  Luca Minici (associazione Quore) che ricoprirà il ruolo di segretario, Francesca Puopolo (Arcigay Torino), Gianni Roggero (Agedo Torino), Jacopo Rosatelli (Maurice Glbtq), Daniela Vassallo (Famiglie Arcobaleno). Una solida ed eterogenea  basse associativa per poter far sentire più forte la propria voce.

Il Torino Pride si impegnerà a continuare e a sviluppare il lavoro svolto sino ad ora dal precedente direttivo, a perseverare nella valorizzazione delle associazioni che lo compongono e a rendere la sua composizione ancora più plurale e intersezionale con il fine di difendere i diritti delle persone Lgbtqi e di combattere ogni forma di discriminazione. Particolare attenzione verrà riservata al mondo trans e per questo il nuovo direttivo e il Torino Pride tutto stanno già lavorando all’organizzazione della Trans Freedom March di novembre.

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Quest’anno il Piemonte Pride, che, in occasione della storica parata torinese del 16 giugno ha richiamato 120.000 persone al grido di Nessun dorma!, ha superato sé stesso proponendo tre pride nel secondo anno dalla nascita della piattaforma territoriale.

Infatti, grazie all’impegno di tanti e tante volontarie diffusi su tutto il territorio regionale coordinati dal Torino Pride, il Piemonte ha avuto tre tappe arcobaleno: il Novara Pride che si è svolto lo scorso 26 maggio, Torino e l’Alba Pride che ha replicato il grande successo dell’anno scorso.

5.000 persone sono accorse nella patria del tartufo per manifestare quanto qui in provincia e ancor più in questo momento storico e politico, di pride ci sia ancora bisogno. Una folla pacifica e molto eterogenea sta percorrendo le strade del centro storico per ritrovarsi, all’insegna dell’allegria, in zona H per i discorsi finali e il dj set.

Tra i partecipanti anche l'assessore alle Pari Opportunità del Comune di Torino Marca Giusta, l'assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti e l'europarlamentare Daniele Viotti.

L’appuntamento nel cuore delle langhe, eccezionale  anche in quanto si svolge non in un capoluogo di provincia, è organizzato dal Collettivo De Generi e dal Coordinamento Torino Pride.

Soddisfatto Alessandro Battaglia che dichiara: «Quest’anno in Piemonte abbiamo avuto tre pride ma, probabilmente, l’anno prossimo saranno sei».

Come nel 2017, diversi locali e servizi di ristorazione di Alba e dintorni hanno deciso di esprimere il proprio sostegno alla manifestazione Piemonte Pride anche “visivamente”,  adottando le tovagliette con il logo della manifestazione, per affermare il loro impegno nel contrastare le discriminazioni e moltissimi negozianti albesi hanno deciso di arredare la propria vetrina a tematica arcobaleno nei giorni precedenti la manifestazione.

Un’incoraggiante dimostrazione di supporto e sostegno di una parte di società civile che sente la necessità di esporsi in nome degli ideali in cui crede. 

Anche nel 2018 l’Ente Turismo Alba Langhe & Roero ha nuovamente dimostrato il pieno supporto alla manifestazione: una collaborazione preziosa segno della volontà di “aprire le porte” alle differenze e allo scambio.

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Seduto al Café du Marché (l'escalope di vitello coi funghi non è niente male, le torte stellari) con Silvano, provo a fare con lui qualche riflessione sul Pride parigino appena vissuto, posto che la quantità e qualità di bellezze locali anche umane - che invadono il Marais anche il lunedì mattina - lo consentano.

Ho visto molta gioia, certo, e colore, e folla (tanta che non la potevi proprio contare) ma ancora più politica. Più messaggi forti, addirittura un sit-in in (religioso) silenzio, una "piena" di giovani ragazze con cartelli per niente rassegnati e un'organizzazione che ha fatto (o lasciato) sfilare quello che noi, faciloni, definiremmo il blocco antagonista in testa al corteo.

