Mar 25, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017
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Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze

1. La presente legge istituisce l'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione e reca la disciplina delle convivenze di fatto.

2. Due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un'unione civile mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni.

3. L'ufficiale di stato civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell'archivio dello stato civile.

4. Sono cause impeditive per la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso: a) la sussistenza, per una delle parti, di un vincolo matrimoniale o di un'unione civile tra persone dello stesso sesso; b) l'interdizione di una delle parti per infermità di mente; se l'istanza d'interdizione è soltanto promossa, il pubblico ministero può chiedere che si sospenda la costituzione dell'unione civile; in tal caso il procedimento non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato; c) la sussistenza tra le parti dei rapporti di cui all'articolo 87, primo comma, del codice civile; non possono altresì contrarre unione civile tra persone dello stesso sesso lo zio e il nipote e la zia e la nipote; si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 87; d) la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte; se è stato disposto soltanto rinvio a giudizio ovvero sentenza di condanna di primo o secondo grado ovvero una misura cautelare, la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento.

5. La sussistenza di una delle cause impeditive di cui al comma 4 comporta la nullità dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano gli articoli 65 e 68, nonché le disposizioni di cui agli articoli 119, 120, 123, 125, 126, 127, 128, 129 e 129-bis del codice civile;

6. L'unione civile costituita in violazione di una delle cause impeditive di cui al comma 4, ovvero in violazione dell'articolo 68 del codice civile, può essere impugnata da ciascuna delle parti dell'unione civile, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano per impugnarla un interesse legittimo e attuale. L'unione civile costituita da una parte durante l'assenza dell'altra non può essere impugnata finché dura l'assenza.

7. L'unione civile può essere impugnata dalla parte il cui consenso è stato estorto con violenza o determinato da timore di eccezionale gravità determinato da cause esterne alla parte stessa. Può essere altresì impugnata dalla parte il cui consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o di errore essenziale su qualità personali dell'altra parte. L'azione non può essere proposta se vi è stata coabitazione per un anno dopo che è cessata la violenza o le cause che hanno determinato il timore ovvero sia stato scoperto l'errore. L'errore sulle qualità personali è essenziale qualora, tenute presenti le condizioni dell'altra parte, si accerti che la stessa non avrebbe prestato il suo consenso se le avesse esattamente conosciute e purche' l'errore riguardi: a) l'esistenza di una malattia fisica o psichica, tale da impedire lo svolgimento della vita comune; b) le circostanze di cui all'articolo 122, comma terzo, numeri 2), 3) e 4), del codice civile.

8. La parte può in qualunque tempo impugnare il matrimonio o l'unione civile dell'altra parte. Se si oppone la nullità della prima unione civile, tale questione deve essere preventivamente giudicata.

9. L'unione civile tra persone dello stesso sesso è certificata dal relativo documento attestante la costituzione dell'unione, che deve contenere i dati anagrafici delle parti, l'indicazione del loro regime patrimoniale e della loro residenza, oltre ai dati anagrafici e la residenza dei testimoni.

10. Mediante dichiarazione all'ufficiale di stato civile le parti possono stabilire di assumere, per la durata dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all'ufficiale di stato civile.

11. Con la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.

12. Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato.

13. Il regime patrimoniale dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è costituito dalla comunione dei beni. In materia di forma, modifica, simulazione e capacità per la stipula delle convenzioni patrimoniali si applicano gli articoli 162, 163, 164 e 166 del codice civile. Le parti non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto dell'unione civile. Si applicano le disposizioni di cui alle sezioni II, III, IV, V e VI del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile.

14. Quando la condotta della parte dell'unione civile è causa di grave pregiudizio all'integrita' fisica o morale ovvero alla libertà dell'altra parte, il giudice, su istanza di parte, può adottare con decreto uno o più dei provvedimenti di cui all'articolo 342-ter del codice civile.

15. Nella scelta dell'amministratore di sostegno il giudice tutelare preferisce, ove possibile, la parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. L'interdizione o l'inabilitazione possono essere promosse anche dalla parte dell'unione civile, la quale può presentare istanza di revoca quando ne cessa la causa.

16. La violenza è causa di annullamento del contratto anche quando il male minacciato riguarda la persona o i beni dell'altra parte dell'unione civile costituita dal contraente o da un discendente o ascendente di lui. 17. In caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate dagli articoli 2118 e 2120 del codice civile devono corrispondersi anche alla parte dell'unione civile.

18. La prescrizione rimane sospesa tra le parti dell'unione civile.

19. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano altresì le disposizioni di cui al titolo XIII del libro primo del codice civile, nonche' gli articoli 116, primo comma, 146, 2647, 2653, primo comma n. 4) e 2659 del codice civile.

20. Al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole 'coniuge', 'coniugi' o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge, nonche' alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184. Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti.

21. Alle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni previste dal capo III e dal capo X del titolo I, dal titolo II e dal capo II e dal capo V-bis del titolo IV del libro secondo del codice civile.

