Feb 24, 2017 Last Updated 1:58 PM, Feb 23, 2017

Unioni civili a Bolzano: "Fateci sposare e poi le scartoffie"

Published in Diritti

Da Alto Adige (9/8/2016)

Unioni civili, monta la polemica. Mentre in diversi comuni italiani come Milano, Torino e Bologna si stanno già celebrando le prime unioni, in provincia di Bolzano non ce n’è stata ancora nessuna. Una situazione, questa, che fa crescere il malumore fra quanti, in Alto Adige, aspettano questo momento da molti anni e che chiedono che si faccia come accaduto già in altre realtà italiane: procedere con le unioni e poi, una volta sciolti i nodi burocratici, trascriverle sui registri. «A Bologna - sottolinea una coppia in stand-by - fanno così: ti puoi già “sposare”, anche se poi l’unione verrà formalmente registrata tra qualche settimana. Perché qui il Comune non ha lo stesso coraggio?». A bloccare le unioni in provincia è il problema della traduzione in tedesco dei formulari. E pare proprio che la situazione rimarrà questa ancora per alcune settimane: se tutto va bene, le prime coppie potranno essere registrate solo a settembre. «Capiamo la situazione particolare, sappiamo che le lungaggini spesso sono inevitabili, però non accetteremo ritardi eccessivi, né perdite di tempo dovute a ferie oppure al ferragosto». Il presidente dell’associazione gay Centaurus, Andreas Unterkircher, rimane fermo sulla sua posizione e non accetterà eventuali scuse: «Ci rendiamo conto delle lungaggini tecniche che condizionano il lavoro delle nostre istituzioni. Ovviamente terremo tutto sotto controllo affinché ogni procedura possa avanzare senza intoppi». La grande differenza tra la provincia di Bolzano e il resto del Paese è quindi dovuta al bilinguismo e la trafila burocratica che i formulari devono affrontare è abbastanza intricata: «I formulari inviati dal Ministero dell’Interno devono essere mandati al Commissariato del Governo per la traduzione - spiega l’assessore comunale Angelo Gennaccaro - poi questi dovranno essere inviati nuovamente al Ministero». A questo punto i documenti, tradotti e controllati, devono tornare ancora una volta al Commissariato e, solo a partire da quel momento, arriveranno finalmente ai comuni. La lunga strada verso lo “sblocco” della situazione, però, non termina qui. Questo perché, nel frattempo, è necessario anche aggiornare il sistema informatico che gestisce i dati che verranno inseriti una volta che saranno celebrate le unioni civili. Questo sistema informatico è coordinato dal consorzio dei comuni: «Mi rendo conto - prosegue - che si cerchi di accelerare la procedura, ma si tratta davvero di aspettare due o tre settimane: per i primi di settembre saremo operativi. Ci tengo a sottolineare che non c’è nessuna volontà di ostacolare questa procedura». Gennaccaro si sofferma quindi sul numero di richieste che sono pervenute al suo ufficio: «Poche. In altre realtà, invece, si sono dovuti creare dei registri appositi data la quantità di domande. Se ce ne fossero state di più, naturalmente avremmo fatto lo stesso».