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06-02-2017 Valerio Mezzolani

Torino: il vescovo polemizza sulle unioni civili in occasione di un funerale

Da Repubblica Torino (4/2/2017) “L\'arcivescovo dovrebbe soltanto vergognarsi. Mi spiace dover dire...

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29-01-2017 Valerio Mezzolani

Irpinia: primo bagno a genere neutro e cittadinanza onoraria a coppia gay

Articolo tratto da IrpiniaNews.it (20/01/2017) Mai come negli ultimi tempi il pellegrinaggio da Mam...

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23-01-2017 Valerio Mezzolani

Milano, due ragazzi gay picchiati fuori da una discoteca

Da Milano Today (23/01/2017) MILANO - Michele ha il naso rotto, sbriciolato. A Marcello è andata pe...

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09-08-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili a Bolzano: …

Da Alto Adige (9/8/2016) Unioni civili, monta la polemica. Mentre in diversi comuni italiani come M...

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24-02-2016 GayNews

Il testo del maxiemendamento d…

  Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convi...

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21-02-2016 Valerio Mezzolani

Unioni civili, i funzionari de…

Di Primo Di Nicola e Antonio Pitoni, da Ilfattoquotidiano.it (19/2/2016) In un post su Facebook la ...

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17-12-2015 GayNews

Grillini (Gaynet), Unioni civi…

Finalmente, è il caso di dire, dopo mille rinvii approda in aula in Senato il 26 gennaio il Pdl sull...

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22-10-2015 GayNews

(EMILIA ROMAGNA) SCUOLA TEORIA…

IN REGIONE STOP A RISOLUZIONI FI-LEGA, "TOLGONO FIGLI A FAMIGLIE" (DIRE) Bologna, 22 ott. - Scontro ...

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Governo frena su unioni civili…

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Valerio Mezzolani

Valerio Mezzolani

Fonte: Corriere della Sera (20/9/2016)

Sembrava una storia chiusa. La denuncia di un anno fa per presunti atteggiamenti discriminatori a scuola nei confronti del figlio gay, il clamore, le polemiche. Poi le acque si sono calmate, e per i genitori di Daniel (nome di fantasia), studente sedicenne omosessuale iscritto a una scuola religiosa del capoluogo brianzolo, era forse arrivato il momento di dimenticare. Ma ora nuove polemiche sono destinate a montare. Perché secondo la mamma e il padre adottivo del ragazzo, l’Ente cattolico di formazione professionale di Monza (Ecfop) dove Daniel avrebbe dovuto frequentare il terzo anno del corso per baristi, ha rifiutato l’iscrizione al giovane per via del suo orientamento sessuale. La ferita si riapre, a un anno dalla vicenda che ha visto il ragazzo «punito» in corridoio dopo che tra i compagni era circolata una sua foto osè (nudo e abbracciato ad un partner). Secondo quanto racconta il padre adottivo dell’adolescente, questa estate l’istituto avrebbe volutamente dilatato i tempi per concedere l’iscrizione così da far scadere i termini utili.

«Siamo persone con un disperato bisogno di lavorare — racconta l’uomo — e non abbiamo potuto presentarci al colloquio di fine giugno tra docenti e genitori, ma avevamo avvertito che non ci saremmo stati. Poi non abbiamo fatto altro che telefonare alla scuola, volevamo i moduli per formalizzare l’iscrizione, ma ogni volta venivamo rimandati con qualche scusa, fino a che una persona in segreteria ci ha detto che il preside non voleva nostro figlio per quanto successo un anno fa». Il dirigente scolastico Adriano Corioni non ha voluto commentare. Il padre, come confermato anche da fonti scolastiche anonime, ha spiegato che quest’anno la classe contava solo 18 alunni rispetto ai 25 dello scorso anno. «Quindi — commenta — di posto per farlo entrare ce n’era eccome. Lo scorso anno, prima che accadesse quel fatto, ci eravamo iscritti pochi giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, e nessuno ci ha detto nulla».

