Feb 24, 2017 Last Updated 1:58 PM, Feb 23, 2017

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23-02-2017 Valerio Mezzolani

Non ancora definitiva la revoca dei fondi Unar ad Anddos: ANSA pubblica la rettifica

(ANSA) - ROMA, 23 FEB - I fondi all\'associazione Andoss non sono stati ancora annullati: al momento...

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17-02-2017 Valerio Mezzolani

Ovaria, la \"cura\" omeopatica per \"guarire\" le lesbiche

Da Wired.it (15/2/2017) Curare l’omosessualità femminile con un trattamento omeopatico. Potrebbe se...

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06-02-2017 Valerio Mezzolani

Torino: il vescovo polemizza sulle unioni civili in occasione di un funerale

Da Repubblica Torino (4/2/2017) “L\'arcivescovo dovrebbe soltanto vergognarsi. Mi spiace dover dire...

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29-01-2017 Valerio Mezzolani

Irpinia: primo bagno a genere neutro e cittadinanza onoraria a coppia gay

Articolo tratto da IrpiniaNews.it (20/01/2017) Mai come negli ultimi tempi il pellegrinaggio da Mam...

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23-01-2017 Valerio Mezzolani

Milano, due ragazzi gay picchiati fuori da una discoteca

Da Milano Today (23/01/2017) MILANO - Michele ha il naso rotto, sbriciolato. A Marcello è andata pe...

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19-01-2017 Valerio Mezzolani

Chelsea Manning graziata, ma per Avvenire è ancora \"Bradley\"

La notizia dell\'ultimo atto del presidente uscente degli Stati Uniti uscente, quello di graziare Ch...

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09-08-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili a Bolzano: …

Da Alto Adige (9/8/2016) Unioni civili, monta la polemica. Mentre in diversi comuni italiani come M...

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24-02-2016 GayNews

Il testo del maxiemendamento d…

  Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convi...

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21-02-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili, i funzionari de…

Di Primo Di Nicola e Antonio Pitoni, da Ilfattoquotidiano.it (19/2/2016) In un post su Facebook la ...

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17-12-2015 GayNews

Grillini (Gaynet), Unioni civi…

Finalmente, è il caso di dire, dopo mille rinvii approda in aula in Senato il 26 gennaio il Pdl sull...

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22-10-2015 GayNews

(EMILIA ROMAGNA) SCUOLA TEORIA…

IN REGIONE STOP A RISOLUZIONI FI-LEGA, "TOLGONO FIGLI A FAMIGLIE" (DIRE) Bologna, 22 ott. - Scontro ...

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18-10-2015 GayNews

Governo frena su unioni civili…

Pace fatta con Alfano. Ma duri i vescovi, 'Famiglia all'angolo' (di Milena Di Mauro) (ANSA) - ROMA, ...

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GayNews

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(AGI/AFP) - Canberra, 14 set. - Nuovo cambio alla guida del governo in Australia, il quinto in otto anni. Il premier conservatore, Tony Abbott, si dimette dopo essere stato sfiduciato dal suo partito che gli ha preferito come leader lo 'sfidante' e ministro delle Comunicazioni, Malcom Turnbull.
Quest'ultimo, un miliardario ed ex avvocato che ha gia' guidato il Liberal Party nel 2008, ha ottenuto 54 voti dai colleghi di partito, contro i 44 di Abbott, e diverra' quindi primo ministro dell'esecutivo di coalizione.
Abbott - premier dal 2013 e piuttosto impopolare nei sondaggi - era riuscito a sopravvivere a una mozione di sfiducia nel febbraio scorso ma ne era uscito fortemente indebolito. Il primo ministro era stato criticato per una serie di tracolli elettorali e per la legge di bilancio, che aveva provocato una vera e propria rivolta in Parlamento. Fautore di una politica neo-liberista, aveva inoltre assunto posizione oltranziste su temi come l'immigrazione, verso cui aveva scelto il pugno duro del respingimento dei barconi.
"Abbiamo bisogno di un diverso stile di leadership", ha affermato, presentando la mozione contro di lui, il 60enne Turnbull, che si presenta come un moderato ma con aperture su qestioni sociali, come i matrimoni gay.
Nell'attuale situazione politica australiana, chi guida il Liberal Party diventa di fatto premier in quanto capo della coalizione di centrodestra che sostiene l'esecutivo. Non e' tuttavia raro che il leader di un partito venga contestato da un 'rivale' che richiede un voto di sfida (il cosiddetto leadership spill); l'ultima volta era successo alla premier laburista Julia Gillard, sconfitta da Kevin Rudd. (AGI) Rmi/Sar 141458 SET 15 .

