Feb 24, 2017 Last Updated 1:58 PM, Feb 23, 2017

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23-02-2017 Valerio Mezzolani

Non ancora definitiva la revoca dei fondi Unar ad Anddos: ANSA pubblica la rettifica

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Ovaria, la \"cura\" omeopatica per \"guarire\" le lesbiche

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Torino: il vescovo polemizza sulle unioni civili in occasione di un funerale

Da Repubblica Torino (4/2/2017) “L\'arcivescovo dovrebbe soltanto vergognarsi. Mi spiace dover dire...

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29-01-2017 Valerio Mezzolani

Irpinia: primo bagno a genere neutro e cittadinanza onoraria a coppia gay

Articolo tratto da IrpiniaNews.it (20/01/2017) Mai come negli ultimi tempi il pellegrinaggio da Mam...

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23-01-2017 Valerio Mezzolani

Milano, due ragazzi gay picchiati fuori da una discoteca

Da Milano Today (23/01/2017) MILANO - Michele ha il naso rotto, sbriciolato. A Marcello è andata pe...

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19-01-2017 Valerio Mezzolani

Chelsea Manning graziata, ma per Avvenire è ancora \"Bradley\"

La notizia dell\'ultimo atto del presidente uscente degli Stati Uniti uscente, quello di graziare Ch...

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09-08-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili a Bolzano: …

Da Alto Adige (9/8/2016) Unioni civili, monta la polemica. Mentre in diversi comuni italiani come M...

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24-02-2016 GayNews

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21-02-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili, i funzionari de…

Di Primo Di Nicola e Antonio Pitoni, da Ilfattoquotidiano.it (19/2/2016) In un post su Facebook la ...

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17-12-2015 GayNews

Grillini (Gaynet), Unioni civi…

Finalmente, è il caso di dire, dopo mille rinvii approda in aula in Senato il 26 gennaio il Pdl sull...

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22-10-2015 GayNews

(EMILIA ROMAGNA) SCUOLA TEORIA…

IN REGIONE STOP A RISOLUZIONI FI-LEGA, "TOLGONO FIGLI A FAMIGLIE" (DIRE) Bologna, 22 ott. - Scontro ...

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18-10-2015 GayNews

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Pace fatta con Alfano. Ma duri i vescovi, 'Famiglia all'angolo' (di Milena Di Mauro) (ANSA) - ROMA, ...

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GayNews

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(DIRE) Bologna, 1 set. - Il Consiglio regionale veneto dice "no" all'introduzione nelle scuole di "ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l'ideologia gender". Oggi, infatti, col voto della maggioranza (e il voto contrario di Pd, M5s...) il Consiglio ha approvato una mozione di Sergio Antonio Berlato (Fratelli d'Italia) che chiede appunto di non introdurre la teoria gender nelle scuole. Nel documento si chiede alla Giunta regionale di "intervenire nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione perche' non venga in alcun modo introdotta la teoria del gender", perche' "venga rispettato il ruolo prioritario della famiglia nell'educazione all'affettivita' e alla sessualita', riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell'articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". Per il consigliere Fdi e dunque per la maggioranza di Palazzo Ferro Fini, bisogna coinvolgere gli enti rappresentativi dei genitori e delle famiglie "in ogni strategia educativa della scuola rispettando, sia nei contenuti che nelle modalita' di elaborazione e diffusione, il diritto fondamentale della famiglia".
Allo stesso modo, le famiglie devono essere coinvolte nella "predisposizione dei progetti sull'affettivita' e sulla sessualita' e nell'opera di educazione, rendendo i loro contenuti trasparenti ed evitando il contrasto con le convinzioni religiose e filosofiche dei genitori". Infine, deve essere oggetto di "spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all'articolo 29, privilegia la famiglia come 'societa' naturale fondata sul matrimonio', della quale riconosce gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione".
Il documento e' stato sottoscritto anche dal capogruppo Fi Massimiliano Barison, convinto che si tratti di "una questione sentita in Veneto, con famiglie preoccupate che si introducano queste teorie, ma le ostacolino".

