Mar 25, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

Praga, licenziato per video hot e droga, ma il presidente lo vuole al Vaticano

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Il presidente ceco Milos Zeman preme per la nomina come ambasciatore in Vaticano del suo ormai ex capo del cerimoniale, Jindrich Forejt, appena defenestrato dopo la diffusione di video che lo riprendono in scene di sesso e mentre sniffa una sospetta polvere bianca.

"Posso dire che con me ha sempre svolto i suoi compiti in maniera egregia e ribadisco che sarei personalmente molto lieto se potesse diventare ambasciatore del nostro Paese in Vaticano, una carica per la quale d'altronde è stato già designato dal precedente governo" ha dichiarato Zeman, sottolineando che "la cosa ora è nelle mani del nostro ministero degli Esteri e della Santa Sede, ma per me rimane il candidato ideale". Parole che hanno lasciato sbalorditi i giornalisti e nessun riferimento al fatto, da parte presidenziale, che della vicenda Forejt e del clamore suscitato, stiano cominciando a interessarsi una serie di organi dello stato, ad iniziare dall'Ente per la sicurezza nazionale e dalla Centrale nazionale antidroga. E chiaramente per motivi che non hanno niente a che fare con possibili nomine in Vaticano. Proprio oggi il ministro dell'Interno, Milan Chovanec, ha chiesto che la magistratura apra una inchiesta per capire se il video sia stato realizzato allo scopo di ricattare l'ex capo del cerimoniale. Secondo la versione ufficiale Forejt - 39 anni, responsabile dell'Ufficio del protocollo del Castello di Praga dal 2004 - si è dimesso "per motivi personali e di salute", ma è sin troppo evidente come sia stato costretto a farsi da parte in conseguenza dello scandalo.

I video, in totale a quanto pare otto, che da alcune settimane venivano offerti alle redazioni dei giornali cechi, sono stati comprati da Hlidaci Pes (Il cane da guardia), un notiziario on line. I suoi responsabili non li hanno pubblicati, né hanno intenzione di farlo. Hanno però descritto il contenuto scabroso, diffondendo alcuni fermo immagine di carattere inequivocabile. Zeman è un personaggio già in passato fattosi notare per dichiarazioni fuori dalle righe e insolite per un capo di stato, ma tornando alle sue odierne rimane il dubbio se si sia trattato di una semplice gaffe, oppure di una manifestazione presidenziale di perfida ironia. Forejt è una figura molto nota al pubblico ceco, dall'immagine inappuntabile, oggetto qualche volta di ironia da parte dei media per la sua abitudine, durante le visite di stato al Castello di Praga, di piazzarsi non alle spalle dei potenti di turno, ma sempre al loro fianco, protagonista immancabile di tutte le foto ufficiali. Una abitudine che gli è valsa il nomignolo, soprattutto fra cameraman e fotografi accreditati, di "Forrest Gump del Castello di Praga".

In passato sono circolate voci sulla sua presunta omosessualità, ma la cosa è sempre stata classificata come una questione del tutto privata, in un paese come la Repubblica Ceca, dove vige un elevato grado di tolleranza per il mondo gay. Molto cattolico, insignito alcuni anni fa dell'Ordine di San Gregorio Magno da Benedetto XVI, Forejt ha sempre mostrato di avere particolarmente a cuore la possibilità di essere destinato un giorno a Roma come ambasciatore presso il Vaticano. Il quotidiano di Praga Hospodarske noviny ha titolato oggi, riferendosi a questa storia "Pulp Fiction nel Castello di Zeman". La tesi è che dietro questa vicenda ci siano degli intrighi interni agli uffici presidenziali. L'ipotesi, pur senza accuse dirette, è che a far cadere Forejt siano stati il cancelliere Vratislav Mynar e il consulente presidenziale Martin Nejedly, due personaggi dall'immagine molto controversa e di cui è noto l'influsso che entrambi esercitano sul capo dello stato. Il primo continua a rimanere al fianco di Zeman come cancelliere, pur essendogli stato sempre negato dalle autorità competenti il necessario nulla osta di sicurezza. Il secondo, dopo aver a lungo svolto attività imprenditoriale in Russia, è stato responsabile della Lukoil in Repubblica Ceca e fra i fondatori del Partito dei diritti dei cittadini, il movimento che ha posto le basi per la elezione presidenziale di Zeman. A loro volta soprannominati "il gatto e la volpe", si sussurra che Mynar e Nejedly da tempo le stessero provando tutte per far scivolare Forejt, "insaponandogli le scale della sede presidenziale". E questa volta il Forrest Gump del Castello di Praga non è riuscito a evitare la caduta.