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27-02-2017 Valerio Mezzolani

Roberto Fiore (FN): Incriminare Anddos per epidemia

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Torino: il vescovo polemizza sulle unioni civili in occasione di un funerale

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29-01-2017 Valerio Mezzolani

Irpinia: primo bagno a genere neutro e cittadinanza onoraria a coppia gay

Articolo tratto da IrpiniaNews.it (20/01/2017) Mai come negli ultimi tempi il pellegrinaggio da Mam...

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23-01-2017 Valerio Mezzolani

Milano, due ragazzi gay picchiati fuori da una discoteca

Da Milano Today (23/01/2017) MILANO - Michele ha il naso rotto, sbriciolato. A Marcello è andata pe...

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09-08-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili a Bolzano: …

Da Alto Adige (9/8/2016) Unioni civili, monta la polemica. Mentre in diversi comuni italiani come M...

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24-02-2016 GayNews

Il testo del maxiemendamento d…

  Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convi...

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21-02-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili, i funzionari de…

Di Primo Di Nicola e Antonio Pitoni, da Ilfattoquotidiano.it (19/2/2016) In un post su Facebook la ...

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17-12-2015 GayNews

Grillini (Gaynet), Unioni civi…

Finalmente, è il caso di dire, dopo mille rinvii approda in aula in Senato il 26 gennaio il Pdl sull...

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22-10-2015 GayNews

(EMILIA ROMAGNA) SCUOLA TEORIA…

IN REGIONE STOP A RISOLUZIONI FI-LEGA, "TOLGONO FIGLI A FAMIGLIE" (DIRE) Bologna, 22 ott. - Scontro ...

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18-10-2015 GayNews

Governo frena su unioni civili…

Pace fatta con Alfano. Ma duri i vescovi, 'Famiglia all'angolo' (di Milena Di Mauro) (ANSA) - ROMA, ...

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Valerio Mezzolani

Valerio Mezzolani

Da L'Huffington Post (9/2/2016). Elton John non è l'unico ospite di Sanremo ad aver fatto ricorso a una madre surrogata per diventare papà. Anche Nicole Kidman, che apparirà mercoledì sul palco dell'Ariston, ha utilizzato la medesima tecnica per far nascere la seconda figlia del matrimonio con Urban Keith.

Il dettaglio non è ininfluente: il fronte teocon che si oppone alla stepchild adoption contenuta nella legge sulle unioni civili vede nella presenza di Elton John al festival musicale "una pubblicità all'utero in affitto" pagata con i soldi dei contribuenti. Per Giorgia Meloni (Fdi) "mamma Rai dà l'utero in affitto a Elton John per uno spot pro adozione gay".

Il timore degli oppositori alla maternità surrogata è che l'artista britannico martedì sera possa utilizzare lo spazio di Sanremo per parlare della sua omogenitorialità, magari accennando al marito David Furnish - che molto probabilmente sarà seduto in platea. Paura rafforzata dalla dichiarazione del presentatore Carlo Conti: "Elton John può dire quello che vuole".

Il senatore Carlo Giovanardi (Idea), uno dei paladini alla lotta contro la maternità surrogata, ha auspicato che se questo dovesse accadere allora la Rai dovrebbe immaginare un contraddittorio. L'organizzatore e portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini, è indignato e spera che l'esibizione non si trasformi in "uno spot per le famiglie arcobaleno". Il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, ha cercato di tranquillizzare gli animi ricordando che Elton John canterà perché questo è lo scopo dell'invito: "Francamente non credo che il dibattito parlamentare in atto risentirà della presenza di Elton John a Sanremo".

Stranamente, però, i difensori della famiglia tradizionale non stanno attaccando con la stessa virulenza Nicole Kidman: la figlia Faith Margaret è nata nel 2010 grazie alla surrogacy praticata in un centro degli Stati Uniti. A differenza di Elton John, l'attrice australiana ha tenuto nascosto il particolare fino al 2011, quando insieme al marito Urban ha deciso di annunciarlo pubblicamente.

Kidman e Urban hanno 4 figli. La prima, Sunday Rose, nata naturalmente nel 2008, e due bambini adottati. Faith Margaret è dunque l'unica bimba ottenuta con [il cosiddetto, n.d.r.] utero in affitto.