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A questo giro ci sarà ancora qualcuno che dice che non bisogna reagire per "non fargli pubblicità" o si organizzeranno sacrosante risposte agli omofobi?...ndr

 

Organizzate una serie di mobilitazioni in tutta Italia (ANSA) - ROMA, 12 SET - "Nonostante l'ostruzionismo in aula e nonostante cresca di giorno in giorno, in numeri e in consapevolezza, il popolo che vuole difendere la centralita' e l'essenza dell'uomo, il Governo nelle ultime settimane ha annunciato piu' volte l'intenzione di approvare il ddl sulle cosiddette unioni civili entro il 15 ottobre". Lo affermano "Le sentinelle in piedi" che aggiungono: "abbiamo denunciato piu' volte si tratta di un provvedimento che equipara le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio e apre alla pratica abominevole dell'utero in affitto. Questo testo inoltre prevede che uno dei due partner dell'unione possa adottare il figlio biologico dell'altro, privando cosi' il bambino dei suoi legami con chi lo ha generato. La senatrice Monica Cirinna', relatrice del testo, in aula al Senato aveva ammesso che lo stesso testo costituisce "un passo iniziale verso lo scardinamento, che gia' esiste nella nostra societa', della famiglia tradizionale fondata su un uomo e una donna". A tutto questo abbiamo detto no piu' volte nelle piazze, siamo diventati testimoni nelle nostre case, sui luoghi di lavoro, incontrando, risvegliando altri cuori sopiti e generando un'amicizia laica aperta a ogni persona che voglia seguire la voce della coscienza e non soccombere a questo programma ideologico contro l'uomo".
Le sentinelle in piedi auspicano una nuova, grande, mobilitazione di popolo, e annunciano che non smetteranno di vegliare nelle piazze di tutta Italia: "non smettiamo di resistere, non smettiamo di svegliare le coscienze sopite con la forza del silenzio". Questi gli appuntamenti organizzati, a partire da domani, domenica 13 settembre, quando saranno a Taranto, Piazza della Vittoria ore 18.30 Sabato 19 Settembre, Civitanova Marche, Piazza XX Settembre ore 17.30 Venerdi' 25 Settembre, Genova Boccadasse, Corso Italia ore 18 Venerdi' 25 Settembre, Bari, Piazza del Ferrarese ore 19 Sabato 26 Settembre, Bergamo, Sentierone ore 18 Domenica 4 Ottobre, Roma, Piazza Montecitorio ore 16 Domenica 11 Ottobre, Ravenna, Piazza San Francesco ore 16.
(ANSA).


12-SET-15 15:55

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KIEV, 12 SET - Elton John ha lanciato un appello agli imprenditori ucraini perche' accettino gli omosessuali nei posto di lavoro, sottolineando che le politiche "ideate per reprimere i cittadini Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) ostacolano lo sviluppo economico".
La pop star britannica, dichiaratamente Gay, ha parlato a centinaia di uomini d'affari e leader politici ucraina in un forum a Kiev, mostrando loro degli studi secondo cui le economie emergenti che tutelano i diritti degli omosessuali hanno un piu' alto tasso di crescita pro-capite. "Essere tolleranti e inclusivi non soltanto una cosa giusta da fare moralmente, per la nuova Ucraina e' anche la cosa piu' intelligente", ha sottolineato il cantante. (ANSA-AP) ML
12-SET-15 17:49

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Uno di loro: «Nessuno ci ha aiutato». Arcigay: «Troppi pregiudizi»