E si torna a «quel fatto» del settembre 2015, quando i professori avevano scoperto i compagni di Daniel che guardavano quella foto intima pubblicata (e poi rimossa) su Instagram. La scuola aveva presentato un esposto alla Procura di Monza perché la riteneva un’immagine di carattere pedopornografico. Il ragazzo era stato isolato e messo in corridoio durante le lezioni. Secondo i genitori, una punizione perché gay. Per i responsabili dell’istituto, un modo per proteggerlo dallo scompiglio che la foto aveva suscitato in classe. Daniel, però, si era presto reintegrato in classe e con i compagni, «prima di questa nuova delusione che — secondo il padre — lo avrebbe letteralmente abbattuto». La stessa scuola cattolica era finita al centro di altre polemiche pochi mesi dopo, in seguito alla decisione di non celebrare la messa di Natale per non «offendere ragazzi di altre confessioni religiose».

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La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha celebrato questa mattina nella Sala Rossa del Campidoglio la prima unione civile omosessuale ai sensi della Legge Cirinnà. Gli sposi sono Francisco Raffaele Villarusso, 43 anni, nato a Cerignola, e Luca De Sario, 30 anni, di Roma. Il sì è stato salutato da un grande applauso. 


«Benvenuti, vi vedo emozionatissimi e giustamente. È un momento importante, una grande emozione, nasce una nuova coppia e una famiglia», ha detto la sindaca nel corso della cerimonia. «Vi auguro una unione lunga e divertente - ha aggiunto - potrebbe avere qualche scossone ma vi auguro di superare gli ostacoli che la vita ci pone davanti. Questa è la sfida che vi accingete ad intraprendere, andate avanti a testa alta con forza e divertitevi, il segreto è divertirsi. Vi auguro una vita intensa». 

«È una forte emozione. Questa legge ci rende tutti uguali. Bisogna avere il coraggio di essere felici», ha commentato Francisco Raffaele Villarusso. «Lo abbiamo messo nero su bianco, ora siamo una famiglia, come lo eravamo già nella realtà di tutti i giorni», ha aggiunto l'altro giovane Luca De Sario, visibilmente emozionato. «Se abbiamo votato Raggi? È una domanda non pertinente... Oggi Raggi è il sindaco di tutti noi a prescindere da chi l'ha votata, è il nostro sindaco. Ci ha anche confortato, è stata deliziosa e carina. Ci ha dato dei consigli simpatici, da vecchia amica. La cerimonia è stata emozionante anche per quello. Il rapporto con le persone fa la differenza». 

«Sono emozionatissima, è un traguardo anche per me, se lo meritavano», ha detto Danila, la mamma di Luca De Serio. «Avevano deciso di unirsi sei anni fa - racconta ancora la donna a margine della cerimonia - sarebbero andati a farlo in Spagna, ma ora lo possono fare qui. Quando è stata approvata la legge Cirinnà erano contentissimi. Io ho pianto per tutto il tempo, sono bellissimi, innamorati e meravigliosi». Danila spiega poi che i due non hanno fatto lista di nozze «ma hanno deciso una donazione a Save the Children per un'adozione a distanza».

Fonte: Il Messaggero 17/9/2016

Un manuale per l'uguaglianza di genere riservato alle forze armate. La notizia arriva dalla Svezia, paese progressista e da sempre all'avanguardia.

"Abbiamo pubblicato un 'gender manual' per chiedere a generali, ammiragli, ufficiali di prestare più attenzione all'imperativo etico di garantire più gender equality, più eguaglianza di diritto per persone di ogni sesso, sia nei ranghi delle nostre forze armate sia nelle nostre missioni all'estero. - ha dichiarato il viceammiraglio Jan Tornqvist, in rappresentanza dello Stato maggiore - la prospettiva che ci poniamo è creare più possibilità di carriera non influenzate dal genere, per le donne e per ogni genere, nelle forze armate reali, e insieme ciò significa che vogliamo reclutare più donne nelle forze armate e  che ci poniamo una nuova missione prioritaria. Cioè che nelle numerose missioni di pace all'estero cui prendiamo parte occorre da parte dei nostri soldati porre la massima attenzione a ogni esigenza di rispetto e a ogni timore legato al genere nelle popolazioni locali.