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Da Formiche.net (7/2/2016). “State a vedere che per paura di rimanere con il cerino in mano il M5S voterà il Cirinnà senza le adozioni, rimangiandosi quanto dichiarato”. Mai tweet del professor Paolo Becchi fu più profetico. Il docente di Filosofia del Diritto all’università di Genova che un mese fa annunciò l'addio al movimento, ha vergato quel cinguettio nella tarda mattinata del 6 febbraio. Subito dopo quel tweet, è arrivata la reazione sul blog di Beppe Grillo. E non una “reazione” da poco, dato che ha scatenato un putiferio l'intervento con cui lo staff pentastellato concede libertà di coscienza ai senatori sul voto al ddl Cirinnà.

I MOTIVI DEL CAMBIO DI PASSO DI CASALEGGIO

Che cosa ha fatto invertire la rotta ai vertici del Movimento? Perché fino a qualche giorno fa alcuni influenti senatori grillini come Nicola Morra e Alberto Airola annunciavano il voto compatto del gruppo a favore del ddl Cirinnà solo se non modificato  mentre invece il blog ha lasciato libertà di coscienza? Cosa è successo nel frattempo? Risponde Becchi a Formiche.net: “Per prima cosa c’è stato il Family Day che ha rilanciato le ragioni del no alla legge. Poi alcuni costituzionalisti hanno espresso dubbi sulla costituzionalità del ddl, l’Ncd ha iniziato a sfilarsi e a paventare traumi in caso di nuova maggioranza tra Pd e M5S, l’Udc ha minacciato l’uscita dal governo. Insomma, la maggioranza di Renzi si stava sfilacciando e il premier ha iniziato a pensare all’eventualità di un emendamento per stralciare la stepchild adoption. Qualche modesto mal pancia c’era anche all’ interno del Movimento. A quel punto i parlamentari 5 Stelle erano spiazzati: sarebbero rimasti gli unici a difendere il ddl Cirinnà nella sua stesura iniziale, avrebbero dovuto votare coerentemente contro il provvedimento in caso di stralcio dell’articolo 5; così avevano detto, voteremo sì solo se il ddl non si tocca”.

RENZI HA MESSO CASALEGGIO IN BUCA

Insomma, incalza Becchi, “Renzi li ha messi in grandissima difficoltà, ponendoli nella condizione di votare contro le unioni civili dato che ormai si lavora allo stralcio della stepchild adoption. La mossa di concedere libertà di coscienza è stato quindi un tardivo tentativo di Casaleggio di tirarsi fuori da questo pasticcio”. Per il docente genovese “in tale modo il Movimento si comporta peggio dei vecchi partiti, dimostrando che l’unico interesse è il tatticismo di basso livello, il riposizionamento sulla base delle mosse dell’avversario, il giochetto politico, privo di visione politica. Con una posizione troppo radicale rischiava di deludere gli elettori di destra che votano 5 Stelle assumendo una posizione troppo di sinistra e così si è riposizionato al centro. Ai contenuti del ddl Cirinnà, alle coppie omosessuali e alla loro possibilità di adottare, non ci pensa più nessuno, sono tutti proiettati alla tattica da seguire per stare dietro a Renzi”.