«VOLEVANO solo picchiarci», e lo hanno fatto. Mercoledì pomeriggio in pieno centro storico tre ragazzi sono stati aggrediti da una «baby gang». IL MOTIVO? Secondo le vittime l'omosessualità. «Stavamo passeggiando - spiega Filippo, una delle persone aggredite - quando tre ragazzi hanno iniziato a gridare offese al nostro indirizzo». Offese di genere. «Noi abbiamo cercato di avvicinarli per chiedere spiegazione - continua il 27enne che ha subìto pugni in faccia e un dito rotto nel tentativo di parare i fendenti -. Ma non è servito a nulla. Ci guardavano con gli occhi di chi vuole solo fare a botte». Nella banda un ragazzo italiano e due amici, probabilmente stranieri. Filippo si è accorto che la situazione stava degenerando quando ha sentito il primo pugno arrivargli sulla tempia. «Poi ho solo cercato di difendermi - racconta, scosso - e prima che mi arrivasse un pugno nell'occhio avevo già il dito spezzato nel tentativo di difendermi». Violenza concentrata in pochi instanti, distillata nei pugni. «La cosa che mi ha fatto impressione - dice il ragazzo - è il viso di quei ragazzini. Volevano solo menare le mani e, soprattutto, giravano per strada con un solo desiderio: passare un pomeriggio a picchiare la gente». Filippo ha sporto denuncia alla polizia di Ferrara e gli agenti hanno aperto un fascicolo per provare a ricostruire la vicenda e ad attribuire responsabilità precise in questa strana storiaccia. «È successo spesso che qualche maleducato mi rivolgesse battute di cattivo gusto, ma mai di essere aggredito fisicamente. La cosa triste è che nessuno ci ha aiutati». Il tema ha scosso il movimento Arcigay di Ferrara che ha preso subito posizione. «Fenomeni inaccettabili - scrivono - che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni, perché il susseguirsi dei numerosi episodi di violenza contro gay e lesbiche contribuisce alla determinazione di un clima di paura e tensione». «L'OMOFOBIA in Italia - spiegano - è un problema istituzionale. C'è un lavoro politico e culturale da fare, dalla formazione nelle scuole al lessico della cosiddetta società civile. Dobbiamo riappropriarci al più presto di una profonda laicità di fronte al tema dei diritti civili e della libertà di orientamento sessuale. Subire un'aggressione da parte di uno sconosciuto è forse l'esperienza più traumatica che una persona possa trovarsi ad affrontare. Per un ragazzo o una ragazza omosessuale la paura di subire una violenza fisica o verbale è sempre latente. È un evento destinato a produrre altri cocci, fisici, psicologici, spesso duraturi, perché in Italia nessuna legge tutela le vittime dall'omofobia. La società odierna è la più spietata di sempre nei confronti delle differenze. È la società del pregiudizio, e rischia di diventarlo anche nella nostra città». Mattia Sansavini Il Resto del Carlino Ferrara

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Uno di loro: «Nessuno ci ha aiutato». Arcigay: «Troppi pregiudizi»