L'ok e' arrivato poi anche dalla Lega nord e dalla Lista Zaia, mentre ha visto la ferma opposizione del Pd e del M5s. La capogruppo dem, Alessandra Moretti, nel suo intervento, si chiede "se Berlato e' mosso da malafede, da semplice ignoranza o da fervore ideologico". E' vero, aggiunge, che "bisogna fare attenzione quando si parla di bambini, ma si sta montando un caso sul nulla, per attaccare riforma de La buona scuola, che non presenta nessun elemento sul gender. Insomma stiamo parlando del nulla". Per Moretti, dunque, "si vuole imporre una mistificazione, anche perche' i figli non vivono in una campana di vetro e devono conoscere le diversita'".
Stefano Casali (Lista Tosi), che invece e' favorevole, assicura che "l'opinione pubblica si e' allarmata" e quindi e' "bene che ci siano mozioni preventive", mentre e' di tutt'altro avviso Nicola Berti (capogruppo M5s). "Se e' vero- afferma in aula- come e' scritto nel documento, che "i risultati delle indagini sociologiche dimostrano come ritardare l'inizio dell'attivita' sessuale e ridurre il numero di partner aumenti le possibilita' di intrattenere relazioni stabili e riduca i problemi psicologici quali la depressione, specialmente nelle ragazze", allora, ironizza, "apprendo che le suore sono la categoria piu' felice al mondo. Mi stupisco che non si scriva che la masturbazione rende ciechi". La mozione, comunque, viene approvata a maggioranza.
(Asa/ Dire
19:37 01-09-15 .

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Su "Chi" il racconto fotografico della cerimonia Roma, 1 set. (askanews) - "Adesso cambia tutto. Cambia perché ci siamo dati un ruolo riconosciuto nella società (in una società, attenzione, la nostra, quella italiana, dove non è ancora consentito essere marito e marito). E poi, da questo momento il gioco è diventato ufficiale, non siamo più una coppia di fidanzati, siamo una famiglia". Così Giovanni Scialpi ha raccontato in esclusiva al settimanale "Chi", in edicola mercoledì 2 settembre, le emozioni provate dopo essersi unito in matrimonio a New York con il compagno Roberto Blasi. "Certo, noi un ménage familiare ce l'avevamo già", dice Scialpi a "Chi". "Ma c'è in più quella grandissima soddisfazione di poter dire: "E' mio marito". E questa è una emozione che io non avevo mai provato prima nella vita. E' importante per una persona poterlo dire, con fierezza e con amore, e trovare così il proprio posto nel mondo.
E' una battaglia che abbiamo combattuto e, ufficializzando la nostra unione (spero) abbiamo vinto". "Il nostro matrimonio è importante anche per ragioni oltre che emotive, anche molto pratiche", fa eco a Scialpi Roberto Blasi. "Perché abbiamo intenzione di trasferirci qui in America per aprire un'attività alberghiera. Io in Italia ho avuto un hotel per dodici anni. Ora vogliamo aprire a Los Angeles un piccolo Hotel. E qui essere sposati ha valenza piena, ci sono tante di quelle tutele che in Italia purtroppo mancano".
Adx 011154 SET 15
4 SET 15
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Tribunale contro funzionario che non vuole sposare omosessuali
New York, 1 set. (askanews) - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha negato alla cancelliera di una contea del Kentucky il diritto di continuare a rifiutare le licenze matrimoniali alle coppie omosessuali, in nome della libertà religiosa. A giugno, il massimo tribunale statunitense ha sancito, nel caso Obergefell contro Hodges, che il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un diritto garantito dalla Costituzione statunitense, estendendo quindi a tutti gli Stati del Paese l'obbligo di permettere a due persone dello stesso sesso di sposarsi e di riconoscere i matrimoni omosessuali contratti in qualsiasi parte della nazione.