22. La morte o la dichiarazione di morte presunta di una delle parti dell'unione civile ne determina lo scioglimento. 23. L'unione civile si scioglie altresì nei casi previsti dall'articolo 3, n. 1) e n. 2) lettera a), c), d) ed e) della legge 10 dicembre 1970, n. 898.

24. L'unione civile si scioglie, inoltre, quando le parti hanno manifestato anche disgiuntamente la volontà di scioglimento dinanzi all'ufficiale dello stato civile. In tale caso la domanda di scioglimento dell'unione civile è proposta decorsi tre mesi dalla data di manifestazione di volontà di scioglimento dell'unione.

25. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 4, 5, primo comma e dal quinto all'undicesimo comma, 8, 9, 9-bis, 10, 12-bis, 12-ter, 12-quater, 12-quinquies e 12-sexies, della legge 1 dicembre 1970, n. 898, nonché le disposizioni di cui al Titolo II del libro quarto del codice di procedura civile ed agli articoli 6 e 12 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162.

26. La sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso determina lo scioglimento dell'unione civile fra persone dello stesso sesso.

27. Alla rettificazione anagrafica di sesso, ove i coniugi abbiano manifestato la volonta' di non sciogliere il matrimonio o di non cessarne gli effetti civili, consegue l'automatica instaurazione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso.

28. Fatte salve le disposizioni di cui alla presente legge, il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi in materia di unione civile fra persone dello stesso sesso nel rispetto dei seguenti princi'pi e criteri direttivi: a) adeguamento alle previsioni della presente legge delle disposizioni dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; b) modifica e riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato, prevedendo l'applicazione della disciplina dell'unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all'estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo; c) modificazioni ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la presente legge delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti.

29. I decreti legislativi di cui al comma 28 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro degli esteri.

30. Ciascuno schema di decreto legislativo di cui al comma 28, a seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri, e' trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche' su di esso siano espressi, entro sessanta giorni dalla trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine il decreto puo' essere comunque adottato, anche in mancanza dei pareri. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 28, quest'ultimo termine e' prorogato di tre mesi. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati.

31. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo adottato ai sensi del comma 28, il Governo puo' adottare disposizioni integrative e correttive del decreto medesimo, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di' cui al citato comma 28, con la procedura prevista nei commi 29 e 30.

32. All'articolo 86 del codice civile, dopo le parole: 'da un matrimonio' sono inserite le parole: 'o da un'unione civile tra persone dello stesso sesso'.

33. All'articolo 124 del codice civile, dopo le parole: 'impugnare il matrimonio' sono inserite le seguenti: 'o l'unione civile tra persone dello stesso sesso'.

34. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell'archivio dello stato civile nelle more dell'entrata in vigore dei decreti legislativi adottati ai sensi del comma 28, lettera a).

- 35. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 34 della presente legge acquistano efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge medesima.

36. Ai fini delle disposizioni di cui ai comma da 37 a 67 si intendono per: 'conviventi di fatto' due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinita' o adozione, da matrimonio o da un'unione civile.

37. Ferma restando la sussistenza dei presupposti di cui al comma 36, per l'accertamento della stabile convivenza si' fa riferimento alla dichiarazione anagrafica di cui all'articolo 4 e alla lettera b), comma 1, dell'articolo 13 del 6 regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.

38. I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario.

39. In caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonche' di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari.

40. Ciascun convivente di fatto puo' designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati: a) in caso di malattia che comporta incapacita' di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalita' di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

41. La designazione di cui al comma 40 e' effettuata in forma scritta e autografa oppure, in caso di impossibilita' di redigerla, alla presenza di un testimone.

42. Salvo quanto previsto dall'articolo 337-sexies del codice civile, in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.

43. Il diritto di cui al comma 42 viene meno nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto.

44. Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facolta' di succedergli nel contratto.

45. Nel caso in cui l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia 7 popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parita' di condizioni, i conviventi di fatto.

46. Nella sezione VI del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile, dopo l'articolo 230-bis e' aggiunto il seguente: 'Art. 230-ter. - (Diritti del convivente). Al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all'interno dell'impresa dell'altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonche' agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta qualora tra i conviventi esista un rapporto di societa' o di lavoro subordinato'.

47. All'articolo 712, secondo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: 'del coniuge' sono inserite le seguenti: 'o del convivente di fatto'.

48. Il convivente di fatto puo' essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora l'altra parte sia dichiarata interdetta o inabilitata ai sensi delle norme vigenti ovvero ricorrano i presupposti di cui all'articolo 404 del codice civile.

49. In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell'individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.

50. I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza.

51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione, sono redatti in forma scritta, a pena di nullita', con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita' alle norme imperative e all'ordine pubblico.