«VOLEVANO solo picchiarci», e lo hanno fatto. Mercoledì pomeriggio in pieno centro storico tre ragazzi sono stati aggrediti da una «baby gang». IL MOTIVO? Secondo le vittime l'omosessualità. «Stavamo passeggiando - spiega Filippo, una delle persone aggredite - quando tre ragazzi hanno iniziato a gridare offese al nostro indirizzo». Offese di genere. «Noi abbiamo cercato di avvicinarli per chiedere spiegazione - continua il 27enne che ha subìto pugni in faccia e un dito rotto nel tentativo di parare i fendenti -. Ma non è servito a nulla. Ci guardavano con gli occhi di chi vuole solo fare a botte». Nella banda un ragazzo italiano e due amici, probabilmente stranieri. Filippo si è accorto che la situazione stava degenerando quando ha sentito il primo pugno arrivargli sulla tempia. «Poi ho solo cercato di difendermi - racconta, scosso - e prima che mi arrivasse un pugno nell'occhio avevo già il dito spezzato nel tentativo di difendermi». Violenza concentrata in pochi instanti, distillata nei pugni. «La cosa che mi ha fatto impressione - dice il ragazzo - è il viso di quei ragazzini. Volevano solo menare le mani e, soprattutto, giravano per strada con un solo desiderio: passare un pomeriggio a picchiare la gente». Filippo ha sporto denuncia alla polizia di Ferrara e gli agenti hanno aperto un fascicolo per provare a ricostruire la vicenda e ad attribuire responsabilità precise in questa strana storiaccia. «È successo spesso che qualche maleducato mi rivolgesse battute di cattivo gusto, ma mai di essere aggredito fisicamente. La cosa triste è che nessuno ci ha aiutati». Il tema ha scosso il movimento Arcigay di Ferrara che ha preso subito posizione. «Fenomeni inaccettabili - scrivono - che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni, perché il susseguirsi dei numerosi episodi di violenza contro gay e lesbiche contribuisce alla determinazione di un clima di paura e tensione». «L'OMOFOBIA in Italia - spiegano - è un problema istituzionale. C'è un lavoro politico e culturale da fare, dalla formazione nelle scuole al lessico della cosiddetta società civile. Dobbiamo riappropriarci al più presto di una profonda laicità di fronte al tema dei diritti civili e della libertà di orientamento sessuale. Subire un'aggressione da parte di uno sconosciuto è forse l'esperienza più traumatica che una persona possa trovarsi ad affrontare. Per un ragazzo o una ragazza omosessuale la paura di subire una violenza fisica o verbale è sempre latente. È un evento destinato a produrre altri cocci, fisici, psicologici, spesso duraturi, perché in Italia nessuna legge tutela le vittime dall'omofobia. La società odierna è la più spietata di sempre nei confronti delle differenze. È la società del pregiudizio, e rischia di diventarlo anche nella nostra città». Mattia Sansavini Il Resto del Carlino Ferrara

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Per la rappresentazione semplice ed onesta dell'identità gender all'interno di un matrimonio, che grazie anche ad una confezione di prim'ordine porterà il proprio importante messaggio ad un pubblico vasto, il Queer Lion 2015 va a The Danish Girl di Tom Hooper.

La giuria del Queer Lion, presieduta dal critico americano Alonso Duralde, e composta da Daniel N. Casagrande, creatore del leoncino queer, e da Marco Busato, delegato generale dell’associazione culturale CinemArte, attribuisce inoltre, eccezionalmente, una Menzione Speciale a Baby Bump di Kuba Czekaj:

per aver trattato le difficoltà di un giovanissimo adolescente ad accettare e comprendere i cambiamenti del proprio corpo, e la complicata ricerca della propria identità sessuale, attraverso lo sguardo libero ed innocente di un bambino, grazie ad uno stile che richiama ed omaggia le onde innovatrici del cinema Polacco e Cecoslovacco degli anni '60.

La giuria del Queer Lion sottolinea infine con soddisfazione la presenza di numerose opere con tematiche e personaggi LGBT all’interno della selezione della 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica; 14 i film in gara complessivamente quest’anno:

  1. Arianna di Carlo Lavagna (Italia, 84’) 12. Giornate degli Autori
  2. Baby Bump di Kuba Czekaj (Polonia, 89’) Biennale College – Cinema
  3. La calle de la Amargura di Arturo Ripstein (Messico/Spagna, 99’) Fuori Concorso
  4. The Danish Girl di Tom Hooper (Gb/Usa, 120’) Venezia 72
  5. Desde allá di Lorenzo Vigas (Venezuela, 93’) Venezia 72
  6. Helmut Berger, Actor di Andreas Horvath (Austria, 89’- documentario) Venezia Classici
  7. Human di Yann Arthus-Bertrand (Francia, 188’ - documentario) Fuori Concorso
  8. In Jackson Heights di Frederick Wiseman (Usa, 190’ - documentario) Fuori Concorso
  9. Janis di Amy Berg (Usa, 115’ - documentario) Fuori Concorso
  10. Lama Azavtani (Why Hast Thou Forsaken Me) di Hadar Morag (Israele/Francia, 94’) Orizzonti
  11. Marguerite di Xavier Giannoli (Francia/Repubblica Ceca/Belgio, 127’) Venezia 72
  12. Na ri xiawu (Afternoon) di Tsai Ming-liang (Taipei Cinese, 137’ - documentario) Fuori Concorso
  13. The 1000 Eyes of Dr Maddin di Yves Montmayeur (Francia, 65’- documentario) Venezia Classici
  14. Spotlight di Thomas McCarthy (Usa, 123’) Fuori Concorso