IL GIALLO SULLA VOTAZIONE DELL’OTTOBRE 2014

Secondo il professore Becchi, è stato Gianroberto Casaleggio ad aver commesso un grave errore. Non è ancora riuscito a metabolizzare ciò che è successo a Quarto. Il “capo del nuovo partito ha cercato di giustificare la libertà di coscienza sostenendo che andava rispettato il voto della rete espresso nell’ottobre 2014”. Peccato però che, a detta di Becchi, “quella votazione avesse un trucco”. “Nel quesito posto inizialmente si faceva riferimento ai diritti e doveri della coppia omosessuale, esclusa l’adozione di figli esterni alla coppia. Dopodiché – spiega – nel corso della votazione il quesito è stato cambiato togliendo la parte che fa riferimento alle adozioni, e adesso il blog dice che gli elettori non si sono espressi su quel tema e quindi va lasciata libertà di coscienza”. Di più, si decide di non ricorrere nemmeno a una nuova consultazione online (così recita la parte finale del post: “Non si fa ricorso a un’ulteriore votazione online perché su un tema etico di questa portata i portavoce M5S al Senato possono comunque, in base ai dettami della loro coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni”).
“In sostanza – argomenta Becchi -, prima l’M5S dice di volere votare compatto per il ddl Cirinnà, poi contraddice questa posizione assicurando libertà di coscienza ma nello stesso post cade in una seconda contraddizione perché giustifica la nuova scelta con la mancanza del riferimento alle adozioni nella consultazione dell’ottobre 2014, ma non vuole ricorrere a farne un’altra”. Insomma, “che senso ha richiamare quella consultazione per dire che era incompleta se poi non ne fai un’altra? E’ un insieme incredibile di contraddizioni formali e logiche. Se si ammette la libertà di coscienza, ci si comporta esattamente come il Pd e i parlamentari non sono più i portavoce dei cittadini dei politici come tutti gli altri, liberi di votare come gli pare”.

SI SALVI CHI PUO’

Per un ulteriore approfondimento, Becchi rinvia a due lavori, uno uscito a settembre e l’altro di imminente pubblicazione, scritti entrambi per Mondoperaio, la storica rivista fondata da Pietro Nenni e ora diretta da Luigi Covatta. “Fino a qualche tempo fa si poteva dire che il Movimento aveva dietro la rete, ne era la diretta espressione; adesso invece inizia ad averla contro. L’espressione del Movimento ora è il trio che prende ordini da Casaleggio (Di Battista, Di Maio e Fico, ndr) e li trasmette ai parlamentari che devono eseguirli; la vitalità del Movimento che si esprimeva nei meet up, il cuore del Movimento è stata stroncato, dove governano i sindaci pentastellati stanno dimostrando una totale incapacità. A Parma siamo al paradosso: esistono due M5S, uno al governo ed uno all’ opposizione. Poi Quarto e ora tutte le giravolte sul disegno di legge sulle unioni civili. I cittadini cominciano a percepire che ormai i 5 Stelle sono come gli altri partiti. A questo punto mi viene spontaneo dire: per fortuna che sono uscito a fine anno!”. Quindi la chiosa: “Il governo Renzi si regge su due stampelle a seconda di quel che gli serve e gli fa comodo in un determinato momento: da una parte pezzi del centrodestra, tra Area Popolare e Verdini, dall’altra i 5 Stelle. In questo specifico caso addirittura sulle due stampelle insieme, ma due stampelle non fanno una gamba”.

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Da Il Fatto quotidiano (8/2/2016). Il Pd non cambia linea: l’adozione del figlio del partner resta all’interno del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Lo dicono i capigruppo di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda, lo ribadisce la vicesegretaria Debora Serracchiani, lo vuole il presidente del Consiglio Matteo Renzi. I democratici vanno a dritto, vogliono discutere e votare la legge così com’è, compresa la cosiddetta stepchild adoption. E ora possono provare, come dicono tutti gli esponenti in prima linea, a trovare una maggioranza su tutto il provvedimento. In questa maggioranza ci sarà probabilmente anche il Movimento Cinque Stelle.

Dopo la decisione di lasciare libertà di coscienza, infatti, oggi sul blog di Beppe Grillo è arrivata una precisazione, decisiva: il M5S voterà sì al provvedimento sulle unioni civili, come stabilito nella votazione online del 28 ottobre 2014. Tuttavia, siccome il quesito della consultazione non conteneva domande sulla stepchild adoption, “in via del tutto straordinaria Grillo e Casaleggio, in qualità di garanti del Movimento, si sono assunti la responsabilità di rinunciare a un’ulteriore voto sul blog e di lasciare ai portavoce la libertà di decidere sulla stepchild adoption secondo coscienza, sulla base di principi personali”. Un cambio di rotta, una puntualizzazione (determinante), che arriva dopo le critiche, anche interne allo stesso M5s (dalla base, ma anche dai parlamentari).