Pugni alzati al vento anche qui, e fanno un bene dannato, perché è qui che nascono le rivoluzioni. Qui che si sono nutrite le migliori energie culturali del continente e dove alligna un po' di speranza in quei volti forti, trasversali e debordanti di libertà, di coscienza e di forza.

Un senso di fratellanza nuovo e limpido, che rende ancora più triste sapersi accolti a casa dalla deriva populista (schedaci, forza) e dal miasma fascista ornato dalla corona del Rosario che intasa i pensieri di tante, troppe persone. Quelle che magari ritenevamo persino rispettabili, quando, invece, erano solo il razzista violento, omofobo e maschilista della porta accanto.

Lo stesso che, magari, paga anche bene per un paio d'ore con un ragazzino indiano che ha l'età della propria figlia. Tutto molto tradizionale. Non ci fermerete tutte o tutti. È troppa gente, è troppa forza per la vostra debole meschinità.

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Il Piemonte Pride, nato l’anno scorso, cresce contando ora tre appuntamenti cardine. Il Torino Pride, la parata per i diritti delle persone Lgbti, che è da anni la più partecipata manifestazione del territorio dedicata al riconoscimento dei diritti di tutti e che si svolgerà domani 16 giugno; il Novara Pride che si è svolto lo scorso 26 maggio e l’Alba Pride, che dopo il grande successo dell’anno scorso, avrà la sua seconda edizione il 7 luglio.

Durante la conferenza stampa il coordinatore del Torino Pride, Alessandro Battaglia, ha lanciato ufficialmente un appello a tutte le organizzazioni religiose invitandole a scegliere “da che parte stare” e a sfilare alla parata del 16 giugno. 

Si legge nell’appello: «Il Paese che vogliamo non è quello che soffia sul fuoco dell’odio e della paura e sabato 16 giugno manifesteremo e sfileremo liberi, libere, visibili, orgogliosi e orgogliose. Crediamo più che mai che oggi sia arrivato il momento di siglare una “santa alleanza” con tutte quelle organizzazioni che da molti anni lavorano per una società più giusta, aiutando in ogni modo possibile gli ultimi e le ultime. 

Quindi lottare insieme oggi, per noi significa, invitare a superare divisioni e invitare a sfilare insieme sabato pomeriggio al Torino Pride anche tutte le organizzazioni di matrice cattolica o religiosa in generale, consapevoli di quanto questo possa significare. 

Dire no, insieme, ai razzismi, all’odio, alla paura e all’omotransfobia è diventato elemento dirimente. Cercare di portare la cultura della non discriminazione può e deve passare anche da un Pride che come tutti e tutte sanno, oggi è la manifestazione inclusiva per eccellenza che ha come “dogma” l’accoglienza di tutte e tutti. Sabato scorso il Roma Pride ha subito pesanti attacchi da chi, il giorno, dopo sventolava la bandiera dei porti chiusi. Anche a loro dobbiamo rivolgerci per aiutare le coscienze a svegliarsi».

Fra gli appuntamenti più significativi della Pride Week il concerto di Viola Valentino (14 giugno, ore 21.30, ingresso gratuito) all’Evergreen Fest (Parco della Tesoriera, 8/22 luglio), la mostra/racconto dedicata a Ottavio Mai da OFF TOPIC (Via Pallavicino 35) dal titolo Ottavio Mario MAI | 1946 - 1992 | Un inno alla libertà e l’incontro di avvicinamento al Pride per gli studenti organizzato dall’Università degli studi di Torino e dal Politecnico di Torino dal titolo Il patrocinio al Torino Pride e il ruolo dell’università nella lotta alle discriminazioni (15 giugno, ore 17.30; Aula 8I, Corte Interrata del Politecnico di Torino, Corso Castelfidardo 34/A).