Baby Bump è visibile in streaming (con sottotitoli in italiano) al seguente link 

http://www.mymovies.it/film/2015/babybump/live/



 

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Al terzo posto il timore delle malattie infettive e delle mts: oggi l'Aids è una malattia che in qualche modo le persone pensano di avere maggiormente 'sotto controllo' rispetto alle altre indagate nella ricerca
 
 
 
Milano, 9 set. (LaPresse) - E' il cancro la malattia più temuta dagli italiani. E' quanto è emerso da un'indagine condotta da Demoskopea per il portale Dottori.it, che ha chiesto a un campione rappresentativo quali fossero le tre malattie di cui hanno più paura. Il cancro è stato messo al primo posto dal 77,2% degli intervistati e le percentuali variano molto poco se si guarda alle singole fasce di età. Al secondo posto delle patologie più temute, con il 47,5% delle risposte, le malattie neurodegenerative, come la demenza o i morbi di Alzheimer e Parkinson. Seguono a poca distanza quelle cerebrovascolari (ictus, embolie), indicate dal 41% degli intervistati.
 
Se questi sono i risultati emersi a livello nazionale dalla media di tutte le risposte, nel confronto tra le fasce d'età e le zone del Paese si sono riscontrate alcune differenze. Tra gli intervistati più giovani, tra i 18 e i 24 anni, al terzo posto delle malattie più temute aleggia lo spettro di quelle infettive, come l'Aids o l'epatite, trasmissibili sessualmente. Se si sale con l'età, tra i giovani della fascia 24-35 anni al terzo posto sono state indicate le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla e l'artrite reumatoide.
 
Anche se si analizzano le risposte in base alla provenienza dell'intervistato, il cancro fa più paura di ogni altra malattia a qualsiasi latitudine. Le cose cambiano quando si parla, ad esempio, di malattie infettive: dall'indagine è emerso che queste spaventano di più al Centro e al Sud, rispetto al Nord (30,5% contro 22%). Le differenze sono presenti anche per quello che riguarda le malattie autoimmuni, più temute al Nord (42,5%) che al Sud (36,3%). Se si parla di impotenza e infertilità, i più timorosi risultano essere gli abitanti delle regioni settentrionali, che hanno indicato questi disturbi nell'8% dei casi contro il 3,9% di chi vive al Sud e nelle Isole.
 
 
"Rispetto anche solo a 20 anni fa - spiega la dottoressa Francesca Santarelli, psicologa e psicoterapeuta - oggi l'Aids è una malattia che in qualche modo le persone pensano di avere maggiormente 'sotto controllo' rispetto alle altre indagate nella ricerca, essendo stati per anni informati sulle sue caratteristiche, sulle modalità di contagio e prevenzione. Le altre patologie in oggetto, invece, spaventano per la loro componente di imprevedibilità. Esse colpiscono chiunque, non sono controllabili, non sappiamo come prevenirle con certezza e le cure non sempre sono del tutto risolutive".
 
alv/scp
091321 Set 2015
 
 
 
 
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Per il 13% dovrebbe essere introdotto gia' all'asilo Roma, 9 set. (AdnKronos Salute) - L'educazione sessuale a scuola non spaventa gli italiani. Secondo il sondaggio della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss), quasi la totalità degli intervistati (98%) è favorevole all'introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole. Per il 13% dovrebbe essere introdotta già all'asilo ma la maggior parte (46%) sceglie le medie. Per il 78% questa materia andrebbe affidata agli specialisti, solo il 14% preferisce i genitori mentre lo 0,14% indica figure religiose. La fotografia scattata dall'indagine condotta dalla Fiss, su un campione di 800 persone, fa parte delle iniziative organizzate in tutte le regioni italiane per la II edizione della Settimana del benessere sessuale, in programma dal 28 settembre al 3 ottobre (www.fissonline.it). 