52. Ai fini dell'opponibilita' ai terzi, il professionista che ha ricevuto l'atto in forma pubblica o che ne ha autenticato la sottoscrizione ai sensi del comma 51 deve provvedere entro i successivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi per l'iscrizione all'anagrafe ai sensi degli articoli 5 e 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223. 8

53. Il contratto di cui al comma 50 reca l'indicazione dell'indirizzo indicato da ciascuna parte al quale sono effettuate le comunicazioni inerenti al contratto medesimo. Il contratto puo' contenere: a) l'indicazione della residenza; b) le modalita' di contribuzione alle necessita' della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacita' di lavoro professionale o casalingo; c) il regime patrimoniale della comunione dei beni, di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile,

54. Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza puo' essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza con le modalita' di cui al comma 51.

55. Il trattamento dei dati personali contenuti nelle certificazioni anagrafiche deve avvenire conformemente alla normativa prevista dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, garantendo il rispetto della dignita' degli appartenenti al contratto di convivenza. I dati personali contenuti nelle certificazioni anagrafiche non possono costituire elemento di discriminazione a carico delle parti del contratto di convivenza.

56. Il contratto di convivenza non puo' essere sottoposto a termine o condizione. Nel caso in cui le parti inseriscano termini o condizioni, questi si hanno per non apposti.

57. Il contratto di convivenza e' affetto da nullita' insanabile che puo' essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse se concluso: a) in presenza di un vincolo matrimoniale, di un'unione civile o di un altro contratto di convivenza; N in violazione del comma 36; c) da persona minore di eta'; d) da persona interdetta giudizialmente; e) in caso di condanna per il delitto di cui all'articolo 88 del codice civile.

58. Gli effetti del contratto di convivenza restano sospesi in pendenza del procedimento di interdizione giudiziale o nel caso di rinvio a giudizio o di 9 misura cautelare disposti per il delitto di cui all'articolo 88 del codice civile, fino a quando non sia pronunciata sentenza di proscioglimento.

59. Ilcontratto di convivenza si risolve per: a) accordo delle parti; b) recesso unilaterale; c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona; d) morte di uno dei contraenti.

60. La risoluzione del contratto di convivenza per accordo delle parti o per recesso unilaterale deve essere redatta nelle forme di cui al comma 51. Qualora il contratto di convivenza preveda, a norma del comma 53, lettera c), il regime patrimoniale della comunione dei beni, la sua risoluzione determina lo scioglimento della comunione medesima e si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio per gli atti di trasferimento di diritti reali immobiliari comunque discendenti dal contratto di convivenza.

61. Nel caso di recesso unilaterale da un contratto di convivenza il professionista che riceve o che autentica l'atto e' tenuto, oltre che agli adempimenti di cui al comma 52, a notificarne copia all'altro contraente all'indirizzo risultante dal contratto. Nel caso in cui la casa familiare sia nella disponibilita' esclusiva del recedente, la dichiarazione di recesso, a pena di nullita', deve contenere il termine, non inferiore a novanta giorni, concesso al convivente per lasciare l'abitazione.

62. Nel caso di cui alla lettera c) del comma 59, il contraente che ha contratto matrimonio o unione civile deve notificare all'altro contraente, nonche' al professionista che ha ricevuto o autenticato il contratto di convivenza, l'estratto di matrimonio o di unione civile.

63. Nel caso di cui alla lettera d) del comma 59, il contraente superstite o gli eredi del contraente deceduto devono notificare al professionista che ha ricevuto o autenticato il contratto di convivenza l'estratto dell'atto di morte lo affinche' provveda ad annotare a margine del contratto di convivenza l'avvenuta risoluzione del contratto e a notificarlo all'anagrafe del comune di residenza.

64. Dopo l'articolo 30 della legge 31 maggio 1995, n. 218, e' inserito il seguente: 'Art. 30-bis. - (Contratti di convivenza). -- 1. Ai contratti di convivenza si applica la legge nazionale comune dei contraenti. Ai contraenti di diversa cittadinanza si applica la legge del luogo in cui la convivenza e' prevalentemente localizzata. 2. Sono fatte salve le norme nazionali, internazionali ed europee che regolano il caso di cittadinanza plurima'.

65. In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente e gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. In tali casi, gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza e nella misura determinata ai sensi dell'articolo 438, secondo comma, del codice civile. Ai fini della determinazione dell'ordine degli obbligati ai sensi dell'articolo 433 del codice civile, l'obbligo alimentare del convivente di cui al presente comma e' adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.

66. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 35 della presente legge, valutati complessivamente in 3,7 milioni di euro per l'anno 2016, in 6,7 milioni di euro per l'anno 2017, in 8 milioni di euro per l'anno 2018, in 9,8 milioni di euro per l'anno 2019, in 11,7 milioni di euro per l'anno 2020, in 13,7 milioni di euro per l'anno 2021, in 15,8 milioni di euro per l'anno 2022, in 17,9 milioni di euro per l'anno 2023, in 20,3 milioni di euro per l'anno 2024 e in 22,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede: a) quanto a 3,7 milioni di euro per l'anno 2016, a 1,3 milioni di euro per l'anno 2018, a 3,1 milioni di euro per l'anno 2019, a 5 milioni di euro per l'anno 2020, a 7 milioni di euro per l'anno 2021, a 9,1 milioni di euro per l'anno 2022, a 11,2 milioni di euro per l'anno 2023, a 13,6 milioni di euro per l'anno 2024 e a 16 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, mediante riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; b) quanto a 6,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per l'anno 2017, dello stanziamento 11 del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016- 2018, nell'ambito del programma 'Fondi di riserva e speciali' della missione 'Fondi da ripartire' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.

67. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei dati comunicati dall'INPS, provvede al monitoraggio degli oneri di natura previdenziale ed assistenziale di cui ai commi da 11 a 20 della presente legge e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 66, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede, con proprio decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attivita' di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi la natura di spese rimodulabili, ai sensi dell'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nell'ambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

68. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 67.

69. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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Finalmente, è il caso di dire, dopo mille rinvii approda in aula in Senato il 26 gennaio il Pdl sulle Unioni Civili, il ché significa che si esamineranno gli emendamenti e che si comincerà a votare e che, quindi, avremo un testo approvato presumibilmente entro febbraio. Tutto ciò mentre il Parlamento Europeo dice sì ai matrimoni gay e mentre la Grecia approverà le Unioni Civili tra 5 giorni.

Come Gaynet auspichiamo che il Pdl non sia manomesso al ribasso rispetto al testo della relatrice Cirinnà soprattutto per quanto riguarda i temi qualificanti delle pensioni di reversibilità e della Step Child Adoption. Sul primo punto pare che l'opposizione di destra si sia già sgonfiata perchè le cifre dell'eventuale costo rese note dall'Inps e dal Mef sono assolutamente compatibili e sostenibili dal bilancio attuale dello Stato. Sul secondo punto assistiamo alla caciare della destra e dei clericali che identificano, in modo del tutto sbagliato, la SCA con la pratica della Surrogacy perchè la legge prende atto di bambini già nati e non di come questi sono venuti al mondo e in ogni caso sarebbe veramente triste che si facesse pagare ai bambini stessi l'idea punitiva sulla modalità della loro nascita lasciandoli senza il secondo genitore, in pratica la destra vuole creare degli orfani per motivi squisitamente ideologici.

Com'è noto Gaynet e il movimento lgbt rivendica l'uguaglianza formale fra tutti i cittadini ciò vuol dire proporre il matrimonio egualitario già realizzato in 21 paesi nel mondo mentre in tantissimi altri vige almeno il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto e delle Unioni Civili sia per etero che per gli omosessuali. L'Italia arriva buon'ultima e la mancanza di una norma che superi la discriminazione in materia familiare ha creato finora molte sofferenze e una inaccettabile assenza di tutele peraltro più volte sollecitata dagli organismi internazionali.

Qualcuno dirà che in questa fase i diritti sono un lusso, noi come Gaynet al contrario sosteniamo che garantire ed estendere i diritti civili è il modo migliore per combattere chi vorrebbe riportarci al medioevo.

E' bene ricordare infine che la prima volta che una Pdl sul diritto "alla vita familiare" delle persone omosessuali è stata calendarizzata nel Parlamento italiano fu nell'autunno del 2005 su mia iniziativa come primo firmatario della Pdl sui Pacs e su richiesta dell'allora capogruppo in commissione giustizia alla Camera Anna Finocchiaro.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

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Nella foto una manifestazione del '91 davanti al parlamento