Nel caso di operazioni in forze di pace internazionali ciò può voler dire prestare la massima attenzione alle preoccupazioni e alle paure di donne e bambini in zone di guerra. Ciò significa chiedere direttamente a donne, bambini, gay e transgender in ogni teatro operativo di forze di pace internazionali in cui i nostri sono presenti, non solo parlare coi leader politici locali che molto spesso sono maschi".

Il manuale è stato distribuito ai 400 ufficiali di massimo grado ed è stato messo online, forse non a caso una decisione resa pubblica dopo il caso di Chelsea Manning, come fa notare Repubblica, che ha vinto la battaglia per la riassegnazione del sesso biologico in carcere. Manning aveva infatti violato segreti della sicurezza nazionale USA quando era soldato, fornendo ad Assange le informazioni che fecero scoppiare il caso Wikileaks, ma questo non impedirà di accedere a quello che resta, comunque un suo diritto.

Da Il Messaggero veneto (14/9/2016)

UDINE. È una battaglia civile. Una svolta epocale nella storia di questo Paese che, come alla pari di tanti altri, può riconoscere fondamentali diritti a due persone che si amano.

Indipendentemente dal sesso al quale appartengono. Ma di fronte a questa grande vittoria della civiltà, resta ancora un certo indugio, una certa refrattarietà e un certo timore a "pubblicizzare", in certi casi, le unioni civili.

I tempi sono cambiati, le mentalità sono più aperte. Forse però, questi tempi, non sono ancora così maturi o semplicemente queste coppie si vogliono solo vivere un momento felice lontano dai clamori.

 

Abbiamo chiesto alla vicepresidente di Arcigay Friuli Giuseppa Disnan perché nel 2016, con una legge in mano che consente di essere riconosciuti come coppia anche davanti alla legge, molti scelgono la riservatezza.

«Ci sono persone attiviste che anche dei fatti privati ne fanno una battaglia, utilizzando la propria sfera emotiva per ribadire come la normalità possa diventare "più normale" se mostrata con fierezza e sottolineare l'importanza che le unioni civili hanno nella nostra società (ricordando comunque come non siano garantiti eguali diritti tra tutti i cittadini, non essendo un matrimonio) spiega Disnan . Ci sono poi altre persone che preferiscono mantenere la loro vita privata».

Nessun problema di omofobia alla radice, perché «chi non si accetta o si vede "sbagliato", non ribadirebbe la sua essenza omosessuale sigillandola con un contratto legale».

Certo, in Italia gli episodi di omofobia sono ancora innumerevoli, «ma sono convinta prosegue Disnan che questo silenzio mediatico da parte dei partner delle nuove unioni civili non sia un cattivo segnale».

Ognuno, infatti, decide in base alla propria sensibilità cosa rendere pubblico della propria vita privata e «non trovo nulla di male nel fatto che alcune persone non abbiano voglia di invitare degli sconosciuti e/o essere sulla bocca di tutti in un giorno così importante.

Tante persone, sia etero che omosessuali è il suo pensiero preferiscono mantenere nell'intimità il momento di unione con il proprio partner oppure condividere quella gioia con i propri cari. Quante coppie etero non famose sono apparse suoi giornali o anche solo sui canali social? Se ragioniamo in termini di desiderio della coppia spesso i momenti più belli si vogliono condividere con chi si ama, ed è inutile continuare a distinguere tra etero e omosessuali».

 

Decine e decine di giovani cristiani Lgbti pronti ad incontrarsi, a dialogare tra loro (ma anche con sacerdoti e suore) per uno scambio di idee da cui possa emergere una nuova pastorale più inclusiva delle persone omosessuali e transessuali. Si terrà a Firenze, dal 28 al 30 ottobre, il ritiro 'Far fruttificare i propri talenti' tra momenti di preghiera, laboratori e dibattiti su 'come essere cristiani Lgbt in pienezza'. "E' stato organizzato autonomamente dai ragazzi dopo l'esperienza del IV Forum dei cristiani Lgbt italiani che si è svolto nell'aprile scorso ad Albano", ha spiegato all'Adnkronos Andrea Rubera, portavoce di 'Cammini di speranza', la prima associazione nazionale dei cristiani Lgbt italiani, che sostiene io ritiro. Da lì i giovani partecipanti (provenienti da ogni parte d'Italia e di età compresa tra i 18 e i 35 anni) hanno fatto rete nella Rete per continuare a confrontarsi su come promuovere un cambiamento nella Chiesa. Una rete che ha dato vita a 'Progetto Giovani Cristiani Lgbt', promotore della tre giorni a Firenze. "Il bisogno di mettere a frutto lo scambio di idee sull'essere cristiani ed omosessuali, di rispondere concretamente alle loro domande su come vivere le realtà parrocchiali in modo più attivo, è così forte per questi ragazzi che hanno deciso di creare un momento aggregativo", aggiunge Rubera sottolineando "l'importanza di questo passaggio".