Il nuovo caso, Davis contro Miller, ha dato alla Corte la prima opportunità di valutare il diritto dei funzionari statali di non applicare la sentenza del caso Obergefell per motivi religiosi.
Subito dopo la decisione dei giudici, a giugno, gli Stati e i funzionari conservatori avevano subito promesso battaglia: il primo era stato il Texas, appellandosi al Primo emendamento, che garantisce la libertà religiosa.

Il caso su cui si è espressa ieri la Corte Suprema riguarda Kim Davis, cancelliera eletta nella contea rurale di Rowan, in Kentucky, contraria alla disposizione data dal governatore democratico Steve Beshear di concedere la licenza matrimoniale alle coppie omosessuali. Davis ha dichiarato che la sua fede apostolica le vieta di apporre la firma su un documento che permette a due persone dello stesso sesso di sposarsi. Per questo, aveva deciso di non concedere più licenze matrimoniali, nemmeno alle coppie eterosessuali, venendo così citata in giudizio da due coppie eterosessuali e due omosessuali.

Dopo che un tribunale federale le ha ordinato di concedere le licenze, decidendo comunque di sospendere la sua decisione fino a oggi, la donna ha chiesto la scorsa settimana un'estensione della sospensione, negata sia dallo stesso giudice, sia da un tribunale d'appello. Di qui la necessità di rivolgersi subito alla Corte Suprema. "Questo violento atto di convalida echeggerebbe per sempre nella sua coscienza" ha detto il suo avvocato davanti alla Corte. Davis, secondo il legale, non dovrebbe essere messa nella condizione di dover scegliere tra la sua fede religiosa e il suo lavoro, tanto più che le coppie omosessuali possono ottenere la licenza altrove.

La Corte Suprema, però, ha commentato che "non si può argomentare che sia nel suo diritto non agire in conformità della Costituzione. Ci sono poche o nessuna possibilità che la sua tesi possa prevalere in appello". La decisione della Corte Suprema, infatti, non mette fine alla battaglia di Davis, visto che il suo caso è ancora in attesa davanti alla Corte d'appello per il sesto circuito, la stessa che ha già permesso a Kentucky, Michigan, Ohio e Tennessee di bloccare i matrimoni tra persone dello stesso sesso, prima della decisione, a giugno, della Corte Suprema. Nel frattempo, l'ufficio di Davis dovrà rilasciare le licenze matrimoniali.

La Human Rights Campaign ha apprezzato la decisione della Corte:
"La signora Davis ha il diritto di credere in quello che vuole, ma come pubblico ufficiale non ha il diritto di scegliere quali leggi rispettare o quali servizi assicurare".

A24-Pca
011352 SET 15

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'Vogliamo il matrimonio egualitario, nessuna svendita diritti' (ANSA) - ROMA, 31 AGO - "L'unica legge che puo' avere il nostro consenso e' quella che autorizza il matrimonio egualitario": le principali associazioni lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) replicano cosi' alle "diverse interpretazioni" circolate in questi giorni sul ruolo politico che stanno svolgendo rispetto alla discussione sul ddl Cirinna' sulle unioni civili.
Premesso dunque che loro vogliono una legge che estenda alle famiglie costituite da persone omosessuali e transessuali tutti i diritti e i doveri riconosciuti oggi alle famiglie cosiddette tradizionali, Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Certi Diritti, Equality e Famiglie Arcobaleno precisano che il progetto di legge del Pd sulle unioni civili 'alla tedesca' non e' il loro orizzonte e non e' frutto di alcuna mediazione tra le stesse associazioni e il Pd. Hanno risposto, spiegano, all'invito a partecipare a un tavolo istituito dalla segreteria del Pd, la cui "unica funzione e' stata quella di informarci sulle decisioni che via via assumeva il partito di governo e i relativi passaggi parlamentari" e che di fronte al fatto che "il Pd ha ripetutamente affermato che il testo Cirinna' era il massimo della mediazione possibile e di privilegiare la via parlamentare a quella della iniziativa di governo per evitare mediazioni al ribasso", le associazioni hanno sempre preso atto e ribadito testardamente la loro posizione sul matrimonio egualitario.
"Il testo base votato dalla Commissione Giustizia del Senato rappresenta per noi gia' una mediazione al ribasso consumatasi all'interno del Pd, ne abbiamo evidenziato piu' volte la visione arretrata rispetto a quello che sta avvenendo nel mondo.
Ricordiamo a tutti i risultati del referendum in Irlanda e la decisione della Corte Suprema Usa. Quel testo comunque, se rimarra' intatto, puo' rappresentare un primo timido passo in avanti, per questo abbiamo deciso di non innescare una campagna sociale contraria al provvedimento".
"Le associazioni lgbt non partecipano a tavoli di svendita dei diritti e di arretramento rispetto all'obiettivo del matrimonio egualitario" concludono. (ANSA).