La prima volta che ho sentito parlare di Aids è stato al gay camp del 1983 a Porto Sant'Elpidio: le lavanderie si rifiutarono di lavarci lenzuola e coperte. Signorilmente risolvemmo il problema comprandocene delle nuove. Ma fu per me uno choc perchè fummo messi di fronte ad una malattia infettiva a probabile esito mortale che sembrava essere solo maschile e omosessuale. Si parlò allora di "gay cancer", di "peste gay", l'ultrareazionario cardinale di Genova Siri parlò esplicitamente del "castigo di Dio". Ai bigotti non sembrava vero che finalmente l'onnipotente avesse dato un segno contro la montante presenta gay nella società. Poi si è visto che "un virus non ha morale", che nel mondo sono colpiti soprattutto gli eterosessuali, che la via di trasmissione più frequente sono i rapporti sessuali non protetti da parte di chiunque senza distinzione di orientamento sessuale. 
Dall'84 in poi tutte le nostre energie furono impiegate nella lotta all'Aids, in migliaia di appuntamenti pubblici assieme ai medici infettivologi, di campagne di diffusione del materiale informativo e dei preservativi che regalammo pubblicamente per la prima volta al mondo a Bologna in un giorno del febbraio 1987 a divertiti passanti.
L'Aids, come dice Susan Sontag nel suo bellissimo "l'Aids e le sue metafore", aveva sostituito nella mentalità collettiva la paura del cancro. era diventata la principale preoccupazione di tutti. 
Nel 1991 si tenne a Firenze il congresso mondiale sull'Aids che propose la linea della cronicizzazione della malattia e la ricerca nel 1996 ci diede la "triterapia" che risultò subito molto efficace al punto da salvare un gran numero di persone consentendo alla maggior parte delle persone sieropositive di avere un tasso di sopravvivenza praticamente normale. 
Da allora di Aids se ne parlò sempre meno, il tema venne messo sempre di più sotto il tappeto e la malattia da fatto anche sociale diventò un problema esclusivamente sanitario e farmacologico. Lo stato italiano smise di fare campagne ed oggi non c'è traccia di un intervento pubblico per la informazione e la prevenzione. Risultato l'Italia è il paese europeo con 140 mila persone sieropositive, il tasso di infezione è tornato a salire in modo molto preoccupante accompagnato all'aumento delle altre malattie a trasmissione sessuale e la sieroprevalenza ci dice che le nuove infezioni sono al 40% tra maschi gay mentre tra gli eterosessuali è al 36%, una evidente sproporzione. E' probabile che gli omosessuali siano più sensibili al tema dei rapporti a rischio e quindi facciano più test mentre tra coloro che sono sieropositivi e non lo sanno ci sia una netta maggioranza etero. Proprio questo è uno dei punti sensibili: le persone non fanno il test che pure è diventato molto semplice ed è decisivo per diagnosticare l'infezione e poterla combattere farmacologicamente con molta più efficacia delle infezioni diagnosticate tardivamente. Nel 2003 proposi in Parlamento tra le altre misure di lotta anche il test liberamente acquistabile in farmacia, ma una levata di scudi dell'associazionismo antiAids mi fece ritirare la mozione. Io ritengo che una persona adulta debba avere il diritto di gestire come crede tutta la propria vita sanitaria compreso il test per l'ìhiv, non a caso ormai il test è acquistabile liberamente in internet e nelle farmacie di Francia, Inghilterra e altri paesi. In Italia no, anche se secondo me ancora per poco. Se vogliamo massimizzare i test e favorire la sua diffusione dobbiamo fare in modo che lo si possa trovare dappertutto nelle condizioni di disponibilità per la privacy che ognuno ritiene più opportuno. Chi si è opposto finora deve riflettere se non sia stato commesso un errore importante. Stesso ragionamento per la Prep con l'antiretrovirale Truvada che si è dimostrato molto efficace nella prevenzione del virus hiv. Ognuno deve avere il diritto di premunirsi come meglio crede nonostante tutti i dubbi sull'assunzione di un medicinale in persone perfettamente sane.
Ma perchè sembra non funzionare o perlomeno non funzionare per tutti la prevenzione all'Hiv? Bisogna dire subito che la responsabilità più rilevante è da imputare alla sessuofobia clericale che ha impedito in Italia una massiccia campagna di informazione nelle scuole. Anzi, il delirio sulla presunta teoria gender si basa proprio su decine di mozioni approvate nelle amministrazioni di destra che cercano esplicitamente di impedire l'educazione sessuale nelle scuole così come chiesto persino dall'OMS. Una vera e propria campagna di aggressione e di terrorismo psicologico e culturale che ha impedito e persino chiuso alcune esperienze di informazione nelle scuole che stavano andando avanti da anni. Ministeri, scuole, gruppi cattolici, sessuofobia imperante, omofobia, una vera e propria strage di stato sull'Aids di cui costoro hanno la piena responsabilità.
Ma il sesso è controllabile? Uno dei punti di più difficile discussione è proprio questo perchè finora la campagna per la prevenzione si basa sull'indicazione dell'uso del preservativo. La risposta è che alcune persone ci riescono, molte altre no. Controllare le proprie pulsioni sessuali soprattutto nel momento clou di alcuni rapporti che magari al momento sono caratterizzati da un certo entusiasmo erotico appare per molti estremamente difficile. Ecco che allora occorrerebbe fare una campagna di prevenzione a "scalare" (se non fai questo almeno non fare quest'altro...) come si era fatto negli anni '80 (ricordo un materiale molto buono della Deutsche Aids Hilfe) e che poi non ho più visto. 
Il problema si dice oggi è quello dei maschi che fanno sesso con altri maschi, MSM. Ma più della metà degli uomini adulti soffre di patologia erettile e quindi l'uso del preservativo è molto problematico. Rinunciare alla vita sessuale? Usare i costosi medicinali erettili? E chi non se li può permettere?
Non è certamente qui la sede di una disamina articolata. Tuttavia se si vuole massimizzare l'accesso al test, cercare di ridurre al minimo le nuove infezioni, combattere la discriminazione verso l persone sieropositive occorre dirci la verità per quando scomoda possa apparire. A partire da un discorso sulla sessualità che ha trovato tra il movimento lgbt punte di moralismo estremamente negative e che vede ogni giorno l'opposizione dei bigotti per i quali è meglio un malato in più che un essere umano più felice.

 
 
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Domani, come ogni anno dal 1988, è la giornata mondiale contro l'AIDS. L'idea di dedicare una giornata a questa malattia, conosciuta per la prima volta nella primavera del 1981, ha avuto origine al Summit mondiale della sanità come tentativo preventivo di contrazione del virus HIV. In seguito è stata adottata dai governi e dagli enti internazionali di tutto il mondo.