"E' una presa di coscienza matura da parte di questi giovani di mettersi insieme e di attivarsi per un cambiamento reale nella Chiesa facendo proposte concrete - stimolati da un dibattito aperto con religiosi sensibili al tema delle 'periferie esistenziali' e con membri di associazioni cristiane Lgbt - per una nuova pastorale che sia a misura delle loro esigenze. Non stanno lì ad attendere risposte esterne, si muovono, ragionano insieme, fanno proposte affinché un cambiamento possa prodursi sulla scia di questo momento storico in cui si sta aprendo uno spiraglio di dialogo sul tema della fede e l'omosessualità", continua il portavoce di 'Cammini di speranza'. Le iscrizioni per il ritiro di Firenze sono già aperte (è possibile aderire fino al 25 settembre e fino ad esaurimento posti): basta collegarsi alla pagina e compilare il modulo.

Con l'apertura di ieri del Festival di Venezia, come ogni anno si svolgerà parallelamente la manifestazione dedicata al Queer Lion, premio cinematografico attribuito annualmente dal 2007 al "Miglior Film con Tematiche Omosessuali & Queer Culture" tra quelli presentati alla Mostra internazionale d'Arte cinematografica di Venezia.

L'anno scorso fu premiato The Danish Girl di Tom Hooper, di produzione anglo-americana, un adattamento dell'omonimo romanzo scritto da David Ebershoff nel 2000. Eddie Redmayne, nei panni di Lili Elbe, una delle prime persone ad essere identificata come transessuale e la prima ad essersi sottoposta a intervento chirurgico di riassegnazione sessuale negli anni '20 del Novecento.

Ecco i dieci film a contenuto LGBT  in gara quest'anno per la decima edizione del  Queer Lion.

 

HJARTASTEINN (HEARTSTONE)

Aug 31 | 14:00 Sala Perla | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 01 | 11:30 Sala Perla | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 02 | 16:30 Sala Rossini | Venezia | Tickets

Sep 03 | 16:00 Sala IMG Cinemas Candiani | Mestre | Tickets

Sep 04 | 11:30 Sala Perla | Lido di Venezia | All Accreditations

 

L’ESTATE ADDOSSO

Aug 31 | 14:30 Sala Casinò | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 01 | 21:00 Sala Giardino | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 02 | 09:00 Sala Giardino | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

 

LE ULTIME COSE

Sep 01 | 20:00 Sala Perla 2 | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 02 | 14:00 Sala Perla | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 03 | 09:00 Sala Perla | Lido di Venezia | Ticktes, All Accreditations

Sep 03 | 19:00 Sala Rossini | Venezia | Tickets

Sep 04 | 19:00 Sala IMG Cinemas Candiani | Tickets

 

PAMILYA ORDINARYO (ORDINARY PEOPLE)

Sep 01 | 17:30 Sala Perla 2 | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 09 | 16:30 Sala Perla | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 10 | 17:00 Sala Perla | Lido di Venezia | All Accreditations

 

JOURS DE FRANCE

Sep 02 | 19:30 Sala Perla 2 | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 03 | 13:45 Sala Perla | Lido di Venezia | Ticktes, All Accreditations

Sep 04 | 08:30 Sala Perla | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 04 | 21:30 Sala Rossini | Venezia | Tickets

Sep 05 | 21:30 Sala IMG Cinemas Candiani | Mestre | Tickets

 

INDIVISIBILI

Sep 03 | 11:30 Sala Perla | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 04 | 17:00 Sala Perla | Lido di Venezia | Ticktes, All Accreditations