AB
31-AGO-15 16:39

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Mercoledì ddl Cirinnà a esame commissione Giustizia Senato Roma, 31 ago. (askanews) - Alla fine sarà la libertà di coscienza a offrire la via di fuga, quell'appiglio solido al provvedimento sulle unioni civili che un accordo politico impossibile, tra il composito mondo del Pd e quello altrettanto articolato di Area popolare, non potrebbe offrire alla maggioranza su questo tema, se non mettendo a serio rischio la sua stessa tenuta.
E' questo il quadro che va delineandosi e che con tutta probabilità troverà conferma a partire dai prossimi giorni al senato, dove il ddl Cirinnà è all'esame della Commissione giustizia, i cui lavori riprenderanno da mercoledì prossimo.
Dopo un lungo e stretto scambio di dichiarazioni tra esponenti di vario rilievo di Pd e Ap, a saggiare il terreno su cui poter condurre la propria battaglia, lo schema sembra potersi comporre su questa soluzione.
Le dichiarazioni di oggi del leader Ncd Angelino Alfano, che in una intervista al Corriere della sera rimarca come l'argomento delle unioni civili non fa parte del programma di governo e quindi non c'è alcun vincolo di maggioranza e impegno a votare il ddl, toglie in buona sostanza numerose castagne dal fuoco oltre che a se stesso, anche a Renzi.
Sul fronte dei moderati, Ncd si smarcherebbe dal rischio di estremizzare le posizioni verso quelle degli oltranzisti come Giovanardi, Sacconi, Roccella, Pagano, Formigoni, con la conseguenza di lasciar campo libero alla possibilità di spazi di accordo e avvicinamento del Pd con il Movimento 5 stelle.
Un'eventualità che rappresenterebbe un clamoroso autogol politico, prima ancora che il rischio di giungere a una normativa sulle unioni civili ancora meno favorevole alle posizioni Ap di quanto lo possa essere ora.
Anche l'annunciato (prima delle ferie) incontro tra i gruppi Ap di Camera e Senato con Alfano per fare il punto sulle unioni civili resta sfuocato sullo sfondo. Per il momento nessuno ne parla e non se ne sa nulla. Meglio risparmiare le forze per fare il punto su dove e con chi devono andare i moderati nel loro futuro politico, fanno notare alcuni.
La situazione non è meno complessa in casa Pd. L'intesa "ci sarà", continua ad assicurare il premier, che non potendosi alienare l'appoggio del mondo cattolico agirà senz'altro nelle modifiche a chiarimento che le unioni civili non sono equiparate al matrimonio. Resta da verificare se potrà offrire qualche ulteriore spazio di avvicinamento, senza inimicarsi l'ala più progressista.
Del resto anche in casa Forza Italia la libertà di coscienza è un approccio già delineato, che offre scampo a chi come ad esempio il senatore Malan non ci pensa proprio a recedere dalle proprie posizioni e da chi ha invece atteggiamenti più morbidi.
In un quadro di questo genere allora anche le convergenze tra Pd e M5s, o anche Sel, o gli appoggi verdiniani o da parti di spezzoni di Fi alla maggioranza si stemperano in un clima soffuso, del "che male c'è?".
Resta dunque da vedere quale sarà il percorso parlamentare del ddl. Il presidente della Commissione giustizia, Nitto Palma, conferma il suo approccio pragmatico, e negando ogni voce di intesa con chicchessia, spiega: "Il problema è vedere se è possibile un accordo tra Pd e centrodestra, in assenza del quale si assisterà a un ostruzionismo deciso, che non consentirà di portare il provvedimento in aula con il relatore. Vediamo che succede, sento parlare di disponibilità, ma personalmente non ho avuto alcuna indicazione. Vediamo se il sole dell'estate ha migliorato oppure peggiorato la situazione". Certo prima della pausa estiva il clima in commissione era torrido e Palma non ha mai nascosto che con oltre mille emendamenti presentati al testo, avrebbe preso atto dell'impossibilità di concludere l'iter in commissione.
L'attesa è quindi per un rapidissimo passaggio in commissione (potrebbe limitarsi alla sola giornata di mercoledì) e di un successivo approdo in aula, dove la partita probabilmente non sarà molto breve, e sarà giocata voto per voto. Sarà da vedere se gli auspici del governo, per un'approvazione al Senato entro metà ottobre e un sì definitivo entro l'anno, si dimostreranno realistici.
Njb 311724 AGO 15
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New York, 31 ago. (askanews) - L'università del Tennessee, negli Stati Uniti, sta incoraggiando studenti e personale a usare pronomi personali neutri come 'ze' e 'xe' al posto di 'he' e 'she' per le persone 'genderqueer', o di genere neutro, ovvero quelle che rifiutano il tradizionale binarismo di genere uomo/donna.