Sarà, in definitiva, la stessa linea assunta dal Pd alcune settimane fa: Renzi ha detto che il partito sostiene il testo così com’è, ma lascia libertà di coscienza ai senatori cattolici democratici nello scrutinio per l’articolo sull’adozione del figliastro. La presa di posizione di Grillo e Casaleggio svuota di nuovo le richieste degli oppositori della legge Cirinnà, in prima battuta del Nuovo Centrodestra che dopo il primo annuncio del M5s aveva esultato e che ancora oggi, con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha chiesto lo stralcio dell’articolo 5, quello che prevede appunto l’adozione del figlio acquisito.

Il Partito democratico non cede alle richieste degli alleati di governo, come conferma il capogruppo di Montecitorio Ettore Rosato, che con Zanda, ha partecipato alla consueta riunione con Renzi e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi a Palazzo Chigi che si tiene all’inizio di ogni settimana per fare il punto sui lavori parlamentari. “Nessuna mediazione sui diritti delle persone” dice Micaela Campana, responsabile Diritti del Pd dopo l’incontro. Nel Pd, sottolinea Rosato, “nessuna confusione. La proposta di legge del Pd, che si chiama ddl Cirinnà, dal nome di una nostra senatrice, è stata approvata da tutti i senatori del Pd. Dopo di che, la libertà di coscienza sui temi etici l’abbiamo sempre garantita. Ciò non toglie che la nostra linea sia il sì alle unioni civili”. Una posizione che in queste ore era stata confermata anche dalla vicesegretaria Serracchiani che in un’intervista a Repubblica aveva ribadito il no ad Angelino Alfano sull’eventuale stralcio della stepchild adoption dalla legge: “Quello è il testo che appoggiamo e che vorremmo fosse appoggiato da una larga parte del Parlamento”.

Il punto, poi, è che tutte queste decisioni, compresa quella di Grillo e Casaleggio, hanno il loro terminale nella battaglia parlamentare che sta per iniziare al Senato. Si registra per esempio l’appello di 16 senatori della corrente dei Giovani Turchi (quella di Orfini Orlando) per evitare il più possibile il ricorso al voto segreto. Resta incerto per esempio il quadro degli emendamenti perché la Lega Nord non ha ancora sciolto la riserva su quali ritirerà e quali invece lascerà sul tavolo. Il patto poggiava sul ritiro da parte del Carroccio di circa 4500 emendamenti dei 5mila depositati e dall’altra parte sull’eliminazione dei cosiddetti “emendamenti canguro” che fanno saltare tutte le proposte di modifiche simili tra loro. Ma l’accordo è rimasto solo nelle parole degli esponenti leghisti, dicono dal Pd. Di conseguenza, si osserva, al momento non è possibile ipotizzare ancora quanti siano con esattezza i voti segreti, anche se si spera che non siano più di una decina.

E infatti l’appello che parte dai 16 senatori della corrente che tempo fa si sarebbe chiamata dei Giovani Turchi (quella di Orfini Orlando) è di evitare il più possibile il ricorso al voto segreto. “Chiediamo, perciò, che il confronto tra le differenti posizioni espresse in discussione generale sia mantenuto trasparente e palese anche al momento del voto” scrivono in una nota Albano, Angioni, Borioli, Capacchione, Cardinali, Esposito, Fabbri, Ferrara, Fissore, Maturani, Rossi, Silvestro, Tomaselli, Vaccari, Verducci e Zanoni. “La decisione del gruppo Pd di non chiedere voti segreti è stata importante. Ora occorre che si traduca in un’iniziativa volta a far assumere lo stesso impegno a tutti i gruppi. A cominciare da quelli, come il M5s, che hanno lasciato libertà di coscienza, senza dire se ci sia, e quale sia, la posizione del Movimento”.

Ci credeil sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, eletto con Scelta Civica, ma ex radicale: “L’impegno di un’ampia parte dei gruppi del Pd e del M5s (oltre che di un certo numero di senatori indipendenti, come il sottoscritto) lascia aperta la possibilità di un successo pieno”. Tuttavia, conclude Della Vedova, “in questo passaggio è mancata una presenza parlamentare come tale identificabile, non culturalmente o politicamente subalterna al moderatismo, di laici e liberali, che in Italia sono sempre stati protagonisti delle battaglie di progresso civile, in nome della libertà e della responsabilità personali. E la discussione ne ha risentito negativamente”.