Sep 05 | 16:30 Sala Rossini | Venezia | Tickets

Sep 06 | 16:30 Sala IMG Cinemas Candiani | Mestre | Tickets

 

LA REGIÓN SALVAJE

Sep 04 | 19:30 Sala Darsena | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 04 | 22:00 Sala Perla | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 05 | 16:45 Sala Grande | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 05 | 20:15 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | Tickets

Sep 06 | 08:30 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | All Accreditations

 

QUESTI GIORNI

Sep 08 | 09:00 Sala Darsena | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 08 | 11:15 Sala Grande | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 08 | 19:45 Sala Grande | Lido di Venezia | Tickets

Sep 08 | 20:00 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | Tickets

Sep 09 | 10:45 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | All Accreditations

Sep 09 | 16:00, 18:30, 21:00 Sala Rossini | Venezia | Tickets

Sep 10 | 16:00, 18:30, 21:00 Sala IMG Cinemas Candiani | Mestre | Tickets

 

BOYS IN THE TREES

Sep 08 | 20:00 Sala Volpi | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 08 | 22:00 Sala Casinò | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 09 | 17:00 Sala Darsena | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 10 | 16:45 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

 

ANG BABAENG HUMAYO (THE WOMAN WHO LEFT)

Sep 08 | 19:45 Sala Darsena | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 08 | 21:00 Sala Perla | Lido di Venezia | Press, Industry

Sep 09 | 15:30 Sala Grande | Lido di Venezia | Tickets, All Accreditations

Sep 09 | 20:00 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | Ticktes

Sep 10 | 08:00 Sala PalaBiennale | Lido di Venezia | All Accreditations

Singolare protesta di due coniugi contro l’amministrazione: «La sala matrimoni deve essere per tutti»

Da Il Piccolo di Trieste (30/8/2016)
È la prima protesta eterosessuale a favore le unioni civili contro la discriminazione messa in atto dal Comune di Trieste. «In segno di protesta per le decisioni assunte dall'amministrazione comunale di Trieste in merito al divieto di utilizzo della sala matrimoni anche per la celebrazione delle unioni civili, abbiamo deciso di restituire al Comune il testo della Costituzione e il Tricolore che recentemente ci sono stati consegnati in occasione della celebrazione del nostro matrimonio». Laura Fragiacomo e Luciano Trani si sono uniti in matrimonio sabato 6 agosto proprio nella saletta di piazza Unità. E hanno subito deciso di “divorziare” dalla Costituzione e dalla bandiere italiana. La loro protesta è spiegata in una lettera del 17 agosto inviata al sindaco Roberto Dipiazza e per conoscenza all’Arci Gay e alla redazione del Piccolo. «Il giorno 6 agosto 2016 abbiamo celebrato il nostro matrimonio nella sala matrimoni sita in piazza Unità 4. Alcuni giorni dopo - si legge ancora nel testo - abbiamo appreso dai mezzi di stampa che codesta spettabile amministrazione ha inteso negare l'utilizzo di detta sala per la celebrazione dell'unione civile di due concittadini che, come i sottoscritti, hanno manifestato l'intenzione di unirsi in una “formazione sociale” che la norma, approvata di recente dal nostro Parlamento, ha assimilato, dal punto di vista della dignità sociale, all'unione tra persone di sesso diverso» scrivono gli neosposi Laura e Luciano. «Crediamo che la dignità sia uno dei capisaldi della nostra Carta e ci rifiutiamo di accettarla in dono da un'amministrazione che nega l'uso della sala in questione, che di quella dignità costituisce un simbolo - spiegano i due coniugi - . Non comprendiamo a chi possa recare danno l'adibire quella sala anche alla celebrazione delle unioni civili, nel mentre il consentirne l'uso non avrebbe nuociuto ad alcuno; il rifiuto a noi appare ridurre il garbo, l'attenzione e il rispetto verso alcuni cittadini e francamente da un'amministrazione che si professa liberale ci si sarebbe aspettato un gesto di ben altro tenore. Con rammarico, quindi, restituiamo quanto ci è stato consegnato con l'augurio che in tema di celebrazione delle unioni civili questa Amministrazione possa rivedere le proprie decisioni». In fondo basterebbe fare quello che ha fatto il comune di Milano dove “la sala matrimoni” di Palazzo Reale è diventata semplicemente “la sala dei matrimoni e delle unioni civili”.