Secondo il rapporto UNAIDS 2014, in tutto il mondo vi sono state circa 75 milioni di persone contagiate sin dall'inizio della pandemia, con circa 36 milioni di morti. Oggi, sempre secondo le ultime stime del report annuale dell'UNAIDS – Il programma AIDS delle Nazioni Unite – le morti per HIV sono diminuite del 42 %, dato confortante che ha permesso all'organizzazione intergovernativa di lanciare un programma quinquennale, con l'obiettivo di sconfiggere definitivamente il virus entro il 2030.

Parlare di una malattia considerata dai medici una vera e propria pandemia da quando ha fatto il suo ingresso nell'umanità, non è affatto facile, soprattutto alla luce di molti pregiudizi che si sono creati intorno ad essa. Parlare di AIDS implica mettere in gioco molte questioni come l'omofobia, il razzismo, il pudore e l'intolleranza. Alcuni film sono però riusciti nella difficile impresa di rappresentare l'AIDS da svariati punti di vista, cercando di non mettere in rilievo solo la sua sintomatologia ma anche la strenua lotta contro i pregiudizi legati alla sua trasmissione. Vediamo i 5 migliori film che hanno raccontato la malattia nella sua interezza ma soprattutto che hanno cercato di debilitare quello stigma che resiste ancora oggi e che porta i sieropositivi a vergognarsi di aver contratto il virus.

Proprio la settimana scorsa c'è stato un caso eclatante che ha fatto mormorare tutta Hollywood, lasciando intuire quanti tabù esistono ancora su questa malattia e lasciando trapelare quanta speculazione si possa creare intorno all'AIDS. Il caso riguarda l'attore Charlie Sheen che, dopo quattro anni in silenzio (perché poi avrebbe dovuto annunciarlo?) dalla scoperta di essere sieropositivo, ha confessato il suo dramma con una dichiarazione ufficiale, andata pure in diretta tv (qui la notizia).

1. Dalla Byers Club

Ispirato a una storia vera, il film di Jean-Marc Vallée racconta di un'America razzista, quella degli anni Ottanta nemica dei malati di HIV, ovvero degli omosessuali. Protagonista della storia -interpretato dal premio Oscar Matthew McConaughey – è un elettricista texano che scopre di essere sieropositivo nel 1985. Era l'anno in cui Rock Hudson moriva di AIDS, spingendo l'opinione pubblica ad avere una maggiore consapevolezza della patologia, considerata comunque ancora da molti la "malattia dei gay". Il rude texano Ron Woodroof comincia perciò a curarsi seguendo un corso di medicina alternativa. Incontra Rayon, (premio Oscar Jared Leto) un transessuale sieropositivo. Woodroof oltre ad avere un carattere particolare è omofobo e ha un passato da tossico dipendente. Gli vengono dati solo trenta giorni di vita ma grazie all'aiuto di Rayon e della dottoressa Eve Sack riuscirà a sopravvivere per molto più tempo, fino al 1992. La cura che Ron segue diverrà nota a molte imprese farmaceutiche che lo condanneranno e lo minacceranno.

2. Philadelphia

Nel 1993 Johnatan Demme dirige Philadelphia con il premio Oscar Tom Hanks e Denzel Washington, entrambi nei panni di avvocati. Il primo, Andy, è un avvocato brillante e di successo, è omosessuale e convive con il compagno. Il secondo, Joe, professa la sua vocazione soprattutto in televisione, trattando casi in piccolo. Joe è sposato e ha una bambina. Il giorno stesso in cui Andy ha per le mani un caso molto importante, ricevuto grazie a una sua precedente vittoria, uno dei suoi colleghi si accorge di una strana ferita sulla fronte del collega. In men che non si dica i colleghi di Andy capiscono che è malato di AIDS, così architettano un modo del tutto illegale per licenziarlo, facendolo passare per incompetente. Andy reagisce facendo causa ai suoi ex colleghi per aver aver adottato una soluzione illegittima del rapporto di lavoro. Dopo aver ricevuto il rifiuto da 8 avvocati, Andy trova finalmente in Joe un alleato con cui affrontare i pregiudizi nei confronti dei gay e dell'AIDS.

3. How To survive a plague

Candidato agli Oscar 2013 e realizzato interamente con filmati originali dell'epoca, molti dei quali inediti, How To Survive a Plague di David France è il vivido racconto di una lotta fondamentale per il diritto alla vita, all'assistenza sanitaria e per i diritti civili, in cui le storie individuali dei protagonisti appassionano per il coraggio, la capacita' di resistenza e la profonda umanità. Due movimenti, Act Up e Treatment Action Group, trasformano l'AIDS da una condanna senza uscita e una condizione da gestire senza formazione scientifica ma solo avendo libero accesso a dei filmati d'archivio.

4. Blue

Anche questa pellicola è del 1993 ed è firmata da Derek Jarman, l'ultimo film da lui diretto prima di morire per AIDS. E' dunque un testamento filmico del regista britannico, che in quegli ultimi anni di vita era diventato cieco a causa di alcune complicazioni dovute al virus. Un unico fotogramma di colore blu (tonalità ideata dall'artista Ives Klein) fa da sfondo costante alla colonna sonora composta da Simon Fisher Turner e accompagnata dalla voce di Jarman che parla della sua vita, immergendo lo spettatore dentro le tensioni di un malato terminale di AIDS.