Il consiglio ai professori è quello di chiedere direttamente agli studenti, nella prima settimana di lezioni, con quale nome e pronome preferiscano essere chiamati. "Non dovremmo supporre il genere di qualcuno dal suo aspetto o da come è definito nel sistema di informazioni sugli studenti" ha detto Donna Braquet del Pride Centre, un centro che si dedica, all'interno dell'università, al sostegno degli studenti della comunità Lgbtq (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer).

Non si tratta comunque di un obbligo, ma di un invito a considerare la diversità, contenuto in una newsletter interna dell'università.

A24-Pca
311519 AGO 15

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E' sempre positivo che il premier per l'ennesima volta dica che la legge sulle Unioni Civili  si farà, oggi abbiamo anche il "punto" sulle dichiarazioni di Bagnasco il che sembrerebbe dire che il capo dei vescovi se ne deve fare una ragione.

Tuttavia assestiamo da giorni a molti rumors sulle modifiche al testo base della senatrice Cirinnà da molti definito il "minimo sindacale" oltre al quale c'è uno snaturamento inaccettabile. Così è stato per l'inserimento della dicitura "norma originaria" all'articolo 1 e per l'annunciato "spacchettamento" di diversi articoli volto a "rassicurare" la clericaglia di varia natura non solo sulla distanza siderale tra Unioni Civili e matrimonio ma sul fatto, per noi ugualmente inaccettabile, che vengano posti paletti contro l'eventuale futura decisione dei giudici sull'estensione ulteriore dei diritti in direzione del matrimonio egualitario. Se così fosse non avremmo una legge che garantisce i diritti ma una norma che li vieta.