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I docenti e gli studenti dei due atenei sfileranno poi ufficialmente alla grande parata del 16 avendo fatto proprio il claim 2018: Nessun Dorma! Un invito a tutti a rimanere vigili, ad adoperarsi per salvaguardare i diritti acquisiti e a lottare per tutti quei diritti, invece, ancora anacronisticamente negati. 

Il Piemonte Pride può contare sul sostegno di alcuni sponsor privati: esso si svolge con il sostegno e i patrocini della Regione Piemonte, del Consiglio regionale, della Città metropolitana di Torino, delle Province di Novara e di Cuneo nonché delle Città di Torino e Alba.

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Frequento il Salone internazionale del Libro di Torino sin dalla sua nascita e credo di poter affermare senza remora alcuna che quella di quest’anno è l’edizione più Lgbti di sempre: da tre anni la Regione Piemonte e il Coordinamento Torino Pride hanno dato vita al primo spazio dedicato ai diritti Lgbti e non solo.

Il Premio FUORI!, dedicato all’editoria di genere e fondato da Angelo Pezzana, verrà consegnato oggi a Edmund White in seno alla kermesse libraria torinese anche grazie alla preziosa collaborazione del direttore Nicola Lagioia. Manni, pilastro  dell’editoria pugliere, presenterà Mio figlio in rosa di Camilla Vivian: un romanzo il cui sottotitolo Ti senti maschio o femmina? Io mi sento io credo parli da solo (consigliatissimo!). Questi solo alcuni tasselli del Salone del Libro “arcobaleno”.

Sono particolarmente contento che proprio in questo contesto venga ufficialmente lanciata LiberaMente, la nuova collana editoriale di Robin – Biblioteca del Vascello che ha l’ambizione di raccogliere testi – siano essi di saggistica o narrativa; italiani o stranieri – che propongono temi legati al mondo Lgbti assenti o poco approfonditi sulle pagine dei libri. Volumi per riflettere e per accendere il dibattito. Volumi che vogliono aprire una strada che poi, speriamo, possano percorrere in tante e in tanti. 

E sono anche particolarmente contento che a parlarne su Gaynews possa essere proprio io che la collana l’ho ideata insieme a Carola Messina, presidente della storica sigla editoriale romano/torinese.

In questa sfida con noi c’è un comitato scientifico nel quale siedono diversi esperti e grandi amici: il coordinatore del Torino Pride Alessandro Battaglia, il responsabile dei progetti speciali della Fondazione Merz Silvano Bertalot, il creativo Andrea Curti, onnivoro di letteratura Lgbti internazionale, l’esperta di editoria Giulia Gabotto, oggi a Il Corriere della Sera, e Donata Prosio coordinatrice del Torino Pride prima di Alessandro. Tutte persone che lottano da anni contro le discriminazioni di genere e che, per questo, hanno accolto la sfida di lavorare con noi a un progetto libero dallo schema del genere… anche letterario.

Il logo della collana, ideato da Francesca Cerritelli e caratterizzato dalla purezza cromatica "senza esitazione" che rimanda all’arcobaleno,  “gioca” con le lettere L G B T: l'oggetto e il soggetto in totale sincronia con lo spazio. Stilemi che si confermano e si rafforzano nel momento in cui l'osservatore va alla loro ricerca tra significati e mutevoli forme.

Inauguriamo la collana con due testi molto diversi fra loro ma nei quali crediamo molto: Il Nuoro e gli #altri di Rita De Santis, presidente onoraria di Agedo, e La parola alle Amazzoni - Scenario artistico-letterario da Lesbo a Hollywood di Giorgia Succi che verranno presentati al Salone presso l’Arena dei Diritti della Regione Piemonte questa sera alle 18:00. Alla presentazione interverranno con le autrici anche altre due amiche: Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni le prime due mamme a cui è stato consentito di registrare il proprio figlio nato in Italia . 