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3/2/2016 (La Stampa). Da una parte i pediatri, dall’altra gli psichiatri. Nel dibattito sulle unioni civili gli esperti si dividono sulle adozioni gay e le possibili “ripercussioni” sui figli. «Non si può escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva»: la dichiarazione del presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, sulla “Stepchild adoption”, arriva tramite una nota ufficiale provocando l’immediata reazione di altri pediatri e psichiatri, così come di associazioni fra le quali GayNet di Franco Grillini e le Famiglie Arcobaleno, per i quali non esiste invece alcuna prova scientifica di quanto sostenuto dal medico siciliano. 

 

Corsello che rappresenta la più importante associazione dei pediatri in Italia spiega che «la maturazione psicologica di un bambino si svolge lungo un percorso correlato con la qualità dei legami affettivi all’interno della famiglia e con i coetanei. La qualità delle relazioni umane e interpersonali, nonché il livello di stabilità emotiva e la sicurezza sociale di un bambino - osserva il presidente dei pediatri italiani - sono conseguenze di una maturazione psicoaffettiva armonica». E cita l’esistenza di studi e ricerche cliniche [non pervenuti n.d.r.] che hanno messo in evidenza che questi processi possono rivelarsi incerti e indeboliti da una convivenza all’interno di una famiglia conflittuale, «ma anche da una famiglia in cui il nucleo genitoriale non ha il padre e la madre come modelli di riferimento». 

 

A poche ore di distanza dalla prima nota di Corsello, ne arriva una seconda che precisa la necessità di valutare caso per caso: «Affermare che non si può escludere che la convivenza con due genitori dello stesso sesso possa avere ripercussioni negative sulla crescita armonica dei figli non significa affermare che due soggetti omosessuali non possano garantire ad un bambino affettività e standard educativi in linea con uno sviluppo normale». 

 

Con Corsello si schiera Gaetano Quagliariello, senatore ex Ap del movimento «Idea» che parla di buone senso, così come il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Non sono un medico, quindi le valutazioni cliniche e psicologiche non spettano a me ma ai pediatri e ai neuropsichiatri. Tuttavia - conclude Lorenzin - ogni persona di buonsenso si può rendere conto del tipo di rapporto che ogni bambino necessita per la sua crescita ottimale». 

 

Ma le critiche a Corsello riguardano proprio l’esistenza e la rilevanza di questi studi che farebbero da base alle osservazioni del pediatra. «Ciò che conta è la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal “genere” dei genitori», risponde Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria. E aggiunge: «si stano ancora raccogliendo dati ed è prematuro esprimere opinioni scientifiche». Esistono invece per Mencacci, «studi e ricerche che dicono esattamente il contrario. Insomma, dichiarazioni in questo senso sembrano quantomeno premature, perché non ci sono evidenze scientifiche serie e definitive». Gli studi prodotti finora «non sono affidabili perché partono con un gap: vogliono dimostrare la validità di una testi piuttosto che di un’altra». Ci sono invece evidenze, «che nelle famiglie “etero” possono prodursi danni nella psiche dei bimbi quando il rapporto è in crisi». 

 

«I pediatri sono al servizio dei bambini, non delle ideologie. Ritengo che le recenti dichiarazioni del collega Giovanni Corsello, non vadano nella direzione che i pediatri si auspicano e che è quella di potersi prendere cura dei loro pazienti a prescindere da quella che è la cultura, l’orientamento, le convinzioni della famiglia di origine», conclude infine il presidente dell’osservatorio Paidoss e della SIMPe (Società italiana dei medici pediatri), Giuseppe Mele.  