Anche noi, pertanto, poniamo i nostri paletti come fanno i vari destrorsi in questi giorni:

1 i punti qualificanti della legge sono step child adoption e reversibilità per le pensioni, su questo c'è un impegno preciso del Pd assunto al tavolo delle associazioni lgbt che non ci sarà alcun cambiamento rispetto al testo base, impegno che deve essere rigorosamente mantenuto;

2 non si può usare la Pdl sulle Unioni Civili per introdurre divieti di qualsivoglia natura e in particolare sulla GPA (gestazione per altri), già vietata dalla legge 40, perché qui si discute di bambini già nati e i divieti creerebbero solo degli orfani oltreché essere disumani;

3 non si può usare il Pdl per introdurre qualsivoglia limitazione verso la magistratura per un possibile upgrade futuro verso il matrimonio egualitario;

4 un sindaco in odore di satira pura ha proposto la "tassa sui gay", ma questa esiste già, la collettività e le famiglie lgbt contribuiscono alla fiscalità generale senza ritorno alcuno in termini di diritti e di tutele. Ciò significa, tra l'altro,  che l'esclusione dalla pensione di reversibilità è del tutto inaccettabile perchè si pretenderebbe che gli omosessuali paghino solo i diritti degli altri;

5 occorre evitare il Vietnam parlamentare a causa dello "spacchettamento", discussioni interminabili su qualsiasi articolo con lo scopo di far fallire la legge. Si vedrà se esiste una reale volontà di farla passare usando se sarà necessario tutti gli strumenti già utilizzati in passato come il "canguro", il lodo "Esposito" fino a porre la questione di fiducia.

6 nessuna trattativa "riservata" sulla pelle della collettività lgbt, non può essere Bagnasco o un Giovanardi qualsiasi a decidere sulle nostre vite.

Infine vogliamo ribadire che non ci possono essere distinzioni sul piano del diritto tra le diverse forme di famiglia essendo TUTTE un bene per la società.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

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(ANSA) - BOLOGNA, 29 AGO - "'I diritti individuali sono in larga parte gia' riconosciuti nel nostro ordinamento', Bagnasco dixit. E non e' nemmeno la prima volta che lo afferma, ma e' una bugia sesquipedale per il semplice fatto che non c'e' alcuna norma consistente che riconosca i diritti delle famiglie lgbt.
Perche' Bagnasco (che non si e' sposato e che non ha figli) dall' alto della sua sapienza familista non elenca con dovizia di particolari i presunti diritti gia' riconosciuti? Per il semplice motivo che mente spudoratamente a fini di propaganda". Lo afferma il presidente di Gaynet Italia, Franco
Grillini.
"In realta' - aggiunge - esiste solo una giurisprudenza basata su alcune sentenze, peraltro duramente contestate dal Vaticano stesso, sull'accesso alla casa in morte del convivente (solo in caso di affitto, in caso di proprieta' i parenti sloggiano subito il malcapitato partner) e poco altro. Ma di giurisprudenza si tratta e non certo di legislazione consolidata, quella cioe' che trasforma un diritto in norma giuridica universale valida per tutti. Ora una coppia lgbt per far valere un diritto deve comunque rivolgersi a un giudice, con vertenze giudiziarie che durano anni e costano un'infinita'. 'La chiesa non e' contro nessuno', dice il nostro. Per la verita' Vaticano, Cei, preti, cardinali, vescovi, giornalisti cattolici, movimenti ecclesiali tipo catecumenali ecc, da secoli perseguitano gli omosessuali in modo spietato e continuano a farlo tutt'ora persino inventando complotti che non esistono come la paranoica guerra contro il 'gender'. Ora si pretende di bloccare la legge sulle Unioni Civili o peggio di manipolarla in modo tale che contenga piu' divieti che diritti".
"Ci spiace per l'esimio Cardinale - dice ancora
Grillini - ma noi continueremo a rivendicare l'uguaglianza sul matrimonio come su tutti gli altri settori della legislazione e della vita civile. Non accetteremo mai compromessi al ribasso imposti da una chiesa maschilista composta da leadership maschiliste e senza famiglia". (ANSA).