Il sondaggio ha indagato anche l'opinione del campione sull'età del primo rapporto: il 50% crede sia meglio intorno ai 17-18 anni, l'11% sopra la maggiore età. Anche per le ragazze, secondo gli intervistati, il passo andrebbe fatto a 17 anni. Un capitolo dell'indagine è stato riservato all'omosessualità: questa viene definita dall'83% degli intervistati un orientamento sessuale, ma per l'1,5% è una malattia. Mentre il 4% ha scelto la casella 'altro' in cui sono state inserite risposte come: è una 'deviazione genetica' o 'un fenomeno della società moderna' o infine 'uno sbaglio'.

(Com-Frm/AdnKronos
09-SET-15 12:59 .

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Dati della Fiss per Settimana del benessere sessuale dal 28 settembre al 3 ottobre Roma, 9 set. (AdnKronos Salute) - Ai maschi italiani non piace il preservativo. Secondo l'indagine della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss), chi non usa il profilattico dice che lo fa perché diminuisce il piacere (45%), il 9,5% ammette che ha paura di non mantenere l'erezione nell'indossarlo, l'1% invece rinuncia perché costa troppo. Anche se non usano il profilattico durante il rapporto, gli uomini intervistati sanno che il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili è alto (46,8%) mentre il 28,50% ritiene che sia basso. Quanto al rischio di una gravidanza indesiderata, il 50,7% pensa che l'eventualità sia alta, ma per il
2,93% sarebbe inesistente.

La fotografia scattata dall'indagine condotta dalla Fiss, su un campione di 800 persone, fa parte delle iniziative organizzate in tutte le regioni italiane per la II edizione della Settimana del benessere sessuale, in programma dal 28 settembre al 3 ottobre (www.fissonline.it).  

E le donne? Anche loro, se non usano il preservativo - sottolinea la Fiss - sanno che il rischio contagio di malattie sessualmente trasmissibili è alto (52,43%). Un pericolo 'inesistente' e 'irrilevante' solo per l'1,27% del campione femminile che in assenza di qualsiasi contraccettivo sa che la possibilità di rimanere incinta è alta (62,50%) o altissima (22,46%). Il 44,94% delle donne, a differenza degli uomini, preferisce il preservativo alla pillola (32,49%) e non disdegna i metodi naturali (oltre 10%). Nelle ultime posizioni spirale (2,74%) e anello vaginale (5,27%).

Oltre il 48,62% degli uomini intervistati, inoltre, non conosce metodi di contraccezione femminile. Gli altri (42,66%) sì, ma solo in teoria.
Le donne sanno dell'esistenza di questa alternativa (46,12%) ma molte non mai sperimentata. Il 37,95% non conosce questi sistemi contraccettivi e solo l'1,26% li usa regolarmente.

(Com-Frm/AdnKronos
09-SET-15 11:38 .

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Roma, 9 set. (AdnKronos) - "Con questo ostruzionismo è impossibile rispettare" la data del 15 ottobre per l'approvazione della legge. "A
meno che non si decida di andare in Aula direttamente senza aspettare l'approvazione della commissione". Lo dice la senatrice del Pd Monica Cirinnà, intervistata dal 'Corriere della sera', relatrice del ddl sulle unioni civili.

"Sarebbe una sconfitta per l'istituzione commissione che per definizione è il luogo della dialettica, del dialogo, della mediazione", aggiunge, ma "i senatori che fanno ostruzionismo non accettano alcun tipo di mediazione. Loro non vogliono proprio accettare l'idea delle coppie omosessuali. Non vogliono dare diritti alla coppia. A me non sembra possibile che nel terzo millennio si ragioni così".

(Pol-Red/AdnKronos
09-SET-15 08:41 .

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