Circa 200 militanti della causa Lgbt hanno sfilato per le strade di Istanbul chiedendo giustizia per Hande Kader, la transessuale barbaramente trucidata all'inizio del mese. Il corpo della giovane prostituta, 22 anni, e' stato ritrovato l'8 agosto scorso mutilato e bruciato in un quartiere bene della citta' turca, una settimana dopo essere stata vista l'ultima volta mentre saliva a bordo dell'auto di un cliente. Militante appassionata del movimento Lgbt, Hande Kader era diventata un'icona della comunita' dopo aver affrontato senza retrocedere le unita' anti-sommossa della polizia che nel giugno 2015 tentavano di impedire il Gay pride a Istanbul. "Lotteremo finche non sara' trovato l'assassino di Hande Kader", ha dichiarato la reponsabile della comunita' Lgbt di Istanbul. In un comunicato, i militanti Lgbt definiscono "politici" i recenti omicidi di Gay e transessuali e ne attribuiscono la responsabilita' "al sistema educativo conservatore che non ci prende in considerazione". Il 4 agosto il corpo di un rifugiato siriano omosessuale, Muhammed Wisam Sankari, era stato ritrovato decapitato, mutilato ed eviscerato. I suoi familiari non lo hanno potuto riconoscere che per mezzo dei pantaloni indossati.

Non sempre le leggi vanno di pari passo con l'avanzamento culturale. L'arretratezza di una parte della politica locale che non è in grado di accettare l'idea che le unioni tra persone omosessuali oggi possono essere regolate e tutelate dallo Stato ne è la prova. Teolo, Rovigo, Verona: tre esempi veneti di come una parte di coloro che dovrebbero essere rappresentanti del popolo e tutori del rispetto della legge fatichino a comprendere questa finalmente raggiunta prima tappa verso l'uguaglianza.

Il primo caso riguarda Teolo, nel padovano, dove il sindaco Moreno Valdisolo, mesi fa, affermava che quantunque gli fosse imposto da obblighi istituzionali, non avrebbe registrato alcuna coppia gay nel suo Comune. A portarlo distante dalla "consacrazione" delle unioni di fatto omosessuali erano i suoi stessi convincimenti etici. L'occasione per dimostrare che non c'era differenza fra il detto e il fatto è avvenuta alcuni giorni fa. Quando Daniele Formaggio, figlio del grande critico d'arte Dino Formaggio cui è dedicato il Palazzo comunale dei Vicari, gli aveva chiesto la disponibilità alla celebrazione dell'unione di fatto di due cittadini suoi amici. Anche la scelta di Teolo nel desiderio della futura coppia omossessuale non era stata causale. Il suggestivo palazzo di Teolo, oltre ad essere luogo significativo della cultura è infatti sede di celebrazione dei matrimoni con rito civile. Ma alla festa, che avrebbe dovuto celebrarsi fra un mese il sindaco ha dato forfait. «Non mi sento adeguato», ha detto Valdisolo, «a suggellare un'unione di questo tipo. È più forte di me. Non lo farò né ora né in avanti. Lascio quindi la delega a chi non ha problemi a vantare principi diversi dai miei». La scelta di Daniele Formaggio,  è allora caduta su Alessandro Zan, il deputato Pd, noto per l'impegno con il quale ha ottenuto il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto alle coppie omosessuali. Lieto fine dunque per la futura celebrazione della coppia omosessuale a Teolo, se non fosse per le polemiche che immancabilmente segneranno il «no» del primo cittadino. Mesi fa, infatti, fu soprattutto l'opposizione di gruppo Teolo civico 34 a non lesinare toni duri nei confronti del venir meno dei doveri imposti al sindaco da una legge dello Stato. Valdisolo, però nemmeno stavolta ha voluto andare per il sottile. «Se c'è qualcuno», ha detto con mal celata ironia nei confronti dei suoi avversari, «capace di porre da parte i propri scrupoli religiosi per celebrare un'unione gay, lo faccia pure. Gli cedo per l'occasione la fascia volentieri. Esiste anche una sorta di obiezione morale, alla quale nessuna legge dello stesso più asservire un sindaco».