5. Che mi dici di Willy?

1990, Norman René dirige il primo film statunitense distribuito su scala nazionale che affronta il tema dell'AIDS. Otto giovani omosessuali, Alan (fratello di Lisa, una ragazza già fidanzata), soprannominato "Spino" per la folta barba, Willy, Howard, David, Sean, John, Paul e Bob hanno successo nel lavoro, e appartengono in gran parte al mondo degli scrittori, sceneggiatori e attori dei teleromanzi, mentre Spino è un avvocato. Essi vivono agiatamente e sereni, e fra alcuni di loro ci sono legami amorosi, come fra Willy e Spino, David e Sean, Howard e Paul. Ma nel luglio del 1981 il New York Times parla per la prima volta di una malattia totalmente sconosciuta, che comincia a far vittime, specialmente fra i gay e i drogati: l'AIDS.

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ROMA, 28 NOV - L'associazione pro-family Generazione Famiglia, tra gli organizzatori del Family Day del 20 giugno a Roma, lancia per il prossimo 4 dicembre una simbolica "Giornata per il Diritto di Priorita' Educativa della Famiglia": le famiglie sono invitate a spedire al Ministero dell'Istruzione una lettera e ad astenersi dal mandare i propri figli a scuola il 4 dicembre.
Scopo dell'evento, si spiega in una nota, e' "sensibilizzare ulteriormente il Ministero circa l'ingresso nelle scuole di corsi e progetti sulla sessualita' e sull'affettivita' fondati sull'ideologia Gender, che tratta le differenze tra uomini e donne come stereotipi culturali da cancellare". All'iniziativa aderiscono le associazioni ProVita Onlus, Giuristi per la Vita e Voglio la Mamma.
"Abbiamo pensato questa iniziativa - afferma il portavoce di Generazione Famiglia, Filippo Savarese - perche' dopo la manifestazione del 20 giugno il Miur ha risposto al disagio di centinaia di migliaia di famiglie con indifferenza e minacce. La famiglia ha il diritto di priorita' nell'educare i propri figli su temi delicati ed essenziali come la sessualita' e l'affettivita', ma in questi anni l'attivismo delle associazioni lgbt nelle scuole sta ledendo questo diritto fondamentale".
"Chiediamo al ministro un incontro urgente per porre un freno a questo inaccettabile sopruso, e alle famiglie di sostenere questa richiesta partecipando con coraggio alla Giornata Nazionale" conclude Savarese. (ANSA).

AB-COM
28-NOV-15 16:12

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Londra, 17 nov. - Dopo la nuova legge irlandese che ha consentito il matrimonio fra persone dello stesso sesso, si sono celebrate questa mattina le prime nozze gay sull'isola.
Secondo quanto riporta l'Irish Independent, a sposarsi sono stati Cormac Gollogly e Richard Dowling, entrambi 35enni. La cerimonia e' avvenuta in un ufficio comunale di Clonmel, nella contea di Tipperary. "Ci sentiamo dei privilegiati a essere i primi, questa e' veramente una grande cosa", hanno detto alla stampa irlandese i due novelli sposi di uno dei Paesi piu' cattolici d'Europa. (AGI
Gby/Tig 171649 NOV 15 .

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(di Ugo Caltagirone) (ANSA) - NEW YORK, 10 NOV - "Il nostro presidente. Un alleato, un eroe, un'icona". Per la comunita' gay in America Barack Obama e' stato l'uomo della svolta. E la rivista "Out" lo celebra con un titolo che non lascia dubbi. Dedicandogli una storica copertina: la prima volta che un presidente americano in carica viene fotografato e intervistato su un magazine Lgbt.
Non solo la spinta per la legalizzazione delle nozze gay.
Obama nell'editoriale viene descritto come il presidente che ha intrapreso una serie di "iniziative epocali che stanno trasformando la posizione della comunita' Lgbt in America". Vedi anche l'abolizione della regola ferrea del "Don't Ask, Don't Tell", per cui ai militari era vietato di fare "coming out".
Insomma, e' il primo presidente degli Stati Uniti apertamente pro-gay della storia, o - come qualcuno afferma affettuosamente - "il primo presidente gay", nonostante le sue tardive aperture sulle nozze omosessuali che risalgono al 2012. Ma niente a che vedere - si sottolinea sulla rivista - con gli anni bui di George W. Bush. Ma anche a Bill Clinton che, firmando il controverso "Defense Marriage of Act" (quello abrogato di recente dalla Corte Suprema e che riconosceva solo il matrimonio tra uomo e donna) ha "macchiato la sua reputazione".
La copertina di "Out" che lo ritrae in un primo piano in bianco e nero serve cosi' ad Obama - concordano molti osservatori - per rafforzare la sua immagine di "paladino dell'uguaglianza". Un'immagine che e' parte integrante di quello sforzo che il presidente sta compiendo per costruire la sua eredita', a poco piu' di una anno dall'addio alla Casa Bianca:
dalla battaglia contro i cambiamenti climatici a quella contro il razzismo e l'estensione dei diritti civili.
E, a proposito del futuro, nell'intervista cita le figlie Malia e Sasha, spiegando come rappresentino "una nuova generazione" che ha "tolleranza zero contro ogni tipo di intolleranza". "Per loro e per i loro amici ogni forma di discriminazione non ha senso", spiega.
E la prima persona apertamente gay che ha incontrato nella sua vita? Probabilmente, ricorda il presidente americano, un professore del college, quando aveva 18 anni, che gli trasmise "il coraggio, la determinazione e la fiducia nella lotta per i propri diritti e quelli degli altri". (ANSA).

