Mar 29, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

5 film contro i pregiudizi sull’AIDS

Published in Cultura

Domani, come ogni anno dal 1988, è la giornata mondiale contro l'AIDS. L'idea di dedicare una giornata a questa malattia, conosciuta per la prima volta nella primavera del 1981, ha avuto origine al Summit mondiale della sanità come tentativo preventivo di contrazione del virus HIV. In seguito è stata adottata dai governi e dagli enti internazionali di tutto il mondo.

Secondo il rapporto UNAIDS 2014, in tutto il mondo vi sono state circa 75 milioni di persone contagiate sin dall'inizio della pandemia, con circa 36 milioni di morti. Oggi, sempre secondo le ultime stime del report annuale dell'UNAIDS – Il programma AIDS delle Nazioni Unite – le morti per HIV sono diminuite del 42 %, dato confortante che ha permesso all'organizzazione intergovernativa di lanciare un programma quinquennale, con l'obiettivo di sconfiggere definitivamente il virus entro il 2030.

Parlare di una malattia considerata dai medici una vera e propria pandemia da quando ha fatto il suo ingresso nell'umanità, non è affatto facile, soprattutto alla luce di molti pregiudizi che si sono creati intorno ad essa. Parlare di AIDS implica mettere in gioco molte questioni come l'omofobia, il razzismo, il pudore e l'intolleranza. Alcuni film sono però riusciti nella difficile impresa di rappresentare l'AIDS da svariati punti di vista, cercando di non mettere in rilievo solo la sua sintomatologia ma anche la strenua lotta contro i pregiudizi legati alla sua trasmissione. Vediamo i 5 migliori film che hanno raccontato la malattia nella sua interezza ma soprattutto che hanno cercato di debilitare quello stigma che resiste ancora oggi e che porta i sieropositivi a vergognarsi di aver contratto il virus.

Proprio la settimana scorsa c'è stato un caso eclatante che ha fatto mormorare tutta Hollywood, lasciando intuire quanti tabù esistono ancora su questa malattia e lasciando trapelare quanta speculazione si possa creare intorno all'AIDS. Il caso riguarda l'attore Charlie Sheen che, dopo quattro anni in silenzio (perché poi avrebbe dovuto annunciarlo?) dalla scoperta di essere sieropositivo, ha confessato il suo dramma con una dichiarazione ufficiale, andata pure in diretta tv (qui la notizia).

1. Dalla Byers Club

Ispirato a una storia vera, il film di Jean-Marc Vallée racconta di un'America razzista, quella degli anni Ottanta nemica dei malati di HIV, ovvero degli omosessuali. Protagonista della storia -interpretato dal premio Oscar Matthew McConaughey – è un elettricista texano che scopre di essere sieropositivo nel 1985. Era l'anno in cui Rock Hudson moriva di AIDS, spingendo l'opinione pubblica ad avere una maggiore consapevolezza della patologia, considerata comunque ancora da molti la "malattia dei gay". Il rude texano Ron Woodroof comincia perciò a curarsi seguendo un corso di medicina alternativa. Incontra Rayon, (premio Oscar Jared Leto) un transessuale sieropositivo. Woodroof oltre ad avere un carattere particolare è omofobo e ha un passato da tossico dipendente. Gli vengono dati solo trenta giorni di vita ma grazie all'aiuto di Rayon e della dottoressa Eve Sack riuscirà a sopravvivere per molto più tempo, fino al 1992. La cura che Ron segue diverrà nota a molte imprese farmaceutiche che lo condanneranno e lo minacceranno.

2. Philadelphia

Nel 1993 Johnatan Demme dirige Philadelphia con il premio Oscar Tom Hanks e Denzel Washington, entrambi nei panni di avvocati. Il primo, Andy, è un avvocato brillante e di successo, è omosessuale e convive con il compagno. Il secondo, Joe, professa la sua vocazione soprattutto in televisione, trattando casi in piccolo. Joe è sposato e ha una bambina. Il giorno stesso in cui Andy ha per le mani un caso molto importante, ricevuto grazie a una sua precedente vittoria, uno dei suoi colleghi si accorge di una strana ferita sulla fronte del collega. In men che non si dica i colleghi di Andy capiscono che è malato di AIDS, così architettano un modo del tutto illegale per licenziarlo, facendolo passare per incompetente. Andy reagisce facendo causa ai suoi ex colleghi per aver aver adottato una soluzione illegittima del rapporto di lavoro. Dopo aver ricevuto il rifiuto da 8 avvocati, Andy trova finalmente in Joe un alleato con cui affrontare i pregiudizi nei confronti dei gay e dell'AIDS.

3. How To survive a plague

Candidato agli Oscar 2013 e realizzato interamente con filmati originali dell'epoca, molti dei quali inediti, How To Survive a Plague di David France è il vivido racconto di una lotta fondamentale per il diritto alla vita, all'assistenza sanitaria e per i diritti civili, in cui le storie individuali dei protagonisti appassionano per il coraggio, la capacita' di resistenza e la profonda umanità. Due movimenti, Act Up e Treatment Action Group, trasformano l'AIDS da una condanna senza uscita e una condizione da gestire senza formazione scientifica ma solo avendo libero accesso a dei filmati d'archivio.

4. Blue

Anche questa pellicola è del 1993 ed è firmata da Derek Jarman, l'ultimo film da lui diretto prima di morire per AIDS. E' dunque un testamento filmico del regista britannico, che in quegli ultimi anni di vita era diventato cieco a causa di alcune complicazioni dovute al virus. Un unico fotogramma di colore blu (tonalità ideata dall'artista Ives Klein) fa da sfondo costante alla colonna sonora composta da Simon Fisher Turner e accompagnata dalla voce di Jarman che parla della sua vita, immergendo lo spettatore dentro le tensioni di un malato terminale di AIDS.

5. Che mi dici di Willy?

1990, Norman René dirige il primo film statunitense distribuito su scala nazionale che affronta il tema dell'AIDS. Otto giovani omosessuali, Alan (fratello di Lisa, una ragazza già fidanzata), soprannominato "Spino" per la folta barba, Willy, Howard, David, Sean, John, Paul e Bob hanno successo nel lavoro, e appartengono in gran parte al mondo degli scrittori, sceneggiatori e attori dei teleromanzi, mentre Spino è un avvocato. Essi vivono agiatamente e sereni, e fra alcuni di loro ci sono legami amorosi, come fra Willy e Spino, David e Sean, Howard e Paul. Ma nel luglio del 1981 il New York Times parla per la prima volta di una malattia totalmente sconosciuta, che comincia a far vittime, specialmente fra i gay e i drogati: l'AIDS.