Secondo caso, Rovigo. Qui a dividere, dopo le polemiche sul sindaco Bergamin che, con clamore mediatico anche nazionale, si era detto contrario ora è la modalità con cui celebrare la prima unione civile polesana annunciata per il 3 settembre prossimo tra Simone Bovolenta e Luca Vettorello. L'amministrazione comunale deve decidere se l'unione dovrà solo essere convalidata negli uffici davanti ad un impiegato dell'Anagrafe di stato civile (delegato dal sindaco) alla presenza di due testimoni oppure celebrata con tanto di rito e invitati davanti a un delegato con fascia tricolore al Museo dei Grandi Fiumi a San Bortolo come avviene per i matrimoni civili. Il presidente di Arcigay Rovigo, Nicola Pizzamiglio è insorto contro le proposte riduttive: «La cosa è molto più semplice - ha spiegato - Un articolo della legge (Cirinnà, n.d.r.) specifica che laddove siano assenti precise indicazioni sulla cerimonia si rimanda il riferimento alle norme vigenti per il matrimonio civile, quindi come tale va celebrato». Pronta però la replica del vicesindaco (e avvocato) Ezio Conchi. «Non è esatto - ha risposto - Diversi comuni come Piacenza, Padova e Venezia che i nostri uffici hanno consultato, si stanno muovendo tutti in maniera diversa. Se la norma fosse chiara ci muoveremmo nello stesso modo ovunque. E poi se il legislatore non ha precisato che matrimoni e unioni civili devono essere celebrati in egual modo ci sarà un motivo». Poi Conchi ha precisato: «Abbiamo interpellato il ministero dell'Interno chiedendo come dobbiamo comportarci». Anche il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù, centrista cattolico, sostiene la posizione della maggioranza. «Pare che l'unione debba essere ufficializzata mediante un semplice atto burocratico da adempiersi con gli impiegati dell'Anagrafe civile. Sarà poi la giunta comunale a stabilire come muoversi eventualmente» ha chiarito. «Trovo che non si debba fare nessuna differenza, altrimenti è discriminazione - attacca dall'opposizione Silvia Menon, capogruppo consiliare dell'omonima lista civica - è un servizio che va dato ai cittadini. Sono per lo stesso trattamento: si applichino le stesse tariffe e si celebri nella stessa sala dei matrimoni civili». Anche il consigliere tosiano Antonio Rossini (Fare!) critica la posizione presa dalla squadra di Bergamin. «In mancanza di istruzioni dettagliate sta alla sensibilità del sindaco decidere il da farsi, non ha senso confrontarsi con gli altri Comuni. Stesso trattamento subito per le unioni gay». Conchi ha annunciato comunque che l'unione si farà. E appurato si possa farlo in stile nozze civili, dato che al 3 settembre manca poco e non vi è il tempo tecnico per approvare delibere sui locali del comune destinati alle cerimonie gay, l'unione avverrà in via eccezionale al Museo dei Grandi Fiumi.

Terzo caso, Verona. La città di Romeo e Giulietta e dell'Arena vedrà nel prossimo sabato la prima celebrazione di unione civile di tutto il Veneto. Fra i luoghi proposti dall'amministrazione per la celebrazione anche il balcone di Romeo e Giulietta, ma i due interessati, Luciano e Mauro, hanno scelto la Sala degli arazzi di palazzo barbieri, che ospita le riunioni di giunta.