CU
10-NOV-15 18:48

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L'omicidio del 49enne tedesco avvenuto la scorsa volta a Roma ci lascia indignati e pieni di rabbia. Non sappiamo ancora il movente né tantomeno l'orientamento sessuale della vittima, tuttavia, i media hanno più volte parlato di indagini nel "mondo omosessuale" e "negli ambienti gay". Non possiamo che esprimere la nostra più profonda indignazione per questo uso del linguaggio giornalistico, che alimenta, anche se molto spesso in buona fede, lo stigma sociale verso quello che da molti viene ancora oggi considerato un mondo "perverso" e "criminale".

Qualora dovesse essere confermato si tratti di un crimine a sfondo omofobo, emergerebbe chiaramente un problema di sicurezza molto grave sul quale siamo pronti a stabilire nuove sinergie con le forze dell'ordine. A prescindere dalla reale natura del crimine, tuttavia, è necessario comprendere che se ancora oggi un padre di famiglia rifiuta e picchia il proprio figlio o la propria figlia, ciò accade in larga misura proprio per questo genere di pregiudizio dilagante nel senso comune. Bisogna in tal senso intervenire in maniera sistematica nel mondo della formazione e auspichiamo una sempre più intensa collaborazione tra Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa e associazioni LGBTI.

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PARIGI - Il divieto risaliva agli anni Ottanta. Quando la paura del contagio da HIV era ai massimi livelli. La malattia era temuta e poco conosciuta. E gli uomini che hanno avuto relazioni sessuali con persone dello stesso sesso venivano escluse dalla dalle donazioni. Ma ora tutto è cambiato. E cambiano anche le regole. Da l'anno prossimo, in Francia, anche gli omosessuali potranno donare il loro sangue. Lo ha deciso e annunciato il Governo di Parigi tramite il ministro della Sanità Marisol Touraine.

La ministra transalpina ha precisato che non ci sarà nessun cambio radicale. "Sarà un processo a tappe. Tappe che intendono rispettare la sicurezza dei pazienti".

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Washington, 4 nov. (AdnKronos) - Salt Lake City ha eletto una donna gay come sindaco. Secondo i risultati ancora non ufficiali, Jackie Biskupski ha infatti sconfitto Ralph Becker, da due mandati sindaco della città, con il 52% contro il 47,8%, diventando il secondo sindaco donna, e la prima omosessuale, della città piccola roccaforte democrat - l'ultimo sindaco repubblicano risale dal 1971 - in uno stato fortemente repubblicano, lo Utah, e 'capitale' della chiesa dei Mormoni, notoriamente conservatrice in materia di diritti gay.

"Mi sento alla grande, abbiamo mantenuto il nostro vantaggio, e concluderemo forti, ne sono sicura", ha detto Biskupski, ex deputata statale, che ha sfidato, ed apparentemente sconfitto, il sindaco del suo stesso partito con molti più fondi e appoggi bipartisan dall'establishment politico della città.

"Devo tutto alle persone in questa stanza, un gruppo che testimonia la 'differenza' e che avrà voce di nuovo in città", ha aggiunto la democratica parlando ai suoi sostenitori. In effetti anche l'attuale primo cittadino di Salt Lake City aveva ottimi rapporti con la comunità gay ed celebrato il primo matrimonio gay della città subito dopo che è stato legalizzato nel dicembre del 2013.

Da parte sua, Becker non ha riconosciuto la sconfitta ed ha detto di voler aspettare i risultati ufficiali che non arriveranno prima del 17 novembre. Ma ha poi lodato l'avversaria che ha condotto "una campagna molto forte, i voti che sono stati contati finora la mostrano in testa come riflesso di questa campagna". Il ritardo nel conteggio è dovuto alla necessità di scrutinare i voti per posta ricevuti.

Consulente da otto anni dell'ufficio dello sceriffo, Biskupski ha avuto il sostegno dei sindacati cittadini, compreso quello della polizia locale che lo scorso giugno aveva voltato le spalle al sindaco Becker che aveva costretto alle dimissioni il popolare capo della polizia, reo di non aver dato seguito a tre denunce per molestie sessuali presentati da tre agenti donne contro l'ex vice capo della polizia.

(Ses/AdnKronos
04-NOV-15 16:06 .

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