COM-GIO
29-AGO-15 17:26

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In ddl distinzione da matrimonio. Ncd frena, testo da riscrivere  

 

di Michele Esposito) (ANSA) - ROMA, 28 AGO - Nessun riferimento al matrimonio.
Stretto dai numeri non certo ampi al Senato il Pd apre ad una delle modifiche chieste con maggiore insistenza da centristi e cattolici (anche Dem), mettere nero su bianco che quello delle unioni civili sara' un istituto distinto dal matrimonio. Nessun riferimento all'art. 29 della Costituzione, quindi, ne', "ove possibile", agli articoli con cui il codice civile regolamenta il matrimonio. L'intento e' quello di chiarire uno dei nodi piu' spinosi ai "piu' diffidenti" anche se, finora, la trincea di Ncd sembra immune anche a questa apertura: il testo "e' da riscrivere completamente", tuona il pasdaran Carlo Giovanardi.
A far cenno alle modifiche che, mercoledi' prossimo, verranno messe sul tavolo della commissione Giustizia del Senato, e' la relatrice del ddl, Monica Cirinna'. "Accettero' qualche modifica all'art.1 e 3" dove "invece che citare gli articoli del codice civile" che fanno riferimento al matrimonio "si avra' un elenco di diritti", afferma la senatrice sottolineando come "nessuna grande riforma si fa chiudendo la porta in faccia a qualcuno".
E alle sue parole fanno eco quelle di Giorgio Tonini, tra i principali mediatori Dem con l'ala piu' 'dialogante' di Ap al Senato. "Abbiamo sempre detto che c'e' piena disponibilita' del Pd a lavorare per migliorare il testo e, se serve, chiarire questa distinzione tra i diritti per gli omosessuali" nelle unioni civili e il matrimonio, spiega, specificando al tempo stesso un punto sul quale il Pd non e' intenzionato a cedere: "sul riconoscimento di diritti individuali e basta, non siamo d'accordo". Anche perche', osserva il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, "il legislatore trovera' gli strumenti tecnici piu' adeguati ma resta chiaro che va fatto cio' che ci dice la Corte Costituzionale" ovvero la creazione di un istituto distinto dal matrimonio ma con la "garanzia dell'omogeneita' di trattamento tra coppie omosessuali e coniugate".
Una legge deficitaria su questo punto rischierebbe di 'incappare' nella Consulta, spiega Scalfarotto, sottolineando come quella in discussione sia comunque la "legge piu' prudente possibile". Mercoledi', quindi, la commissione si riunira' con un passo avanti gia' incassato. Ed e' probabile che venga proposta subito l'introduzione di un articolo 'premissivo' al ddl in cui si specifichi che quello delle unioni civili e' un istituto originario. Bastera' a far breccia nei senatori dissidenti? Per ora sembra di no. Ncd parla di "tentativi gattopardeschi" e annuncia che la "battaglia riprendera'", mentre l'azzurro Maurizio Gasparri si unisce alle critiche dei centristi piu' oltranzisti chiedendo l'eliminazione della reversibilita' delle pensioni e un divieto chiaro sul tema della maternita' surrogata.
D'altra parte, l'odierna apertura Dem trova piu' di uno scettico sui social, che parla di 'retromarcia' di Matteo Renzi su uno dei principali nodi d'autunno. "Nessun passo indietro", e' invece il messaggio del senatore Dem Sergio Lo Giudice soffermandosi sul ddl che, se l'ostruzionismo centrista permarra', potrebbe anche approdare in Aula senza mandato al relatore. E il tema, certamente, sara' affrontato dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, ospite del Padova Pride Village il prossimo 4 settembre e, esulta l'organizzazione, "prima volta di un ministro in carica ad un Village gay".(ANSA).