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03 febbraio 2016 (rainews). Il ministro dell'Interno e leader dell'Ncd, Angelino Alfano, nel 'mirino' di Anonymous per la sua posizione sulle unioni civili. Sabato, nel giorno del Family Day del Circo Massimo, il collettivo di pirati informatici aveva oscurato per alcune ore il sito ufficiale degli organizzatori; oggi ad essere attaccato è stato il sito personale di Alfano (www.angelinoalfano.it), poi tornato raggiungibile. "Continuiamo imperterriti a sostenere i diritti delle coppie omosessuali - scrive Anonymous - e lo facciamo questa volta puntando il dito verso chi si arma di bigottismo mascherandosi dietro finti ideali che limitano la libertà e arricchiscono la discriminazione sociale già in atto". Il leader dell'Ncd viene accusato in un comunicato di "omofobia" e di voler "soffocare il diritto dei bambini di avere una famiglia che garantisca amore".
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4/2/2016. Svarioni, gaffe, grammelot, scivoloni grammaticali: è un minibilancio della discussione sul ddl Cirinnà, in Aula al Senato, dove la demonizzata “stepchild adoption” è stata declinata in creative varianti. Da “step ciald association” a “steppodoccio” fino a stepsciald adòtt” e “stepciaild appiscion”: resta curiosa la coincidenza che la locuzione inglese sia stata pronunciata male dai parlamentari di centrodestra (Ncd e Forza Italia), profondamente avversi alla legge sulle unioni civili. Ma non sono mancate anche altre originali espressioni, come quella adottata dal senatore Mancuso che ha parlato di “utero in locazione”. Scilipoti furoreggia con i suoi “afferminati” e “uomosessuali” di reminiscenza checcozaloniana, Di Biagio si smarrisce nella pronuncia delle parole “omogenitorialità” e “Costituzione”. Aracri parla di “ìcone” e delle “giannenannine”, poi si inalbera coi suoi colleghi di banco (Barani e Dell’Anna), poco interessati alla sua veemente invettiva. Insomma, come recita un hashtag in auge in queste ore su twitter, è il caso di sintetizzare tutto il dibattito con un bel “disagio Madama”. (da ilfattoquotidiano.it)

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3/2/2015 (ANSA). "Questa qui, Monica Cirinnà, mi sembra un po' la donna del capitolo diciassettesimo dell'Apocalisse, la Babilonia, che adesso brinda prosecco alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà anche quello". A pronunciare queste frasi choc è don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, durante la rassegna stampa mattutina.

Nel mirino del sacerdote la parlamentare prima firmataria del ddl sulle unioni civili, in discussione in questi giorni al Senato. Che su Twitter prontamente e con senso dell'umorismo replica: 'Mo' me lo segno', echeggiando una famosa scena del film "Non ci resta che piangere" in cui Massimo Troisi replica in questo modo a chi gli diceva "ricordati che devi morire". Scena che Monica Cirinnà infatti allega al tweet.  Don Fanzaga aveva già tuonato nei giorni scorsi, sempre dai microfoni dell'emittente religiosa, contro la legge sulle unioni civili, definendo le famiglie omogenitoriali una "sporcizia".

"Tutte le tv, tutti i giornali - aveva detto - sono schierati dalla parte del diavolo. Fanno il lavaggio del cervello. Per cortesia, non tiriamo fuori la parola 'arcobaleno' applicandola alle famiglie in cui non si sa bene chi sia il padre e chi sia la madre, chi siano i figli o che cosa. Quella sporcizia lì non vedo che cosa abbia di arcobaleno. Queste forme sono una resa, come dire 'ho una malattia e me la tengo". Il sacerdote se l'era presa anche con la presidente della Camera, Laura Boldrini. "I bambini hanno il diritto di avere un papà e una mamma. Di questa elementare verità evidentemente si è dimenticata la presidente della Camera, signora Boldrini, che ha detto che l'utero in affitto è un diritto. Un diritto di chi? Boldrini non può fare propaganda per una parte, visto che rappresenta tutti gli italiani".  La rete si è scatenata twittando solidarietà alla senatrice Cirinnà e contumelie, come spesso avviene sui social, contro il sacerdote.

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Roma, 1 feb. (AdnKronos) - "No allo stralcio della stepchild adoption, perché toglierebbe uno dei punti qualificanti della legge". Le associazioni GAY, interpellate dall'AdnKronos, sottolineano l'esigenza di non "snaturare" il ddl Cirinnà sulle Unioni Civili, da domani in discussione al Senato. "La regola numero uno quando si fanno le leggi è accontentare i principali soggetti ai quali la legge è indirizzata e se l'emedamento 5 venisse sacrificato sarebbe un duro colpo. Il problema di questa norma -spiega Franco Grillini, presidente di Gaynet- è che è già una legge insoddisfacente. Le unioni civili sono solo un piccolo passo avanti e se poi il ddl venisse 'amputato' anche le promesse del Presidente del Consiglio in campagna elettorale verrebbero meno".