I due libri:

Il Nuoro e gli #altri

Se avete voglia di vivere qualche giorno all’ombra del dubbio, allora dovete assolutamente fare la conoscenza del Serranus Tortugarum un pesce che, fortunatamente, possiede un nome preciso tra le variegate famiglie ittiche. Invece altre persone che, insieme a lui, entreranno nel vostro immaginario, non hanno al momento una denominazione precisa perché i linguisti non sono ancora riusciti a studiare delle possibili varianti per i molteplici nuclei familiari che si animano sotto gli #altri. Una convinzione però si farà strada nello sbalordito lettore, ovvero che la natura e la storia sono cose diverse da come le viviamo quotidianamente.

Spessissimo, scambiamo per naturale ciò che è consuetudine e per storia quello che ci viene tramandato dai vincitori. Vi accorgerete, continuando nella lettura, che anche gli anatemi religiosi sono completamente fuori posto, perché Dio altro non può essere che amore e inclusione e i libri sacri, letti senza la lente del bigottismo, forse ci vorrebbero insegnare la bellezza del dono e della felicità. Possono i “diversi” aspirare a questa felicità oppure resteranno sempre figli di un Dio minore?

Voglio credere di sì e, attraverso questo libro, cercare di dare una mano affinché questo avvenga. Come dice la mia amica Barbara X nel suo romanzo Resistenze: «Ma il tempo leviga le montagne, e le onde modellano le rive. Ci vuole pazienza. L’uomo è un bruscolino, la ragione è nulla. Alla fine il sole vincerà».

L’autrice, Rita De Santis, nasce a Termoli, il 24 maggio 1938. Donna eclettica, ha una vita non facilmente riassumibile. Ciò che resta costante in lei è la lotta per i diritti civili che porta avanti con determinazione. Vive in provincia di Brescia e d’estate si trasforma in artista di strada per le ripide scale di Apricale. 

La parola alle Amazzoni - Scenario artistico-letterario da Lesbo a Hollywood

«Le donne di lettere sono quasi del tutto sconosciute le une alle altre, eccetto ogni tanto per il nome», scriveva Natalie Clifford Barney a Colette negli anni '20 del secolo scorso. Quando nel 1927 fondò l’Académie des Femmes lo fece perché le donne potessero conoscersi, riconoscersi e celebrarsi. La parola alle Amazzoni ha lo stesso intento e ripercorre la storia delle donne lesbiche, la loro rappresentazione e visibilità storica, letteraria, e artistica. Pone al suo centro le donne, la loro parola e il loro desiderio di essere individui completi e indipendenti dallo sguardo maschile ed etero-normativo. Perché se Saffo è indiscutibilmente la prima donna a noi giunta che cantò l’amore e il desiderio tra donne, non fu certamente l’ultima. 

Giorgia Succi è nata a Torino, ma le piace cambiare spesso residenza. Laureata in Lettere e con un master in femminismo, ritiene da sempre fondamentale la diffusione pubblica della storia e del genio delle donne. Seguace di Saffo per passione e vocazione, adora riscoprire e celebrare le fiere Amazzoni che hanno popolato la terra per migliaia di anni.

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Il 20 aprile, giorno di inizio del Lovers Film Festival, ricorre un anniversario importante per la comunità Lgbti e non solo: nel 2017, infatti, gli Champs-Élysées a Parigi sono stati scenario di un terribile attentato terroristico che ha portato alla morte di un agente, Xavier Jugelé, componente da diversi anni di Flag!, l'associazione Lgbtq della polizia e della gendarmeria francese.

Lovers, non senza commozione, ha deciso di ricordare questo triste episodio durante la cerimonia di inaugurazione con il cortometraggio Xavier, a lui ispirato, di Jo Coda.