Per sabato, a turbare la loro cornice di festa e congratulazioni, non sono finora previste manifestazioni o proteste all'esterno del municipio. «Non è nel mio stile, però la mia ferma contrarietà rimane inalterata» ha affermato Alberto Zelger, già eletto con la lista Tosi, autore nei giorni scorsi di un comunicato congiunto con i consiglieri regionali Alessandro Montagnoli della Lega Nord e Stefano Valdegamberi per la Lista Zaia: «Il nostro è un "no" allo sfregio delle celebrazioni gay nei luoghi simbolo dell'amore tra uomo e donna legati al mito di Giulietta e Romeo», hanno sostenuto coralmente. In questi giorni, a dire il vero, le maggiori obiezioni avanzate da privati cittadini riguardano proprio la possibile location delle unioni civili nella Casa di Giulietta. E Zelger cavalca tale rimostranza: «Siamo allibiti per la recente decisione del sindaco Tosi, di concedere la casa di Giulietta per la registrazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso quasi che fossero veri e propri matrimoni. Ma così non è, come ha dichiarato lo stesso presidente Mattarella durante l'iter di approvazione della legge Cirinnà. Trattandosi di istituti completamente diversi, ci saremmo aspettati che la registrazione delle unioni civili non si trasformasse nella celebrazione di un simil-matrimonio, danneggiando l'immagine stessa di Verona, famosa in tutto il mondo per essere la città di Giulietta e Romeo. Shakespeare avrebbe stracciato la sua opera drammatica, se avesse saputo che i veronesi sarebbero giunti a tanto. Stupisce poi che alcuni assessori della giunta Tosi, noti per aver raccolto consensi negli ambienti cattolici veronesi, non abbiano alzato un dito per opporsi a questa decisione, presa nella riunione di giunta del 19 luglio scorso, forse per il timore di perdere lo scanno su cui siedono".

Recalcitrante e con la consueta lentezza, anche la politica locale più omofoba si sta adeguando all'uguaglianza - ancora solo parziale - finalmente sancita per legge.

Italpress, 16/8/2016. Una dedica spontanea, un coming out involontario e sincero. Forse non voleva neppure farlo, Rachele Bruni, ma in fondo dedicare una medaglia olimpica alla persona amata e' la cosa piu' naturale del mondo, come ha voluto sottolineare la nuotatrice fiorentina. "Io l'ho sempre vissuta senza problemi - ha spiegato con sincerita' la Bruni parlando dell'omosessualita' - anche se non ho mai fatto coming out. Indubbiamente ci sono persone che hanno troppi pregiudizi pero' io non ci penso: vivo serena e tranquilla, per me stessa, per il nuoto e le persone che mi vogliono bene". Non e' il primo coming out nello sport, ovviamente, ma neppure il primo dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Prima della Bruni, in Brasile gia' la judoka Rafaela Silva aveva postato una foto su Instagram con la fidanzata, l'ex atleta Thamara Cezar, annunciando il prossimo viaggio-premio per la medaglia a Disneyworld, in Florida, "forse dopo dicembre, perche' e' il nostro sogno" dopo tre anni di fidanzamento. E poi, ancor piu' esplicita, c'e' stata la richiesta di matrimonio avanzata dalla volontaria Marjorie Enya alla rugbista brasiliana Izzy Cerullo direttamente in campo, di fronte ai fotografi e alle telecamere di tutto il mondo. Tornando indietro nel tempo, sono tanti gli sportivi che hanno dichiarato al mondo la propria omosessualita'. Non molti nel calcio, per la verita', dopo Justin Fashanu, primo a fare coming out nel 1990 ma poi rinnegato persino dalla comunita' nera: una storia finita in tragedia nel 1998, quando Fashanu si tolse la vita a seguito delle accuse di stupro da parte di un teenager.

Di recente, sempre nel calcio, il centrocampista americano Robbie Rogers e il mediano tedesco Thomas Hitzlsperger, passato pure per la Lazio, si sono dichiarati gay. Tanti i coming out tra le donne del tennis. La prima, la campionessa cecoslovacca poi naturalizzata dagli Stati Uniti Martina Navratilova, uscita allo scoperto 1981, poi imitata negli anni Novanta dalla spagnola Conchita Martinez e dalla francese Amelie Mauresmo. Ebbero grande risalto mediatico anche i coming out del cestista britannico John Amaechi nel 2007, primo giocatore di basket della Nba, del capitano della nazionale gallese di rugby Gareth Thomas nel 2009, del pugile portoricano Orlando Cruz nel 2012, del tuffatore inglese Tom Daley nel 2013 e ovviamente del campione di nuoto Ian Thorpe, annunciato in un'intervista televisiva: "Ci ho pensato molto a lungo - spiego' l'australiano due anni fa - Non sono etero. Da solo due settimane ho deciso di parlarne con i miei. Ora dico al mondo che sono gay e spero che questo renda piu' facile per gli altri esprimere una cosa che hanno tenuto dentro per anni".

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