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Berlino, 1 feb. (askanews) - A Norimberga è stata approntata una struttura di accoglienza per rifugiati omosessuali. Si tratta del primo centro di questo genere in Germania, che sarà seguito da un altro, più grande, che aprirà le porte a febbraio a Berlino. Il centro di Norimberga, che può accogliere otto persone, è ancora vuoto: "Ancora non ci abita nessuno - ha spiegato Michael Glas, responsabile dell'associazione "Fliederlich" promotrice del progetto - ma è questione di un giorno o due, i locali sono pronti". "Hanno presentato domanda quattro persone provenienti dall'Iran, Iraq, Siria ed Etiopia" per essere ospitati in questa piccola casa a due piani in grado di accogliere in totale otto persone. "I pregiudizi non muoiono magicamente una volta oltrepassate le frontiere", sottolinea Glas, spiegando che gli omosessuali minacciati nei loro Paesi lo sono ugualmente in Germania. A Berlino, la struttura di accoglienza che avrà una capacità di circa 120 posti, sarà inaugurata a fine febbraio, ha spiegato al quotidiano "Neues Deutschland" Marcel de Groot, responsabile dell'associazione "Schwulenberatung" che gestirà il centro. Al momento non esistono dati ufficiali su violenze o maltrattamenti nei confronti di migranti omosessuali all'interno dei centri profughi dislocati nei vari Laender tedeschi. Secondo l'associazione di gay e lesbiche di Berlino-Brandeburgo (LSVD), tra agosto e dicembre 2015, poco meno di un centinaio di persone avrebbero segnalato aggressioni in questi due Laender. (fonte afp) Cls

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di Alessandra Severini

ROMA - All'indomani del Family day, la manifestazione di sabato scorso contro il ddl Cirinnà, la legge sulle unioni civili arriva alla prova dell'aula.  
Si comincerà domani, con il voto a Palazzo Madama sulle pregiudiziali di costituzionalità. Ma sarà un cammino tutt'altro che semplice, anche se il premier Renzi è determinato a ottenere la legge. «Grande rispetto per i cittadini che erano in piazza - ha sintetizzato la posizione della maggioranza dem il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato - ma grande consapevolezza del ruolo del Parlamento, che deve finalmente legiferare sul tema, siamo l'ultimo paese europeo ad aver normato dei diritti che sono attesi ormai da troppi anni. Faremo una buona legge, con il rispetto dei diritti di tutti e con la consapevolezza di dover colmare questo ritardo».  Una legge, dunque, che riconosca le unioni omosessuali ci sarà, ma molto più controversi rimangono i punti che riguardano la stepchild adoption e i diritti/doveri delle coppie. La sinistra dem spinge per approvare la legge così com'è: «Il testo Cirinnà è un compromesso che non prevede, per le coppie omosessuali, nessuna equiparazione con il matrimonio e con la possibilità di adozione», dice convinto Cesare Damiano.  Ma rimane la netta opposizione di Lega, Fratelli d'Italia e gran parte di Forza Italia. E soprattutto di una parte della maggioranza di governo. Area Popolare chiede cambiamenti sostanziali: «Siamo contrari alla equiparazione tra unioni civili e matrimonio – dice Alfano - perché sappiamo che sarebbe la strada che subito verrebbe seguita per consentire l'adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. E ciò aprirebbe la strada all'utero in affitto».  L'appoggio promesso dal Movimento 5 stelle, invece, potrebbe venir meno se la legge dovesse essere modificata. Per cercare una via d'uscita e arrivare al voto senza l'incubo dei numeri, il Pd sta tentando di recuperare una parte di Ap e tutto il suo gruppo, senza tentare la strada incerta delle maggioranze trasversali. Ma sarà difficile convincere tutta la maggioranza senza cambiare la legge, almeno nella parte che riguarda le adozioni. Renzi sembra invece intenzionato a concedere soltanto piccole modifiche. «Purché non stravolgano il testo», spiega il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda.

da Leggo.it

 

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