KZ
28-AGO-15 20:16

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In ddl distinzione da matrimonio. Ncd frena, testo da riscrivere  

 

di Michele Esposito) (ANSA) - ROMA, 28 AGO - Nessun riferimento al matrimonio.
Stretto dai numeri non certo ampi al Senato il Pd apre ad una delle modifiche chieste con maggiore insistenza da centristi e cattolici (anche Dem), mettere nero su bianco che quello delle unioni civili sara' un istituto distinto dal matrimonio. Nessun riferimento all'art. 29 della Costituzione, quindi, ne', "ove possibile", agli articoli con cui il codice civile regolamenta il matrimonio. L'intento e' quello di chiarire uno dei nodi piu' spinosi ai "piu' diffidenti" anche se, finora, la trincea di Ncd sembra immune anche a questa apertura: il testo "e' da riscrivere completamente", tuona il pasdaran Carlo Giovanardi.
A far cenno alle modifiche che, mercoledi' prossimo, verranno messe sul tavolo della commissione Giustizia del Senato, e' la relatrice del ddl, Monica Cirinna'. "Accettero' qualche modifica all'art.1 e 3" dove "invece che citare gli articoli del codice civile" che fanno riferimento al matrimonio "si avra' un elenco di diritti", afferma la senatrice sottolineando come "nessuna grande riforma si fa chiudendo la porta in faccia a qualcuno".
E alle sue parole fanno eco quelle di Giorgio Tonini, tra i principali mediatori Dem con l'ala piu' 'dialogante' di Ap al Senato. "Abbiamo sempre detto che c'e' piena disponibilita' del Pd a lavorare per migliorare il testo e, se serve, chiarire questa distinzione tra i diritti per gli omosessuali" nelle unioni civili e il matrimonio, spiega, specificando al tempo stesso un punto sul quale il Pd non e' intenzionato a cedere: "sul riconoscimento di diritti individuali e basta, non siamo d'accordo". Anche perche', osserva il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, "il legislatore trovera' gli strumenti tecnici piu' adeguati ma resta chiaro che va fatto cio' che ci dice la Corte Costituzionale" ovvero la creazione di un istituto distinto dal matrimonio ma con la "garanzia dell'omogeneita' di trattamento tra coppie omosessuali e coniugate".
Una legge deficitaria su questo punto rischierebbe di 'incappare' nella Consulta, spiega Scalfarotto, sottolineando come quella in discussione sia comunque la "legge piu' prudente possibile". Mercoledi', quindi, la commissione si riunira' con un passo avanti gia' incassato. Ed e' probabile che venga proposta subito l'introduzione di un articolo 'premissivo' al ddl in cui si specifichi che quello delle unioni civili e' un istituto originario. Bastera' a far breccia nei senatori dissidenti? Per ora sembra di no. Ncd parla di "tentativi gattopardeschi" e annuncia che la "battaglia riprendera'", mentre l'azzurro Maurizio Gasparri si unisce alle critiche dei centristi piu' oltranzisti chiedendo l'eliminazione della reversibilita' delle pensioni e un divieto chiaro sul tema della maternita' surrogata.
D'altra parte, l'odierna apertura Dem trova piu' di uno scettico sui social, che parla di 'retromarcia' di Matteo Renzi su uno dei principali nodi d'autunno. "Nessun passo indietro", e' invece il messaggio del senatore Dem Sergio Lo Giudice soffermandosi sul ddl che, se l'ostruzionismo centrista permarra', potrebbe anche approdare in Aula senza mandato al relatore. E il tema, certamente, sara' affrontato dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, ospite del Padova Pride Village il prossimo 4 settembre e, esulta l'organizzazione, "prima volta di un ministro in carica ad un Village gay".(ANSA).

KZ
28-AGO-15 20:16

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Oblivion: the Human Jukebox a teatro a Milano fino al 19 febbraio

Oblivion: the Human Jukebox. Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017 MTM Teatro Leonardo, Milano Cinque contro tutti. Un articolato mangianastri umano che mastica tutta la musica e la digerisce...

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29-01-2017 Primo Piano Valerio Mezzolani

Irpinia: primo bagno a genere neutro e cittadinanza onoraria a coppia gay

Articolo tratto da IrpiniaNews.it (20/01/2017) Mai come negli ultimi tempi il pellegrinaggio da Mamma Schiavona del 2 febbraio ha assunto un rilievo nazionale per la partecipazione del movimento Lgbt. La tradizionale “juta” della...

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