«I Film che cambiano la vita credo continui a essere il leitmotiv che ci accompagna, caparbiamente voluto non solo da chi dà tutto se stesso per giungere a questi risultati - la squadra di lavoro per esempio che si prodiga con amore - ma anche tutte le istituzioni politiche e culturali che continuano a sostenerci». Con questi pensieri il presidente Giovanni Minerba si appresta a iniziare il 33° Lovers Film Festival, il più antico festival Lgbtqi d’Europa.

Gli fa eco la direttrice Irene Dionisio, visibilmente commossa, con questa parole: «Come ricorda già il nostro nome è l’amore che muove tutto. L'amore che Giovanni Minerba, fondatore con Ottavio della rassegna e ora presidente, ha portato in sala con I film che cambiano la vita e che spinge l’intera squadra a proseguire in questa avventura. Un'avventura a volte dolce ed entusiasmante, a volte aspra e piena di difficoltà, ma con moltissimi compagni di strada che credono nella domanda Da Sodoma a…?.

Con il desiderio di portare avanti un discorso sul cinema e la vita, senza sconti, credendo che la cultura sia un mezzo di elevazione estetica e spirituale ed i festival organismi che vivono di persone e sentimenti e non di algoritmi perfetti». Una sintonia perfetta, dunque, tra Minerba e Dionisio, come s'evince anche dalla bella intervista congiunta concessa oggi a Daniela Lanni de La Stampa.

Il festival si concluderà il 24 aprile presso la Multisala Cinema Massimo: sarà un festival cinefilo, ma anche militante e pop, e si concentrerà sul tema dei diritti Lgbtqi attraverso i concorsi cinematografici, gli eventi speciali e Off.

Madrina d’eccezione del festival sarà Valeria Golino: una delle più amate attrici, registe e produttrici italiane, protagonista, ai più alti livelli, del panorama cinematografico internazionale. Ospite d’onore, invece, Robin Campillo, ultimo vincitore del Gran Prix a Cannes e vincitore della Queer Palm con un omaggio e una masterclass a numero chiuso in collaborazione con Franck Finance-Madureira, presidente e fondatore della Queer Palm di Cannes.

Come da tradizione Lovers non avrà come protagonista solo il grande cinema internazionale ma anche la musica: saranno infatti ospiti della rassegna Francesco Gabbani, Nina Zilli e l’”icona gay” Immanuel Casto.

Infine due grosse novità per il 2018.

Lovers Goes Industry, cioè il primo spazio di incontro e di confronto dedicato all’industria cinematografica Lgbtqi che nasce grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Drugantis e al supporto di Compagnia di SanPaolo.

E il Focus Pride: un’iniziativa speciale nata in seguito alla collaborazione - avvenuta durante la 32° edizione – con il Coordinamento Torino Pride, che ha portato all’individuazione di quattro parole chiave alle quali sono state abbinate quattro pellicole. Il focus sarà introdotto da un approfondimento dedicato al modo in cui i media rappresentano le persone LgbtqI a cura di Diversity, l'associazione fondata da Francesca Vecchioni.

Madrina della sezione sarà Monica Cirinnà a cui sarà consegnato, lunedì il 23 aprile, il premio Milk.

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Esce oggi in varie città italiane The Constitution – Due insolite storie d’amore di Rajko Grlić. Pellicola distribuita nel nostro Paese da Cineclub Distribuzione.

A Torino l’appuntamento è domani alle 21,15 al Cinema Esedra con il presidente del Lovers Film Festival (Torino, 20/24 aprile) Giovanni Minerba e con il coordinatore del Torino Pride Alessandro Battaglia, che introdurranno la proiezione. Per avere diritto al biglietto ridotto la “parola d’ordine” è Coordinamento.

The constitution

Intolleranza e odio non sono concetti sconosciuti in Europa. Negli ultimi anni è come se si stesse diffondendo una nuova ondata di intolleranza, ideologie accecanti e fanatismo. Un odio aggressivo tra diverse nazioni e religioni, tra nativi e immigrati, tra chi ha e chi non ha...”

“Voglio raccontare cose difficili con un sommesso sorriso sulle labbra, con il calore affettuoso che si può provare anche per i personaggi più negativi. Solo allora potrò raggiungere coloro che la pensano diversamente e vedono le cose in modo differente, coloro che odiano a priori e che non mettono mai in dubbio l’odio che provano.”

Queste dichiarazioni del regista Rajko Grlić potrebbero bastare per andare con fiducia a vedere questo bellissimo film che racconta la Croazia attraverso il personaggio principale, Vjeko, un insegnante di scuola superiore che ha dedicato tutta la sua vita allo studio della lingua e alla storia della nazione.

Vjeko è omosessuale. Vive in un appartamento nel centro di Zagabria con il padre che, durante la seconda guerra mondiale, era un ufficiale dell’esercito fascista croato e ora è costretto a letto da oltre sei anni.

Ma i suoi giorni passano nel ricordo dell’amore della sua vita, il violoncellista Bobo, che lui celebra attraverso un “rito” quasi quotidiano, notturno, nelle passeggiate a notte fonda vagando per le vie di Zagabria vestito da donna.

Una notte un gruppo di uomini lo ferma, lo picchia e lo abbandona in strada privo di sensi. In ospedale incontra Maja, un’infermiera che abita nel seminterrato del suo stesso palazzo. La donna lo riconosce e inizia a prendersi cura di lui e di suo padre. In cambio Vjeko accetta di aiutare il marito di Maja, il poliziotto Ante, a preparare un esame sulla Costituzione croata. La storia di tre persone molto diverse tra loro, e che, inaspettatamente e contro la loro volontà, si ritroveranno unite e dipendenti l’una dall’altra.

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Il 9 aprile si svolgerà la conferenza stampa e verrà svelato l’intero programma della 33° edizione del Lovers Film Festival di Torino (20/24 aprile) - le cui madrine saranno Valeria Golino e la senatrice Monica Cirinnà - ma i due nomi che sono stati annunciati oggi e ieri danno già una chiara fotografia dell’enorme lavoro svolto in questi mesi dal presidente Giovanni Minerba, dalla direttrice Irene Dionisio, dai selezionatori e da tutto lo staff del festival. 

Notizia fresca fresca e che sta agitando gli animi pacati degli abitanti del capoluogo subalpino è la presenza a sorpresa di Rupert Everett il 10 aprile alle 21:00 al Cinema Massimo per l’anteprima nazionale del film The Happy Prince - L’ ultimo ritratto di Oscar Wilde - di cui è interprete e regista -, promossa dal 33° Lovers Film Festival e dal Museo Nazionale del Cinema. La pellicola prodotta da Palomar e distribuita da Vision Distribution sarà nelle sale italiane dal 12 aprile 2018. Biglietto unico di ingresso riservato ai maggiori di 18 anni a 3 euro.

La serata sarà introdotta dal saluto di Rupert Everett, della presidente del Museo Nazionale del Cinema, Laura Milani, e del presidente e della direttrice del Lovers Film Festival, Giovanni Minerba e Irene Dionisio. Il divo sarà anche protagonista di un dibattito dopo la proiezione del film.

Ieri è stata invece annunciata la presenza alla serata di apertura del festival, che si svolgerà il 20 aprile alle 20:30 presso la Sala 1 del Cinema Massimo, Francesco Gabbani che eseguirà un mini set acustico. ll celebre cantautore, molto amato dalla comunità Lgbti, ha vinto il Festival di Sanremo nel 2017 con Occidentali’s Karma che ha ottenuto 5 Dischi di Platino; il video, con più di 185 milioni di visualizzazioni, ha superato molti record ed è stato il video di un artista italiano più visto nel nostro Paese nel 2017. 

Ora non resta cha attendere il 9 per conoscere tutto il resto. Appuntamento a Torino dal 20 al 24 aprile

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